ROMA - "Costruiremo il sistema operativo del Paese". Ecco il motto ed ecco le persone che Diego Piacentini - neo commissario all'Agenda digitale, già numero due di Amazon - avrà in squadra nella missione di cambiare l'Italia in chiave digitale. E' lo stesso Piacentini ad annunciare in un tweet il primo elenco di persone che compongono la squadra e il sito dedicato: teamdigitale.governo.it.
Non solo la squadra - che comunque resta incompleta e ancora in parte informale, non essendoci ancora i decreti di nomina. Il sito descrive nel dettaglio gli obiettivi e la "vision" di Piacentini.
"Diego lavorerà pro bono per due anni come Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale", si legge. Il suo braccio destro è Paolo Barberis, Consigliere per l'Innovazione da settembre 2014, ruolo che svolge anche lui pro bono.
L'INTERVISTA Piacentini: ''Porterò l'Italia nella modernità'' di MARIO CALABRESI
I primi a entrare nella squadra sono Simone Piunno, a capo della tecnologia. Raffaele Lillo, esperto di dati. Giovanni Baio, a capo delle relazioni con gli sviluppatori. Guido Scorza, come giurista (affari regolamentari). Marisandra Lizzi, alla comunicazione. Simone Surdi, assistente tecnico e coordinatore delle attività.
Il sito specifica che i decreti di nomina sono in fase di registrazione presso la Corte dei Conti. Con una scelta inconsueta nel mondo della pubblica amministrazione, Piacentini ha scelto di non aspettare i decreti per annunciare la squadra sul web. Ma non deve sorprendere: il neo commissario è già noto per il proprio approccio diretto e informale. Del resto già da settimane i decreti sono alla Corte dei Conti ed era passato abbastanza tempo dai primi annunci.
E' probabile che secondo Piacentini fosse ormai venuto il momento di agire sul piano della comunicazione, per non lasciar pensare che il suo impegno fosse già vittima delle lungaggini della burocrazia italica. Come già capitato in molti altri casi sul fronte dell'innovazione digitale della amministrazione pubblica.
Del resto è ormai davvero venuto il momento dell'attuazione della rivoluzione digitale, senza più indugi; e come emerso di recente - l'attesa della squadra rischiava di diventare un ulteriore fattore di rallentamento di alcune decisioni, per esempio del piano triennale che definirà come le amministrazioni pubbliche spenderanno i miliardi destinati al digitale da qui al 2020.
Il compito del team di Piacentini è cruciale. Coordinerà, di concerto con l'Agenzia per l'Italia Digitale, le amministrazioni pubbliche verso il percorso di trasformazione digitale.
Quattro, gli obiettivi. Si legge sul sito che il loro compito sarà "individuare nuove iniziative di trasformazione digitale e tecnologica. Diventare un centro autorevole di competenza digitale e innovazione per gli "stakeholder" pubblici, allo scopo di condividere linee guida, direttive e pareri. Creare una comunità internazionale di sviluppatori e designer che contribuiscano allo sviluppo delle API e dei servizi digitali, che identifichino e risolvano problemi tecnologici, forniscano informazioni e istruzioni sui principi di innovazione digitale e creino strumenti e servizi condivisi. Porre le fondamenta per un'architettura in evoluzione in grado di "scalare" nel tempo e rimanere al passo con le tendenze tecnologiche che emergeranno".
Piacentini e la squadra - con l'Agenzia - avranno il doppio compito di stabilire le basi di un'architettura digitale Paese (che vedremo nero su bianco sul piano triennale, in arrivo nei prossimi mesi) e di guidare le amministrazioni (a mo' di tutor) verso la loro adesione a questa. Di qui il ruolo delle figure tecniche che, nella squadra, serviranno di supporto e guida alla realizzazioni di progetti digitali centrali e locali.
Infine, il manifesto di Piacentini. In dieci punti.
1) Sicurezza e privacy sono i principi più importanti; mai, per nessuna ragione, scenderemo a compromessi.
2) Valorizzeremo gli asset esistenti; non ricostruiremo quanto di positivo è già stato realizzato nella Pubblica Amministrazione italiana e ci ispireremo anche a modelli internazionali funzionanti.
3) Saremo ossessionati dalla semplificazione; tutto quello che faremo sarà facile da utilizzare per i cittadini.
4) Penseremo e progetteremo con un approccio "mobile first".
5) Valuteremo e sfrutteremo le tecnologie open source.
6) Seguiremo moderni modelli di progettazione; utilizzeremo architetture service oriented, sicure, "elastiche" e altamente affidabili.
7) Ci baseremo costantemente su dati; applicheremo algoritmi di Machine Learning e tecniche di Intelligenza Artificiale, quando necessari per risolvere problemi complessi.
8) Saremo aperti e trasparenti; pubblicheremo documenti che illustrino quello che abbiamo costruito, le decisioni prese, gli errori commessi e i benefici che abbiamo rilevato.
9) Avremo una visione di lungo termine, ma identificheremo anche le tappe intermedie che ci permetteranno di offrire rapidamente valore ai cittadini italiani.
10) Continueremo ad imparare; non ci limiteremo a questi principi e ne aggiungeremo di nuovi.
"Diego lavorerà pro bono per due anni come Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale", si legge. Il suo braccio destro è Paolo Barberis, Consigliere per l'Innovazione da settembre 2014, ruolo che svolge anche lui pro bono.
L'INTERVISTA Piacentini: ''Porterò l'Italia nella modernità'' di MARIO CALABRESI
I primi a entrare nella squadra sono Simone Piunno, a capo della tecnologia. Raffaele Lillo, esperto di dati. Giovanni Baio, a capo delle relazioni con gli sviluppatori. Guido Scorza, come giurista (affari regolamentari). Marisandra Lizzi, alla comunicazione. Simone Surdi, assistente tecnico e coordinatore delle attività.
Il sito specifica che i decreti di nomina sono in fase di registrazione presso la Corte dei Conti. Con una scelta inconsueta nel mondo della pubblica amministrazione, Piacentini ha scelto di non aspettare i decreti per annunciare la squadra sul web. Ma non deve sorprendere: il neo commissario è già noto per il proprio approccio diretto e informale. Del resto già da settimane i decreti sono alla Corte dei Conti ed era passato abbastanza tempo dai primi annunci.
E' probabile che secondo Piacentini fosse ormai venuto il momento di agire sul piano della comunicazione, per non lasciar pensare che il suo impegno fosse già vittima delle lungaggini della burocrazia italica. Come già capitato in molti altri casi sul fronte dell'innovazione digitale della amministrazione pubblica.
Del resto è ormai davvero venuto il momento dell'attuazione della rivoluzione digitale, senza più indugi; e come emerso di recente - l'attesa della squadra rischiava di diventare un ulteriore fattore di rallentamento di alcune decisioni, per esempio del piano triennale che definirà come le amministrazioni pubbliche spenderanno i miliardi destinati al digitale da qui al 2020.
Il compito del team di Piacentini è cruciale. Coordinerà, di concerto con l'Agenzia per l'Italia Digitale, le amministrazioni pubbliche verso il percorso di trasformazione digitale.
Quattro, gli obiettivi. Si legge sul sito che il loro compito sarà "individuare nuove iniziative di trasformazione digitale e tecnologica. Diventare un centro autorevole di competenza digitale e innovazione per gli "stakeholder" pubblici, allo scopo di condividere linee guida, direttive e pareri. Creare una comunità internazionale di sviluppatori e designer che contribuiscano allo sviluppo delle API e dei servizi digitali, che identifichino e risolvano problemi tecnologici, forniscano informazioni e istruzioni sui principi di innovazione digitale e creino strumenti e servizi condivisi. Porre le fondamenta per un'architettura in evoluzione in grado di "scalare" nel tempo e rimanere al passo con le tendenze tecnologiche che emergeranno".
Piacentini e la squadra - con l'Agenzia - avranno il doppio compito di stabilire le basi di un'architettura digitale Paese (che vedremo nero su bianco sul piano triennale, in arrivo nei prossimi mesi) e di guidare le amministrazioni (a mo' di tutor) verso la loro adesione a questa. Di qui il ruolo delle figure tecniche che, nella squadra, serviranno di supporto e guida alla realizzazioni di progetti digitali centrali e locali.
Infine, il manifesto di Piacentini. In dieci punti.
1) Sicurezza e privacy sono i principi più importanti; mai, per nessuna ragione, scenderemo a compromessi.
2) Valorizzeremo gli asset esistenti; non ricostruiremo quanto di positivo è già stato realizzato nella Pubblica Amministrazione italiana e ci ispireremo anche a modelli internazionali funzionanti.
3) Saremo ossessionati dalla semplificazione; tutto quello che faremo sarà facile da utilizzare per i cittadini.
4) Penseremo e progetteremo con un approccio "mobile first".
5) Valuteremo e sfrutteremo le tecnologie open source.
6) Seguiremo moderni modelli di progettazione; utilizzeremo architetture service oriented, sicure, "elastiche" e altamente affidabili.
7) Ci baseremo costantemente su dati; applicheremo algoritmi di Machine Learning e tecniche di Intelligenza Artificiale, quando necessari per risolvere problemi complessi.
8) Saremo aperti e trasparenti; pubblicheremo documenti che illustrino quello che abbiamo costruito, le decisioni prese, gli errori commessi e i benefici che abbiamo rilevato.
9) Avremo una visione di lungo termine, ma identificheremo anche le tappe intermedie che ci permetteranno di offrire rapidamente valore ai cittadini italiani.
10) Continueremo ad imparare; non ci limiteremo a questi principi e ne aggiungeremo di nuovi.