Il Gusto

Non solo mare e sole: la Sardegna fuori stagione è un trionfo di sapori

Non solo mare e sole: la Sardegna fuori stagione è un trionfo di sapori
Autunno in Barbagia, la manifestazione per scoprire tutto il gusto di un territorio: tra rievocazioni e bellezze naturali, ecco dove mangiare bene e secondo tradizione. Seguici anche su Facebook
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Antichi sapori e saperi sardi rivivono anche quest’anno con Autunno in Barbagia. L’evento, conosciuto anche con il nome di “Cortes apertas”, giunto alla 23esima edizione, permette di scoprire il cuore della Sardegna più autentica e profonda. “Amore ‘e Coro” è lo slogan, perché la manifestazione, come in un’armonia musicale, racconta il cuore dell’isola: il territorio, l’artigianato, la cultura e la cucina tipica. I suoni dell’orchestra conducono attraverso antiche storie di nuraghi, pietre misteriose, tombe dei giganti. Le voci dei cantori narrano la letteratura e la poesia, da Grazia Deledda fino alle rime di Salvatore Sini, autore della canzone d’amore “A Diosa”, l’opera canora simbolo della Sardegna.

Sono ben 32 i paesi che aprono le proprie case ai visitatori, fino al 16 dicembre, tra Bitti e Oliena, da Dorgali e Lula, da Gavoi a Orgosolo, da Nuoro a Mamoiada, poi Orune, Ollolai, Belvì, Lollove. Sulle note del gusto viaggiano i sapori autentici della tradizione, raccontati nella Guida ai sapori e ai piaceri della Sardegna, edita da Repubblica e acquistabile in edicola e libreria. Allora ecco qualche buon ristorante dove gustare le specialità isolane in concomitanza con gli eventi principali in programma per l’Autunno in Barbagia.
 
15-16 settembre: Dorgali
 Panadine
 Panadine 

Tra le botteghe artigiane di Dorgali specializzate nella lavorazione della filigrana, della ceramica, dei tappeti e del legno, l’esposizione di opere d’arte e la musica dei tenores, sono numerosi gli eventi di degustazione enogastronomica. Qui c’è il ristorante Colibrì: Lucia Sotgia e Alberto Mereu propongono un menu di autentica cucina sarda, con i sapori di una volta. Si comincia con salumi e formaggi, si consiglia il sanguinaccio, ottenuto dal sangue di agnello e cotto all’interno del suo stomaco. Tra i primi piatti di pasta fresca spiccano i culurgiones al pomodoro e il pane frattau. I secondi di carne spaziano dalla capra in umido al timo, quasi uno stracotto, al “saccauju”, l’agnellone, in umido. Completano l’offerta i dessert della casa come le seadas e la mousse di ricotta e vincotto.
 
22-23 settembre: Orani
 Carne alla brace alla Locanda Barbagia
 Carne alla brace alla Locanda Barbagia 

Rigogliosi boschi, fertili colline e ricchi giacimenti di preziosi minerali fanno da cornice al paese di Orani, posizionato in una deliziosa conca tra il verde rilievo di Sa Costa e le propaggini nord occidentali del Monte Gonare. Noto per avere dato i natali a celebri artisti di fama internazionale come Costantino Nivola, Mario Delitala e lo scrittore Salvatore Niffoi. In un locale situato tra le viuzze del paese, Locanda della Barbagia, Debora Manca propone la propria idea di cucina che si basa su piatti semplici e fedeli alla tradizione. Si parte con l’antipasto della casa, che comprende assaggi di varie specialità come salumi, formaggi, animelle e funghi. Si passa poi ai primi, tra i quali meritano un assaggio i ravioli home made con crema di pistacchi e gorgonzola e i malloreddos con purpuzza, pomodorini e funghi antunna. 
 
29-30 settembre: Tonara
 Torrone di Tonara
 Torrone di Tonara 

Fratture geologiche risalenti al Giurassico hanno dato origine ai cosiddetti “toni ” o “toneri”, scenografici tacchi calcarei che circondano l’abitato. Tonara è famosa in tutta l’isola per la produzione del prelibato torrone, sulla guida di Repubblica della Sardegna si segnalano alcuni torronifici artigianali dove acquistare il prodotto in loco: Marotto (via Roma 6), in cui si utilizzano solo prodotti sardi e senza l'ausilio di processi automatizzati, la struttura nata alla fine dell'Ottocento e a conduzione familiare propone questa specialità in varie declinazioni, dal classico, noci, mandorle, miele, fino alle altre versioni come quella al mirto. Pili, che oltre al negozio e alla fabbrica, ha allestito anche un museo proprio all’ingresso del paese, una costruzione dalle ampie capriate in legno scuro che si confonde con la roccia calcarea dello sfondo. Visitare la “fabbrica del torrone” è un’esperienza quasi mistica, fuori dal tempo. Da non perdere il “torronciok”, nelle due versioni al latte e al fondente, o la “tonaresina”, un liquore alla crema di torrone. Infine c’è Pruneddu, che oltre al classico offre confezioni di torroncini di diversi gusti che cambiano in base alla varietà di miele. Si va dal castagno al corbezzolo, fino alla lavanda e altri ancora tutti da gustare.
 
6-7 ottobre: Gavoi
Pasto a base di pane carasau, ristorante Santa Rughe 
Pasto a base di pane carasau, ristorante Santa Rughe  

Un borgo gioiello, circondato da monti del Gennargentu e lambito da corsi d’acqua. Durante la tappa gavoese di Autunno in Barbagia si potranno gustare le prelibatezze locali, come il famoso pecorino fiore sardo dop, pane e fresa, patate e dolci tipici, e ammirare le eccellenze artigiane. Inoltre nei punti più alti del territorio, vicino alle sorgenti, è possibile visitare menhir, domus de Janas e nuraghi, simbolo di un luogo abitato sin dalla preistoria. Dopo aver visitato il borgo ci si ferma a rifocillarsi a Santa Rughe, dove Franco Podda e Marinella Pinna gestiscono il ristorante di cucina sarda, incentrato sui piatti della tradizione barbaricina e gavoese, realizzati dallo chef Luigi Crisponi. Le portate principali vedono protagonisti i maharrones curzos, piccoli gnocchi a forma di barchetta fatti a mano, con ricotta secca, patate e pomodoro, e su erbuzzu, minestra di erbe selvatiche tipica di Gavoi. Passando ai secondi, sono disponibili diversi tipi di carne, dal maialetto arrosto all’agnello, dal cinghiale in umido alla pecora in cappotto con cipolla e patate oppure stufata con erbe aromatiche. La carta dei vini mette al centro il territorio con circa settanta etichette regionali, soprattutto delle zone limitrofe.
 
13-14 ottobre: Orgosolo
 Un tipico pranzo con i pastori al Supramonte
 Un tipico pranzo con i pastori al Supramonte 

La storia raccontata sui muri di un paese-museo. Orgosolo rivela un profondo legame con le sue radici barbaricine e con usi e costumi di un tempo: è la patria del canto a Tenore, patrimonio dell’Umanità Unesco, nonchè paese dei murales. I dipinti su muri e piazze del centro storico raccontano di politica e cultura, intimo dissenso e lotte popolari, malessere e giustizia sociale, vita quotidiana e tradizioni pastorali. I visitatori potranno conoscere la cucina tipica barbaricina nel ristorante Supramonte. Qui si organizzano anche visite guidate, escursioni, percorsi di educazione ambientale, il pranzo tipico con i pastori. La società di Gesuino Dore e Pietrino Cossu offre diversi servizi a coloro che vogliono scoprire le meraviglie del territorio di Orgosolo. Il viaggio gastronomico parte con i macarrones lados con ragù di pecora e i ravioli di formaggio al sugo di pomodoro. Non può mancare poi il maialetto allevato nel territorio, cucinato arrosto, e le costine di agnellone al timo. Si chiude con il dolce sardo per eccellenza, la seadas con formaggio pecorino. Mentre i vini sono il cannonau della casa e bottiglie provenienti dalle cantine locali.
 
20-21 ottobre: Belvì
 Ristorante Edera
 Ristorante Edera 

Un piccolo centro agropastorale circondato boschi fiabeschi. Nel corso di Autunno in Barbagia si assaporano i particolari caschettes, dolci fatti a mano (dal XVII secolo), un tempo riservati alle cerimonie (i dolci della sposa), creazioni di pasta violada farcite con nocciole e miele e aromatizzate all’arancio. La cucina tipica si assaggia da Edera, il ristorante di Marianna Cadau che segue le antiche ricette della zona e si basa su prodotti stagionali locali, come le carni che provengono da allevamenti del territorio, gli insaccati e i salumi di produzione propria, insieme ai sott’oli, la pasta fresca. I ravioli di patate, menta e formaggio e la fregula al ragù di cinghiale sono due dei primi piatti proposti, seguiti dal cinghiale al cannonau, la capra a succhittu e l’agnellino alla malvasia. Si chiude in dolcezza con le caschettas e il torrone della casa. I vini della cantina del Mandrolisai accompagnano il percorso gastronomico (via Roma 36, Belvì, tel. 0784 629898).
 
27-28 ottobre: Aritzo
 Frutti di mare sardi
 Frutti di mare sardi 

Il borgo è conosciuto come “capitale delle castagne” e celebra il primato nella sagra dedicata, a fine ottobre, proprio per la tappa di Autunno in Barbagia. E proprio a questo frutto si deve il nome del locale di Nicola Curreli, S’Iscriscione, che indica in sardo il riccio della castagna. In inverno gli ospiti sono accolti nella sala soppalcata, arredata con stile rustico e richiami alla Sardegna. Con le belle giornate è invece possibile gustare i piatti della cucina di Giovanni Curreli anche sotto i gazebo all’aperto. Scorrendo il menu tra i primi piatti si possono scegliere i ravioli in salsa di noci, le tagliatelle ai funghi porcini e il vero piatto forte della casa, il risotto al cannonau con rucola selvatica e castagne. Seguono i secondi di terra, come il classico maialetto arrosto.
 
1-4 novembre: Mamoiada
 Pasta fresca al Mamoiada
 Pasta fresca al Mamoiada 

Famosa per il suggestivo carnevale, una delle più antiche celebrazioni popolari dell’isola che vede come protagonisti i Mamuthones con la maschera nera a tratti marcati, intagliata in legni pregiati, e vestiti di pelli ovine su cui caricano trenta chili di campanacci (sa carriga). L’occasione però per scoprire la cucina tradizionale agro pastorale è la tappa novembrina di Autunno in Barbagia: si gustano prosciutti, maccarrones de busa, pane frattau, porcetto arrosto, pecora bollita, fave con lardo e su sambeneddu. Ma anche i formaggi che qui si produno: fiore sardo, ricotta, sa frughe e casu martzu, squisiti spalmati sul carasau. Nel ristorante La Campagnola ci si accomoda nella veranda esterna, circondata dal giardino dove l'aria profuma di timo e mirto, e si gustano i piatti della memoria. Da non perdere lo spezzatino di pecora in umido con le olive e la lonza di maiale al melograno.