Meta ha presentato Muse Spark, il primo tassello di una famiglia di modelli battezzata Muse.
Il progetto, noto internamente con il nome in codice Avocado, è il risultato di una massiccia riorganizzazione interna durata nove mesi, durante i quali l’azienda ha ricostruito da zero l’intera infrastruttura di addestramento.
A differenza dei modelli sviluppati in passato dall’’azienda guidata da Mark Zuckerberg - la serie Llama - Muse Spark è stato progettato come un modello multimodale nativo.
Questa caratteristica permette all'IA di elaborare e correlare simultaneamente diverse tipologie di dati, come testi, immagini e video, senza dover ricorrere a moduli separati e traduzioni intermedie.
Come cambia l’IA di Meta
I modelli della serie Llama funzionavano un po' come degli specialisti separati: uno capiva i testi, un altro le immagini, un altro ancora i video. Per farli lavorare insieme, bisognava ‘tradurre’ le informazioni da un modulo all'altro, con inevitabili perdite di contesto e inefficienze.
Muse Spark, invece, nasce già con tutti questi "sensi" integrati, imitando il funzionamento del cervello umano. Quando si guarda una foto mentre qualcuno la descrive a parole, il cervello non elabora le due cose in momenti separati per poi unirle: le processa insieme, in modo naturale e simultaneo.
Muse Spark fa la stessa cosa con testi, immagini e video.
Il risultato pratico è che l'IA capisce meglio il contesto complessivo. Ad esempio, se le viene mostrato un video e le si fa una domanda scritta, non ‘guarda’ il video e poi ‘legge’ la domanda effettuando due operazioni distinte: le elabora insieme, cogliendo le connessioni tra i due tipi di informazione in modo molto più preciso.
La sfida dell’efficienza
Un altro degli aspetti più significativi di questo rilascio riguarda l'ottimizzazione delle risorse computazionali.
Meta ha dichiarato che Muse Spark è in grado di eguagliare le prestazioni del precedente modello di punta, Llama 4 Maverick, utilizzando una potenza di calcolo dieci volte inferiore.
Questo traguardo tecnologico risponde alla necessità di contenere gli enormi costi energetici e infrastrutturali derivanti dai calcoli richiesti dall'intelligenza artificiale generativa.
L'efficienza del modello non si limita alla fase di addestramento, ma si estende alla rapidità di risposta nelle applicazioni quotidiane integrate sulle piattaforme controllate da Meta: WhatsApp, Instagram e Facebook.
Più agenti IA per svolgere un compito
Per affrontare compiti che richiedono logica e deduzione profonda, Muse Spark introduce la funzione denominata Contemplating.
Si tratta di una modalità operativa in cui più agenti IA collaborano simultaneamente per risolvere un problema, simulando una sorta di dibattito interno. "Nei test interni – sostiene Meta – è risultata competitiva con altri modelli di ragionamento avanzato, come Gemini Deep Think e GPT Pro”
Grazie a questa orchestrazione multi-agente, Muse Spark ha ottenuto risultati rilevanti in test accademici di alto profilo come lo Humanity’s Last Exam, un benchmark progettato per mettere alla prova le capacità di ragionamento scientifico e filosofico più vicine alla mente umana, dove ha raggiunto una precisione del 58%.
Meta, Zuckerberg sviluppa un agente IA che lo aiuta a prendere decisioni
Medicina e benessere nel mirino di Meta
Un pilastro fondamentale nello sviluppo di Muse Spark è stata la collaborazione con oltre mille professionisti del settore medico.
Questo supporto specialistico ha permesso di istruire il modello in ambiti delicati come la salute e la nutrizione.
L’IA è in grado di generare, per esempio, immagini interattive che spiegano l’attivazione muscolare durante specifici esercizi fisici o di analizzare il contenuto nutrizionale dei pasti partendo da una semplice fotografia.
Meta punta a trasformare la sua IA in un consulente per il benessere quotidiano, capace di fornire informazioni precise e verificate dal punto di vista scientifico.
Il focus su shopping e social
La testata giornalistica Axios riporta anche che Muse Spark prevede una modalità dedicata allo shopping “che combina i modelli linguistici avanzati con i dati sugli interessi e il comportamento degli utenti”.
Il modello, inoltre, sarà capace col tempo di citare “raccomandazioni e contenuti condivisi dagli utenti su Instagram, Facebook e Threads”.
Il patto miliardario tra Zuckerberg e Alexandr Wang
L'ascesa di Muse Spark è il risultato diretto di una delle operazioni più discusse nella storia recente della Silicon Valley: l'arruolamento di Alexandr Wang.
Nel giugno 2025, Mark Zuckerberg ha investito circa 14,3 miliardi di dollari per acquisire una quota del 49% in Scale AI, l'azienda fondata da Wang specializzata nell'etichettatura dei dati, con l’obiettivo di portare il giovane talento dell’IA a Menlo Park.
Wang ha preso il posto di Yann LeCun, uno dei padrini dell’intelligenza artificiale moderna, a lungo capo dell’IA di Meta. E ora guida i Meta Superintelligence Labs, una nuova divisione creata da Zuckerberg per lavorare all’intelligenza artificiale di frontiera.
Il mandato affidato a Wang è quello di ricostruire l'intera strategia dell'azienda, passando da una cultura basata su modelli aperti e diffusi a una visione più proprietaria e focalizzata su una tecnologia che sia in grado di eguagliare e superare le capacità cognitive umane.
Le spese folli di Meta per l’IA
L'annuncio ha scosso positivamente i mercati finanziari, con il titolo di Meta che ha fatto registrare un incremento del 7% nelle ore successive alla presentazione.
Per Zuckerberg, Muse Spark rappresenta la giustificazione tangibile agli investimenti miliardari degli ultimi mesi.
Per sostenere questa nuova generazione di modelli, Meta ha infatti pianificato per il 2026 una spesa in conto capitale, nota nel gergo finanziario come Capex (investimenti in beni fisici come server e impianti), pari a 135 miliardi di dollari.
Tale cifra, che segna un incremento di quasi il 90% rispetto agli anni precedenti, è destinata quasi interamente alla costruzione di centri dati e all'acquisto di hardware avanzato.
Questa strategia si inserisce in un piano ancora più vasto, che prevede lo stanziamento di 600 miliardi di dollari entro il 2028 per consolidare l'infrastruttura di calcolo negli Stati Uniti.
Tali sforzi intendono garantire a modelli come Muse Spark la potenza necessaria per operare in tempo reale su miliardi di dispositivi, rendendo l'intelligenza artificiale il tessuto connettivo dell'intero ecosistema di Meta.
Disponibilità di Muse Spark in Italia e nel mondo
Il modello è già disponibile nell'app Meta AI e sul relativo sito web [meta.ai]. In Italia entrambe le piattaforme sono già accessibili,ed effettivamente se si chiede nella app “su quale modello ti basi”, l’intellgienza artificiale risponde: “Sono basato su Muse Spark, che fa parte della famiglia di modelli Muse di Meta”.
Nelle prossime settimane, secondo quanto annunciato dall'azienda, verrà integrato anche in WhatsApp, Instagram, Facebook e Messenger, con un progressivo ampliamento anche ad altri Paesi.
Muse Spark sarà inoltre integrato progressivamente negli occhiali IA dell'azienda come i Ray-Ban Meta prodotti in collaborazione con EssilorLuxottica.
La nuova IA sarà in grado di sfruttare le fotocamere integrate negli occhiali intelligenti di Meta per osservare e interpretare l'ambiente circostante in tempo reale.
Si tratta di un'evoluzione significativa rispetto a quanto già offerto dagli attuali Ray-Ban intelligenti: già permettevano di ricevere assistenza visiva e testuale basata su ciò che le fotocamere inquadrano, ma con Muse Spark questa capacità diventerà molto più sofisticata e consapevole del contesto.