I 150 leader arrivati a Parigi per l'inaugurazione della Cop21, dopo i loro discorsi e i vari incontri bilaterali, sono tornati a casa. Il loro compito per ora è terminato. Ma è proprio da oggi che i lavori della conferenza internazionale sul clima delle Nazioni Unite entrano nel vivo. I negoziatori tecnici delle diverse parti discuteranno gli elementi del futuro accordo sotto l'autorità dei due copresidenti, l'algerino Ahmed Djoghlaf e lo statunitense Daniel Reifsnyder. Questa fase negoziale durerà tutta la settimana mentre il summit ospiterà in parallelo conferenze, ufficiali, mostre, eventi artistici e performance varie. Nei prossimi giorni si susseguiranno gli annunci di nuove iniziative come quella per frenare la desertificazione in Africa, presentata dal presidente francese, François Hollande, insieme al suo omologo egiziano, Abdelfatah al-Sissi, e diversi leader del continente. Inoltre, una dozzina di Paesi, tra cui il Perù, presenteranno oggi misure per promuovere il ruolo delle foreste come strumento contro il cambiamento climatico. A Le Bourget in giornata aprono le porte anche i lavori di "Générations Climat", un'iniziativa di dibattiti e eventi aperta al pubblico. Sabato 5 dicembre i negoziatori, conclusa la prima fase di discussioni, presenteranno il loro progetto di accordo alla presidenza francese della Cop21. La Francia, come presidente dell'evento, presenterà a questo punto le modalità scelte per il seguito dei lavori. Da lunedì 7 dicembre, comunque, i negoziatori lasceranno campo a un ministro, di norma il ministro dell'Ambiente del loro Paese. I ministri avranno la responsabilità di disegnare l'accordo finale. I negoziati a livello ministeriale dovrebbero concludersi entro mercoledì 9 dicembre in modo da poter consentire la verifica a livello legale e linguistico della bozza (l'accordo sara redatto in sei lingue: inglese, arabo, cinese, spagnolo, francese e russo) entro il 10 dicembre. Ufficialmente i negoziati nel loro complesso si concluderanno l'11 dicembre con l'adozione dell'accordo finale ma è molto probabile che si possa ancora lavorare nei due giorni successivi, sabato 12 e domenica 13 dicembre. La firma solenne dell'accordo non è in ogni caso prevista nel contesto della Cop21 ma nel 2016 con una cerimonia organizata dalle Nazioni Unite.