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FlexiSpot C7 Morpher, la prova: una sedia da lavoro che si trasforma nei momenti di relax

FlexiSpot C7 Morpher, la prova: una sedia da lavoro che si trasforma nei momenti di relax

La C7 Morpher punta sulla possibilità di adattare quasi ogni componente della seduta, dal supporto lombare allo schienale, passando per braccioli e profondità del sedile. È una sedia da ufficio fin troppo personalizzabile, ma dietro la quantità di regolazioni c’è un progetto ergonomico più interessante della media

7 minuti di lettura

Le sedie ergonomiche di fascia alta hanno preso una direzione curiosa. Dopo anni passati a perfezionare forme relativamente semplici, molti produttori stanno cercando di trasformare la poltrona da ufficio in una macchina regolabile in ogni sua parte.

FlexiSpot, uno dei marchi più conosciuti nel settore dell’arredo ergonomico per ufficio e smart working, segue questa strada con la C7 Morpher, uno dei modelli più ambiziosi del proprio catalogo.

Il nome è abbastanza esplicito. La sedia cambia configurazione seguendo la posizione del corpo e preferenze di chi la usa, con una quantità di parti mobili che inizialmente richiede un po’ di familiarità.

L’idea ci convince più della ricerca di effetti estetici da gaming: la C7 Morpher rimane una sedia da lavoro, anche quando lo schienale viene reclinato e compare il poggiapiedi.

Il prezzo la porta però in una fascia di mercato nel quale ogni dettaglio conta. Sul sito italiano di FlexiSpot la C7 Morpher è proposta a 629,99 euro in promozione, mentre il listino indicato in precedenza arrivava a 929,99 euro. A quelle cifre non basta inserire molte regolazioni. Devono funzionare bene insieme. Noi l’abbiamo provata e vi diciamo le nostre sensazioni al riguardo.

Design e materiali

Lo schienale della C7 Morpher è alto, la seduta generosa e la struttura mostra chiaramente i diversi snodi necessari al sistema ergonomico.

In una stanza piccola occupa visivamente parecchio spazio, mentre accanto a una scrivania regolabile di dimensioni medio-grandi trova una collocazione più naturale.

FlexiSpot utilizza una rete Wintex per la seduta e lo schienale. È una scelta sensata per una sedia destinata a sessioni di lavoro prolungate: la rete lascia circolare più aria rispetto alle imbottiture tradizionali e distribuisce il peso senza quella sensazione di sprofondamento che può diventare fastidiosa dopo diverse ore. La controparte è una superficie leggermente meno morbida di una poltrona imbottita. Chi associa il comfort a una seduta molto soffice potrebbe aver bisogno di qualche giorno per abituarsi.

Le dimensioni raccontano bene a chi si rivolge il prodotto. L’altezza della seduta è regolabile tra 45 e 54 centimetri, mentre la profondità varia da 43,5 a 48 centimetri. Lo schienale può essere regolato in altezza tra 62 e 68 centimetri e la capacità massima dichiarata raggiunge 163 kg.

La regolazione della profondità ci sembra particolarmente utile. Su molte sedie economiche il bordo anteriore finisce troppo vicino al ginocchio oppure lascia una porzione eccessiva della coscia senza sostegno. Qui c’è margine per correggere la posizione, anche se 4,5 centimetri di escursione non rendono automaticamente la C7 Morpher adatta a qualsiasi corporatura.

Per la base FlexiSpot ha scelto un sistema di controllo tramite cavo anziché affidarsi a una batteria di leve convenzionali. L’effetto complessivo è più sofisticato di quello di una classica sedia da ufficio, sebbene l’abbondanza di meccanismi richieda inevitabilmente un periodo iniziale nel quale si finisce per provare diverse combinazioni.

Anche le ruote contribuiscono alla sensazione di solidità generale. Scorrono con facilità quando ci si sposta attorno alla scrivania e, nonostante il peso e le dimensioni della C7 Morpher, la sedia rimane semplice da manovrare. Nei nostri spostamenti non abbiamo avvertito impuntamenti particolari e ci siamo mossi o allontanati rapidamente dalla scrivania, senza mai perdere il controllo della sedia.

Ergonomia e schienale

Lo schienale è uno dei componenti più elaborati della C7 Morpher. Il supporto lombare segue i movimenti della schiena e può essere regolato per trovare una posizione più adatta alla propria postura, mentre la struttura dello schienale accompagna i cambi di posizione durante la giornata.

La zona lombare è separata dal resto dello schienale da un elemento più pronunciato, rivestito nella stessa rete. Non è un semplice cuscino fisso: sotto la pressione della schiena arretra leggermente, mentre torna a sporgere quando ci si sposta in avanti, seguendo quindi in modo piuttosto naturale i cambiamenti di postura.

Abbiamo apprezzato questa soluzione perché il sostegno rimane percepibile senza costringere la parte bassa della schiena contro una superficie rigida. L’effetto è più evidente quando si cambia spesso posizione durante la giornata, mentre chi preferisce un supporto lombare molto fermo potrebbe trovarlo inizialmente fin troppo mobile.

Tornando allo schienale, segue i movimenti del busto e lascia una buona libertà quando si cambia posizione. Può inclinarsi in avanti fino a 10 gradi, mentre nella direzione opposta arriva a una reclinazione massima di 143 gradi. FlexiSpot dichiara quattro posizioni di blocco. Nell’uso, però, il passaggio tra queste configurazioni non è accompagnato da scatti particolarmente evidenti: lasciato libero, lo schienale segue con continuità la pressione esercitata dal corpo, mentre il blocco interviene quando si vuole mantenere una determinata inclinazione.

Seduta e comfort

La C7 Morpher parte con un vantaggio: la seduta in rete distribuisce la pressione e non trattiene il calore.

Abbiamo apprezzato la comodità del cuscino, su cui abbiamo trascorso intere giornate di lavoro intensivo senza avvertire mai fastidi. Il sostegno lombare, inoltre è particolarmente utile a tenere la schiena nella posizione corretta.

La seduta rimane comunque piuttosto tecnica. Chi cerca una poltrona morbida sulla quale lasciarsi andare troverà prodotti più indicati. Qui FlexiSpot privilegia il sostegno e la ventilazione, una scelta coerente con l’utilizzo da scrivania.

E però nei momenti di relax, quando abbiamo abbandonato gli strumenti di lavoro per concederci una pausa con lo streaming, ci è venuto più naturale con questa sedia buttarci all’indietro, allungare il poggiapiedi [di cui parleremo più nel dettaglio in seguito] e goderci degli attimi di relax senza allontanarsi dalla scrivania. La C7 Morph insomma è davvero in grado di cambiare pelle, avvicinando una sedia da lavoro a una poltrona del soggiorno più di quanto si possa immaginare.

La capacità massima di 163 kg non va confusa con la qualità ergonomica: altezza, lunghezza delle gambe e posizione delle spalle continuano a influire molto più del peso nella scelta di una sedia.

Braccioli e poggiatesta

I braccioli sono uno dei componenti più elaborati della C7 Morpher. FlexiSpot utilizza una struttura composta da due segmenti: la superficie morbida su cui poggia gomito e avambraccio, realizzata in poliuretano, può ruotare di 360 gradi, mentre un secondo componente argentato dispone di una rotazione fino a 270 gradi. È prevista anche la regolazione in altezza con blocco.

La libertà di movimento è notevole. Si possono avvicinare gli appoggi al corpo quando si scrive, allargarli in una posizione più rilassata oppure orientarli per seguire posture meno convenzionali. È una funzione che acquista senso soprattutto con scrivanie regolabili, perché l’altezza del piano cambia il rapporto tra avambraccio, tastiera e spalla.

Tanta mobilità richiede però più attenzione del solito. Una sedia con braccioli semplici si imposta in pochi secondi e poi tende a rimanere invariata. Qui è facile invece trascorrere i primi giorni sperimentando. Non consideriamo questo comportamento un difetto vero e proprio, ma chi desidera una sedia da montare e dimenticare probabilmente sta guardando il modello sbagliato.

Il poggiatesta segue la stessa filosofia. La regolazione serve soprattutto quando si reclina lo schienale: durante il lavoro, tenere costantemente la testa appoggiata non è necessario e in alcune configurazioni può risultare persino innaturale. Con lo schienale aperto, invece, il sostegno cervicale diventa molto più utile.

Poggiapiedi e reclinazione

FlexiSpot integra un poggiapiedi estensibile e ribaltabile. Non è un componente indispensabile per lavorare e, mentre si scrive alla scrivania, rimane quasi sempre inutilizzato. Acquista senso quando si porta la C7 Morpher verso il limite superiore della reclinazione.

A 143 gradi la postura è abbastanza distesa da rendere scomodo lasciare i piedi a terra. Estrarre il poggiapiedi permette invece di distribuire meglio il peso e trasforma la sedia in una soluzione credibile per una pausa breve.

Non la considereremmo un sostituto di una chaise longue, e probabilmente è meglio così. Il meccanismo deve scomparire sotto la seduta e non può avere la stessa superficie di un poggiapiedi indipendente. Averlo sempre disponibile è comunque comodo, soprattutto per chi usa la stessa postazione per lavorare e per rilassarsi la sera.

Regolazioni e facilità d’uso

La quantità di possibilità offerte dalla C7 Morpher è contemporaneamente uno dei motivi per sceglierla e una delle ragioni per cui potrebbe non piacere a tutti.

Altezza e profondità della seduta sono soltanto l’inizio. Si interviene sullo schienale, sul supporto lombare, sulla resistenza della reclinazione, sui braccioli e sul poggiatesta; a questi si aggiungono il poggiapiedi e l’ampia escursione dello schienale.

Il rischio è regolare tutto contemporaneamente e perdere il riferimento di partenza. Ci siamo trovati meglio procedendo con ordine: prima seduta e altezza, poi profondità, quindi supporto lombare e braccioli. Reclino e poggiatesta possono essere sistemati in seguito. È il modo più rapido per capire quale modifica stia effettivamente migliorando la postura.

Una volta individuata la configurazione corretta, buona parte dei comandi smette di richiedere attenzione quotidiana. Solo i braccioli richiedono attenzione, poiché pssono spostarsi urtando contro la scrivania oppure in seguito a una pressione troppo marcata del gomito.

Costruzione e ingombro

La Morpher è progettata per utenti che vogliono una postazione importante e lo comunica chiaramente. Lo schienale da 62-68 centimetri, la seduta regolabile e i braccioli articolati occupano spazio anche quando la sedia non è in uso.

Prima dell’acquisto controlleremmo quindi anche la scrivania. Braccioli molto articolati servono a poco se non possono passare sotto il piano, mentre un ambiente stretto può rendere fastidiosa una base ampia.

La costruzione complessa porta con sé anche una considerazione sulla durata. Più snodi significano più componenti soggetti a movimento rispetto a una sedia minimalista.

FlexiSpot indica per C7 Morpher una garanzia di cinque anni. Per un prodotto di questa fascia ci sembra un dato da mettere sullo stesso piano del prezzo, specialmente quando l’idea è usare la sedia otto ore al giorno per diversi anni.

Prezzo e disponibilità in Italia

Il prezzo è la parte più difficile da giudicare perché FlexiSpot applica promozioni frequenti. La pagina italiana del prodotto mostra attualmente la C7 Morpher a 629,99 euro, con un prezzo di listino molto più alto.

La C7 Morpher rimane insomma una sedia costosa, ma la quantità di regolazioni e il supporto lombare pneumatico la distinguono dalle normali sedie ergonomiche da 200-300 euro.

Sul sito italiano FlexiSpot la disponibilità varia: la pagina è attiva e le campagne promozionali cambiano nel corso dell’anno. Conviene quindi controllare il prezzo effettivo al momento dell’acquisto piuttosto che prendere il listino come riferimento fisso.

Conclusioni

La FlexiSpot C7 Morpher punta a dare all’utente abbastanza margine da costruire quasi da zero la propria posizione di seduta.

Ci piace perché molte di queste regolazioni hanno un’utilità concreta. La profondità del sedile cambia davvero il rapporto tra coscia e bordo della seduta. Il supporto lombare pneumatico permette di intervenire su una zona nella quale una soluzione fissa raramente funziona per tutti. I braccioli hanno una libertà insolita e il reclino fino a 143 gradi rende sensato il poggiapiedi integrato.

L’altra faccia di questa impostazione è una certa complessità. La C7 Morpher richiede più tempo di una comune sedia da ufficio per essere sistemata bene, occupa parecchio spazio e ha un prezzo che va valutato con attenzione. La differenza fra acquistarla a circa 600 euro oppure vicino al prezzo di listino è abbastanza grande da modificare il giudizio sul rapporto qualità-prezzo.

È una sedia che prenderemmo in considerazione soprattutto per una postazione domestica usata molte ore ogni giorno, dove la stessa persona può dedicare tempo alla messa a punto iniziale e beneficiare delle regolazioni negli anni. Per una postazione condivisa, oppure per chi preferisce sedersi senza occuparsi di leve, supporti e inclinazioni, tutta questa flessibilità rischia di diventare superflua.

È anche una sedia che, come suggerisce il nome Morpher, cambia insieme a chi la usa e alla situazione. Durante la giornata passa con naturalezza dall’essere uno strumento che accompagna molte ore di lavoro a una seduta decisamente più rilassata, grazie soprattutto allo schienale dinamico, all’ampia reclinazione e al poggiapiedi.

È probabilmente questa versatilità ad averci convinto di più nel nostro periodo di utilizzo e a rendere più facile accettarne il prezzo elevato. A questo si aggiunge un design ingombrante ma esteticamente riuscito, che non comunica immediatamente l’idea della classica sedia da ufficio e trova posto senza difficoltà anche in un ambiente domestico con una certa personalità. Per chi cerca una seduta capace di accompagnare tanto le lunghe giornate alla scrivania quanto le pause e il tempo libero, la C7 Morpher ci sembra quindi una compagna ideale.

Cosa ci è piaciuto

  • Supporto lombare pneumatico molto configurabile
  • Seduta e schienale in rete, adatti alle sessioni lunghe
  • Profondità del sedile regolabile
  • Reclino molto ampio, fino a 143 gradi
  • Braccioli estremamente mobili e personalizzabili
  • Poggiapiedi integrato utile nelle posizioni più rilassate

Cosa non ci è piaciuto

  • Prezzo di listino elevato
  • Ingombro importante
  • Numero di regolazioni inizialmente dispersivo
  • Richiede tempo per trovare la configurazione corretta
  • Il poggiapiedi ha un’utilità limitata