"Totalmente falso". Con due sole parole affidate alla sua piattaforma X, Elon Musk ha liquidato le ultime speculazioni su un nuovo dispositivo a marchio SpaceX, l’azienda aerospaziale che ha fondato nel 2002 e di cui è amministratore delegato.
Secondo un'indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, SpaceX avrebbe mostrato agli investitori - in vista della sua recente e storica offerta pubblica iniziale, avvenuta lo scorso giugno - un prototipo di dispositivo mobile.
Un terminale sottile, animato da un sistema operativo proprietario e mosso dall'intelligenza artificiale di xAI, la startup fondata dallo stesso Musk.
Che il telefono esista o resti una semplice suggestione finanziaria, la dinamica fotografa una tendenza centrale nell'industria tecnologica odierna. Chi sviluppa intelligenze artificiali di frontiera vuole controllare fisicamente il dispositivo su cui queste operano.
Il presunto prototipo e la smentita
Il resoconto del Wsj descriveva un dispositivo dal design più sottile di un iPhone, equipaggiato con i processori Snapdragon di Qualcomm, i microchip che alimentano gran parte dei dispositivi mobili di fascia alta.
Il cuore del sistema sarebbe stato un software proprietario progettato attorno a Grok e agli altri modelli di linguaggio di xAI, azienda recentemente assorbita da SpaceX in una maxi-fusione.
Il progetto veniva definito nelle sue fasi iniziali, senza alcuna garanzia di arrivare sul mercato. La smentita immediata di Musk ha provocato un calo temporaneo del sette percento delle azioni di SpaceX, dimostrando quanto gli investitori siano reattivi alle narrazioni su nuovi dispositivi di consumo.
L'eredità del fantomatico telefono Tesla
Queste voci seguono una lunga scia di speculazioni passate sui progetti hardware di Elon Musk.
Per anni, la rete è stata inondata da elaborati rendering grafici di un presunto "Tesla Phone". Quelle illusioni digitali avevano catturato l'immaginazione degli appassionati, convincendo molte persone che un lancio fosse imminente.
Musk aveva già dovuto smentire simili indiscrezioni all'inizio dell'anno, ribadendo che il fulcro aziendale rimane l'aerospazio e la connettività satellitare. Le continue speculazioni evidenziano una deduzione logica del mercato.
Un ecosistema che comprende la rete internet Starlink, la mobilità di Tesla e il software di xAI sembra avere un vuoto naturale proprio al centro, ovvero un nodo fisico portatile che colleghi tutti questi servizi.
La strategia dietro l'hardware indipendente
La ragione alla base di questa spinta verso nuovi terminali riguarda il controllo dell'infrastruttura. Le aziende impegnate nella ricerca sull'intelligenza artificiale avanzata stanno cercando vie alternative per distribuire i propri modelli senza pagare dazio ai due grandi guardiani del settore mobile, ovvero iOS di Apple e Android di Google.
Costruire hardware proprietario significa trattenere l'intero valore dei dati degli utenti, evitare le commissioni sulle piattaforme e soprattutto eliminare le restrizioni software imposte da terzi.
OpenAI sta percorrendo esattamente questa strada, lavorando in segreto a un dispositivo di consumo in collaborazione con Jony Ive, l'ex responsabile del design di Apple.
Nel frattempo, l'azienda guidata da Sam Altman ha appena presentato Codex Micro, un piccolo tastierino fisico dedicato ai programmatori, confermando il crescente interesse verso la produzione di oggetti tangibili.
OpenAI e il sogno di un telefono senza app: cosa c’è dietro le promesse
Un ecosistema verticale e chiuso
Il presunto smartphone di SpaceX potrebbe rivelarsi inesistente, eppure l'orizzonte strategico del settore appare delineato.
La convergenza totale tra macchine, programmi e reti di comunicazione rappresenta l'obiettivo finale per i moderni titani della tecnologia. Un dispositivo IA capace di operare al di fuori degli ecosistemi tradizionali conferirebbe al suo creatore un vantaggio competitivo immenso.
Nel caso specifico delle aziende di Musk, possedere la costellazione satellitare Starlink, la potenza di calcolo di xAI e un eventuale apparecchio fisico significherebbe controllare ogni singolo anello della catena tecnologica, dal satellite in orbita fino alle mani dell'utente.