Il Gusto

RFood dedicato a Madame sommelier: le donne del vino

RFood dedicato a Madame sommelier: le donne del vino
Il nuovo numero del supplemento in edicola con Repubblica l'8 marzo racconta una realtà femminile in crescita, ma alle prese anche nelle cantine con la disparità di genere
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Madame sommelier. Il nuovo numero di RFood, in edicola giovedì 8 marzo con Repubblica, racconta le donne del vino, le sommelier serie e appassionate che in Italia si stanno facendo largo in un mondo fino a pochi anni fa esclusivamente maschile. Oggi il 30 per cento dei sommelier è donna, ma poche di loro arrivano ai vertici della carriera, ovvero a gestire le cantine delle grandi strutture. La disparità di genere è denunciata dall'associazione 'Donne del vino', che conta 770 socie con diversi profili professionali: produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte ed enotecarie. Per capire chi siano le nostre signore del vino, quali sfide abbiano vinto e quali ancora stiano combattendo, abbiamo intervistato cinque di loro. Cambiano le storie, i percorsi e ovviamente i gusti, ma non il modo di intendere la professione: il vino è organizzazione e fatica, ma per servirlo ci vuole sensibilità.

Nello stesso numero Carlo Petrini ci fa conoscere Sarah Weiner, l'americana che sta combattendo contro il junk food. Poco più che trentenne, co-fondatrice di The Seedling Project, un'associazione che promuove un modo alternativo di nutrirsi attraverso mercati, eventi dedicati, conferenze, attività educative in tutti gli States, è l'ideatrice dei Good Food Awards. Si tratta di un concorso aperto a tutti i produttori degli Stati Uniti che hanno deciso di investire e credere nella produzione di eccellenza e di piccola scala sposando la filosofia del buono, pulito e giusto.
 
Non è l'unica. Sono tante le "ragazze ribelli" che trasformano il mondo con il cibo. Licia Granello è andata in Svezia, al congresso mondiale della gastronomia al femminile e ha incontrato una bartender norvegese, una chef francese che nei suoi locali ha collezionato ben 7 stelle Michelin, una imprenditrice nata nel Sud Africa dell'apartheid, che ha vissuto vent'anni in un kibbutz israeliano prima di trasferirsi in Australia dove ha fondato una impresa di catering e una fornaia che ha aperto le sue "boutique del pane" tra Parigi, Londra e Anversa, mantenendo la ricetta di famiglia: grani rustici, lievito naturale, sale di Guerand e forno a legna.
 
Rfood di questa settimana dedica poi una pagina a 'Tempo di Libri', la fiera internazionale dell'editoria di Milano, per guidare gli appassionati di cibo e letteratura tra i tanti appuntamenti della sezione "A tavola". Propone sei appuntamenti con altrettanti libri, sei occasioni per capire quali sono i confini entro cui si sta muovendo l'editoria enogastronomica: dallo show cooking della famiglia Cerea all'omaggio a Sandor Ellix Katz, l'autore del bestseller "Il grande libro della fermentazione". Rfood fa anche qualcosa di più, invita i suoi lettori il 12 marzo alle 16 nell'Arena Robinson. "Oltre il gusto digitale" è l'incontro organizzato dal supplemento di Repubblica per riflettere sulla narrazione del cibo in un momento in cui le cookie star e i loro piatti parlati, bloggati, instagrammati sembrano dettare legge. Introdotto da Mariella Tanzarella, l'antropologo Marino Niola ci fornirà la sua ricetta contro l'indigestione del cibo-icona.
 
Sullo stesso numero scopriremo poi tutto il buono della 'patata 'e moro', coltivata da tre secoli in Sardegna e diventata oggi un superfood. A completare il viaggio del cibo di questa settimana, ci sono le rubriche di Dario Mangano, Eugenio Signoroni, Andrea Pieroni e Andrea Mattacheo.