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Addio sticker ed emoji, ecco MimeChat: si parlano gli avatar

Un programmino appena lanciato permette, fra uno scambio testuale e l'altro, di far interagire il proprio personaggio con quello dell'interlocutore personalizzandolo e indicandogli varie sensazioni da esprimere in brevissimi sketch
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DALLE vecchie emoticon alle arcinote emoji, che vanno arricchendosi mese dopo mese di nuovi soggetti (non sempre del tutto politicamente corretti), fino agli avatar. Anzi, ai mime, come promettono di essere presto ribattezzati i pupazzi animati che popolano la quasi omonima applicazione MimeChat, lanciata pochissimi giorni fa dalla startup romena Halcyon Mobile. In sostanza, oltre alla modalità classica di conversazione, cioè quella testuale, ci si può proiettare nel programma con il proprio personaggio  -  personalizzato nel dettaglio, dal colore della pelle allo stile dell'abbigliamento passando per gli occhiali e i cappelli  -  fargli compiere alcune azioni mimate condite da alcuni effetti sonori e interagire in questo modo con l'interlocutore. Anch'esso ovviamente via avatar. Un po' complicato a dirsi, una delizia a vedersi.

Occorre ovviamente, alla pari delle gettonatissime app di messaggistica, da WhatsApp lanciata verso il miliardo di utenti attivi a WeChat passando per Indoona o Viber, che i contatti della propria rubrica abbiano installato la stessa applicazione. Altrimenti si resta da soli e non si sa con chi chiacchierare. Dunque, come sempre, saranno l'uso e la più o meno rapida adozione a stabilirne il successo. Ma stando alle primissime impressioni raccolte, e al rumore generato sui media internazionali, MimeChat promette di aprire una nuova stagione di conversazioni digitali. Recuperando l'ormai consumato concetto di avatar  -  quante volte l'abbiamo visto nascere, morire e risorgere, da Second Life al fenomeno Bitstrips  -  ma confezionandolo in modalità chat. In sostanza, trasformandolo in uno sticker animato veloce da utilizzare e personalizzabile che, volendo, può fare le nostre veci nel corso di uno scambio.
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Fondata da Szabi Szekely e Levi Szabo, la startup dietro a MimeChat ha radici profonde. Nasce dall'incontro dei due ideatori in un liceo della Transilvania ben dieci anni fa. E costituisce il loro exploit dopo anni di lavoro nell'ombra per altre compagnie. Ovviamente l'idea di fondo è che una simpatica figurina animata e personalizzata  -  potenzialmente da monetizzare vendendo funzioni e oggetti in-app  -  possa trasmettere maggior peso e significato del semplice testo. Fra l'altro, una funzione divertente è che gli scambi fra gli avatar possono essere registrati: i brevi video, alcuni esilaranti, vengono salvati nella libreria fotografica e possono essere facilmente condivisi sui social network. "L'abbiamo sentita come un'evoluzione degli emoji e degli adesivi  -  ha detto Szabo a Re/Code  -  si tratta di un modo più ricco di esprimere sé stessi con il linguaggio del corpo".

Sì perché in effetti, giocando con l'applicazione, ci si rende conto che più che i pupazzetti l'idea geniale sono i piccoli movimenti con cui li si può istruire. Cliccando i due punti a sinistra della finestra di testo si apre un menu con una serie di possibilità: dimostrarsi confusi, accennare un passo di danza da discoteca, scambiarsi abbracci, mettersi le mani in faccia in segno di vergogna o disperazione, flirtare, sbellicarsi dalle risate, aspettare annoiati, arrabbiati e una serie di altre divertenti azioni. Dal ringraziamento alla tristezza, ogni genere di sentimento sembra trovare una sua veloce traduzione mimica da assegnare al proprio avatar, che la replicherà all'istante in chat, con lo stesso tempo che ci vuole a selezionare un'emoji e spedirla a un contatto con cui abbiamo avviato una conversazione.  "Potrete amare gli emoji o gli sticker animati  -  chiudono sul blog ufficiale dell'app, disponibile sia per iOs che per Android  -  ma gli avatar interattivi che vi rappresentano sono una nuova dimensione".