L'ASSALTO ai mari e alle coste italiane non conosce sosta e crescono i reati contestati dalle forze dell'ordine: nel 2017 ci sono state 17mila le infrazioni, oltre 46 al giorno, con un incremento rispetto all'anno precedente dell'8,5%. E le minacce sono sempre le stesse, a partire dalla maladepurazione: gli scarichi illegali riguardano un abitante su quattro di questo Paese. La fotografia del mare illegale è contenuta, come ogni anno, nel dossier Mare Monstrum 2018 di Legambiente, basato sul lavoro delle forze dell'ordine e delle capitanerie di porto, presentato oggi in occasione della partenza della Goletta Verde. L'imbarcazione della ong come ogni estate viaggerà lungo tutto il litorale italiano per monitorare la qualità delle acque marine, denunciare le illegalità ambientali, le trivellazioni di petrolio, il marine litter. Le tappe previste sono 22, da Chiavari a Trieste, fino al 12 agosto. Crescono dell'8% rispetto allo scorso anno le persone denunciate e arrestate, 19.564. Anche i sequestri - arrivati a 4.776 - segnano una crescita significativa del 25,4%. Quasi il 50% dei reati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Sicilia, Calabria), che insieme al Lazio sono anche quelle che dominano la classifica nazionale. I reati più contestati sono quelli legati all'inquinamento delle acque e del suolo, derivanti da scarichi fognari fuorilegge, depuratori malfunzionanti o assenti, spandimenti di idrocarburi e contaminazioni del suolo: da soli raggiungono il 35,7% del totale delle infrazioni accertate. Seguono con il 27,7% la pesca illegale, quindi il cemento abusivo, con il 19,5%, e infine le infrazioni al codice della navigazione della nautica da diporto, che valgono il 17,1%.