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Datagate, Microsoft conserverà fuori dagli Usa i dati degli utenti stranieri

La decisione di Redmond è stata presa per tutelare i clienti esteri. Lo scandalo Nsa aveva svelato che il governo americano aveva controllato le informazioni di brasiliani ed europei
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ROMA - Microsoft ha deciso di conservare i dati personali dei suoi clienti non americani in server fuori dai confini degli Stati Uniti. Brad Smith, capo dell'ufficio legale del gruppo fondato da Bill Gates, ha detto che la scelta è stata presa dopo lo scandalo Nsa svelato dall'ex informatico della Nsa Edward Snowden: il governo Usa aveva infatti controllato i dati di utenti Microsoft brasiliani ed europei, creando non pochi grattacapi all'amministrazione Obama. "I nostri utenti devono avere la possibilità di sapere se i loro dati personali sono soggetti alle leggi e al controllo di altri stati e devono avere la capacità di fare una scelta consapevole sapendo dove risiedono le loro informazioni", ha detto Smith al Financial Times.

La scelta di Redmond è in controtendenza con le decisioni degli altri colossi informatici statunitensi che si erano detti contrari a questa possibilità. Lo scandalo datagate ha causato tensioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e i suoi più stretti alleati, a partire da Brasile e Germania. Tuttavia i colossi hi-tech sostengono che spostare i dati nei singoli Stati e sottoporli alle leggi locali rischia di diventare un caos, dovuto alle differenti direttive regionali o nazionali, senza parlare degli alti costi che si devono sostenere per creare un data center all'avanguardia in ogni Stato. Una decisione che se venisse seguita anche dalle altre compagnie potrebbe penalizzare soprattutto le start up che non potrebbero permettersi costi così alti. Smith ha riconosciuto le ingenti spese ma ha aggiunto: "Significherebbe ignorare le richieste dei nostri utenti. Non è una strategia vincente".

La mossa di Microsoft è stata accolta in modo positivo dalle associazioni che si battono per la privacy. Dopo le rivelazioni di Snowden, molte società e utenti europei hanno avanzato dubbi sulla possibilità che Google, Facebook e la stessa Microsoft possano condividere dati con il governo americano. Una possibilità che è stata esclusa da tutti i colossi che hanno sempre smentito di avere lasciato una porta d'accesso per l'Nsa ai dati degli utenti.

"La nostra intera industria è preoccupata che certi clienti fuori dagli Stati Uniti abbiano meno fiducia con i servizi online americani", ha detto Smith. In questo quadro l'Unione europea e Casa Bianca starebbero firmando un accordo internazionale per garantire che i governi non controllino i dati delle compagnie estere via internet. A Davos è stata annunciata una Commissione post Nsa che scongiuri la sorveglianza della rete. I governi dei vari paesi si stanno muovendo per collaborare al fine di tutelare i clienti. Un'intesa che vada oltre il "Mutual legal assistance treaty", il meccanismo usato da Usa e Europa per proteggere i diritti degli individui, ormai considerato superato.