Gloria ed eccessi del rock’n’roll incarnati in una sola persona. Ecco la descrizione più precisa di Keith Richards, chitarrista e fondatore dei Rolling Stones, 80 anni oggi, più di 60 dei quali dedicati alla musica delle pietre rotolanti. Vero e proprio sopravvissuto, oggi Richards ha sicuramente smesso con le sigarette, probabilmente si è svincolato del tutto dal rapporto stretto con le droghe pesanti, ma rimane per tutti una sorta di fuorilegge del rock’n’roll.
Nella sua autobiografia Life, Keith Richards ha scritto: “La gente ama quella mia immagine, in questo modo mi ha immaginato e così mi ha creato, ora dovrò sempre fare del mio meglio per soddisfare le loro aspettative. Mi augurano di fare cose che loro non possono fare: hanno un lavoro, fanno questa vita, c’è chi vende assicurazioni ma, dentro di loro, c’è un Keith Richards furioso”. Tenere il livello certo non dev’essere semplice, con l’età che avanza, ma Keef si difende ancora bene.
I glitter twins
Durante il periodo d’oro degli Stones, che ha co-fondato con il compagno di una vita Mick Jagger, con il quale ha realizzato una delle coppie di autori più feconde della storia della musica, i glitter-twins, pseudonimo con il quale hanno firmato la produzione di alcuni album della band, Richards ha riportato il gruppo alle loro radici nel blues e nel rock & roll, scrivendo riff indimenticabili come quelli di (I Can't Get No) Satisfaction e di Jumpin' Jack Flash.
Durante gli anni 70, Richards iniziò a preferire le accordature squillanti con accordi aperti e uno stile di vita decadente, tra dipendenze per eccessi di droghe e comportamenti bizzarri e borderline. Al tempo stesso è riuscito a non mettere in discussione la sua qualità più importante, una curiosità nella musica che lo ha portato a sperimentare con il country, il reggae e il dub, sostenute sempre dalle sue acute capacità di scrittura. Un ruolo fondamentale nel sostenere e completare i punti di forza di Jagger come cantante e compositore, un’alchimia decisiva per il duraturo successo dei Rolling Stones.
Compagni di scuola
Nato nel 1943 a Dartford, nel Kent, periferia Sud di Londra, Richards sviluppò presto l’amore per la musica. Quando era solo un bambino, la sua famiglia dovette essere temporaneamente evacuata dalla loro casa durante la campagna di bombardamenti nazisti del 1944. Nel 1951, mentre frequentava la scuola elementare, Richards incontrò e fece amicizia con Mick Jagger, anche se si sarebbero separati tre anni dopo quando si trasferirono in scuole diverse. A quell’età, Richards si era già interessato alla musica ed era un grande fan di Roy Rogers; nella sua primissima adolescenza, cantò in un coro che si esibiva per la Regina. Si interessò al rock & roll americano e iniziò a suonare la chitarra con la guida iniziale di suo nonno.
I problemi comportamentali a scuola portarono nel 1959 all’espulsione di Richards, ma il preside pensò che avrebbe potuto trovare una chance come artista, e così a 15 anni fu mandato alla Sidcup Art School. Lì incontrò il futuro chitarrista dei Pretty Things, Dick Taylor, che all’epoca suonava in una blues band con Jagger.
Satisfaction, nascono gli Stones
Scoprendo il loro nuovo interesse reciproco, Richards e Jagger ripresero la loro amicizia e Richards si unì alla loro band non molto tempo dopo. Nel corso dei due anni successivi, quel trio si è evoluto nei Rolling Stones, che hanno debuttato ufficialmente sul palco nell’estate del 1962, proprio l’anno in cui Richards aveva lasciato la scuola.
La loro evoluzione da cover band blues ad autori di successo è culminata con il capolavoro Satisfaction nel 1965. Richards, affrontando problemi legali e personali, contribuì al sound distintivo degli Stones durante gli anni 70 con album come Sticky Fingers ed Exile on Main St.
La droga
Seguì un periodo travagliato a causa della sua dipendenza dall’eroina e da pesanti questioni personali. L'eroina, di solito mescolata con la cocaina e iniettata come "speedball", divenne la droga preferita di Richards e della sua compagna, la modella e attrice Anita Pallenberg. Nel ’72 la sua villa francese fu oggetto di una perlustrazione della polizia in cerca di droga, e lo stesso accadde l’anno successivo nella sua residenza britannica.
Circolarono voci secondo cui Richards si sottoponesse a trasfusioni di tutto il suo sangue in uno sforzo di disintossicazione, voci che sebbene divertenti non erano vere. Nel ’76, la terza figlia di Richards, la neonata Tara, avuta da Anita Pallenberg, morì a causa della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), anche se circolarono voci infondate secondo cui l’abuso di droghe della coppia era stato un fattore decisivo nella tragedia.
La sfida alla morte
Solo la spericolata Anita Pallenberg sembrava riuscire a tenere il passo di Keef. In origine era la fidanzata di Brian Jones, sulla cui morte Richards non si è mai dimostrato troppo dispiaciuto, neanche nell’autobiografia Life. Jones annegò nella sua piscina nel luglio del 1969, poche settimane dopo essere stato licenziato da Jagger e Richards. Nel libro Richards scrive che era "un figlio di puttana piagnucoloso" la cui morte è avvenuta "a quel punto della sua vita in cui non ce n'era alcuna".
Richards è sprezzante nei confronti della morte, la sua come quella degli altri. Lui che l’ha sfiorata decine di volte nei suoi viaggi a suon di “speedball", mix di eroina e cocaina, ne parla come di una sorta di rischio professionale che è meglio evitare, procedendo oltre. Per far questo utilizzava “la migliore eroina e la cocaina più pura, cosa che senza dubbio aiutava”, e certamente utile era la schiera di avvocati di prim'ordine che erano di guardia ogni volta che si imbatteva in problemi con la legge.
L’arresto e il nuovo inizio con ‘Some girls’
All’inizio del ’77, Richards fu arrestato per possesso di cocaina e affrontò le accuse più gravi della sua vita quando, a Toronto, fu sorpreso in possesso di eroina. Evitò per un pelo di scontare la pena detentiva accettando di esibirsi in un concerto di beneficenza per i ciechi e di entrare in riabilitazione dalla droga negli Stati Uniti. Lo spavento lo convinse a disintossicarsi, e quando gli Stones tornarono nel ’78 con Some Girls, acclamato come il loro lavoro più importante degli ultimi anni, questo contribuì a rinfrancare Richards e con lui tutta la band.
La carriera solista
La collaborazione con gli Stones si incrinò soltanto negli anni 80, quando Jagger mise in luce la sua voglia di ritagliarsi un percorso solista al di fuori della band. Keith rispose lanciando la sua carriera solista con Talk Is Cheap, un disco che celebrava la sua devozione per le basi del rock e del blues, che Richards sostenne formando una band, gli X-Pensive Winos, con il batterista Steve Jordan, con i quali incise più tardi anche Main Offender del 1992.
Gli Stones tornarono ai vecchi fasti nel 1994 con Voodoo Lounge e sono rimasti affidabili agli occhi di Richards anche nei decenni successivi tanto che il chitarrista raramente si è allontanato dalla band. Ha trascorso la maggior parte dei successivi due decenni nell'orbita degli Stones, andando regolarmente in tour e talvolta registrando, e ha pubblicato il suo terzo album, Crosseyed Heart, solo nel 2015.
Durante il suo periodo di inattività dalla band, Richards assecondò il suo interesse per la cultura rastafariana producendo e suonando nell'album del 1997 Wingless Angels con il veterano del reggae Justin Hinds. Dopo A Bigger Bang del 2005, il lavoro in studio per gli Stones si è rallentato, è apparso ospite in vari album e nel 2007 ha avuto un cameo come padre pirata di Johnny Depp in Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo. Il suo prossimo grande progetto è stata la pubblicazione della sua corposa autobiografia Life nel 2010. Uno dei migliori libri di memorie rock, un best-seller che ha contribuito a rafforzare la reputazione di Richards come musicista e narratore.