Italian Tech

La scheda

Come fa l’IA di Palantir a generare le strategie di guerra per il Pentagono

Come fa l’IA di Palantir a generare le strategie di guerra per il Pentagono

I modelli IA commerciali vengono impiegati nelle operazioni militari e un’indagine giornalistica rivela come il Pentagono trasforma l’intelligence satellitare in strategie di attacco

3 minuti di lettura

Un articolo apparso su Wired Usa spiega come le IA possono essere integrate nelle decisioni strategico-belliche.

I giornalisti del magazine statunitense hanno preso parte a dimostrazioni pubbliche organizzate da Palantir a partire dal 2023 e da Anthropic nel 2025, oltre ad avere potuto esaminare alcuni file pubblicati dal Pentagono.

Attraverso piattaforme fornite da Palantir e il modello Claude di Anthropic, il Pentagono è ora in grado di generare strategie militari complesse in pochi secondi.

Dalle simulazioni tattiche in Europa orientale alla gestione di operazioni reali in Iran e Venezuela, l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del comando militare.

L’efficacia delle IA impiegate per pianificare le strategie belliche e identificare i bersagli nemici genera tensioni etiche e legali che vanno al di là delle note polemiche tra Anthropic e il Pentagono che sono destinate alle aule di tribunale.

Palantir porta le IA dallo schermo agli scenari di guerra

Il cuore di questa rivoluzione risiede nelle piattaforme di analisi sviluppate da Palantir Technologies, azienda americana che ha già prestato il proprio know-how alla US Immigration and Customs Enforcement (ICE) per individuare gli immigrati irregolari o presunti tali.

Palantir, co-fondata tra gli altri da Alex Karp e da Peter Thiel, presta al Pentagono l’applicazione Artificial Intelligence Platform (AIP) che viene integrata in Palantir Gotham, strumento destinato ai governi, alle agenzie di intelligence, alle forze dell’ordine, alla difesa e impiegato nelle analisi investigative complesse al fine di supportare decisioni operative su larga scala.

AIP è, semplificando, un assistente in grado di interagire con operatori umani per pianificare attacchi militari. Si tratta di un assistente alimentato da modelli IA di terze parti e ciò significa che chi ne fa uso può scegliere, per esempio, tra Claude di Anthropic, i modelli di Google, i modelli Gpt di OpenAI e anche quelli di Meta.

Durante una dimostrazione avvenuta nel 2023, Palantir ha dato sfoggio di come AIP può supportare le decisioni umane, simulando uno scenario ostile e articolando le operazioni militari in quattro fasi.

Il sistema elabora immagini satellitari e radar grazie ad algoritmi di visione computerizzata, individuano ed etichettando come tali le attività nemiche insolite e riuscendo a distinguere le forze militari dai civili.

In seguito, AIP esamina la disposizione delle forze nemiche per stabilire l’entità e la gravità della possibile minaccia.

La terza fase riguarda la generazione di una strategia di attacco.

In pochi istanti il sistema propone una serie di alternative suggerendo, per ognuna di queste, l’impiego di asset idonei tra aerei, artiglieria a lungo raggio o l’uso di truppe di terra.

Infine, una volta scelta l’opzione desiderata, l’IA genera le rotte di movimento aeree o terrestri, consigliando anche in quali punti dislocare dei disturbatori di frequenza (i jammer) per neutralizzare le comunicazioni nemiche.

Tutto ciò avviene in pochi secondi ed è propedeutico anche alle strategie più complesse.

Le IA per le strategie complesse

La Nato fa uso delle soluzioni fornite da Palantir soprattutto per generare strategie avanzate, tra cui figurano i piani denominati Support-by-Fire-Then-Penetration-Shock-and-Destruction, manovre offensive che impiegano mezzi pesanti come aerei o artiglieria per bloccare il nemico, mentre altre unità militari creano un varco per fare entrare in tutta rapidità forze mobili fiaccando così le capacità di resistenza degli avversari.

Inoltre, a giugno del 2025, Anthropic ha mostrato come Claude è in grado di partire da dati grezzi per costruire dashboard dettagliate delle operazioni militari in corso, sintetizzandone gli esiti in rapporti di poche parole e tradurre informazioni sparse in dati che le soluzioni di Palantir possono incrociare con dataset interni classificati dei governi.

Anche queste operazioni, complesse e lunghe da svolgere per un operatore umano, vengono compiute in una manciata di secondi.

Gli strumenti in mano al Pentagono

Il Pentagono ha a disposizione diversi sistemi interconnessi le cui peculiarità, che vanno dall’individuazione degli obiettivi al tipo di armi e di munizioni adatte per ognuno di questi, consentono anche di mappare e aggiornare le informazioni sul campo di battaglia.

In questo modo gli algoritmi accedono a una lettura più rapida degli scenari in corso e possono all’occorrenza adeguare le strategie militari proposte.

Le questioni aperte non sono solo etiche

Anthropic ha fatto un passo indietro, rifiutando le richieste del Pentagono di potere usare i modelli IA senza restrizioni di sorta e questo suggerisce un capovolgimento dei fronti: un’azienda privata ricorda a una Nazione che i diritti fondamentali sono da salvaguardare.

Ci sono però altri nervi scoperti dei quali tenere conto.

Scegliendo le soluzioni Palantir, la Nato ha palesato una marcata dipendenza tecnologica dagli Usa e ciò genera una certa tensione con gli obiettivi europei di sovranità tecnologica e autonomia strategica.

Infatti, la Nato è formata da 32 Paesi, 30 dei quali geograficamente dislocati nel Vecchio continente ai quali si aggiungono Canada e Usa. Non di meno, il presidente americano Donal Trump non vede sempre di buon occhio l’alleanza atlantica.

Tra le questioni aperte ce ne sono anche di ordine tecnologico: se diversi eserciti o forze armate fanno uso delle medesime tecnologie, a fare la differenza sono i dati con cui queste vengono alimentate.

Si prospetta il rischio che la raccolta di tali dati diventi spasmodica e al di fuori di ogni conformità, tema del quale si discute da anni senza però procedere a moratorie definitive.