La Commissione europea ha annunciato ufficialmente di considerare TikTok in violazione del Digital Services Act per quanto attiene alle norme per tutela degli account gestiti da minori.
In particolare, ha rilevato diverse criticità nelle impostazioni della piattaforma che potrebbero esporre i giovani utenti a pericoli significativi, aprendo un procedimento che potrebbe concludersi con pesanti sanzioni pecuniarie qualora le giustificazioni dell'azienda non fossero ritenute sufficienti.
I rischi della visibilità pubblica per gli adolescenti
Secondo quanto rilevato dall'esecutivo di Bruxelles, i minori sulla piattaforma possono scegliere di impostare il proprio account come pubblico, permettendo così a chiunque, anche a chi non possiede un profilo TikTok, di visualizzare i loro contenuti. Questa impostazione è particolarmente problematica per i ragazzi tra i sedici e i diciassette anni, i cui video vengono consigliati dall'algoritmo a qualsiasi altro utente della piattaforma cinese. La Commissione avverte che tale visibilità può favorire contatti indesiderati con potenziali abusatori e aumentare il rischio di cyberbullismo, creando una finestra sulla vita privata dei bambini che potrebbe avere conseguenze permanenti anche nella loro età adulta.
La responsabilità delle piattaforme nella progettazione dei servizi
La vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, ha ribadito che un elevato livello di protezione per i minori non deve essere una scelta facoltativa ma l'impostazione predefinita dei servizi digitali. Il Digital Services Act obbliga infatti le aziende a integrare misure di sicurezza fin dalla fase di progettazione, rendendole direttamente responsabili della sicurezza dei propri utenti più vulnerabili. TikTok ha ora la facoltà di esaminare i documenti dell'indagine e rispondere per iscritto alle conclusioni preliminari di Bruxelles, mentre parallelamente verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali per valutare l'eventuale adozione di una decisione di non conformità.
Cosa è e cosa dice il Digital Services Act
Il Digital Services Act (DSA) è il regolamento dell’Unione europea che introduce nuove regole per le piattaforme digitali, i social network, i motori di ricerca e i marketplace online, con l’obiettivo di rendere internet più sicura, trasparente e responsabile. Il regolamento è entrato in vigore il 16 novembre 2022 e ha iniziato ad applicarsi alle principali piattaforme online dal 25 agosto 2023, per poi estendersi più ampiamente dal febbraio 2024.
Tra i suoi obiettivi principali figurano il contrasto ai contenuti illegali e alla disinformazione, una maggiore tutela dei diritti degli utenti, più trasparenza sugli algoritmi e sulla pubblicità online, e una maggiore responsabilizzazione delle grandi piattaforme tecnologiche rispetto ai contenuti che ospitano.
Chi non si adegua al DSA rischia multe fino al 6% del proprio fatturato annuo globale.
Un contesto di crescente rigore verso i giganti digitali
L'azione intrapresa contro TikTok rappresenta solo l'ultimo tassello di un mosaico di interventi della Commissione europea contro le big del digitale che hanno già visto coinvolti attori come Google, Meta, Temu e AliExpress per diverse violazioni delle normative europee.
In particolare, TikTok era già stata oggetto di osservazioni a febbraio per i rischi di dipendenza correlati al suo utilizzo. Per rafforzare ulteriormente questo quadro, Bruxelles intende presentare in autunno una nuova proposta legislativa che regolerà l'accesso dei più giovani alla rete seguendo un approccio graduale basato sull'età, limitando drasticamente l'uso di internet prima dei tredici anni.
La posizione di TikTok
La piattaforma, attraverso un portavoce, ha replicato alle accuse mosse dalla Commissione europea: “Su TikTok, gli account dei più giovani dispongono, fin dal momento della loro creazione, di oltre 50 funzioni preimpostate per la privacy e la sicurezza, sviluppate in collaborazione con esperti del settore. Gli account degli utenti di età inferiore ai 18 anni sono privati per impostazione predefinita e siamo una delle poche piattaforme in cui gli adolescenti più giovani non possono utilizzare la messaggistica diretta né vedere i propri contenuti inseriti nella pagina ‘Per te’. La tutela dei minori online è un obiettivo che condividiamo e restiamo impegnati a migliorare continuamente le misure che adottiamo per proteggerli. Esamineremo queste conclusioni preliminari e continueremo a collaborare in modo costruttivo con la Commissione”.