Deloitte, una delle principali società di consulenza e revisione contabile al mondo, ha accettato di rimborsare parte di un contratto con il governo australiano dopo che un suo report - del valore di 439.000 dollari australiani (circa 247.000 euro) - è stato contestato poiché conteneva errori dovuti all’uso di intelligenza artificiale generativa.
Che cosa è successo
Nel dicembre 2024, il Dipartimento per l’Occupazione e le Relazioni sul Lavoro (DEWR) australiano ha incaricato Deloitte di condurre una verifica indipendente del Targeted Compliance Framework, un meccanismo di controllo e sanzione usato dal governo australiano per monitorare il comportamento dei beneficiari dei sussidi di disoccupazione.
Il report che ha consegnato Deloitte - a luglio 2025 - conteneva numerosi riferimenti e note a piè di pagina. Tuttavia diverse fonti citate nel documento non esistevano. Inoltre una citazione attribuita a una sentenza federale era, di fatto, inventata.
In una versione del report aggiornata e diffusa recentemente, Deloitte ha eliminato o corretto i riferimenti errati, rivisto le note e - per la prima volta - dichiarato esplicitamente che alcune parti del lavoro sono state redatte con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale generativa, in particolare ChatGPT di OpenAI.
La società ha ammesso che “alcune note e riferimenti non erano corretti” e ha accettato di restituire l’ultima tranche del compenso pattuito con il governo australiano per la consulenza.
L’Australia, dal canto suo, sostiene che le conclusioni principali e le raccomandazioni del report non sono cambiate. Nel Paese le reazioni politiche non si sono fatte attendere: la senatrice laburista Deborah O’Neill ha accusato Deloitte di avere “un problema di intelligenza umana”, criticando duramente quella che ha definito una fiducia eccessiva nell’IA senza adeguata supervisione.
Le cosiddette “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale - cioè la produzione di informazioni errate, inventate o presentate come vere senza basi reali - sono uno dei principali rischi dei sistemi generativi come quelli usati da Deloitte. Questi modelli possono formulare testi convincenti ma imprecisi, confondendo fatti e fonti.
Cosa fa Deloitte
Deloitte fa parte del gruppo delle cosiddette Big Four, le quattro grandi società globali di consulenza e revisione contabile (insieme a PwC, KPMG ed EY). Fornisce servizi di consulenza, audit, fiscalità e gestione del rischio a governi e aziende in tutto il mondo.
La sua reputazione si fonda su un’elevata competenza tecnica e sulla capacità di gestire progetti complessi e delicati.
Con l’avanzare dell’intelligenza artificiale, anche le grandi società di consulenza stanno integrando questa tecnologia nei loro processi. Il caso australiano è un campanello d’allarme: quando l’intelligenza artificiale entra nei processi decisionali pubblici, diventano essenziali la verifica delle fonti, la tracciabilità e un uso responsabile della tecnologia.
L’accordo di Deloitte con Anthropic
In un curioso contrappasso, proprio mentre infuriava la polemica, Deloitte ha annunciato una nuova e ampia collaborazione con Anthropic, la società di intelligenza artificiale creatrice del chatbot Claude.
L’accordo prevede che Claude venga messo a disposizione di oltre 470.000 dipendenti Deloitte nel mondo, il più grande impiego aziendale della tecnologia di Anthropic fino a oggi.
La partnership include la creazione di un “Claude Center of Excellence”, che svilupperà applicazioni di IA specifiche per i diversi settori e formerà circa 15.000 professionisti all’uso avanzato degli strumenti basati su Claude.
Il contrasto è evidente: da un lato Deloitte restituisce denaro per gli errori commessi con l’IA; dall’altro investe massicciamente nella stessa tecnologia, integrandola su scala globale. Ma senza un uso consapevole e controllato, anche le migliori innovazioni rischiano di trasformarsi in costosi passi falsi.