Non si tratta di una “prima” assoluta. Ma è comunque la prima volta, dopo 54 anni, che lo stadio superiore di un massiccio razzo vettore andrà ad infrangersi sulla superficie lunare per scopi scientifici. Questa volta toccherà allo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX, il lanciatore ormai noto per la sua versatilità, che per due o tre volte alla settimana invia nello spazio carichi utili di ogni tipo e non solo statunitensi.
L’impatto sulla Luna è previsto per il prossimo 5 agosto, giorno in cui Neil Armstrong, primo uomo a calpestare il suolo selenico, avrebbe compiuto 96 anni.
Perche tornare a colpire la Luna?
A differenza di un grosso meteorite o di un asteroide, che restano un mistero circa le loro caratteristiche fin quando non impattano il suolo, in questo caso si sa con precisione quasi assoluta massa, dimensioni, velocità, orario e luogo dell'impatto. Questo trasforma l'evento in un'opportunità per studiare la fisica dei crateri e, come ai tempi degli esperimenti Apollo, la propagazione delle onde sismiche sulla Luna. E quindi mettere in moto, in anticipo, strumenti di osservazione a terra e telescopi nello spazio.
Gli scienziati inoltre, lo considerano un buon test per localizzare gli impatti in vista di futuri esperimenti sismici, oltre che a studiare nel dettaglio la dinamica della grossa nuvola di terreno lunare scaturita dall’impatto.
La Luna è tornata in auge: il ritorno su di essa in modo stabile è imminente, e non stupisce più di tanto che si riparta con quegli studi abbandonati dal 1972.
La prima volta che uno stadio di un lanciatore impattò la Luna avvenne il 14 aprile del 1970, quando il terzo stadio del gigantesco vettore Saturn 5 della missione Apollo 13, fu inviato appositamente nelle regioni equatoriali non molto distanti dai sismografi piazzati sulla superficie dagli astronauti dell’Apollo 11 e dell’Apollo 12. Fu l’unico esperimento scientifico portato a termine durante la celebre missione Apollo 13, che per un’esplosione portò i tre astronauti a dover rientrare sulla Terra rischiando di perdersi nello spazio. Da notare che la frase iconica del film che raccontò la vicenda: “Houston, abbiamo un problema”, pronunciata da Tom Hanks, è la replica quasi esatta di quella realmente detta dall’astronauta Jack Swigert, che fu “Houston, abbiamo avuto un problema”.
Il 4 febbraio 1971, il terzo stadio del Saturn dell’Apollo 14 fu inviato a impattare la regione dell’Oceano delle Tempeste, dove i sismografi dell’Apollo 12 registrarono un “lunamoto” artificiale, che gli scienziati definirono “come un gong”. Gli strumenti di terra si misero in moto come la campanella di una stazione ferroviaria.
Risultato: lo stadio S-4B, alla velocità di 9.300 chilometri orari formò una trincea larga 60 metri e con la potenza di 11 tonnellate di tritolo.
In seguito, anche gli stati S-4B delle missioni Apollo 15, 16 e 17 impattarono aree diverse dell’equatore lunare.
Per gli scienziati fu un successo scientifico, poiché combinando i dati dei sismografi collocati dagli astronauti, fu possibile ottenere molte informazioni su ciò che sta sotto la crosta lunare. Cosa che, ad esempio, le trivelle degli astronauti non potevano fare, non superando il metro di profondità.
Nei pressi del cratere Einstein
Lo stadio del Falcon 9 è quello del vettore che aveva lanciato a gennaio del 2025 da Cape Canaveral i moduli di atterraggio lunari automatici Blue Ghost dell'azienda Firefly Aerospace, e Resilience (missione nipponica Hakuto-R) della Ispace.
Il 5 agosto intorno alle 08:35 (ora italiana), dovrebbe colpire la Luna vicino al cratere Einstein, in una zona illuminata dal Sole e situata verso il bordo occidentale del disco lunare, con la Luna all’ultimo quarto e illuminata di circa il 60 per cento.
Lo stadio del razzo, quasi del tutto svuotato dai propellenti e con il suo unico motore Merlin, arriverà alla Luna a 8.600 chilometri orari, per formare un cratere largo 24 metri.
Mentre gli stadi del Saturn inseguivano l’Apollo (a distanza, ma spesso visibili dagli astronauti in viaggio verso la Luna) e quindi finivano la corsa sul globo selenico parzialmente indirizzati, lo stadio del Falcon si è trovato verso la Luna in modo non voluto: dopo aver rilasciato le due sonde automatiche, avrebbe dovuto rientrare nell'atmosfera terrestre e disintegrarsi. Lo stadio del Falcon 9 però, andò a finire in un'orbita grande distanza dalla Terra, simile a quella della Luna, tanto da incrociarne il percorso.
Poi le osservazioni e i tracciamenti di un team di 25 astrofisici statunitensi lo hanno catturato da terra, e ora diventerà oggetto di studio non solo per gli astronomi, ma anche per gli astrofili, che con strumenti di osservazione adatti ne potranno osservare il lampo di luce dell’impatto e poi la nuvola di polvere.
Lo stadio superiore del Falcon 9 non è paragonabile alle dimensioni dell’S-4B dell’Apollo, ma la sua massa è comunque considerata sufficiente: circa 4 tonnellate (vuoto, contro le 13,5 del Saturn 4B) anche se le sue dimensioni sono ragguardevoli: è lungo 12 metri e largo 4, contro gli 11 di lunghezza e 6,3 di diametro dell’S-4B.
E’ previsto che l’impatto generi l’equivalente di 3 tonnellate di tritolo. Sarà il primo razzo a colpire volutamente la Luna sin dal dicembre del 1972.
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