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Micha Kaufman, CEO di Fiverr: “L’IA sta venendo a prendervi”

Micha Kaufman, CEO di Fiverr: “L’IA sta venendo a prendervi”

Intervista al fondatore e amministratore delegato di Fiverr, la piattaforma che ha rivoluzionato il modo in cui freelance di tutto il mondo vendono le proprie competenze online. Con Kaufman abbiamo parlato del futuro del lavoro, di intelligenza artificiale e di come rimanere rilevanti nell’era dell’informazione

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Pochi minuti dopo aver parlato con Micha Kaufman, fondatore e CEO di Fiverr, riceviamo una mail dal suo ufficio stampa. È il report della nostra intervista creato da un’intelligenza artificiale.

C’è una foto dell’Ad - uno screenshot della videocall appena terminata -, un sommario della nostra conversazione, e alcuni punti chiave: “Kaufman ha parlato della crescita dell’automazione nel mondo del lavoro”. È il motivo per cui lo abbiamo incontrato virtualmente.

Nel 2010 Kaufman ha creato Fiverr per consentire a chiunque, ovunque si trovasse nel mondo, di commissionare a un freelance un logo, una traduzione o una campagna social con la stessa facilità con cui si acquista un prodotto online.

Quindici anni fa Fiverr offriva principalmente “lavoretti” da 5 dollari. Oggi è diventata un marketplace globale per servizi professionali. Nel 2024 ha generato ricavi per 391 milioni di dollari. Ma ora si prepara ad affrontare lo scoglio più grande: gli algoritmi che minacciano di stravolgere il mercato del lavoro.

Ad aprile scorso Kaufman ha scritto ai suoi dipendenti: “L’IA sta venendo a prendervi”.
Non è stato troppo duro?

“Io dico le cose come stanno. Tengo a queste persone. E non sono bambini di cinque anni. Devono capire che se non utilizzano strumenti avanzati, non avranno un lavoro. Né in Fiverr, né altrove”.

Nella stessa mail ha scritto: “L’IA verrà a cercare anche me”. Come pensa di sfuggirle?

“Usandola per liberarmi di tutte le attività ripetitive: riunioni, follow-up, lettura infinita di presentazioni e documenti”.

Non teme che l’intelligenza artificiale, nei suoi report, possa dimenticare qualcosa di prezioso?

“Anche gli esseri umani, me compreso, dimenticano dettagli. Le auto autonome uccideranno persone, ma molte meno rispetto al milione e oltre di morti annue attuali. Io non mi fido ciecamente di nulla, nemmeno di me stesso. A volte ricontrollo il mio lavoro, mi confronto con altri, verifico”.

Oggi molte prestazioni offerte su Fiverr possono essere svolte dall’IA.

“L’automazione del lavoro non è iniziata tre anni fa [con l’avvento di ChatGpt, ndr]. Nei miei 15 anni alla guida di Fiverr, centinaia di servizi sono diventati inutili. L’unica novità oggi è la velocità del cambiamento. L’IA dà a tutti gli stessi vantaggi”.

E allora chi emergerà?

“Coloro che investiranno nel tempo dedicato all’apprendimento. Se io e lei abbiamo lo stesso strumento, la differenza sta in come lo usiamo”.

Nell’epoca degli algoritmi chi è il freelance ideale?

“È un pensatore nativo dell’IA. Un professionista a cui le aziende si rivolgono perché è più avanti dei dipendenti nell’uso di questa tecnologia”.

Per i vostri utenti avete sviluppato un pacchetto IA chiamato Fiverr Go.

“Se questa tecnologia esiste, la nostra community deve beneficiarne. Abbiamo pensato a funzioni come un assistente personale che conosce il freelance, sulla base delle conversazioni passate, e gestisce in autonomia la parte più noiosa del dialogo tra compratore e venditore, tra cui le domande ripetitive. Questo agente non dorme mai e chiude le trattative meglio dei freelancer stessi”.

Quanti sono i freelance italiani di Fiverr?

“Possiamo dire che nell’ultimo anno sono cresciuti del 400%” [Q1 2024 - Q1 2025, ndr]

Esistono persone che preferiscono Fiverr al posto fisso in una Big Tech?

“Sì, sono quelle che vogliono avere più controllo sulla propria carriera e sul proprio stile di vita. In un’azienda c’è una scala gerarchica. Ci vuole tempo per salire. Ma come imprenditore, come freelance, non c’è limite”.

Che ruolo ha il fallimento nell’era dell’IA?

“Fa parte della nostra crescita come esseri umani. E la tecnologia ci aiuta a fallire più in fretta. La maggior parte delle cose che fa Fiverr, come ogni altra azienda, falliscono. Solo che non lo sapete. Perché non lo raccontiamo. Se prima ci volevano dieci persone e tre mesi per testare qualcosa e scoprire che non funziona, oggi può farlo una sola persona in tre giorni. Questo ci permette più cicli di iterazione. In futuro la velocità sarà l’unico fattore chiave che distinguerà un’azienda dall’altra”.