Le pagelle della quarta serata dei duetti di Sanremo 2023
di Ernesto Assante , di Ernesto Assante
Salirò (Daniele Silvestri)
Scelta ottima per i Colla Zio, sia quella del brano, un gioiellino del grande Daniele Silvestri, sia quella di Ditonellapiaga, che è molto brava e porta il brano in alto con la sua voce. Ma soprattutto bravissima l'orchestra, che suona alla grande un'eccellente arrangiamento diretto dal maestro Carmelo Patti
7
Paola & Chiara & Merk & Kremont
Medley di Paola & Chiara
Il duetto lo fanno tra loro stesse e va bene uguale. E il medley è semplicemente la costruzione di un'attesa, per il finale con Vamos a bailar, che ovviamente era il necessario clou dell'esibizione. Nell'anno del revival di Ti appartengo di Ambra era impossibile non partecipare anche al revival di Vamos a bailar
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Salirò (Daniele Silvestri)
Scelta ottima per i Colla Zio, sia quella del brano, un gioiellino del grande Daniele Silvestri, sia quella di Ditonellapiaga, che è molto brava e porta il brano in alto con la sua voce. Ma soprattutto bravissima l'orchestra, che suona alla grande un'eccellente arrangiamento diretto dal maestro Carmelo Patti
7
Paola & Chiara & Merk & Kremont
Medley di Paola & Chiara
Il duetto lo fanno tra loro stesse e va bene uguale. E il medley è semplicemente la costruzione di un'attesa, per il finale con Vamos a bailar, che ovviamente era il necessario clou dell'esibizione. Nell'anno del revival di Ti appartengo di Ambra era impossibile non partecipare anche al revival di Vamos a bailar
6
L'amour toujours (Gigi D'Agostino)
La coppia è interessante, due stili diversi ma in grado di offrire colori diversi e intrecciati. Ma il brano non parte mai, sembra sempre sul punto di esplodere ma non esplode. Quindi, alla fine le due lady non riescono a fare quello che sanno fare nella maniera migliore e il pezzo stimola ma non stordisce
6 1/2
Oggi sono io (Alex Britti)
Oggi sono io è un capolavoro, una canzone perfetta, difficilissima da cantare. Britti la canta alla grande, come sempre e Lda, pur con qualche iniziale difficoltà, tiene il passo. Ma Britti è anche un grande chitarrista e questo impreziosisce il duetto, che è un vero duetto e un bel confronto tra due generazioni
8
Charlie fa surf (Baustelle)
Tutti insieme probabilmente hanno gli anni di Peppino Di Capri e si scatenano quanto serve e quanto basta sul palco di Sanremo. Non fatevi trarre in inganno dall'aspetto dei Bnkr44, non sono una boy band ma una interessantissima formazione della nuova scena italiana, che un tempo avremmo detto 'indie'. Con Sethu scelgono bene il brano, quello dei Baustelle, e occupano il palco con la giusta dose di entusiasmo
6 1/2
Un'emozione da poco (Anna Oxa)
Fa una cover? No, canta una delle sue canzoni più famose, Fa un duetto? Non proprio, perché ha un violoncellista che entra peraltro solo nel finale. Ma la canzone la stravolge e la cambia, quindi fa una cover, e alla fine canta intrecciando la sua voce con il violoncello, quindi fa un duetto. Mah.
5
Vivere (Vasco Rossi)
Certo, cantare una delle più belle canzoni di Vasco Rossi vuol dire vincere facile, Ma è vero anche il contrario, perché tutti faranno il paragone con l'originale. Ma Levante se la cava egregiamente, esaltando il testo della canzone che è davvero bellissimo, accompagnata al pianoforte da Renzo Rubino
8
Vieni da me (Le Vibrazioni)
7
America (Gianna Nannini)
6 1/2
Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri)
Se La Rappresentate di Lista è riuscita a farci cantare un ritornello con i Cugini di Campagna, i Coma_Cose riescono non solo a farci cantare senza vergogna Sarà perché ti amo, ma addirittura a far sembrare simpatici Francesco Bianconi e Rachele Bastrenghi, che non hanno mai cercato di esserlo
7 1/2
Via del campo (Fabrizio De Andrè)
De André con l'autotune. Ma come per Battiato, anche De André non è una religione ed è giusto che ognuno lo interpreti come vuole. Brava soprattutto Madame, brava davvero, riesce a dimostrarsi un'interprete personalissima, capace di manipolare materia incandescente con leggerezza
8
Qualcosa di grande (Cesare Cremonini)
Mr. Rain e Fasma sono una coppia consona, non fanno parte del vecchio mondo e giocano come outsider in una serata di colossi assoluti. Oltretutto rischiano anche, rileggendo alla loro maniera, con dosi massicce di autotune, un popolarissimo brano di Cremonini, cercando di 'girarlò verso il dark. Il risultato è ambiguo, ma il coraggio va sottolineato, potevano fare di meno e cavarsela meglio. Invece...
6
Quello che non c'è (Afterhours)
Manuel Agnelli e Gianmaria dicono apertamente che la musica e le canzoni possono essere altro, che cantare e suonare non è solo la ricerca di un grande applauso, che la vita vera scorre tra le note anche se non vogliamo, e che chi tratta la musica solo come roba da poco è sostanzialmente un'idiota. Grande emozione, bellissima canzone, bravissimo Gianmaria e fantastico Manuel. Bravissimi
10
Let it be (The Beatles)
Il rischio è tanto, interpretare Let it be dei Beatles a Sanremo è come tirare un calcio di rigore alla finale dei Mondiali. Mengoni si lancia, canta, svirgola, vola, esagera, entra nel al pezzo e ci si perde dentro. Ci prova, legge troppo il testo e una strofa la sbaglia pure. Ma è appassionato e sembra sanamente abbracciato alla musica, sostenuto dalla forza del coro, ma soprattutto dalla sua voce. Alla fine segna
8 1/2
Cugini di Campagna & Paolo Vallesi
La forza della vita (Paolo Vallesi) / Anima mia (I Cugini di Campagna)
È giusto dire che in una serata del genere maltrattare solo loro, i Cugini di Campagna, è un po' una carognata. Già è difficile sopportare La forza della vita, con buona pace di Paolo Vallesi, ma sentirla cantata in falsetto è al di sopra delle capacità di sopportazione. E importa poco che Anima mia la cantino tutti in coro, resta una canzone quantomeno 'discutibile'. E quando urlano "su quelle mani", arriviamo al minimo. E con l'acuto finale basta così
5
Colapesce e Dimartino & Carla Bruni
Azzurro (Adriano Celentano)
5 1/2
Luce (Tramonti a nord est) (Elisa) / Di sole e d'azzurro (Giorgia)
Un duetto perfetto. Si guardano negli occhi, si scambiano le voci, ci fanno entrare nel loro mondo, che è bellissimo. Sono in una bolla di assoluta magia. Due grandi cantanti che condividono veramente il palco, e condividono con noi la loro arte. Giorgia e Elisa diventano una voce sola, la nostra
10
Medley (Articolo 31)
La festa degli anni Novanta, con tanto di "legalizzala" urlato a Giorgia Meloni. È un momento di 'casinò che fa scatenare chi aveva vent'anni negli anni Novanta. Una reunion degli Articolo 31, di Fedez con J-Ax e degli Articolo con Franco Godi. E c'è anche la mamma di Fedez. Volemose bene
6
Leo Gassmann & Edoardo Bennato & Quartetto Flegreo
Medley di Edoardo Bennato
Bennato merita l'applauso dell'Ariston, per la sua storia e le sue canzoni. Gassmann lo porta al pubblico con un duetto che avrebbe potuto ragionevolmente essere migliore
6
Destinazione paradiso (Gianluca Grignani)
Grignani si prende il pubblico e il palco, con Arisa, Melozzi e Vessicchio. Senza Arisa sarebbe stato un disastro. Amadeus l'ha scelto sperando che facesse casino e lui è stato 'borderlinè in ogni sua esibizione. Anche questa volta, e l'ha portata a casa coinvolgendo il pubblico. Non abbastanza ovviamente, ma di più non si può chiedere
5 1/2
Medley di Zucchero Hai scelto il diavolo in me
Salmo sfodera una voce che riempie l'Ariston, e Shari sta al suo fianco al meglio. Un grande pezzo di Zucchero, suonato con una vera band e l'orchestra sullo sfondo, una versione decisamente buona
8
Tananai & Don Joe & Biagio Antonacci
Vorrei cantare come Biagio (Simone Cristicchi)
All'inizio poteva sembrare una cosa ironica, magari una versione più rap, con l'aiuto di Don Joe, del pezzo di Cristicchi, con il testo 'autobiograficò cambiato da Tananai. Poi invece arriva il 'featuring' di Antonacci che trasforma il duetto in una celebrazione di quest'ultimo. Poteva essere un po' meglio, ma c'era tanta fisarmonica...
6
Lazza & Emma & Laura Marzadori
La fine (Nesli, reinterpretata da Tiziano Ferro)
Un trio assai assortito, un rapper di successo, una cantante mainstream pop e il primo violino della Scala di Milano. Con una canzone di Nesli. Ma funziona, nel senso che ognuno di loro resta se stesso e tutti insieme fanno bella figura. E Lazza cantante continua a sorprendere
7
Medley di Eros Ramazzotti
I concorrenti hanno imparato la lezione di Morandi/Jovanotti dello scorso anno, e Ultimo gioca l'asso con Ramazzotti. Non duettano, come del resto non duettarono Jova e Morandi. È un best di Ramazzotti, con Ultimo a rendere omaggio a uno dei suoi maestri pop. Che facciamo, diamo un voto al best di Ramazzotti?
8
La notte vola (Lorella Cuccarini)
Difficilissimo dare un voto a quello che è un piccolo numero musical-televisivo, con una bella coreografia e una Cuccarini in fortissima, non un duetto ma un momento di televisione assai divertente. Meriterebbe un bel voto. Ma si, era divertente, esageriamo...
7
American woman (Lenny Kravitz)
Uno dei migliori duetti di sempre al Festival, un messaggio chiaro contro sessuomani, sessuofobi, bodyshamer e hater ovunque siano. Elodie canta alla grande, Big Mama fa il rap anche meglio. L'orchestra suona rock, e il pezzo che era contro la guerra in Vietnam è ancora attuale
9
Cinque giorni (Michele Zarrillo)
Zarrillo, come sempre, esagera un po', ma si becca il meritato applausone della sala. La canzone è classicamente bella, ma non è per il tono del pur bravo Will. Peccato
5
Centro di gravità permanente (Franco Battiato)
Non c'è peccato nel cantare Battiato come lo hanno cantato Ariete e Sangiovanni, perché Battiato non è una religione, non è una fede, non è un culto. Lo hanno fatto con la loro leggerezza, amabilmente e rispettosamente. Potevano cantarla meglio? No, si sono divertiti e hanno comunicato il loro divertimento con garbo e intelligenza. Bravi
6
Chi ha più di sessant'anni e ama la musica è certamente cresciuto ascoltando anche Peppino di Capri, quando era la star dei night club, cantava le canzoni napoletane mescolando soul e blues, faceva le cover dei Beatles e anzi apriva i loro concerti italiani. È stato un grande innovatore e un grande cantante. Onore al merito
10
La Rappresentante di Lista
Un voto se lo meritano per due motivi. Prima di tutto perché dimostrano sempre che si può essere pop senza essere retorici, ovvi, prevedibili, melodici, strappalacrime. E poi perché sanno proporsi in scena con un'intelligenza sempre raffinata, come questa volta, manichini vivi di un negozio finto. Ottimi
9