Vineria che passione, a Vasto i sapori dell'Abruzzo più vero
Luca Iaccarino
Dalla ventricina alle pallotte cacio e ova, una trattoria che stimola l'allegria (oltre all'appetito). Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
Vivo in Piemonte ma sono cresciuto a cucina abruzzese. Per motivi di famiglia, ma non la mia: sono infatti abruzzesi tanti dei nuclei che hanno aperto trattorie a Torino, dove vivo, negli anni Settanta. I più arrivavano da Castiglion Messer Marino, minuscolo comune (1745 abitanti) abitato immagino esclusivamente da cuochi: nella mia città tutt’oggi spopolano i ristoranti che fanno chitarra e arrosticini, e tante ne frequento, la Trattoria Da Felice, la Trattoria Da Cinzia, il Ristorante Alba...(se venite sotto la Mole segnatevele: soste old fashioned e molto valide). Sono cresciuto a cucina abruzzese ma in Abruzzo non c’ero stato mai fino al 2018. Poi ho cominciato a frequentarlo e mi sono innamorato. Certo dei vertici della sua cucina – ma lascio Niko Romito a penne più autorevoli –, ma anche delle sue incarnazioni per tutte le tasche. Come la Vineria per Passione di Vasto, nella quale mi portano gli amici Mascia e Alessio (Alessio Romano è il più goloso degli scrittori abruzzesi) qualche tempo fa.
La parte alta di Vasto è un piccolo borgo scenografico tutto vicoli e luci calde, e davanti il mare a perdita d’occhio. La Vineria è un piccolo dedalo di basse volte di mattoni fasciato di scaffali colmi di bottiglie, pieno di casse di vino e tavolini, dominato da una vetrinetta in cui fanno bella mostra di sé salumi e formaggi tra cui il genius loci vastese: la ventricina. La adoro, è il prezioso salume tipico fatto di grandi tocchi magri di maiale tagliati a punta di coltello, compressi e resi rossi dalle spezie, sopra tutte il peperone.
Dunque siedo con amici – siamo in tanti, stasera, il locale è stipato, vogliam fare bisboccia – e proprio da un bel pezzo di ventricina partiamo. Poi delle squisite pallotte cacio e ova – sono le classiche polpette di formaggio, uova e pane – immerse nel sugo di pomodoro, dei golosi gnocchi fatti in casa, uno spezzatino, e poi visto che mi sanno piemontese mi dedicano un “omaggio”: dei grissini con sopra le mie adorate acciughe al verde. Grissini e acciughe
Tutto ben fatto, da trattoria che però in cucina ha chi sa il fatto proprio e non difetta di tecnica e accortezze. Tanti i vini, a partire naturalmente dai Montepulciano, e alla fine una genziana d’Abruzzo d’un microproduttore, ruvida e verace come i sapori di qui. Conto sui 25/30 per una bella serata conviviale.