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Allegri si affida a Vlahovic: la Juve a Monza per regnare almeno 48 ore

Allegri si affida a Vlahovic: la Juve a Monza per regnare almeno 48 ore
(reuters)

Nuova occasione per i bianconeri di scavalcare l’Inter, attesa domenica dal Napoli. Il tecnico si affida al ritrovato attaccante serbo

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Il rapporto tra la Juventus e il primo posto è stato un lungo corteggiamento che, settimana dopo settimana, è diventato sempre più intenso e profondo. Stasera a Monza i bianconeri potrebbero, in caso di vittoria, tornare almeno momentaneamente in cima alla classifica, in attesa del big match del Maradona tra Napoli e Inter: sarebbero le 48 ore più lunghe in testa alla Serie A, che si inserirebbero perfettamente nel percorso di crescita ideato da Allegri. Una strada che passa dalla consapevolezza dei propri mezzi, dalla capacità di cogliere al volo le occasioni che si presentano: una grande squadra lo è prima di tutto dal punto di vista mentale e dell'esperienza.

Dallo scivolone di Reggio Emilia al colpo di reni con il Verona

La prima volta che la Juventus è tornata a respirare l'aria rarefatta della vetta è stato il 16 settembre: il successo per 3-1 contro la Lazio regalò qualche ora da reginetta alla Vecchia Signora, prima che l'Inter travolgesse il Milan nel derby. Qualche ora quasi inconsapevole, neanche il tempo di rendersi conto di quanto fatto che i nerazzurri erano già tornati avanti. Una settimana dopo a Reggio Emilia i bianconeri arrivarono alla sfida con il Sassuolo consapevoli di poter passare una notte in testa: il 4-2 e i tanti errori gratuiti furono una bocciatura, l'evidenza che serviva una crescita dal punto di vista mentale. "È stata una partita farfallina, abbiamo fatto una gara leggera di testa - spiegò il tecnico livornese dopo il fischio finale -. Da questa sconfitta bisogna solo imparare": detto fatto. Il calendario diede un'altra opportunità ai bianconeri a fine ottobre contro il Verona: gli scaligeri ressero fino al 90', anche oltre visto che il gol di Cambiaso arrivò all'ultimo assalto. Da quel momento la Juventus è cambiata.

In testa dopo il Cagliari, l'occasione con l'Inter

L'hotel "primo posto" ospitò per un'altra notte i bianconeri quando batterono l'11 novembre il Cagliari in casa, successo vanificato dalla vittoria interista con il Frosinone. Tutto rimandato dunque alla partita successiva, al derby d'Italia dell'Allianz Stadium: nei novanta minuti la Juventus andò in vantaggio con Vlahovic, subito raggiunta dai nerazzurri proprio come era successo altre tre volte in classifica. Eppure la solidità mentale mostrata nel cogliere le occasioni che si erano presentate è stata la miglior notizia per Allegri, che ha virato dalla ricerca del gioco mostrata nelle prime partite alla necessità di farsi trovare pronti. Cogliere il momento e l'occasione sia in classifica, vincendo le partite che servono per tornare in testa, sia in campo, sfruttando i momenti favorevoli della partita. Caratteristica che trasforma il pareggio con l'Inter in una mezza vittoria, consapevoli che la Juventus ci sarà quando il campionato lo richiederà, iniziando dalla sfida con il Monza.

Un Vlahovic in più per espugnare Monza

Contro la squadra di Palladino, che non ha mai concesso nulla ai bianconeri e che ha un ruolino di marcia di due vittorie in due partite in campionato, Allegri potrà, in caso di vittoria, restare almeno due giorni a guardare tutti dall'alto in basso. Aspettando magari un favore di un altro toscano, livornese di provincia, come Walter Mazzarri, che con il suo Napoli potrebbe finalmente consentire ai bianconeri di tornare in testa da soli: privilegio che manca da agosto 2020, quando un altro toscano, Sarri, condusse allo scudetto la Vecchia Signora. Per farlo Allegri punterà ancora su Vlahovic, che contro l'Inter ha dimostrato di essere tornato quello di una volta, prima che la lombalgia lo bloccasse per due partite rallentando il suo percorso di crescita. Il serbo sarà al centro dell'attacco con Chiesa al suo fianco: proprio da loro due, tra i più esperti del gruppo bianconero, l'allenatore si aspetta la capacità di creare e sfruttare le occasioni, di concretizzare l'attesa e trasformarla in un risultato positivo, in campo come in classifica. Poco importa se la leadership durerà solo qualche ora: la Juventus ha dimostrato di essere ormai a suo agio nel vivere davanti a tutti.

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