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Il caso

L’uomo accusato di aver scatenato l’inferno di Palisades, a Los Angeles, è stato tradito da ChatGpt

L’uomo accusato di aver scatenato l’inferno di Palisades, a Los Angeles, è stato tradito da ChatGpt

Secondo gli investigatori, le conversazioni con il chatbot di OpenAI rappresentano un ulteriore elemento a sostegno dell’ipotesi di premeditazione da parte del presunto piromane arrestato

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L’uomo che avrebbe scatenato l’inferno di Palisades, in Florida, aveva generato con ChatGpt un’immagine distopica di una città in fiamme, con persone in fuga.

È questo uno degli “indizi” che hanno portato gli investigatori del Bureau of alcohol, tobacco, firearms and explosives (Atf) a credere che Jonathan Rinderknecht, un autista Uber di 29 anni, sia l’autore dell’incendio divampato lo scorso Capodanno sulle colline sopra Pacific Palisades. Lo stesso rogo che, alimentato nuovamente da venti caldi ed estrema siccità, è diventato il devastante Palisades Fire che ha distrutto migliaia di case e tolto la vita a dodici persone.

Arrestato in Florida e accusato di distruzione di proprietà mediante incendio doloso, Rinderknecht rischia almeno cinque anni di carcere federale.

Le tracce lasciate su ChatGpt

Tra le prove raccolte dagli investigatori ci sarebbero file digitali e contenuti generati dall’IA, inclusa un’immagine creata con ChatGpt che ritrae una scena di distruzione apocalittica.

Nei cinque minuti successivi a quando avrebbe appiccato l’incendio, Rinderknecht chiamò più volte il 911 per segnalare il fuoco.

Mentre era ancora al telefono con il 911, Rinderknecht avrebbe digitato su ChatGpt la domanda: “Se un incendio divampa a causa delle tue sigarette, sei colpevole?”.

Gli investigatori hanno poi stabilito che l’incendio non era stato causato da sigarette e sono arrivati alla conclusione che la sua domanda fosse un tentativo di creare una spiegazione più innocente per l’origine del fuoco.

Il ruolo di ChatGpt in tribunale

Il caso riapre un tema che sarà sempre più importante in futuro: quando e come i contenuti prodotti con l’ausilio dell’intelligenza artificiale possono diventare prova?Gli utenti dovrebbero ormai sapere che le conversazioni con ChatGpt non godono di riservatezza o privilegio legale e possono essere oggetto di citazione in giudizio nell’ambito di indagini penali.

La stessa OpenAI ha sottolineato che i registri delle attività degli utenti potrebbero essere soggetti a richieste legali da parte delle autorità.

Questo non vuol dire che una conversazione con un chatbot diventi automaticamente una prova.

Innanzitutto c’è la necessità di autenticare la provenienza dei contenuti e di dimostrare che siano realmente legati all’imputato, innanzitutto.

Inoltre vanno tenute in conto le possibili “allucinazioni” dell’IA, che portano a risultati fittizi o decontestualizzati.