La Tesla accelera su una gigantesca rampa. Poi si stacca, compie una rotazione in aria e atterra sulle quattro ruote.
Poco dopo, la stessa auto decolla per superare un'intera fila di veicoli Tesla, compreso un camion elettrico.
È lo spettacolo organizzato da Elon Musk negli impianti di collaudo di SpaceX a McGregor, in Texas, per presentare la nuova generazione della Tesla Roadster, la sportiva elettrica annunciata quasi nove anni fa.
La dimostrazione ha mostrato capacità ingegneristiche notevoli. La Roadster è stata sviluppata insieme a SpaceX, l'azienda aerospaziale di Musk, e utilizza propulsori alimentati ad aria compressa ad altissima pressione per sollevarsi e controllare i propri movimenti in aria.
Un sistema di ventole collocato sotto la carrozzeria permette, invece, di generare una forza di aspirazione sufficiente a mantenere il veicolo aderente alla superficie, persino quando procede a testa in giù.
Texas: l'incredibile presentazione della Roadster di Elon Musk, la supercar che sa volare
La Roadster vola davvero, almeno per qualche secondo
La nuova Tesla - in grado di raggiungere le 60 miglia orarie [circa 97 Km/h] in 0,81 secondi - ha effettuato le acrobazie senza persone a bordo, mentre Musk ha riconosciuto che la sicurezza degli occupanti richiederà ulteriori attenzioni.
Lo spettacolo è riuscito a produrre esattamente ciò che Musk cercava: immagini straordinarie, entusiasmo e una nuova conversazione globale attorno a Tesla. Ma lo show ha avuto anche un altro risultato: cancellare un’attesa infinita, vendendo un sogno che arriverà sulle strade chissà quando.
L'auto mostrata in Texas è ancora un prototipo e l'avvio della produzione, sostiene Tesla, è stato fissato al 2028. Quando l’azienda la presentò per la prima volta, nel novembre del 2017, Musk aveva promesso che sarebbe arrivata ai clienti nel 2020.
Il calendario racconta quindi una storia piuttosto diversa da quella mostrata sul palco: quasi nove anni dalla presentazione originale, sei anni dalla prima data di consegna prevista e altri due anni da attendere prima dell'eventuale avvio della produzione.
Dal camion del 2017 alla Roadster lanciata nello spazio
Il 16 novembre 2017, durante la presentazione del camion elettrico Tesla Semi a Hawthorne, in California, Musk aveva sorpreso il pubblico facendo uscire una Roadster rossa dal rimorchio del nuovo mezzo pesante. Era il classico colpo di teatro con cui il fondatore di Tesla riesce, ancora oggi, a trasformare una presentazione in un evento seguito in tutto il mondo.
La nuova sportiva elettrica avrebbe dovuto avere quattro posti, un'autonomia di quasi mille chilometri, e un'accelerazione da zero a 60 miglia orarie in 1,9 secondi. Il prezzo di partenza annunciato era di 200 mila dollari. Per prenotarla bastava versare un anticipo di 50 mila dollari, mentre l'edizione speciale Founders Series richiedeva il pagamento anticipato di 250 mila dollari.
Erano numeri eccezionali per il 2017. Tesla stava dimostrando che l'auto elettrica poteva superare le prestazioni delle sportive tradizionali. La promessa di una Roadster capace di percorrere mille chilometri con una ricarica contribuì a costruire attorno all'azienda una reputazione tecnologica che andava ben oltre i suoi risultati commerciali dell'epoca.
Pochi mesi dopo, il 6 febbraio 2018, Musk studiò un'operazione pubblicitaria ancora più spettacolare: utilizzò una Tesla Roadster rossa di prima generazione come carico di prova del primo lancio del razzo Falcon Heavy di SpaceX. Al volante c'era Starman, un manichino vestito con una tuta spaziale, mentre un sistema di telecamere trasmetteva le immagini dell'auto con la Terra sullo sfondo. La vettura venne immessa in un'orbita attorno al Sole.
Il lancio fu un successo tecnico per SpaceX e, contemporaneamente, una delle campagne di promozione più memorabili nella storia dell'automobile.
Milioni di persone videro una Tesla viaggiare nello spazio. Il marchio si legò all'immaginario delle esplorazioni spaziali e a un futuro nel quale sembravano possibili imprese fino a poco prima considerate fantascienza.
La nuova dimostrazione in Texas riprende questa strategia comunicativa. Tesla e SpaceX tornano a condividere il palco, e questa volta la tecnologia aerospaziale viene utilizzata direttamente per far volare una macchina.
L'operazione ha un evidente valore commerciale. Musk sa che un veicolo capace di compiere una capriola in aria attira un'attenzione che nessuna normale presentazione automobilistica potrebbe ottenere.
Per Tesla, l'effetto pubblicitario è prezioso, soprattutto mentre l'azienda cerca di rilanciare la propria immagine di leader dell'innovazione e concentra una parte crescente dei suoi investimenti sull'intelligenza artificiale e sulla robotica, con l’umanoide Optimus.
Un'auto diversa da quella promessa nove anni fa
La Roadster presentata nel 2026 è cambiata profondamente rispetto al progetto originale. La nuova carrozzeria bianca ha linee più squadrate e un aspetto ispirato, secondo Tesla, agli aerei militari SR-71 e F-35. Anche la configurazione interna e alcune caratteristiche dichiarate nel 2017 sono state riviste.
I quattro posti della versione originale sono diventati due, mentre il modello più estremo ne avrà soltanto uno. L'autonomia promessa è scesa dalle 620 miglia iniziali a circa 300 miglia, cioè poco meno di 500 chilometri: sostanzialmente dimezzata rispetto a quella che Tesla aveva annunciato ai primi clienti. Anche la velocità massima dichiarata, oggi superiore a 230 miglia orarie, è inferiore alle oltre 250 miglia indicate nel 2017.
Tesla ha previsto tre versioni della nuova Roadster. La Performance è quella destinata alla circolazione stradale: avrà due posti e un sistema aerodinamico avanzato, ma sarà priva dei propulsori necessari per effettuare le manovre aeree mostrate durante l'evento.
La Thrust aggiungerà propulsori posteriori per aumentare le prestazioni in accelerazione, mentre la Rocket, disponibile soltanto su invito, avrà un sistema completo di propulsione che le consentirà di sollevarsi da terra e muoversi brevemente in aria.
Proprio la Rocket, il modello più spettacolare, viene descritta da Tesla come un veicolo attualmente privo dell'omologazione necessaria per circolare sulle strade pubbliche.
L'azienda ha riaperto le prenotazioni chiedendo anticipi complessivi di 50 mila dollari per la Performance e 250 mila per la Thrust.
I prezzi definitivi delle automobili, invece, devono ancora essere comunicati. Chi aveva prenotato la Roadster del 2017 si trova dunque davanti a un progetto profondamente modificato, con nuove caratteristiche tecniche e una data di produzione ancora lontana.
Il problema di far volare un'automobile sulle strade
Musk stesso ha riconosciuto durante la presentazione che la Roadster potrebbe avere problemi di omologazione in diverse giurisdizioni e che il progetto privilegia le prestazioni estreme rispetto alla sicurezza.
Negli Stati Uniti, un veicolo che si solleva intenzionalmente da terra può rientrare nella competenza della Federal Aviation Administration, l'autorità che regola l'aviazione civile. Un'automobile destinata alle strade pubbliche deve invece rispettare le regole di sicurezza della National Highway Traffic Safety Administration e le norme dei singoli Stati.
Per un'auto volante, i problemi riguardano quindi sia la certificazione del mezzo sia le condizioni nelle quali può essere utilizzato.
Potrebbero servire autorizzazioni aeronautiche, licenze specifiche per il conducente e luoghi autorizzati per le operazioni di decollo e atterraggio. Ci sarebbero poi da affrontare i rischi legati ai propulsori, alla presenza di pedoni e altri veicoli, e alla gestione di un guasto durante una manovra aerea.
Per adesso, inoltre, Tesla ha dimostrato una capacità di volo limitata a brevi manovre. Mancano dati pubblici sufficienti per valutare quanto a lungo la Roadster possa rimanere sospesa, con quale carico e in quali condizioni operative.
E l'azienda stessa ha riservato queste capacità alla variante Rocket, che per ora esclude dalla circolazione stradale.
Il valore commerciale di un'auto che quasi nessuno comprerà
Musk ha riconosciuto che la Roadster avrà un impatto limitato sui ricavi di Tesla. Anche gli analisti la descrivono come una halo car, espressione utilizzata nell'industria automobilistica per indicare un modello prestigioso, spesso prodotto in quantità ridotte, che serve a mostrare le capacità tecnologiche di un marchio e a rendere desiderabili gli altri veicoli della gamma.
La Roadster arriva in un momento particolare per Tesla. Negli ultimi anni la crescita delle vendite automobilistiche ha rallentato, mentre Musk ha progressivamente trasformato la strategia industriale dell'azienda attorno alla guida autonoma, ai robot umanoidi Optimus e ai servizi basati sull'intelligenza artificiale.
Nel frattempo, il mercato delle auto elettriche ad alte prestazioni è avanzato. Costruttori come Rimac e Porsche hanno sviluppato modelli che dieci anni fa avrebbero avuto caratteristiche difficili da immaginare. Alcune prestazioni annunciate per la Roadster originale sono state raggiunte o avvicinate da vetture già disponibili sul mercato.
Con la capacità di sollevarsi da terra, Tesla recupera una caratteristica capace di distinguere il proprio prodotto da qualsiasi concorrente tradizionale. È un modo particolarmente efficace per conquistare attenzione, anche se la funzione mostrata potrebbe rimanere confinata a un numero molto limitato di esemplari, utilizzabili soltanto in ambienti autorizzati.
Sam Altman el’ordine annullato
Tra le persone che sognavano la nuova Roadster c'è Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI e ormai uno dei principali rivali di Musk nel settore dell'intelligenza artificiale.
Altman aveva prenotato una Roadster nel 2018, versando 50 mila dollari.
Nell'ottobre 2025, dopo sette anni e mezzo di attesa, decise di annullare l'ordine. Pubblicò su X una serie di schermate che mostravano la prenotazione originale e il tentativo di ottenere il rimborso. L'email inviata all'indirizzo Tesla dedicato alle prenotazioni risultava però impossibile da consegnare.
Musk rispose sui social sostenendo che Altman aveva omesso di raccontare la parte finale della vicenda: secondo il CEO di Tesla, il problema era stato risolto e il rimborso effettuato entro 24 ore.
Un episodio simile aveva coinvolto Marques Brownlee, creator americano conosciuto online come MKBHD, seguito da milioni di persone appassionate di tecnologia e da tempo interessato ai veicoli elettrici.
Brownlee aveva prenotato due Roadster nel 2017. Per una aveva versato 50 mila dollari, mentre la seconda gli era stata assegnata gratuitamente come ricompensa attraverso il programma di segnalazioni di Tesla.
Nel settembre 2025 annunciò di aver rinunciato alla prenotazione dopo quasi otto anni di attesa. Raccontò che ottenere il rimborso era stato più complicato del previsto: sul sito Tesla mancava un normale pulsante per annullarlo e diversi tentativi telefonici erano finiti nella segreteria.
Quando riuscì a parlare con un rappresentante dell'azienda, quest'ultimo sembrò inizialmente sorpreso dalla richiesta. Dopo ulteriori contatti, Brownlee disse di aver concordato la restituzione di 45 mila dollari, perdendo i 5 mila dollari versati inizialmente. Ha mantenuto la prenotazione gratuita della Founders Series, pur manifestando dubbi sulla possibilità di riceverla davvero.
Le promesse di Musk e i tempi della realtà
La Roadster si inserisce in una lunga storia di annunci di Musk accompagnati da scadenze particolarmente ambiziose, spesso rimandate di anni.
Il Cybertruck, presentato nel 2019 con prezzi a partire da 39.900 dollari e consegne previste dal 2021, è arrivato ai primi clienti soltanto alla fine del 2023. Il prezzo di ingresso annunciato in occasione delle prime consegne era salito a 60.990 dollari, oltre il 50% in più rispetto alla promessa originale, mentre l'autonomia delle versioni disponibili risultava inferiore alle aspettative iniziali.
Anche il Tesla Semi, il camion elettrico svelato nella stessa serata della Roadster del 2017, avrebbe dovuto entrare in produzione nel 2019. Le prime consegne limitate sono arrivate alla fine del 2022, mentre il programma industriale per la produzione su scala più ampia ha richiesto molti altri anni. Nel settembre 2026 Tesla ha organizzato un nuovo evento dedicato alla distribuzione commerciale del camion, quasi nove anni dopo il suo annuncio.
Ancora più ambiziosa è stata la promessa sulla guida autonoma. Nel 2016 Musk aveva previsto che una Tesla sarebbe stata capace di attraversare gli Stati Uniti senza intervento umano entro la fine del 2017. Nel 2019 arrivò un'altra previsione: oltre un milione di robotaxi Tesla sulle strade entro il 2020, con proprietari capaci di guadagnare denaro mettendo la propria auto a disposizione di un servizio di trasporto senza conducente.
Quella flotta non si è materializzata nei tempi annunciati. Tesla ha continuato a sviluppare le proprie tecnologie di guida autonoma, ma il percorso verso un servizio commerciale diffuso si è rivelato molto più lungo e complesso di quanto prospettato. I primi robotaxi dell’azienda hanno iniziato a prestare servizio ad Austin, in Texas, soltanto qualche mese fa, in via sperimentale.
Queste vicende convivono con risultati industriali notevoli. Tesla ha contribuito in misura decisiva alla diffusione dell'auto elettrica e SpaceX ha trasformato l'industria dei lanci spaziali. Musk ha dimostrato più volte di saper realizzare progetti tecnologici che molti osservatori consideravano improbabili: dai razzi riutilizzabili alle rampe in grado di afferarli “al volo” al rientro dal viaggio orbitale. Anche la Roadster volante mostra fino a dove possano spingersi i suoi ingegneri.
Ma per gli acquirenti che hanno versato decine o centinaia di migliaia di dollari quasi nove anni fa, il nuovo annuncio suona come una beffa. La Roadster ha dimostrato di potersi sollevare da terra. Ma non è ancora riuscita nel compito più facile: arrivare davvero nelle mani di chi l'ha pagata.