SETTANTASEI miliardi di dollari l'anno: è quanto serve per salvare le aree protette presenti nel mondo. La buona notiza è che queste nell'ultimo decennio sono aumentate sia nel numero 58% in più, sia nell'estensione +48%. La cattiva notizia è che solo un'area su quattro è gestita correttamente e metà dei siti più importanti del mondo per biodiversità sono ancora privi di protezione. Per salvare la biodiversità, infatti, servirebbero dai 45 ai 76 miliardi di dollari l'anno, necessari a gestire le oltre 200mila aree protette del Pianeta: una cifra pari ad appena il 2,5% della spesa militare mondiale.Questi i dati diffusi dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (Iucn) in occasione dell'apertura del World Park Congress a Sydney, principale punto di riferimento su conservazione e gestione delle aree protette nel mondo. Al congresso, della durata di una settimana, partecipano oltre 5000 delegati, fra cui cinque leader nazionali, 14 ministri dell'Ambiente e 17 capi di Ong, fra cui il direttore generale del Wwf, l'italiano Marco Lambertini. Il World Park Congress, che si riunisce ogni 10 anni dal 1962 (l'ultima volta in Sudafrica fu aperto da Nelson Mandela), farà il punto sulla situazione delle aree protette, mettendone in luce il ruolo vitale nel conservare la biodiversità e fornire servizi all'ecosistema. E dovrà formulare l'agenda globale per la conservazione nel quadro di uno sviluppo sostenibile, nel documento finale chiamato "La promessa di Sydney".