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"Niente dimissioni": lo Zuckerberg russo fa dietrofront

Pavel Durov, fondatore del Facebook in cirillico VKontakte, ci ripensa e resta a capo del social network
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MOSCA - Pavel Durov, lo Zuckerberg russo, non si è dimesso da amministratore delegato di VKontakte - una sorta di Facebook in cirillico - come aveva invece annunciato nei giorni scorsi. "Ho capito che le mie dimissioni possono creare rischi non necessari per la nostra compagnia, per questo intendo rimanere", ha scritto in una lettera inviata nella tarda serata di ieri al Consiglio di amministrazione della società, ribadendo poi la sua decisione al Wall Street Journal.

Durov però aveva già smentito le sue dimissioni con un post sul suo profilo VKontakte: "Faccio gli auguri per la festa appena passata a tutti coloro che hanno preso sul serio che mi ero dimesso. Le dimissioni in questo periodo sarebbero state un tradimento di tutto ciò che noi abbiamo difeso negli ultimi sette anni, sarebbe stata una strada troppo facile e distruttiva". Insomma, apparentemente era un pesce d'aprile, anche se in realtà è sembrata più una mossa finalizzata a vedere le reazioni di una decisione così drastica.
 
Il 29enne Durov martedì aveva comunicato le sue dimissioni denunciando come, con il nuovo assetto azionario della società, fosse "sempre più complicato mantenersi fedele ai principi su cui aveva fondato il social network". Lo scorso aprile i due cofondatori del portale avevano precipitosamente ceduto il 48% di VK alla United Capital Partners, un fondo guidato da Ilya Sherbovich, alleato del presidente Putin e membro del Cda della compagnia petrolifera statale russa Rosneft.

Alla luce di questi cambiamenti e delle successive "dimissioni" di Durov, alcuni osservatori avevano parlato di possibili pressioni da parte di Putin del governo russo, che successivamente non hanno trovato conferma. VKontakte conta quasi 240 milioni di iscritti non solo in Russia ma in tutta l'area russofona, a partire dall'Ucraina.