Il Gusto

Da Grottaferrata arriva l'oste più colorato: adesso anche Roma ha la sua Bonora

Da Grottaferrata arriva l'oste più colorato: adesso anche Roma ha la sua Bonora
Sede nella Capitale per uno dei locali di culto dei Castelli Romani, l'Oste della Bon'ora della famiglia Pulicati. In menu tradizione laziale, ma anche burger e drink. Seguici anche su Facebook 
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«Voglio riunire qui tutto il quartiere, dalle vecchiette agli universitari, dalle famiglie alle coppie, facendo vivere questa piazza dal pranzo al dopo cena».
Con l’apertura de La Bonora in largo Appio Claudio a Roma, punta a creare un luogo di ritrovo all’insegna del gusto Massimo Pulicati, istrionico patron de L’Oste della Bon’Ora a Grottaferrata che, dopo anni d’assenza, torna in città aprendo un secondo ristorante dal piglio contemporaneo, tra arredi industrial e la bella cucina a vista, anticipata dal caldo bancone in legno dove Jacopo Mazzitelli e Roman Terentiev preparano elaborati drink con distillati da tutto il mondo, ispirandosi al libro cult del 1919 “ABC of mixing cocktails” di Harry McElhone.
A firmare il menu è anche qui la chef e moglie di Pulicati, Maria Luisa Zaia, che spiega: «Classici come l’amatriciana in cornucopia e il mio fegatello al vino li proponiamo anche qui, ma in una carta giovane e dinamica, dove trovano spazio anche gli hamburger e lo stinco di maiale alla birra, l’abbacchio e le insalate di stagione».
D’altronde al timone del nuovo locale ci sono i figli della coppia, Flavio e Marco, affiancati dalle mogli Elisa Schicchi e Daniela Proietti, per dar vita ad una vivace conduzione familiare.
«Qui - continua Massimo - portiamo tutte le materie prime delle campagne laziali, con presidi Slow Food e chicche d’eccellenza, ma le interpretiamo in una chiave più moderna», anche in formule come «l’aperitivo con taglieri di salumi e formaggi laziali, l’after dinner e il brunch della domenica, oppure il pranzo degli infrasettimanali, con piatto unico a 10 euro», precisa il figlio Marco.

In carta poi non mancano portate inedite, che rielaborano la tradizione, tra cui l’arrabbiata con stracciatella o la cacio e pepe con lime e vongole, mentre i divertenti crostini gourmet si ispirano alle tapas spagnole ma in chiave nostrana, tra polenta e funghi, ricotta e uva e quello con mousse di mortadella al pistacchio.
Da non perdere poi, la saletta in fondo, celata dalla porta a vetri con l’abbreviazione dell’insegna (“LaB”), da prenotare per eventi o per regalarsi un angolo di intimità, sorseggiando un calice di vino.