Il Gusto

Lungo i sentieri delle vedette per scoprire le colline del Prosecco

Le Colline del Prosecco, visto dai pressi di Col San Martino
Le Colline del Prosecco, visto dai pressi di Col San Martino 
Un modo insolito di scoprire la bellezza di questo territorio, da poco Patrimonio Unesco: i tunnel e le trincee della Grande Guerra 
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Con tutte quelle bollicine, l’immaginario legato al Prosecco rischierebbe quasi di appiattirsi sulla sua produzione vinicola, se solo questo territorio che da Vittorio Veneto porta verso Valdobbiadene non racchiudesse un mondo ricchissimo da raccontare, tra colline punteggiate da filari di viti, chiesette medievali, borghi, castelli e locande dall’ospitalità autentica. E l’inserimento da parte dell’Unesco come Patrimonio immateriale dell’Umanità è stato il riconoscimento anche fuori dai confini nazionali di un fascino che colpisce immediatamente per impatto visivo e cromatico, ma che si impara ad apprezzare lentamente nelle sue sfumature. Meglio ancora se a dettare il ritmo della scoperta sono i passi del cammino, modalità di viaggio che permette di immergersi con tutti i sensi in questa zona.

Uno degli itinerari più interessanti da questo punto di vista, è il Sentiero delle Vedette che da Col San Martino porta a Soligo, tra i tanti percorsi raccontati nella nuova edizione della Guida ai Sapori e ai Piaceri del Veneto di Repubblica. Così, scarpe comode e zaino in spalla, si parte da Col San Martino lungo la cordonata di colline chiamate anche “piccole montagne” per l’ottima visuale che regalano dalla loro cima, tanto che nelle giornate terse si arriva a scorgere la laguna veneziana. Lo stesso panorama che un secolo fa potevano vedere, anche se con fini diversi, le vedette ( da qui il nome del sentiero) dell’esercito austro- ungarico che durante la Prima guerra mondiale controllavano i movimenti lungo la linea del Piave. Per questo, lungo il cammino si possono ancora incontrare testimonianze belliche, tra gallerie scavate lungo le colline, tunnel e trincee, o postazioni per vedette come quella sul monte Moncador.

Trattoria Dalla Libera
Trattoria Dalla Libera 

Il percorso, lungo circa 14 chilometri e indicato dai segnali con il numero 2, porta alla scoperta di piccoli gioielli come la chiesetta di San Vigilio con la sua torre dell’orologio che spunta dai terrazzamenti, ma anche quella di Collagù con i suoi affreschi, o il solenne eremo di San Gallo. Con piccole deviazioni, poi, si può fare tappa in locali che coniugano la tradizione locale con garbo e qualità. E allontanandosi di pochi chilometri ( questa volta magari in macchina) si raggiungono facilmente anche diversi indirizzi interessanti come la Trattoria dalla Libera a Sernaglia della Battaglia, l’hotel Villa Abbazia che in una villa del ’ 700 ospita il ristorante stellato La Corte, la Torrefazione Spinetta (la più piccola d’Italia, a Valdobbiadene in piazza Marconi) o Castelbrando, tra i castelli più grandi in Europa, con una vista impagabile sui colli e i borghi sottostanti, aperto anche all’ospitalità.

Dove mangiare:

Locanda Marinelli - Farra di Soligo (TV)
Eleganza sobria, terrazza con vista sui colli e una tradizione familiare lunga un secolo per una cucina di territorio dal tocco leggero

Locanda Da Condo - Col San Martino (TV)
Un’antica insegna dove provare piatti di stagione declinati con gran cura delle materie prime, dal radicchio trevigiano alla faraona con peverada

Dove dormire:

Castelbrando - Cison di Valmarino (TV)
Pausa di charme in un castello medievale incastonato su uno sperone roccioso: oltre a 50 tra camere e suite, offre anche spa, due ristoranti, bar, enoteche

Duca Di Dolle - Loc. Rolle (TV)
Elegante casale con vista sulle vigne che lo circondano, dove rilassarsi magari bevendo un calice di Prosecco dell’omonima azienda