LA RIAPERTURA era attesa per lo scorso 29 luglio, poi per il 3 agosto. Ma l'emergenza incendi che da circa tre settimane ha colpito la California non concede tregue e le autorità hanno deciso allora di prolungare fino a data da destinarsi la chiusura di diverse aree del parco nazionale di Yosemite, uno dei più grandi degli Stati Uniti e il quinto per numero di visitatori del Paese. Le fiamme hanno reso inaccessibili alcune strade e provocato la caduta degli alberi, mentre l'aria è irrespirabile a causa dei fumi. Tra le aree chiuse la Yosemite Valley e la foresta di sequoia giganti del Mariposa Grove. Riapriranno non appena saranno ripristinate le condizioni di sicurezza: il National Park Service aggiorna costantemente la situazione. Area protetta dal 1864, il parco di Yosemite occupa una vasta area di quasi 2mila chilometri quadrati. Conosciuto per le sue cascate, i panorami mozzafiato e le sequoia giganti, il parco ospita grandi vallate, pareti rocciose, ampi prati, monoliti di granito. Lo scorso anno è stato visitato da 4 milioni 400mila turisti e la chiusura di queste settimane, che arriva in uno dei periodi di maggiore affluenza, è un duro colpo per il parco.In queste ore oltre 14mila vigili del fuoco e 2mila 300 unità della Guardia nazionale sono impegnate nel tentativo di domare quello che si è rivelato il peggior incendio nella storia della California, con oltre 114mila ettari di terreno bruciati. Nonostante gli sforzi sono riusciti a contenere appena il 30 per cento delle fiamme mentre l'incendio - ribattezzato Mendocino Complex Fire - nel frattempo raddoppiava le proprie dimensioni nel giro di pochi giorni. Il Mendocino Complex Fire è il risultato di due fronti distinti, il Ranch e il River, che si sono uniti all'altezza del Clear Lake. A minacciare da vicino il parco di Yosemite è il Ferguson Fire: ha bruciato finora oltre 38mila ettari e ucciso due persone.