Il Gusto

Cannelloni, cacciagione e vino: la Tuscia del gusto in 10 indirizzi imperdibili

 Paste fresche e sughi di cacciagione, tra i cibi più diffusi in Tuscia
 Paste fresche e sughi di cacciagione, tra i cibi più diffusi in Tuscia 
Alla scoperta di questo prezioso territorio, sulle orme dei grandi scrittori che lo hanno amato, conquistati dai suoi sapori rustici e autentici. Seguici anche su Facebook 
3 minuti di lettura
Si va a spasso con Dante e sulle orme dei grandi poeti che qui sono passati. Da Goethe a Pirandello e Pasolini, una Tuscia sorprendente e letteraria si svela in tante tappe che profumano di inchiostro, posti amati e immortalati dagli scrittori; un tour che abbraccia anche natura e storia a solo un’ora da Roma.

Itinerari da affiancare al relax delle terme, alle acque limpide dei laghi incorniciati dalle striscioline di sabbia di origine vulcanica e a una sontuosa tradizione enogastronomica da scoprire a tavola, nei ristorantini scavati nella roccia, con mobilio d’epoca e cucina casareccia. Una fetta di Lazio da gustare lentamente, tra i canyon fiabeschi delle forre dell’Infernaccio e le cascate del monte Gelato - da sempre amate dai registi -, tra chiome di faggi dall’altezza vertiginosa e necropoli che non ti aspetti, come quella del parco del Marturanum. E mentre ci si lascia stupire dalle maestose testimonianze legate agli etruschi, le architetture impossibili e le statue enigmatiche del sacro Bosco di Bomarzo solleticano la fantasia. E si capisce perché per Pasolini, innamorato di Chia e della sua torre medievale, questo era il “paesaggio più bello del mondo”.
 
Ecco 10 indirizzi da non perdere:
 
Sulle orme di Pasolini: Osteria Rottezzia  - Soriano nel Cimino  
Per una cena easy in grotta questo è l’indirizzo perfetto. Scavato in un’antica cava di tufo, appena si entra si viene accolti in un labirintico susseguirsi di piccole sale, realizzate negli anfratti della roccia. Impossibile non assaggiare le sutrine: crêpes salate, fatte con acqua e farina, arrotolate e farcite con pecorino e pepe.  
 
 Uno dei secondi di carne del ristorante Beccofino
 Uno dei secondi di carne del ristorante Beccofino 

Sulle orme di Goethe: Beccofino - Civita Castellana 
Cannelloni di crespelle ripieni di coniglio o il leprino viterbese in porchetta spiccano tra le proposte di questo ristorante. Nel regno di Sergio Brunelli, gigantografie di posate e calici d'argento casellati da artigiani tedeschi del seicento fanno bella mostra sulle pareti, in uno stile moderno che si coniuga perfettamente con le mura antiche del centro storico.  
 
Sulle orme di Pirandello: Tenuta Santa Lucia - Soriano nel Cimino 
Si mangia e si dorme alla Tenuta Santa Lucia, casale del Settecento con travi e mura in peperino, un tempo bigattiera per l’allevamento dei bachi da seta. Ci si rilassa nella vasca idromassaggio circondata da cespugli di lavanda e piante di rose, o nella piscina a sfioro in mosaico grigio. Al ristorante la cucina è quella di una volta, mentre la mattina ci si ritrova sotto il pergolato per un’abbondante colazione home made. 
 
 Uno dei buffet rustici della Tenuta Santa Lucia
 Uno dei buffet rustici della Tenuta Santa Lucia 

Sulle orme di Dante: B&B dei papi - Viterbo 
Charme e design in un contesto d'epoca si ritrovano anche al B&B dei Papi, un palazzetto del 1300 che ha stregato anche Jude Law durante le riprese di "The Young Pope". Tra spesse mura e grandi camini, gli ambienti arredati dalla proprietaria Rosanna Stoppani, gallerista d'arte, mescolano pezzi d'antiquariato a opere contemporanee o di artisti emergenti. 
 
 Colazione dolce e salata al B&B Dei Papi
 Colazione dolce e salata al B&B Dei Papi 

La Valle del Treja: La piazzetta  
Nel regno di Gianluca Aphel il tempo sembra essersi fermato. Rustica e genuina questa osteria di paese, dove gustare la polenta "vera" da scegliere con quattro tipi di sugo diversi, accanto a un buon calice di vino. Menu interessante che tiene conto della tradizione e di tutte le suggestioni che arrivano dal territorio.  

La faggeta dei monti Cimini: Ai tre scalini - Soriano nel Cimino 
Perfetta fusione tra classe e semplicità, questo ristorante è legato ai sapori della montagna, con piatti a base di porcini e castagne, e del lago, con sorprendenti portate di pesce. Pasta tirata a mano, genuina e preparata come una volta. Da provare le castagne alla grappa. 
 
 Il salone delle Porcellane, de I giardini di Ararat
 Il salone delle Porcellane, de I giardini di Ararat 

Sacro Bosco di Bomarzo: I giardini di Ararat - Bagnaia  
Regno della chef Laura Belli, azienda agricola e fattoria didattica immersa nei boschi e i castagni della Tuscia. Un grande camino acceso all'ingresso e una cucina genuina che strizza l’occhio alla tradizione viterbese, con piatti come le polpette di coniglio leprino o la pasta fatta a mano con la farina di castagne.
 
Il parco regionale del Marturanum: La locanda di Mirandolina - Tuscania  
Piccolo e curatissimo in ogni dettaglio, la vera sorpresa è il delizioso "giardino segreto" dove, durante la bella stagione, è possibile mangiare sotto una cascata di glicine. Materie prime di qualità sono il cuore di una cucina genuina, dove tra i primi spiccano i papillon di pasta fresca allo zafferano e le foglie d'oliva con pesto di pistacchi. (via Pozzo Bianco 40, Tuscania)
 
 Uno dei primi piatti de La Locanda di Mirandolina
 Uno dei primi piatti de La Locanda di Mirandolina 

Lago di Bolsena: Pepe Nero - Capodimonte 
Fashion, moderno e panoramico, qui quando la temperatura lo permette si mangia sul pontile di legno con vista lago. Protagonisti della carta i pesci d'acqua dolce, come anguilla e coregone, che negli ultimi anni hanno conquistato le tavole degli chef e i palati dei clienti. Senza tralasciare citazioni di mare che sanno comunque stupire: dall'equilibrio di baccalà con salsa ai cinque pepi, fino alle capesante al burro di cacao.  
 
Lago di Vico: Trattoria del Cimino - Caprarola 
Tavolini rustici per questa storica insegna a un soffio da Palazzo Farnese, il capolavoro a pianta pentagonale del Vignola. Doghe in legno alle pareti e lunghe tavolate dove arrivano pappardelle al ragù di lepre e lardo di Colonnata con mostarda di fichi, cinghiale in umido e focaccia calda. Pasta tutta tirata a mano e particolari i tegami di cacciagione.