La disposizione dei posti a sedere durante il pranzo a porte chiuse raccontava già gran parte della storia. Al vertice del G7 di Évian-les-Bains, in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è seduto tra Sam Altman di OpenAI e Demis Hassabis di Google DeepMind.
A debita distanza, vicino il presidente francese Macron, c'era Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, la cui azienda si trova al centro di un braccio di ferro con l'amministrazione americana.
Malgrado la situazione delicata, il messaggio dei leader più influenti nel settore dell’IA è stato univoco: tutti e tre hanno esortato i capi di Stato presenti a creare una coalizione a guida statunitense per definire gli standard e le regole globali della tecnologia che affascina e spaventa il mondo.
Il patto al vertice di Évian-les-Bains
Durante l'incontro Altman, Amodei e Hassabis hanno offerto la loro visione strategica per mantenere il primato tecnologico occidentale. Stando al racconto di Reuters e Cnbc, Amodei ha suggerito di limitare l'accesso della Cina ai cosiddetti modelli di frontiera, ovvero i sistemi di intelligenza artificiale più potenti e avanzati oggi disponibili. Ha inoltre invitato a includere in questo blocco l'hardware critico come i microchip di ultima generazione, proponendo una cooperazione internazionale per affrontare rischi concreti legati al bioterrorismo e alle operazioni informatiche ostili.
Altman ha proposto parallelamente la creazione di un forum internazionale per stabilire standard di collaudo condivisi e fornire analisi imparziali sulle capacità e sui pericoli dell'intelligenza artificiale. L'idea ha trovato aperture tra i leader presenti.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha segnalato la propria disponibilità ad accettare la leadership di Washington in questa potenziale alleanza.
Altman ha aggiunto che spetta ai governi democratici – e non alle aziende che sviluppano IA – decidere come debbano essere governati gli algoritmi. “Evitate di cedere le vostre responsabilità a laboratori di IA come il mio - ha detto il CEO di OpenAI -. Noi sviluppiamo la tecnologia, e i cittadini del mondo libero stabiliscono le regole”.
Cnbc scrive che il responsabile degli affari globali di OpenAI, Chris Lehane, presente alla riunione, ha detto che i leader non statunitensi presenti nella sala hanno riconosciuto che gli Stati Uniti “potrebbero certamente svolgere un ruolo guida nel contribuire a definire” gli standard sull’IA.
Il peso delle restrizioni americane
La richiesta di affidare agli Stati Uniti la guida di un organismo che definisca regole e standard per l’intelligenza artificiale arriva in un momento di forte tensione geopolitca scatenata proprio da questa tecnologia. Pochi giorni prima del vertice, l'amministrazione Trump ha imposto duri controlli sulle esportazioni ad Anthropic, costringendo l'azienda a disabilitare in tutto il mondo il suo modello più recenti, denominato Fable 5 e appartenente alla famiglia Mythos 5.
La misura è stata giustificata con ragioni di sicurezza nazionale a seguito di un "jailbreak", un termine tecnico usato per descrivere una manipolazione informatica che permette agli utenti di aggirare i filtri di sicurezza del sistema. Amodei ha esortato i leader delle nazioni democratiche a resistere alla tentazione di dividersi.
Le aziende del settore stanno cercando di posizionarsi come alleati indispensabili per la competizione geopolitica di Washington, affrontando al contempo le pesanti restrizioni che il governo americano impone ai loro stessi prodotti.
I timori degli alleati internazionali
I recenti provvedimenti di Washington nel campo dell’IA hanno allarmato i paesi alleti, spaventati dalla prospettiva di essere esclusi dall'accesso alle tecnologie più avanzate dal giorno alla notte. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito che la capacità degli Stati Uniti di bloccare l'uso di questi strumenti in modo unilaterale e improvviso rischia di danneggiare l'intera economia occidentale e le stesse aziende americane.
Preoccupazioni simili sono state espresse dal primo ministro indiano Narendra Modi, il quale ha sottolineato l'importanza di poter utilizzare l'intelligenza artificiale per proteggere le infrastrutture critiche del proprio paese.
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ricordato l'interconnessione dei sistemi finanziari e tecnologici, chiedendo che l'Europa venga considerata un alleato di fiducia e mettendo in evidenza l'esigenza di un mutuo vantaggio tra le due sponde dell'Atlantico. “Dovremmo intensificare la nostra cooperazione. Investire insieme – ha scritto in seguito von der Leyen sul social network X -. Accelerare l'adozione ovunque, dall'industria alla sanità. E garantire che i modelli più potenti siano affidabili e sicuri”.