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Inchiesta ginnastica ritmica, Malagò: “C’è la volontà di riaprire il processo sportivo”

Giovanni Malagò, numero uno del Coni
Giovanni Malagò, numero uno del Coni (ansa)

Il numero uno del Coni dopo le intercettazioni raccolte dalla procura: “Io non valuto se questa cosa sia giusta o sbagliata, ma sulla base di quelle che sono le nuove indicazioni”

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“C’è la volontà di di una parte di far riaprire il processo sportivo sui maltrattamenti alle ginnaste. Non ho ancora parlato con il presidente della federginnastica Gherardo Tecchi, lo sentirò nei prossimi giorni. Mi sembra che ci sia una volontà di far riaprire in termini di giustizia sportiva il caso. Io non valuto se questa cosa sia giusta o sbagliata, ma lo dico sulla base di quelle che sono le nuove indicazioni. Non ho altro da aggiungere”. Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente del Coni, a margine della consegna dei premi Coni-Ussi 2024.

Il riferimento del numero uno dello sport italiano è alla vicenda legata ai metodi di allenamento di Emanuela Maccarani, direttrice tecnica dell'Accademia internazionale di ginnastica ritmica di Desio e dt e allenatrice della Nazionale, e della sua assistente Olga Tishina. Un’inchiesta partita dopo la denuncia delle ginnaste Anna Basta e Nina Corradini. Maccarani era uscita dal processo sportivo con un’ammonizione, Tishina con l’assoluzione.

Le intercettazioni negli atti della procura

L’intervento di Malagò arriva dopo la pubblicazione delle intercettazioni contenute negli atti della procura, 350 pagine che potrebbero stravolgere tutto il movimento. “Bisogna aspettare, quando è ora dargli una bastonata nella testa”. Frasi pronunciate dall’avvocato Michele Rossetti, pm federale della federazione ginnastica. Che in una conversazione privata avrebbe descritto così Basta: “Era atleta di buon livello, a un certo punto ha cominciato a apprezzare i piaceri della vita e si è resa conto, probabilmente, che poteva fare star system senza farsi il culo”.

Al telefono, poi, si discuteva su come gestire mediaticamente il caso: “Il problema sarà archiviare senza dare la sensazione… cioè ho pensato alla possibilità di dire ai media che abbiamo fatto un’azione protettiva”. Non bastasse, lo stesso Tecchi avrebbe confidato al consigliere Armando Guidi che, pur avendo la possibilità di mettere in difficoltà le accusatrici, sarebbe stato meglio evitare, poiché “se tu vai addosso alle ragazze diventi un orco e loro le poverine. Bisogna aspettare, quando è ora dargli una bastonata nella testa”.

Le ex ginnaste: “Non è mai troppo tardi per riconoscere un’ingiustizia”

Dopo le parole di Malagò sono arrivate le reazioni delle dirette interessate. “Non è mai tardi per riconoscere una ingiustizia, soprattutto se clamorosa – hanno detto le ex ginnaste Anna Basta e Nina Corradini insieme a Daniela Simonetti dell’associazione ChangeTheGame –, e per riparare. I metodi usati finora destano sconcerto e provocano amarezza. Ricevere giustizia, anche tardivamente, deve essere una priorità oltre che un percorso lineare, dove l’indipendenza, l’autorevolezza e l’equilibrio dovrebbero essere sempre garantiti, a chiunque, in ogni circostanza. Chi dovrà decidere, questa volta, potrà valutare sulla base di tutta la documentazione allegata alla segnalazione presentata il 25 novembre 2024 alla procura generale del Coni, alla commissione federale di garanzia della Federginnastica e alla procura federale della Federginnastica. Segnalazione che comprende tutti gli atti delle indagini della procura di Monza”.

“L’auspicio – aggiunge Simonetti – è che la riapertura del processo sportivo possa prescindere da quei personaggi che rischiano, a loro volta, di essere messi sotto inchiesta disciplinare. Dovranno essere valutati fatti nuovi, che coinvolgono anche nuovi soggetti”.

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