Le nuove sedi dei colossi del Web
Sono di sicuro innovative, firmate dagli archistar, autosufficienti ma spesso inaccessibili e decisamente staccate dal tessuto cittadino. Dall'astronave della Apple alle serre sferiche di Amazon, fino al villaggio di Facebook e alla nuova sede modulare di Google. Ecco come i grandi dell'hi-tech ridisegnano i loro quartier generali e abbandonano l'idea di campus universitario abbracciando quella di fortezza o di reggia. Alcune sostengono sia per migliorare la qualità lavorativa dei dipendenti, ma di fatto sono i nuovi simboli del potere. Leggi l’articolo
La nuova sede di Amazon, dello studio Nbbj, è invece un grattacielo da quattro miliardi di dollari che verrà terminato nel 2018 a Seattle. Oltre 306 mila metri quadrati su 37 piani. Più tre grandi sfere trasparenti alla base accessibili solo ai dipendenti: conterranno una foresta equatoriale in omaggio al nome della compagnia di Jeff Bezos, da poco diventato l’uomo più ricco del mondo. Parte di uno un altro edificio della città è stato dedicato invece ai senza tetto e ad organizzazioni non governative. Sempre la Nbbj, che ha già all’attivo le sedi di Alibaba a Hangzhou, sta ultimando un’altra torre miliardaria, anzi due per l’esattezza, stavolta a Shenzen. Alte 250 metri, sono il nuovo quartier generale della Tencent, la stessa di WeChat, terza multinazionale del Web dopo Google e Amazon.
A sentire le varie aziende, si parla sempre del tentativo di migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti ed incrementare la produttività. Il forte simbolismo degli edifici e le loro dimensioni raccontano però un’altra storia. “Nessuna di queste sedi vuole avere un rapporto con la città”, commenta lo storico dell’architettura Carlo Olmo. “E pensare che proprio la città per secoli è stata il centro dell’innovazione, con i suoi incontri e le sue influenze. La contraddizione è violenta: queste compagnie sono tutte figlie del clima misto delle università e dei tessuti urbani”. Si vede che quelle radici non sono più valide, almeno sul piano simbolico.
Facebook, dopo il quartier generale disegnato da Frank Gehry, l’Mpk20, vorrebbe ora edificare un villaggio. Il Willow Campus, progettato da Rem Koolhaas, nelle intenzioni avrà all’interno per la prima volta anche mille e cinquecento abitazioni. Delle quali il 15 per cento dovrebbero esser offerte a prezzi popolari visto il costo delle case a San Francisco e dintorni. Oltre a negozi, farmacie, hotel, bar, alimentari e un milione e mezzo di metri quadrati di uffici. Niente mura esterne né torri, anche se per entrarci bisognerà avere un badge. Di villaggi la Huawei ne ha in mente 12 da un miliardo e mezzo di dollari in costruzione a Shenzen. Scimmiottano lo stile europeo, da Verona fino a Oxford. Qui però più che di reggia si tratta di semplice pessimo gusto. Meglio allora, anche dal punto di vista del simbolismo, il quartier generale di Google immaginato dall’architetto danese Bjarke Ingels a Mountain View. Spazi coperti da enormi calotte di vetro sotto le quali gli edifici modulari potranno esser mossi secondo le esigenze.
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