Tra un formaggio e l'altro, a Bra tappa all'Osteria La bocca buona
Luca Iaccarino
Una fermata obbligata per chi sarà in provincia di Cuneo durante i giorni di Cheese (e non solo). Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
La settimana ventura vi porto in Puglia (mi hanno promesso una trattoria super per mercoledì prossimo), ma questa sarei un traditore della patria – la mia, almeno – se non vi conducessi in Piemonte e in particolare a Bra, dove proprio oggi inizia Cheese, il paradiso caseario secondo Slow Food.
Nonostante sia la casa dell’associazione fondata da Petrini, Bra è tra le destinazioni più miti di Langa, più schiva e appartata di star come Alba, Barolo. Tuttavia trovar posto per un pasto, in questi giorni di fiera, è cosa ardua. Quindi, certo di far cosa gradita, vi segnalo una sosta non certo sconosciuta ma non celeberrima come, per dire, Battaglino o il Boccondivino, premiatissime osterie secondo Slow. Il mio consiglio è l’Osteria La Bocca Buona, in pieno centro. Dalla strada difficile intuire che superato un lungo volto si giungerà a un interno cortile sul quale affaccia – tra fresche frasche – una grande vetrata. Di là da quella, un salone moderno ma dal sapore tradizionale, tavoli di legno, pareti di mattoni scuri, colori arancioni, tovagliette di carta, bottiglie e calici. L’atmosfera è borghese ma casual, con il patron che fa due parole, le cameriere solerti, i profumi che escono dalla cucina.
Quando ci arrivo con un bel nucleo di familiari abbiamo fame e voglia di Piemonte nel piatto. E qui, certo, non manca: insalata russa, salsiccia di Bra (se non la si ordina qui!), vitello tonnato, tajarin tagliati a mano (anche questi con la salsiccia), minestra di trippe e ceci, gnocchi allo Stichelton – un tocco d’esotismo, e c’è da scommettere che in questi giorni con i formaggi si sbizzarriranno –, guancia di vitello, bollito misto, torta di nocciola, panna cotta e chi più ne ha. Poi, attenzione, questo è due volte il fine settimana giusto: oltre a Cheese, allo scoccare della mezzanotte tra venerdì e sabato prende il via la cerca del tartufo, quindi nel weekend – portafoglio permettendo – potrete farvene grattare qualche lamella sull’uovo o sui tajarin (quando venimmo la prima volta, novembre scorso, non rinunciammo). Barbera, Nebbiolo e Barolo scorrono a fiumi, ma mantenendo giudizio non spenderete più di trenta euro a testa. Anche meno in questi giorni: ve lo vorrete lasciare un po’ di spazio per assaggiare due tome negli stand, no?