Ciccio Graziani: "Questo Mourinho non mi piace, credo che tra lui e la società ci sia una spaccatura"
di Niccolò Maurelli"Questo Mourinho polemico non mi piace, preferisco il Mourinho allenatore carismatico, che sa gestire bene gli spogliatoi e sa assumersi grandi responsabilità". A margine della presentazione al Tennis club Parioli di Roma dell'evento "Un campione per amico", Ciccio Graziani ha parlato delle ultime uscite dell'allenatore portoghese, che ha attaccato prima l'arbitro Daniele Chiffi e poi il presidente di Assoallenatori Renzo Ulivieri.
Graziani: "Dietro le parole di Mourinho c'è sempre una strategia"
"Non mi piace quando attacca la società e quando risponde a personaggi a cui non ha senso rispondere - continua l'ex campione di Spagna '82 - Penso sempre che ci sia una strategia dietro alle sue parole". Sul rapporto con i Friedkin, i proprietari americani del club: "Ho l'impressione che tra lui e società ci sia una spaccatura. Lui è il capopopolo dei tifosi romanisti, ma così non è possibile andare avanti. Mourinho deve pensare a fare l'allenatore, a raggiungere risultati importanti. È anche vero che adesso è in grande difficoltà perché ha mezza squadra fuori per gli infortuni, speriamo recuperi tutti, ma comunque qualcosa non mi quadra nel suo comportamento".
L'obiettivo Europa League: "Vincerla salverebbe una stagione altrimenti negativa"
"Visto che in campionato la Roma si è complicata la vita e ora è settima, l'Europa League è l'obiettivo più importante ", dice Graziani. "Purtroppo la squadra arriva nel momento clou della stagione con molti titolari infortunati. Vincere la coppa significherebbe salvare una stagione che altrimenti non sarebbe positiva".
Il futuro di Dybala, Graziani: "Deve restare alla Roma"
Paulo Dybala deve rimanere. "La Roma - dice Graziani - lo ha preso per fare il salto di qualità. È uno di quei giocatori che manterrebbe alto il livello della squadra anche nelle prossime stagioni. Ma è Dybala che si deve proporre alla Roma, non viceversa. Per lui è stata una stagione anomala, per gli infortuni e lo stop per il Mondiale. Quando è stato bene ha dato una grande mano, adesso è un po' in difficoltà. Quando giochi con problematiche fisiche è difficile dare il cento per cento".
La Nazionale e i troppi stranieri
"Il grande male del nostro calcio è che ci giocano troppi stranieri", spiega Graziani, che espone la sua ricetta per risollevare le sorti della nazionale: "Bisogna investire molto nel calcio italiano, soprattutto nei giovani, perché tanti si perdono per strada. Non è possibile che ci siano cinque o sei stranieri già nelle rose della primavera". Sulla mancanza di un centravanti: "Un grande problema, trovare l'attaccante giusto per la nazionale. Quando ero io in azzurro, Pruzzo, capocannoniere della Serie A, non venne convocato, adesso invece gioca titolare chi in campionato segna meno di dieci gol".