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MWC 2026: Xiaomi 17 Ultra, il cameraphone senza compromessi

MWC 2026: Xiaomi 17 Ultra, il cameraphone senza compromessi

Abbiamo provato in anteprima il nuovo flagship “co-creato” con Leica e che inaugura il sensore con tecnologia LOFIC. Punto di forza: il teleobiettivo meccanico da 200 MP

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Barcellona - L’appuntamento è di quelli che si rinnovano ogni anno, come le feste comandate. Il Mobile World Congress è come da tradizione l’evento che Xiaomi sceglie per il lancio globale dei suoi nuovi smartphone, che nel 2026 si chiamano Xiaomi 17 e Xiaomi 17 Ultra. Tra le mura del Palau de Congressos de Catalunya, il colosso cinese condivide i suoi risultati, rilancia la collaborazione con lo storico brand della fotografia Leica e mostra i muscoli con il suo nuovo top di gamma senza compromessi.

Se però lo spettacolo va in scena a Barcellona, la strada che ci ha portato fino all’evento intitolato “The New Wave of Imagery” è molto più lunga della Avenida Diagonal: passa per la Cina, e più precisamente per Pechino - dove Xiaomi ha il suo quartiere generale e la sua fabbrica più moderna e automatizzata -, e poi per Chongqing, metropoli da 32 milioni di abitanti molto instagrammabile, quindi luogo ideale dove mettere alla frusta le (ottime) capacità fotografiche dello Xiaomi 17 Ultra.

Avvolti da una foschia persistente oppure sotto un cielo dal blu assoluto; di giorno ma anche e soprattutto di notte, quando le vie delle città cinesi punteggiate di negozi di ogni tipo brillano illuminate da luci multicolori, abbiamo sfidato la fotocamera del nuovo flagship quasi con cattiveria: volevamo vedere se fosse davvero il "Master of Night", il signore della notte, come ce lo hanno raccontato durante l’incontro ristretto con i giornalisti nella fabbrica di Changping (distretto orientale di Pechino). E dopo varie centinaia di foto dopo possiamo dire che - anche al netto della inevitabile retorica di marketing - il titolo è meritato: il nuovo comparto fotografico (che lo Xiaomi Ultra condivide con il gemello eterozigote Leica Leitzphone, anch’esso presentato a Barcellona), dove spiccano la fotocamera principale con sensore LightFusion 1050L e tecnologia LOFIC insieme con il nuovo zoom meccanico da 200MP, è molto buona e gestisce una gamma dinamica davvero ampia.

Quattro anni di sviluppo

La partnership con Leica, iniziata nel 2022 con la serie 12S, entra nel suo quarto anno e raggiunge una nuova fase: quella che fino alla generazione precedente veniva definita "ricerca e sviluppo congiunta", con lo Xiaomi 17 Ultra diventa "co-creazione strategica". Un nuovo approccio basato su tre pilastri: Ottica, Estetica ed Esperienza, il cui obiettivo è portare l'essenza dell'imaging Leica nell’esperienza mobile. E a segnare il nuovo corso non c’è solo la qualità e complessità dell’hardware, ma anche la scelta industriale di produrre due smartphone - lo Xiaomi 17 Ultra e il Leica Leitzphone - che condividono il cuore ma si distinguono nettamente per design e pubblico di riferimento, visto che il secondo richiama in tutto una fotocamera Leica e sarà venduto soprattutto negli store del brand tedesco.

L’ultra più sottile

A proposito di design, lo Xiaomi 17 Ultra registra un piccolo primato: con soli 8,29 mm di spessore e un peso di 219 grammi, il 17 Ultra è il modello "Ultra" più sottile e leggero mai prodotto dall'azienda. Caratterizzato da linee pulite, mostra angoli arrotondati, bordi piatti e un ampio display anch’esso piatto che insieme conferiscono un aspetto e una distribuzione del peso ben bilanciati, nonostante le dimensioni generose del comparto fotografico a forma di oblò, ormai classico della versione Ultra.

Dal punto di vista del motore hardware, sotto il cofano non troviamo grandi sorprese: c’è l’onnipresente processore Snapdragon 8 Gen 5, motore irrinunciabile di qualsiasi flagship, che nonostante lo spessore ridotto viene alimentato da una batteria da ben 6.000 mAh, dimensionata per offrire un'autonomia affidabile anche con uso intenso. Bello ed efficace lo schermo OLED Xiaomi HyperRGB da 6,9 pollici con risoluzione di 2608 x 1200 pixel e frequenza di aggiornamento adattiva LTPO variabile da 1 a 120Hz, con colore a 12 bit, supporto HDR+ e Dolby Vision e capace di raggiungere un picco di luminosità di 3.500 nits. Un ottimo pannello come ci si aspetta da uno smartphone orientato soprattutto alla fotografia, che alla prova su strada è risultato ben visibile e con dettagli vividi anche quando si inquadra una scena sotto la forte luce solare diretta.

Il cameraphone

Lo Xiaomi 17 Ultra è soprattutto un “cameraphone”, l’espressione più alta delle competenze tecnologiche fotografiche di Xiaomi e Leica, che per questa edizione hanno fatto scelte radicali e introdotto novità significative rispetto al passato. Così il sistema fotografico passa dalla configurazione a quattro fotocamere del modello precedente a una tripla fotocamera, fondendo i due teleobiettivi in un unico modulo di notevole complessità ingegneristica ma anche molto efficace nella resa, tanto che in molte situazioni risulta essere va modalità più sensata da utilizzare.

Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla fotocamera principale: questa monta un sensore da 1 pollice ultra-dinamico LightFusion 1050L, la cui principale novità è l'introduzione della tecnologia LOFIC (Lateral Overflow Integration Capacitor). Come ci hanno spiegato in Cina gli ingegneri Xiaomi, fino a ieri, l'HDR mobile si basava sul multi-frame (la fusione più scatti realizzati in rapidissima sequenza, con rischio di sfocatura da movimento) o sul Dual Conversion Gain (meno efficace per quanto riguarda le alte luci); per spiegare come il sistema LOFIC risolva questi problemi, un tecnico ha paragonato ogni pixel a un secchio che raccoglie pioggia (cioè la luce): di solito, se esso si riempie troppo allora “trabocca” e abbiamo la sovraesposizione, mentre con la tecnologia LOFIC si aggiunge un serbatoio in più accanto a ogni pixel per raccogliere la luce in eccesso. Risultato: Il sensore cattura tre livelli di esposizione in un singolo scatto, riducendo il motion blur e ottenendo una gamma dinamica più estesa, insieme con la capacità di gestire scene ad alto contrasto (come fuochi d'artificio o tramonti) senza bruciare lo sfondo o rendere scuro il soggetto. Altra caratteristica interessante è poi che le lenti sono ibride (una in vetro, sei in plastica) con rivestimenti avanzati per una maggiore purezza ottica.

Tutto molto valido, ma è analizzando il teleobiettivo che emerge anche meglio il valore ingegneristico della collaborazione tra Xiaomi e Leica: a un sensore Samsung HPE da 200 Megapixel, il 17 Ultra abbina uno zoom ottico meccanico da 75, 85, 90 e 100mm equivalenti. Qui è la parola meccanico a meritare maggiore attenzione: a differenza degli altri smartphone che usano focali fisse (es. 75mm) e "ritagliano" l’immagine digitalmente (crop) perdendo qualità per arrivare a 90mm o 100mm, il sistema Xiaomi muove fisicamente le lenti come in vero obiettivo. Questo garantisce la piena risoluzione a 75mm, 85mm, 90mm e 100mm, coprendo tutte le focali ideali per la ritrattistica e non solo. Quando poi lo zoom digitale deve comunque fare il crop del sensore per arrivare fino a 400mm (circa 17.2x), ci riesce mantenendo una qualità ottica più elevata della media.

Il sistema, detto “a periscopio” perché l’obiettivo è in posizione orizzontale sotto la superfice dello smartphone e raccoglie la luce grazie un prisma che la riflette, è una soluzione già vista su altri smartphone, ma qui a fare la differenza c’è anche un inedito sistema a "doppio carrello": uno muove lo zoom, l'altro gestisce la messa a fuoco precisa. Una soluzione che occupa meno spazio e consente di far muovere le lenti di ben 7mm (contro gli 1.5mm standard) mantenendo il telefono sottile.

A impreziosire il tutto poi ci sono anche le Lenti Leica APO (apocromatiche) per la prima volta su uno smartphone: una soluzione che la casa di Wetzlar ha sviluppato per i suoi obiettivi e grazie alla quale i fasci di luce rossa, verde e blu vengono allineati ordinatamente sullo stesso piano focale, eliminando così in gran parte l'aberrazione cromatica (quei bordi viola e verdi nei contrasti forti) direttamente a livello ottico invece che via software. L'obiettivo ultra-grandangolare, che per chi scrive è anche quello che si tende ad usare di meno, adotta un sensore Samsung JN5 da 50MP (f/2.2, 14mm) e mantiene la qualità generale del sistema, mentre frontalmente è presente un sensore da 50MP con campo visivo di 90°. Lo smartphone registra video fino in 8K a 30fps e in 4K Dolby Vision fino a 120fps, offrendo anche la registrazione Log 4K a 120fps con standard ACES.

Impressioni di guida

Dopo due settimane di utilizzo intenso, e dopo aver trascorso 5 giorni in Cina a fotografare il fotografabile, l’impressione di insieme è che lo Xiaomi 17 Ultra sia un prodotto riuscito, sia nel design che nelle funzionalità: come semplice smartphone, cioè oggetto per telefonare, navigare, fruire contenuti audio e video, offre prestazioni e versatilità in linea con la concorrenza, cioè molto buone. Come cameraphone, insieme a immagini di qualità notevole restituisce anche la voglia di scattare, e questo soprattutto grazie al teleobiettivo meccanico: il fatto di poter zoomare significativamente senza perdere qualità dell’immagine, consente con facilità di cogliere dettagli o documentare situazioni e momenti che altrimenti resterebbero fuori portata dell’osservatore, proprio come avviene con una fotocamera professionale. Un risultato davvero notevole per uno smartphone.

Non solo Ultra

Xiaomi ha presentato anche il più economico Xiaomi 17, che con l'Ultra condivide il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 a 3nm, affiancato in questo caso da 12GB di RAM LPDDR5X e opzioni di memoria interna UFS 4.1 da 256GB o 512GB. Nonostante il formato compatto, integra una batteria Xiaomi Surge più grande, da 6330mAh, che supporta l'HyperCharge a 100W, l'HyperCharge wireless a 50W e la ricarica inversa cablata a 22.5W. Anche in questo caso sono presenti certificazione IP68, Wi-Fi 7, HyperOS 3, sensore di impronte a ultrasuoni e un array di 4 microfoni con audio Dolby Atmos.

Lo schermo dello Xiaomi 17 è un display OLED CrystalRes da 6,3 pollici con risoluzione di 2656 x 1220 pixel (460 ppi) e cornici sottili da 1.18mm. Il pannello, un M10 personalizzato, condivide la frequenza di aggiornamento LTPO 1-120Hz, la luminosità di picco di 3500 nits, il supporto HDR10+ e Dolby Vision e la copertura Xiaomi Shield Glass del modello Ultra. La scocca misura 151.1 x 71.8 x 8.06mm per 191g di peso ed è costruita con un telaio in alluminio 6M42 abbinato a un retro in vetro opaco, disponibile nei colori Black, Venture Green, Alpine Pink e Ice Blue.

Il modulo fotografico dello Xiaomi 17 si basa su ottiche Leica VARIO-SUMMILUX. L'obiettivo principale sfrutta un sensore Light Fusion 950 da 50MP (formato 1/1.31", f/1.67, OIS, 23mm). Lo affianca un teleobiettivo flottante da 60mm con sensore Samsung JN5 da 50MP (f/2.0, OIS), capace di gestire macro fino a 10cm di distanza, e un sensore ultra-grandangolare OV50M da 50MP (f/2.4, 17mm, FOV 102°). La fotocamera anteriore è un'unità da 50MP (f/2.2, 21mm) con funzionalità di autofocus. Per quanto riguarda i video, il dispositivo permette riprese in 8K a 30fps e supporta la registrazione 4K Dolby Vision e 4K Log fino a 60fps.

Per concludere

Lo Xiaomi 17 Ultra è uno smartphone che mantiene le promesse sebbene a un prezzo non indifferente per un dispositivo Android. Abbandonando il compromesso del crop digitale per lo zoom e presentando soluzioni innovative per provare a superare i limiti fisici dell'HDR con la tecnologia LOFIC sul sensore della fotocamera principale, Xiaomi ha messo a segno progressi significativi nella realizzazione di un flagship di ottimo livello.