Il Gusto

Bologna, nuova vita per I Portici: la qualità non manca ma ci vorrebbe un po' più cuore

 Alcune pietanze del nuovo menu
 Alcune pietanze del nuovo menu 
Luci e ombre per il ristorante fino a poco tempo fa guidato da Agostino Iacobucci: molta tecnica, ma poca passione. Seguici anche su Facebook 
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Per le guide gastronomiche è il miglior ristorante in città, l’unica stella Michelin sotto le Torri. Da poche settimane ha cambiato il timoniere e ora ai fornelli c’è Emanuele Petrosino che ha ricevuto il testimone da Agostino Iacobucci. Al Ristorante I Portici  di Via dell’Indipendenza 69 l’ambientazione è decisamente charmant.
 La sala de I Portici
 La sala de I Portici 

L’elegante sala è ricavata in un ex teatro dell’800, con i tavoli ben distanziati e la privacy e il comfort ampiamente garantiti. La carta dei vini è tra le più importanti in città, ma i ricarichi applicati non invitano a stappare. Peccato che l’addetta alla mescita non sia preparata quanto dovrebbe e cada dalle nuvole alla mia richiesta della data di degorgement o sboccatura del mio Brut Initial Jacques-Selosse, Champagne da 190 euro. Non c’è da meravigliarsi visto che il maître ignora il significato di cultivar quando mi illustra la grande qualità dell’olio extravergine della Tenuta Pennita (davvero ottimo, da olive Nostrana di Brisighella) elargito con il pane. Oltre a questi dettagli, non trascurabili a certi livelli, il servizio è all’altezza di un ristorante di rango.
 Lo chef Emanuele Petrosino
 Lo chef Emanuele Petrosino 

Capitolo cucina. Scelgo il menu degustazione più ampio 9 portate a 110 euro esclusi servizio (4 euro) e bevande (acqua a 5 euro). I piatti sono eseguiti con grande tecnica e attenzione alle presentazioni. Tra tutti mi emoziono esclusivamente per lo Spaghetto ai cinque pomodori, omaggio a Nino di Costanzo maestro bistellato dello chef Petrosino: stupendo. Oltre questo, piatti eseguiti con precisione e dettati da una musa poco ispirata.
“Marchigiana”, ovvero tartare di manzo, “Uovo Fabergè” più un secondo che un antipasto, mal collocato nella sequenza del menu. “Tortello in bianco, gamberi, calamaretti e limone” e l’ottimo “Piccione con Astice” sminuiscono gli ingredienti ittici. Complessivamente c’è qualità, ma manca il coup de coeur.