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'Avatar 2', le 15 cose da sapere: dalla depressione post film alla parolaccia della Disney

Un'operazione commerciale e artistica di altissimo livello che ha richiesto una grande preparazione al cast, un budget enorme e tanta tecnologia. L'effetto finale è molto coinvolgente, al punto che si parla di una sindrome che colpirebbe gli spettatori più sensibili. E Cameron rivela: "Quando alla Disney hanno letto la sceneggiatura del quarto hanno esclamato 'ca**o!'"
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Dopo due anni di pandemia, il primo Natale in cui si torna alla normalità ha visto l'arrivo nelle sale dell'attesissimo sequel del film con il maggior incasso della storia del cinema (quasi tre miliardi di dollari), Avatar: La via dell'acqua di James Cameron, destinato sicuramente a stabilire altri record al botteghino e di presenze come il suo predecessore di 13 anni fa.

Le grandi aspettative di tutta l'industria cinematografica sono riposte nei dati del box office, considerato che il nuovo Avatar è il sequel del film col più alto incasso nella storia e soprattutto che la sua uscita a livello globale coincide con un momento molto difficile per le sale. I primi dati sono molto incoraggianti, ma in attesa delle cifre definitive, ecco quindici curiosità su Avatar: La via dell'acqua. da sapere prima di entrare in sala.

La riscoperta del videogame

Una delle cose che si potrebbero fare prima di andare a vedere Avatar 2, potrebbe essere riscoprire Avatar: The Game, il videogioco di azione in terza persona, uscito poche settimane prima del film. Autori di perle come Assassin’s Creed 2, i ragazzi di Ubisoft Montreal all'epoca hanno realizzato il videogioco sulla base di una buona libertà creativa, sviluppandolo mentre Cameron era impegnato con le riprese del film. Gli eventi del gioco si verificavano nel 2152, due anni prima di quelli raccontati nel film e non coinvolgevano, quindi, Sam Worthington e Zoe Saldana nei panni di Jake Sully e Neytiri. Dopo aver scelto tra diversi modelli maschili e femminili, il giocatore il protagonista può decidere la propria fazione, che può essere Na'vi o Rda (insomma i cattivi) e scendere su Pandora per difendere o distruggere il pianeta. Il tutto in attesa del nuovo Avatar: Frontiers of Pandora.

'Avatar: La via dell'acqua' - Il nuovo trailer

La trama

Ambientato più di dieci anni dopo gli eventi del primo film, Avatar: La via dell’acqua inizia raccontando la storia della famiglia Sully (Jake, Neytiri e i loro figli), del pericolo che li segue, di dove sono disposti ad arrivare per tenersi al sicuro a vicenda, delle battaglie che combattono per rimanere in vita e delle tragedie che affrontano dopo il ritorno degli umani su Pandora.

Insomma, il tempo è trascorso. Jake e Neytiri hanno dovuto ricostruire le fondamenta della propria tribù dopo la devastazione del primo film. I due hanno anno avuto dei figli, e come suggerito dal trailer li vedremo in azione contro il nemico e non solo. Perché dalle sequenze mostrate sembra esser chiaro come siano diversi rispetto ai Na’vi “puri”, in quanto figli di Jake. Tuttavia il male ha perdurato, e Avatar 2 vede il ritorno di Quaritch (Stephen Lang), in forma di Na’vi ibrido, e della Rda (la società che estraeva il prezioso unobtainium sul pianeta). Con un nuovo plotone di Recoms, la Rda mette in fuga la famiglia di Jake e Neytiri, che deve trovare riparo presso un nuovo clan, con tradizioni proprie, legate specialmente all’acqua. I protagonisti devono adattarsi al nuovo stile di vita, tra cavalcature marine e relazioni.

La famiglia allargata di Jake e Neytiri

In Avatar – La via dell’acqua torna Sigourney Weaver. La sua Grace Augustine si è collegata all’albero madre, abbandonando così la sua spoglia mortale. L’attrice veste però i panni di Kiri, la figlia adottiva di Jake e Neytiri. C'è poi il secondo figlio adottivo dei Sully, Miles Socorro alias Spider. Interpretato da Jack Champion, Spider è un ragazzo umano rimasto orfano su Pandora. Cresciuto e accudito da Jake e Neytiri, il giovane si è dovuto adattare alle usanze dei Na’vi.

La famiglia Sully vede anche i figli naturali di Jake e Sully: Neteyam (Jamie Flatters), Tuktirey (Trinity Bliss) e Lo’ak (Britain Dalton). Ma non è finita qui, perché Cliff Curtis vestirà i panni di Tonowari, il capo clan della barriera corallina in cui troveranno riparo i Sully. Con sua moglie Ronal hanno avuto Tsireya (Bailey Bass) e Aonung (Filip Geljo). Il cast vede anche Michelle Yeoh nei panni della Dottoressa Karina Mogue e Jemaine Clement in quelli di un biologo marino. Edie Falco è invece il generale Ardmore, responsabile dell’operazione della Rda.

La durata

Per via dello streaming, che ha 'allungato' le potenzialità della narrazione, il cinema blockbuster negli ultimi anni ha presentato titoli sempre più lunghi. E dopo le tre ore di The Batman, Avatar: La via dell'acqua ha una durata ancora maggiore: ben 192 minuti, molto di più rispetto al capitolo originale (che durava 'solo' 2 ore e 42 minuti). Ma non si tratta del film più lungo della carriera di Cameron: Titanic durava 194 minuti.

Il cast

Tra gli attori de La via dell'acqua tornano dal primo episodio Sam Worthington, Zoe Saldaña e anche Sigourney Weaver e Stephen Lang, nei panni di due nuovi protagonisti dopo la morte dei rispettivi personaggi nel film originale. Tante le new entry, tra cui anche Kate Winslet, che torna a lavorare con Cameron a venticinque anni da Titanic.

Il duro allenamento di attori e troupe

Il film ha richiesto molto al suo cast. I protagonisti si sono allenati intensamente per ottenere il livello di realismo necessario. Dalle acrobazie in acqua alle tecniche di apnea, tutto in virtù della spettacolarità. Questo perché l’attrezzatura subacquea avrebbe interferito con la tecnologia del motion capture, niente che Kate Winslet non possa affrontare. L’attrice ha infatti imparato a trattenere il respiro sott’acqua per ben sette minuti e mezzo, un record personale invidiabile. Ma non è la sola ad aver affrontato l’intenso allenamento, perché anche il giovane cast ha dovuto dar prova delle proprie qualità.

La preparazione e l'effetto 'Stranger Things'

Le riprese del secondo e del terzo capitolo sono partite il 25 settembre 2017 in Nuova Zelanda, ma la loro genesi è ben più datata. Sono stati molti gli script scartati da James Cameron nel corso del tempo. Come sappiamo i sequel sarebbero dovuti arrivare nelle sale tra il 2014 e il 2015, prima di essere rinviati, rimaneggiati o totalmente riscritti. Nel 2020 lo stesso regista si è rivolto ai fan, annunciando la posticipazione del film a causa del Covid.

Inoltre, si è deciso di lavorare simultaneamente al secondo e al terzo film, aumentando così il carico lavorativo. La decisione è stata presa in virtù di molti fattori, tra i quali la visione d’insieme del franchise e l’età del giovane cast. Cameron ha spiegato che questo è stato fatto per evitare che gli attori bambini sembrino drasticamente più vecchi in ogni film mentre i loro personaggi mantengono la stessa età: Cameron lo ha definito “l’effetto Stranger Things, in cui (i protagonisti ndr) dovrebbero essere ancora al liceo [ma] sembrano avere 27 anni". Il regista ha fatto riferimento a Jack Champion, che interpreta Spider nei sequel di Avatar, come un attore che stava “crescendo come un’erbaccia“.

James Cameron
James Cameron (reuters)

Dalla Sony Venice alle enormi vasche d’acqua

Cameron ha girato il sequel con la Sony Venice, la prima fotocamera cinematografica digitale full frame della società al momento dell’uscita. Utilizzata con impianti stereoscopici 3D, la Venice è frutto della collaborazione tra Sony e Lightstorm Entertainment (la casa di produzione di Cameron). Il tutto per una massima versatilità e resa grafica, che quest’anno ci porterà a conoscere il mare di Pandora. La stragrande maggioranza della storia è ambientata in acqua, e questo ha richiesto alla troupe e al cast non pochi sforzi.

La produzione ha così ideato una nuova tecnologia per la motion capture subacquea appositamente per il franchise di Avatar. La creazione di un serbatoio da più di 340.000 mila litri d’acqua ha permesso loro di generare differenti condizioni atmosferiche in base alle scene.

La colonna sonora

James Horner, il compositore di Avatar, è morto nel 2015 in seguito ad un incidente aereo. La colonna sonora ora è affidata a Simon Franglen, che aveva lavorato con il team del primo film. Non solo, The Weeknd ha annunciato la sua collaborazione per la soundtrack del film, rilasciando una breve clip musicale da brividi.

Il budget

Arriviamo al conto, perché il budget del sequel di Avatar si aggira sui 250 milioni di dollari. Con una cifra del genere la produzione punta al grande incasso, ipotizzando un box office natalizio (globale) di 150 milioni di dollari. E poiché solo in Italia, il film al 25 dicembre ha incassato un totale di 17 milioni 325mila euro, si può supporre che il traguardo immaginato non sia irraggiungibile.

Il vero significato di Avatar

La famosa frase 'io ti vedo' assume un significato che va al di là della trama del film. Il senso dell'operazione di Cameron non è quello di dire qualcosa di nuovo ma quello di imparare a vedere con occhi nuovi, come capitava agli spettatori con gli occhialini 3D e al protagonista col suo nuovo corpo. Nel suo cinema l'autore canadese ha sempre profetizzato l'arrivo di un corpo tecnologico al posto del corpo umano e in Avatar questa evoluzione fisica trovava il suo contrappunto nell'evoluzione della 'visione' cinematografica, sottolineata dall'ultima inquadratura del film che mostrava gli occhi del protagonista aprirsi per la prima volta in un corpo nuovo e guardare verso il pubblico in sala. Il sequel alza la posta, espandendo i confini delle possibilità del cinema digitale, che negli ultimi anni ha contribuito a rendere quanto mai fluida e incorporea l'immagine cinematografica.

Ecologismo e pacifismo

Il primo Avatar promuoveva tematiche alte attraverso una sceneggiatura semplice e lineare. La storia era orientata – giustamente – a favore del popolo dei Na’vi, oppressi dalle milizie umane. La Rda, versione sci-fi di una multinazionale, scacciava i nativi dalle proprie terre alla ricerca di ricchezze. Una storia non così distante da noi, nel tempo e nello spazio. Basti pensare ai nativi americani, ai Maya e agli Inca. E più di recente ai popoli sud americani e africani, ma non solo. La deforestazione di molte aree del pianeta sta avendo conseguenze tragiche, non solo per le popolazioni che abitano in quelle aree, ma per il pianeta tutto.

L’ingiustizia e la ferocia con cui si porta avanti la ricerca del profitto viene rappresentata in chiave fantastica, ma non per questo meno importante. James Cameron tocca una delle sue grandi battaglie, quella per il mare. La preservazione degli oceani dev’essere naturale e non un obbligo. Avatar porta in scena svariate specie acquatiche, le stesse che ogni anni sulla Terra rischiano l’estinzione. I Na’vi condividono mente e corpo con le creature di Pandora, come un ecosistema collettivo e armonioso. Un film fortemente inclusivo, perché viene sottolineata di continuo la natura meticcia di Sully e dei suoi figli.

La depressione post Avatar o Pads

E con i Na’vi e Pandora è tornata anche la Pads, ossia Post-Avatar Depression, una sindrome che, secondo i social, colpisce (o forse sarebbe meglio dire, colpirebbe) alcuni degli spettatori più sensibili che guardano il colossal arrivato per la prima volta sul grande schermo nel 2009 e ne restano particolarmente impressionati, fino a provare uno stato di angoscia e tristezza nei giorni successivi alla visione.

Vera o falsa che sia, la "depressione post-Avatar" colpirebbe circa il 10 per cento degli spettatori, in particolare giovani uomini e consiste in una sensazione di inquietudine e di sofferenza a causa del ritorno alla realtà dopo la visione del film e ha a che fare con il rapporto con la natura. I Na'vi, infatti, vivono in stretta connessione con l'ambienta che li circonda e la difendono. Su Pandora, c'è un ecosistema equilibrato, tutto il contrario di quello che avviene nella realtà sulla Terra. E guardare oggi un mondo come quello di Pandora sapendo quanto sia irraggiungibile fa sentire ancora peggio. Il consiglio è quello di stare più attenti all'ambiente nel proprio piccolo e di convincere anche le persone che ci stanno intorno a fare lo stesso. Anche una passeggiata all'aperto può fare bene all'umore.

Il re dei sequel

Ci sono tanti modi per fare un sequel, e poi c'è James Cameron. La via dell'acqua è il quarto sequel realizzato dall'autore, dopo Aliens: Scontro finale, Terminator 2, Rambo 2 (come sceneggiatore). Negli anni, l'autore si è guadagnato la fama di 're dei sequel' per come è sempre stato in grado di ribaltare totalmente le premesse dei capitoli originali, facendoli evolvere di pari passo con il progresso delle tecnologie sviluppate per realizzarli. E Avatar 2 non fa eccezione: i tredici anni passati dal primo episodio sono serviti per sviluppare una nuova tecnologia che ha consentito all'autore di utilizzare la motion capture degli attori in riprese subacquee, e per la prima volta non è l'acqua ad essere realizzata in Cgi (come in altri film sottomarini, ad esempio Aquaman) ma i personaggi. Il risultato è uno spettacolo indimenticabile.

I prossimi sequel e la parolaccia del dirigente Disney

La storia di Avatar non è finita qui. James Cameron ha già in cantiere Avatar 3, 4 e 5, che usciranno rispettivamente nel 2024, nel 2026 e nel 2028 sempre sotto il periodo natalizio. In base a quanto rivelato nelle scorse settimane, la sceneggiatura di Avatar 4 ha fatto imprecare la Disney.

"Non posso dirvi i dettagli - ha raccontato Cameron - ma posso solo dire che quando ho consegnato la sceneggiatura del 2, lo studio mi ha dato tre pagine di appunti. E quando ho consegnato la sceneggiatura del 3, mi hanno dato una pagina di appunti, quindi stavo migliorando. Quando ho consegnato la sceneggiatura del 4, il dirigente dello studio e il dirigente creativo dei film mi hanno scritto un'email che diceva solo: 'Oh ca**o!'. E io ho detto: 'Beh, dove sono gli appunti?'. E lei ha risposto: 'Questi sono gli appunti'.Penso che questa storia possa riassumere bene la direzione folle che prenderà la saga, giusto?".

Altra rivelazione riguarda Avatar 5, che sarà il primo film della serie ambientato sulla Terra. Naturalmente il futuro della saga dipenderà dal successo de La via dell'acqua: secondo quanto riportato Avatar 2 è il film più costoso di sempre, con un budget salito a 400 milioni di dollari, ma Cameron ha anticipato che a seconda della risposta del pubblico la saga potrebbe ampliarsi anche con i capitoli sei e sette. Ma, al contrario, se i prossimi sequel di Avatar non avranno il giusto incasso, verrà cancellato il piano per la pentalogia.