Il locale è nuovo, lo stile classico: così Santucci è un porto sicuro
Eleonora Cozzella
Non solo in cerca di innovazione: quante sicurezze nei ristoranti rassicuranti per qualità e atmosfera. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
Per quanto sia stimolante e divertente andare alla scoperta di nuovi stili e indirizzi creativi, a volte fa perdere di vista il polso dei tanti ritrovi dall'atmosfera classica. Ed è un peccato perché si rischia di trascurare porti sicuri, quei rifugi certi per serate in cui non ci si vuole stupire con effetti speciali, ma bearsi della certezza fatta di materia prima e semplicità.
Tra questi ecco il Santucci, in viale Bruno Buozzi, nato due anni fa nei locali che prima ospitavano il Pagaroma, in zona Parioli a Roma.
Santucci, un bel locale luminoso a gestione familiare, ha - come tutti i ristoranti che appartengono a questa categoria - anche e soprattutto il gran mestiere del personale di sala, attentissimo in ogni momento a intuire ogni movimento ai tavoli. Camerieri che capiscono al volo occhiate e gesti, ricordano gusti e riconoscono al volo il tipo di cliente (leggi: sanno a chi suggerire che cosa).
Mentre si sceglie da un menu di grande immediatezza e riconoscibilità, diviso tra crudi e cotti di pesce, con una sezione vegetale e giusto un paio di proposte di carne ("che non si sa mai", perché nonostante questo sia indirizzo da cucina di mare c'è sempre chi preferisce andare di terra), ci si ritrova quasi senza accorgersene a sgranocchiare carta musica al forno.
E a godersi un bocconcino un involtino di zucchina ripieno di gambero. La stagione dei carciofi è appena cominciata e allora via con un carciofo alla romana profumato di mentuccia
Per cominciare tartare di ricciola o mazzancolle al vapore con maionese fatta al momento. Si può proseguire con paccheri o spaghetti Verrigni alla bottarga di muggine, gamberi e burrata o provare invece il più invernale e intenso sapore del baccalà mantecato alla vicentina, servito su crostini di polenta: morbida dentro e croccantina in superficie, la polenta è fritta alla perfezione e per niente punta. Va da sé che col baccalà si sposi alla perfezione.
Mentre sugli altri tavoli volano invitanti fritti di paranza, ecco piccoli hamburger di pesce e merluzzetti panati, dalla cottura semplice quanto impeccabile: le carni restano morbide e la pelle integra si può mangiare o levare in un attimo.
Il pescato del giorno può essere servito come preferisce il cliente, all’isolana, in guazzetto, alla griglia. Per gli amanti dei sapori del bosco, più rustici consigliata l’ombrina con patate e porcini.
La piccola carta dei vini, per ovvie ragioni privilegia i bianchi, ma non mancano rossi importanti a ricarichi onesti. Dolci classici e un golosissimo cioccolato fondente che viene portato alla fine, in grosse scaglie da pescare da un vasetto.
Conto sui 50 euro (che sale se si sceglie il pesce a peso).