Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha detto che l'IA potrebbe spazzare via fino al 50% dei lavori impiegatizi di primo livello nei prossimi cinque anni, portando potenzialmente la disoccupazione negli Stati Uniti al 10-20%.
Amodei, una delle 100 persone più influenti del 2025 secondo la rivista Time, sostiene che le aziende che sviluppano intelligenza artificiale e i governi stanno sottovalutando il rischio di una massiccia perdita di posti di lavoro in settori come tecnologia, finanza, diritto e consulenza, in particolare per i ruoli junior.
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La previsione di Amodei riguarda dunque lavori d’ufficio o amministrativi che non richiedono competenze altamente specializzate o esperienza avanzata.
Il leader di Anthropic, società che oggi vale 61,5 miliardi di dollari anche grazie agli investimenti di Amazon e Google, ha consegnato le sue preoccupazioni ad Axios nella speranza di scuotere il governo statunitense e le altre aziende di IA, affinché “si preparino e proteggano il Paese”.
Secondo Amodei “i legislatori non capiscono o non ci credono”.
E gli altri CEO che operano nel business dell’IA hanno paura di parlarne. Molti lavoratori non si renderanno conto dei rischi legati al possibile tracollo occupazionale, se non dopo che questo sarà avvenuto.
“La maggior parte di loro non ha idea che stia per succedere - ha detto Amodei ad Axios -. Sembra una follia, e la gente semplicemente non ci crede”.
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Amodei ha dipinto un possibile scenario futuro in cui, grazie all’IA, “il cancro è stato curato, l’economia cresce del 10% all’anno, il bilancio è in pareggio e il 20% della popolazione non ha un lavoro”.
L’amministratore delegato di Anthropic aveva già fatto previsioni sul futuro della medicina, arrivando a considerare l’ipotesi che un domani le persone vivranno “fino a 150 anni” grazie all’intelligenza artificiale.
Il fatto che l’allarme sui posti di lavoro provenga da Amodei, a capo di una delle aziende più influenti nel settore dell’intelligenza artificiale, dovrebbe far riflettere. Ha provato a spiegarlo lui stesso: “In quanto produttori di questa tecnologia, noi abbiamo il dovere e l’obbligo di essere onesti su ciò che sta per arrivare” ha detto Amodei ad Axios.
“Non credo che la gente ne sia consapevole”, ha aggiunto.
“È una dinamica molto strana in cui siamo noi stessi a dire: "Dovreste preoccuparvi della direzione che sta prendendo la tecnologia che stiamo costruendo"” ha concluso Amodei, affermando che i più scettici, quelli che pensano stia “solo esagerando”, dovrebbero riflettersi e chiedersi: “E se invece avesse ragione?”.