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Il CEO di Cloudflare avverte: “L'IA distruggerà le piccole imprese”

Il CEO di Cloudflare avverte: “L'IA distruggerà le piccole imprese”

Gli agenti IA in grado di operare per conto delle persone potrebbero favorire i grandi marchi a discapito delle imprese minori. Secondo Matthew Prince, amministratore delegato di Cloudflare, questa automazione rischia di creare un mercato monopolizzato dalle grandi corporazioni

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Matthew Prince, CEO di Cloudflare, la società statunitense che gestisce e protegge una fetta enorme del traffico internet globale, sostiene che la transizione dai semplici chatbot agli agenti di intelligenza artificiale autonomi muterà radicalmente le regole del commercio online.

Per le piccole imprese sopravvivere sarà una sfida quasi insormontabile e cambierà per sempre il rapporto tra chi produce e chi acquista.

Il passaggio agli agenti autonomi

Il problema risiede nella rapida evoluzione tecnologica dei sistemi di intelligenza artificiale.

I chatbot che producono “semplici” risposte di testo, oppure immagini o video, stanno rapidamente lasciando il posto a sistemi più avanzati progettati per agire in totale autonomia. Questi nuovi strumenti - chiamati solitamente “agenti IA” - ricevono un obiettivo dall'utente e portano a termine l'operazione esplorando il web, senza richiedere la supervisione umana.

Anziché navigare tra pagine o scorrere feed, i clienti potrebbero delegare sempre più spesso all’IA attività come trovare l’offerta migliore, riordinare prodotti utilizzati abitualmente o comporre un intero carrello che rispetti vincoli specifici di prezzo, marca, rapidità di consegna o sostenibilità.

Per la grande società di consulenza McKinsey il commercio guidato dagli agenti IA potrebbe orchestrare fino a 5 trilioni di dollari di ricavi retail globali entro il 2030.

Ma questo mercato potrebbe essere riservato a pochi.

Matthew Prince ha detto ad Axios che la dinamica agentica rimuove la naturale curiosità umana dalla scoperta di nuovi fornitori, introducendo un filtro tecnologico guidato da logiche puramente algoritmiche.

Il vantaggio delle grandi aziende

In un mercato dove i software prendono le decisioni per i consumatori, le aziende affermate godono di un netto vantaggio strutturale.

I grandi marchi possiedono cataloghi di dati meglio indicizzati, interfacce di programmazione (API) ottimizzate per le macchine e una reputazione online ampiamente consolidata, tutti elementi che i sistemi automatizzati utilizzano per valutare l'affidabilità di una transazione.

L'amministratore delegato di Cloudflare osserva che le piccole imprese, prive di risorse economiche o tecniche per farsi notare in questo nuovo ecosistema, faticheranno in modo drammatico a emergere. Questo meccanismo di selezione digitale rischia di bloccare i nuovi ingressi nel mercato, portando a una progressiva e inesorabile concentrazione del potere economico.

Una visione coerente sul futuro della rete

Le preoccupazioni di Prince si inseriscono in una sua più ampia e documentata riflessione sull'impatto della tecnologia sull'economia globale.

Nei mesi scorsi il leader di Cloudflare ha lanciato l'allarme sul futuro dell'editoria online, avvertendo che l'estrazione di contenuti da parte dei modelli linguistici rischia di spegnere la creazione di informazione di qualità sul web.

L'attuale allarme sulle piccole imprese rappresenta quindi un ulteriore capitolo di una trasformazione che, secondo Prince, sta alterando l'intero ecosistema della rete commerciale e informativa.

Lo stesso Prince ha comunicato, recentemente, che per la prima volta - sulle reti monitorate da Cloudflare - il traffico globale generato da sistemi automatizzati ha superato ufficialmente quello prodotto dagli esseri umani.

I dati diffusi dall'azienda hanno evidenziato che le richieste web provenienti da bot si attestano intorno al 57% del totale, con la navigazione umana che rappresenta ormai una quota di minoranza. Prince ha precisato che questo storico sorpasso è stato effettuato con oltre un anno di anticipo rispetto alle sue stime originali.