Il Gusto

Cantina Imperatori, la passione di una famiglia per il vino

I vigneti di Cantina Imperatori
I vigneti di Cantina Imperatori 
Nel 2009 Stefano Imperatori ha lasciato il lavoro e cambiato vita. Con il figlio Lorenzo ha acquistato otto ettari di terreno a Frascati, vicino a Roma, e ha aperto un'azienda dove produce dal Cesanese al Cabernet Sauvignon 
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Alzarsi dal letto una mattina e iniziare a pensare che la vita sia altrove. Un lavoro pieno di successi non compensa il tempo sottratto agli amici, alla famiglia, a un modo di vivere dove le lancette dell’orologio e gli obiettivi da raggiungere non siano più la base su cui fondare ogni giornata. Ed è un po’ quello che è successo, dieci anni fa, a Stefano Imperatori, ex presidente di un noto gruppo di supermercati della Capitale e proprietario, all’epoca, di un bar-ristorante del quartiere Eur di Roma. “La mia passione era chiusa con un tappo di sughero”, ironizza Stefano, da sempre appassionato di vini e bollicine.

Da sinistra, Stefano e Lorenzo Imperatori
Da sinistra, Stefano e Lorenzo Imperatori 
Così nel 2009 arriva la decisione: cambiare vita e dedicarsi solo ed esclusivamente a quello che fino a poco tempo prima era un semplice passatempo. “Ho lasciato il lavoro, venduto il locale e ho cominciato a cercare un terreno dove produrre vini”. Una caccia al tesoro che ha portato la famiglia Imperatori ad acquistare, nel 2009, un appezzamento a Frascati, ai Castelli Romani. Un terreno incolto di otto ettari che Stefano e il figlio Lorenzo (30 anni)i hanno trasformato in un’area fertile coltivata a viti con cui vengono, dal 2016, prodotti i vini della Cantina Imperatori.
 
Bottiglie che nascono da un profondo legame del territorio, al punto che le etichette sono di varietà di uve da sempre coltivate nella campagna romana. Il Cesanese di Affile e il Trebbiano Verde, innanzitutto, ma poi ci sono anche i più internazionali Viognier e il Cabernet Sauvignon. “La produzione annuale totale è di circa 35mila bottiglie all’anno – spiega Lorenzo Imperatori – e da giugno 2022 sarà pronto uno spumante metodo classico a base di Cesanese”.
Da sinistra, Serena Fabrizi,Cinzia La Rosta, Ascenzina Zomparelli e Sara Ruffo, vendemmiatrici della Cantina Imperatori
Da sinistra, Serena Fabrizi,Cinzia La Rosta, Ascenzina Zomparelli e Sara Ruffo, vendemmiatrici della Cantina Imperatori 
Progetti importanti per un’azienda a dimensione familiare che ancora incentra tutto sulla fiducia e il rapporto con i dipendenti. Proprio in questi giorni a raccogliere l’uva per il mosto con cui si produrranno i vini sono quattro donne. Una vendemmia in rosa affidata a chi la terra la conosce da sempre. “Faccio la bracciante agricola da quando avevo quindici anni e tra le coltivazioni sono cresciuta. Ogni vite è un figlio da accudire con pazienza e attenzione”, racconta Serena Fabrizi, 57 anni, una delle vendemmiatrici di Cantina Imperatori. “Io in un ufficio? Potrei morire”, scherza Sara Ruffo, 56 anni, mentre con le pinze taglia un ramo d’uva. Lavoratrici stagionali, con le amiche Cinzia La Rosta e Ascenziana Zomparelli si occupano della vendemmia dell’azienda da quando è stata aperta, mentre i mariti di Serena e Sara lavorano come dipendenti fissi.
Un momento della raccolta dei grappoli d'uva durante la vendemmia
Un momento della raccolta dei grappoli d'uva durante la vendemmia 
Tutto è diviso secondo mansioni ben definite. Le vendemmiatrici staccano, con attenzione, i grappoli dai rami e accatastano l’uva in cassette da 15-17 chili di capienza. “In questa maniera i chicchi non si schiacciano e restano integri”, spiega Enrico Carli, agronomo di Cantina Imperatori.
A portare le cassette fino al nastro trasportatore per la lavorazione sono gli uomini. Una volta arrivata in cantina, l’uva viene pesata e messa sul nastro dove vengono le eliminate le foglie e i grappoli danneggiati. “Durante la raccolta è indispensabile preservare il più possibile le qualità organolettiche delle uve e di conseguenza tutte le scelte tecniche sono rivolte a ridurre al minimo le lesioni meccaniche degli acini e  conseguenti processi ossidativi”, spiega Angelo Giovannini, agronomo di Cantina Imperatori.
La produzione 2019 sarà meno consistente, poiché le temperature elevate hanno fatto sviluppare grappoli più grandi e acini meno grossi rispetto alla scorsa annata. Ma la qualità dei vini resterà invariata. “Siamo convinti – dice Lorenzo Imperatori – che una bottiglia buona e pregiata si possa ottenere attraverso una scrupolosa attenzione che parte dalla vigna e finisce in cantina”.
Le barriques con i vini della Cantina Imperatori
Le barriques con i vini della Cantina Imperatori 
Dopo la separazione del succo dell’uva dagli acini, il vino viene lasciato affinare per mesi Il Trebbiano Verde, ad esempio, dopo essere stato chiuso in anfore di terracotta resta conservato in una grotta.  Il Cabernet Sauvignon, invece, resta per 24 mesi in tonneau di rovere francese e il Cesanese Igt Lazio ha una produzione di 8.400 bottiglie all’anno che prima vengono affinate per dodici mesi in botte di rovere. Ogni sorso sarà frutto di pazienza, passione e attenzione.
Le anfore del Trebbiano Verde di Cantina Imperatori
Le anfore del Trebbiano Verde di Cantina Imperatori