LAS VEGAS – “Crediamo che un giorno un miliardo di automobili in circolazione sarà costituito da veicoli autonomi. Potreste noleggiare un robotaxi, oppure possederne direttamente uno, lasciando che si guidi da solo. In alternativa, potreste scegliere di mettervi voi al volante. In ogni caso, ciascuna automobile disporrà di capacità di guida autonoma. Ogni veicolo sarà alimentato dall’intelligenza artificiale”.
Dal palco del CES di Las Vegas, il CEO Jensen Huang ha annunciato che il primo veicolo a guida autonoma di Nvidia sarà sulle strade degli Stati Uniti nel primo trimestre del 2026. Nel secondo trimestre, arriverà in Europa. Ed entro la fine dell’anno circolerà in Asia.
“Non ho dubbi: questa sarà una delle più grandi industrie della robotica al mondo”, ha affermato il CEO di Nvidia, sottolineando come l’azienda che ha fondato nel 1993 sia pronta a passare dalla fornitura di chip per l’intelligenza artificiale alla gestione dell’intero ecosistema di guida.
L’annuncio ha subito attirato l’attenzione come possibile alternativa alla leadership di Tesla nel settore della guida autonoma: la presentazione di un sistema aperto, basato su IA “che pensa e ragiona”, si può interpretare come un tentativo di affermare uno standard alternativo al Full Self-Driving di Tesla.
Alpamayo: l’IA che “pensa” mentre guida
Al centro della rivoluzione immaginata da Nvidia c’è Alpamayo, un modello di intelligenza artificiale sviluppato da Nvidia per i veicoli autonomi e definito da Huang “il primo al mondo capace di pensare e ragionare”.
A differenza dei sistemi oggi più diffusi, Alpamayo è addestrato in modo end-to-end: in pratica osserva ciò che vede attraverso la telecamera e trasforma direttamente queste immagini nei comandi che muovono il veicolo, senza passaggi intermedi né moduli separati.
La vera innovazione, tuttavia, risiede nella capacità di ragionamento del modello. Alpamayo non si limita a sterzare o frenare in base a calcoli probabilistici: interagisce con il conducente spiegando le proprie intenzioni.
Huang ha detto che il sistema “comunica quale azione intende fare, le ragioni per cui è arrivata a quell'azione e poi, naturalmente, la traiettoria”. Il CEO di Nvidia ha annunciato che Alpamayo è un modello open source: l'intero settore automobilistico potrà beneficiare di un lavoro che ha coinvolto migliaia di ingegneri NVIDIA.
La partnership con Mercedes-Benz e il primato della sicurezza
Il primo partner a portare Alpamayo su strada sarà Mercedes-Benz, con cui NVIDIA collabora strettamente da cinque anni.
Il modello di punta, la nuova Mercedes-Benz CLA, è già in produzione e, stando a quanto riferito da Huang, ha già ottenuto un riconoscimento storico: è stata valutata da NCAP come l'auto più sicura del mondo.
Huang ha descritto questo risultato come il culmine di uno sforzo ingegneristico senza precedenti: “È l'unico sistema che conosco che ha ogni singola riga di codice, il chip, il sistema, tutto certificato per la sicurezza”.
Per aumentare il livello di sicurezza, Nvidia adotta un’architettura di controllo a due livelli. Il sistema di intelligenza artificiale più avanzato di Alpamayo opera continuamente, affiancato da un secondo software di guida autonoma basato su regole e modelli più tradizionali, progettato per essere prevedibile e stabile. Questo secondo sistema svolge il ruolo di supervisore: osserva le decisioni dell’IA e ne valuta l’affidabilità in tempo reale.
Quando individua una situazione ambigua o un margine di incertezza nel comportamento dell’IA, il controllo passa immediatamente al sistema tradizionale, che applica procedure di sicurezza consolidate. In questo modo, il veicolo dispone sempre di una rete di protezione pronta a intervenire.
Otto anni di ricerca: dalla fisica digitale a Cosmos
La creazione di Alpamayo è il frutto di un viaggio iniziato otto anni fa, basato sulla convinzione che l’IA fisica richieda molto più del semplice linguaggio su cui si concentrano i Large Langiage Models, i modelli di intelligenza artificiale alla base di chatbot come Gemini, Copilot o ChatGpt.
Huang ha spiegato che, per interagire con il mondo reale, un computer deve sviluppare una comprensione intuitiva delle leggi della fisica: gravità, attrito, inerzia e continuità degli oggetti nello spazio.
Per addestrare Alpamayo a gestire la complessa “coda lunga” degli imprevisti stradali - quegli scenari rari che non possono essere catturati tutti nel mondo reale - Nvidia ha utilizzato Cosmos.
Quest’ultimo non è un modello linguistico, ma un “modello di base del mondo”, cioè un’intelligenza artificiale addestrata a comprendere come funziona l’ambiente fisico. È stata istruita osservando grandi quantità di video e simulazioni tridimensionali, così da imparare come si muovono gli oggetti, come cambiano le scene e quali conseguenze hanno le azioni nello spazio reale.
La strategia dei tre computer e i dati sintetici
Secondo Huang, il futuro della robotica si poggia su un’architettura a tre computer: uno per l'addestramento, uno per l'inferenza (che gira a bordo dell’auto) e un terzo dedicato interamente alla simulazione. Attraverso piattaforme come Omniverse, Nvidia trasforma il calcolo in dati.
“Utilizzando la generazione di dati sintetici basata e vincolata dalle leggi della fisica, possiamo oggi creare in modo selettivo e mirato i dati necessari per addestrare l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Huang.
Questo permette di simulare miliardi di chilometri in ambienti virtuali perfetti, dove Cosmos genera video e scenari fisicamente plausibili che servono all’IA per imparare a reagire a situazioni limite e potenzialmente pericolose senza mai mettere a rischio una vita umana.
L’auto autonoma è solo l’inizio
Huang ha illustrato la filosofia costruttiva dell'azienda attraverso la metafora della “torta a cinque strati”, che rappresenta il modello per tutta la robotica del futuro.
Lo strato di base è l'auto stessa (il guscio e l'energia), seguito dai chip ad alte prestazioni come i processori Thor progettati specificamente per la robotica. Sopra di essi poggia l'infrastruttura di simulazione composta da Omniverse e Cosmos, che sostiene a sua volta lo strato del modello IA, ovvero Alpamayo.
L'ultimo strato, il vertice della torta, è l'applicazione finale che l'utente sperimenta, come nel caso di Mercedes-Benz.
Questa architettura integrata verticalmente, ma aperta all'ecosistema, punta a trasformare ogni mezzo di trasporto in un robot intelligente, segnando il punto di flesso definitivo verso l'era dei veicoli autonomi.
Il primo trimestre del 2026, secondo Huang, segnerà l’inizio di questa nuova era: l’IA fisica porterà la potenza del ragionamento artificiale direttamente tra le mani degli automobilisti di tutto il mondo.
“La nostra visione è che un giorno ogni automobile e ogni camion saranno autonomi, e stiamo lavorando per arrivare a quel futuro - ha detto Huang - Questo sarà il primo mercato fisico dell’intelligenza artificiale su larga scala e con tutta probabilità prenderà forma nei prossimi dieci anni”.