Il Gusto

Stefano, Ernesto e gli altri: gli hamburger gourmet di Viotti, ad Asti

Stefano, Ernesto e gli altri: gli hamburger gourmet di Viotti, ad Asti
Nel centro della cittadina piemontese, un'hamburgeria di alta qualità capace di competere con i più famosi nomi del settore. Seguici anche su Facebook 
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Tutt'attorno sono assiepate le viti "a spalliera, a festoni, a pergolato ed a terrazza" come narrava Guido Piovene, nelle mura un alternarsi di strutture medioevali e rinascimentali che fanno di Asti, la quarta città del Piemonte, un nugolo di bellezza e delicatezza, ricca - e a volte quasi inconsapevole - di fascino e sapienza. Grandi vini, indimenticabili cibi della tradizione e tante piccole tradizioni che permangono indefesse - come quella del salame cotto che qui è da acquistare nelle piccole botteghe gastronomiche che impreziosiscono la città -  fanno della città natale di Paolo Conte un luogo affascinante e pieno di interessi. Dove non si trova solo una ristorazione medio-borghese fatta di ristoranti, finanziera, agnolotti del plin e bonet a fine pasto; forte di un tessuto vivace più di quanto si possa immaginare nel tranquillo Monferrato, ci sono locali moderni, cocktail bar, bistrot e hamburgerie. Un posto d'eccezione lo merita Viotti - Ristorante e Burger House. Un'hamburgeria con prodotti di alta qualità, con le carte in regola per competere con nomi blasonati della categoria. 

Stefano, Ernesto e gli altri: gli hamburger gourmet di Viotti, ad Asti

Il locale si trova nella centralissima Via Cavour - in fondo, quale altro nome si potrebbe dare a uno dei corsi principali nella provincia che fu tanto amata dal Conte Camillo Benso e dove dimorò per un periodo anche la famosa Contessa di Castiglione? - ed è arredato come ci si aspetterebbe da un meat bistrot moderno: pareti lievemente rustiche, su cui sono appese lavagne con i piatti del mese e del giorno - da chiedere sempre, chi è in cucina è molto creativo e ha la mano felice - sedie e tavoli dal senso estetico ben curato, ma fintamente "disordinato", come vogliono i dettami dell'aredamento chabby chic. Le decorazioni ai tavoli a volte sono differenti da un lato all'altro, ma come ammette romanticamente il proprietario "la mia fidanzata quando vede qualcosa che le piace me lo porta. Come questi fazzoletti rossi". Un misto di ordine ben pensato e creatività, mixato con un piglio giovane. 

Ovvero lo stesso mood che si trova nell'offerta à la carte. Oltre a carne e hamburger si possono scegliere anche selezionati piatti della tradizione e insalate, ma perdersi uno dei bun artigianali sarebbe un piccolo delitto per il palato. Dirottate su Fassona&Co. e chiamate i piatti per nome; una delle caratteristiche del locale, infatti, è di chiamare la maggior parte delle sue portate con nomi propri. Come se oltre a essere un confort food fatto con maestria, siano degli amici. Uno dei più amati tra febbraio e marzo è stato Ernesto, lo stupefacente: patty di fassone 200 gr, julienne di radicchio, crema di porri, cialda di Parmigiano e senape al miele. Il tutto accompagnato da patate fritte tagliate a mano e presentate in una piccola pentolina di simil ferro, come quelle dove di solito si cuociono le uova. L'attenzione all'impiattamento e alla presentazione è notevole, considerando che non parliamo di una asadoreria o una braceria di lusso. Tra i grandi classici, rimangono imperdibili Anselmo, il Valdostano - fassona (ça va sans dire), pere cotte, lardo e fontina - e Stefano, forse la più classica tra tutte le proposte. Insalata, pomodoro, un hamburger cotto alla perfezione - ovvero cottura media, non troppo sanguinolento e ovviamente non secco - avvolto dal formaggio filante e accompagnato da un bacon veramente croccante e non rachitico. 

Per gli appassionati dei crudi di carne, le battute di fassona sono una delle altre punte di diamante di questo locale. Per chi scrive, la più golosa è in assoluto quella che viene accompagnata da un'insalata di porcini freschi. E, se si vuole osare, da avvicinare ulteriormente ai porcini fritti - una tipicità della zona, da provare se non lo avete mai fatto -. Tra novembre e dicembre, un'alternativa che più classica non si può - ma che rimane un must have - è la tartare con tartufo bianco. Un "contorno" che si candida a diventare piatto di portata, sono le baked potatoes; "sono abbondanti" avvertono i camerieri - il servizio di sala è a gestione quasi familiare, poco personale ma competente, sorridente e gentile, che rimane la prima caratteristica per questo mestiere -. Anche qui quella con i funghi è da provare; ma la regina rimane quella con ragù e formaggio. Golosissima e confortante, soprattutto quando fuori c'è freddo e magari un po' della tipica nebbia monfortina. 

Il tiramisù - una delle passioni dolci che contraddistingue chi scrive - è della giusta corposità, il caffè potrebbe sentirsi un po' di più, ma in compenso non perde liquidi dove non dovrebbe. Da assaggiare. Per chi ama i dolci americani, invece, il cavallo di battaglia della casa sono le cheese cake: di vario genere, è simpatico provare quelle a tema. Per le festività natalizie, ad esempio, la farcitura era alla malvasia aromatica e il topping di panettone aromatizzato al liquore. Viva la sorpresa!