Masterchef, la finale: Valeria Raciti vince l’edizione 2019
Eleonora Cozzella
Dopo una speciale finale a tre, la trentunenne siciliana conquista i giudici della cucina di SkyUno con un menu che racconta se stessa tra "tradizione e curiosità". Seguici anche su Facebook
Aggiornato 4 minuti di lettura
È Valeria Raciti la vincitrice dell’ottava edizione di MasterChef Italia. Siciliana di Aci Sant’Antonio, un paese di 18mila abitanti in provincia di Catania, lascia ufficialmente la sua veste di segretaria amministrativa per laurearsi cuoca a tutti gli effetti. E adesso, oltre a ricevere i 100mila euro di premio, firmerà il suo primo libro di ricette e potrà avverare il sogno tenuto a lungo nel cassetto di cucinare a tempo pieno (ma al momento - assicura - vuole continuare a imparare e solo più in là penserà a un eventuale ristorante).
Ci tiene a dire che questa è stata la sua avventura più importante e formativa: “Voglio dire quanto i meccanismi della gara e le persone che mi hanno accompagnata in questo percorso abbiano fatto la differenza e abbiano invertito la rotta della mia vita”.
Ha convinto i quattro giudici del programma di Sky Uno – Joe Bastianich, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli – al termine di una coinvolgente sfida a tre in cui ha presentato il suo menu “Fra me e me” insieme a quello dei finalisti, il 23enne studente di legge Gilberto Neirotti e l’operaia friulana Gloria Clama.
Nei piatti pensati per la gara tanta Sicilia, ma in un mix che guarda lontano perché – come ha detto a Sapori – “più si conoscono le basi della cucina tradizionale più solide sono le basi su cui costruire il proprio stile. La mia passione parte da lì, dalle ricette e dai prodotti del territorio ma la mia passione non ha confini e viene ispirata continuamente dalla mia incontenibile curiosità”.
E infatti assicura che il suo libro sarà specchio di questa filosofia, con ricette semplici e chiare per tutti (e il pubblico già spera di trovarci suoi piccoli capolavori, come il minestrone gourmet).
Heinz Beck
La serata era cominciata con la Mystery Box, in cui la cloche nascondeva un volume con il nome e il volto di ciascun aspirante MasterChef. Tema: presentare alla giuria un piatto degno di essere pubblicato su un ricettario. Ne era uscito vincitore Gilberto che, col suo Capesante, dashi e aria di mela verde e zenzero, ha ottenuto, per l’Invention Test, due vantaggi: scegliere quale piatto replicare e quale far preparare agli avversari tra i quattro signature dish dello chef tre stelle Michelin Heinz Beck.
Ad Alessandro, cui erano capitati i tortellini di coniglio con carote e camomilla, la prova è costata l’esclusione dalla cucina di MasterChef a un passo dal traguardo. Alessandro è eliminato a un passo dalla finale
Rimasti in tre, ecco aperta la fase più emozionante del talent: l’ideazione, preparazione e il servizio al cospetto dei giudici dei rispettivi menu degustazione, rappresentativi dei loro stili di cucina. Il tutto sotto gli occhi di speciali tifoserie: per Valeria sono in balconata il marito Sebastiano, e gli ex concorrenti Giuseppe, Anna, Federico, Vito, Tiziana B., Caterina, Tiziana R. e Guido; per Gloria il marito Mirco, poi Virginia, Samuele, Gerry, Paola, Giovanni e Salvatore; per Gilberto mamma Mariella, Alessandro, Loretta e Verando.
Valeria si cimenta in un percorso gourmet che ha chiamato “Fra me e me”, con il quale vuole mostrare che il rispetto nei confronti della sua terra non è solo un traguardo, ma un punto di partenza verso nuovi orizzonti: Per Gloria il biglietto da visita gastronomico è “Guriuz”, in riferimento ai folletti mitologici dei boschi della Carnia, di cui vuole celebrare la magia; mentre Gilberto sceglie “Dal Mediterraneo al Pacifico, un viaggio di sola andata” per un percorso tra sapori semplici e influenze lontane.
A disposizione due ore e mezzo prima che i giudici chiamino il primo piatto.
Il primo a suonare il campanello e presentare due entrée è stato Gilberto: Gambero marinato con agrumi, caviale e crema di burrata e dashi di funghi, canestrello scottato, riccio essiccato e maionese alla liquirizia. La seconda proprio Valeria con C'era una volta, una rivisitazione di una bruschetta, con pane di Altamura e sferificazione di pomodoro. “Un piatto se vogliamo simbolico della mia passione per la cucina – rivela la vincitrice – perché da ragazza non amavo affatto l'odore pungente e acre del pomodoro crudo, ma adoravo letteralmente il profumo che sprigionava una volta messo a cuocere”. Insomma, è la magia dell’atto di trasformare il cibo. “Proprio questo ricordo – dice - ha ispirato la prima portata del mio menu”.
Poi ecco l’entrata di Gloria, il Rùat, a base di trota marinata con uova di pesce, tartufo, pompelmo, arancia, asparagi.
Ancora Gloria con Sconfinando (canederlo con salsa al cavolo viola, senape e speck) e di nuovo Valeria con un cannolo di alici marinate, ripieno di battuto di melanzane, aria di prezzemolo, mandorle tostate, salicornia e uova di trota. Infine Gilberto, con un pil-pil con baccalà in oliocottura e tuorlo liquido.
Nella sfida senza sosta Valeria si prenota subito con il primo: Incontro tra tradizione e innovazione, spaghetti ai ricci di mare spuma al cocco e alghe (e i fan non possono dimenticare che il cocco le ha fatto vincere anche una gara due settimane fa, quando lo aveva abbinato alle cozze). Poi Gloria con La leggenda dei Guriuz, cjarsons con erbe, uvetta, cannella e Gilberto con un risotto alla zucca, gelatina di Amarone, tartufo bianco e aria di Monte Veronese. Il piccione al tè Oolong di Valeria
Valeria non solo fila liscia in qualità, ma stupisce i giudici quando rivela che ha preparato ben due secondi: a Gli opposti a volte si attraggono (stracotto con radici germogli e bisque) aggiungerà anche il Piccione al tè Oolong Phoenix, con patate in acqua di barbabietola.
I sapori della sua isola tornano con forza nel dessert: gelato alla ricotta su terra ai pistacchi, spugna agli agrumi e coulis di lamponi, piatto intitolato appunto "Lieto fine".
Forse nome premonitore, perché per lei è stato davvero un finale felice. Un po’ lo dedica in cuor suo a nonna Maria che da poco non c’è più, ma che le ha acceso la passione per la cucina (“sono certa che sarebbe orgogliosa di me. L’ho sentita vicina in queste settimane”) e un po’ a se stessa, nel senso che ha imparato a volersi più bene.
“Questa esperienza mi sta cambiando” aveva detto all’inizio del talent riferendosi alla sua insicurezza, aggiungendo: “Una di queste è il mio aspetto fisico. Espormi è una cosa che mi spaventa”. Adesso il cambiamento è davvero avvenuto.
E può essere d’ispirazione per gli altri: “Spero che il mio percorso possa essere d'esempio a chi come me convive con le insicurezze e non si sente all'altezza. Dobbiamo imparare a volerci bene di più, a dare a noi stessi la giusta considerazione e una generosa dose di fiducia. Ognuno di noi può fare qualsiasi cosa, i primi ostacoli spesso siamo noi stessi, che ci poniamo limiti che non esistono. Forse perché ce lo fanno credere gli altri, forse perché a volte è più comodo così, ma volare è veramente bellissimo”.