MILANO - Mentre l'attenzione del mondo si concentra su Boston e sulla ricerca dei responsabili dell'attentato alla maratona della città americana, che ha causato tre morti e oltre 130 feriti, i mercati europei chiudono le contrattazioni sull'onda lunga della delusione per i dati sul Pil cinese di ieri, cresciuto meno delle previsioni. Sulla seduta delle Borse europee pesano anche i dati arrivati dalla Germania sulla fiducia delle imprese, crollata a marzo, cui fanno eco il rapporto primaverile del Fmi e la relazione del presidente della Bce, Mario Draghi, al Parlamento europeo.
In questo contesto, Piazza Affari chiude in rosso dello 0,61% nonostante la buona lena di Wall Street. Occhi puntati sul Monte dei Paschi, dopo la notizia del maxi-sequestro da 1,8 miliardi a Nomura. Lo spread - la differenza tra il rendimento offerto da Btp e Bund tedeschi - dopo aver toccato un minimo di 301 punti base si stabilizza in area 303 punti, con un rendimento sul mercato secondario al 4,3%. Conclusa, intanto, la seconda e ultima giornata di offerta del Btp Italia, il titolo quadriennale pensato per la clientela retail e indicizzato all'inflazione ha raccolto 17 miliardi di euro (18 miliardi lo scorso ottobre). Il Tesoro - vista l'accoglienza ricevuta dal titolo - ha deciso di avvalersi della facoltà di chiudere oggi la sottoscrizione. Il motivo del boom di richieste dipende dall'elevato rendimento: con una cedola minima garantita al 2,25% e l'indicizzazione all'inflazione (prevista all'1,6% nel 2013), garantisce ai sottoscrittori un tasso superiore alle tre precedenti emissioni e all'equivalente Btp "tradizionale" presente sul mercato. Nel resto del Vecchio continente Francoforte cede lo 0,39%, Parigi lo 0,67% e Londra lo 0,62%.
A livello macroeconomico è pesato in mattinata il crollo della fiducia delle imprese tedesche ad aprile. L'indice calcolato dall'istituto Zew è sceso a 36,3 punti dai 48,5 punti di marzo. Gli analisti avevano previsto un calo minore, a quota 42 punti. Ad aver gravato sul clima di fiducia sono soprattutto le incertezze legate alla crisi del debito europea, che non appaiono ancora risolte. In forte arretramento anche l'indice sulle condizioni correnti, che passa da 13,6 a 9,2 punti. In Italia, l'Istat registra per febbraio un saldo positivo della bilancia commerciale per 1,1 miliardi. L'export è però tornato in calo del 3%. Il Fmi ha intanto abbassato le stime sulla crescita globale nel suo World Economic Outlook, il documento che farà da apripista alle riunioni finanziarie del G20 di Washington, che comincia giovedì. Il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha parlato di ripresa nella seconda parte dell'anno, che comunque sarà minata da rischi al ribasso. Eurostat ha intanto confermato che l'inflazione nell'Eurozona a marzo è scesa all'1,7% dall'1,8% di febbraio.
Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi al consumo è sceso a marzo dello 0,2% contro attese per un dato fermo (a febbraio era al +0,7%). I permessi edilizi sono scesi a sorpresa su base mensile del 3,9% contro stime per un un +0,3%. Bene invece l'avvio di nuovi cantieri, cresciuti del 7% al tasso annuo di 1,04 milioni. Notizie positive sul versante corporate: Johnson&Johnson, Goldman Sachs e BlackRock hanno riportato utili oltre le attese nel primo trimestre. In calo del 15%, invece, quelli di Coca Cola. A Wall Street - dopo i forti cali di ieri, alla chiusura delle Borse europee - il Dow Jones e l'S&P 500 avanzano dello 0,9%, mentre il Nasdaq guadagnano l'1,1%.
Resta sotto i riflettori il settore delle materie prime; il prezzo dell'oro recupera leggermente dal minimo di due anni (e da una due giorni da -13%) a 1.3380 dollari all'oncia toccato ieri, e passa di mano a 1.392,5 dollari l'oncia (+1,6%). Ancora ribassi per il petrolio: il light crude Wti arretra a 88,1 dollari al barile. L'euro chiude sopra 1,31 dollari, nonostante i preoccupanti dati dell'indice Zew sulla fiducia dei tedeschi. A far lievitare l'euro è il rafforzamento della propensione al rischio degli investitori, che si evidenzia con il rimbalzo del prezzo dell'oro e di Wall Street. La moneta europea passa di mano a 1,3132 dollari, euro/yen a 128,35 e dollaro/yen a 97,75.
In Asia, La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso sulla scia delle forti perdite registrate ieri sera da Wall Street. Pesano il calo dei prezzi delle materie prime, legato a sua volta al rallentamento della crescita cinese, e l'attentato che ha colpito la maratona di Boston. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,41% a 13.221,44 punti, il Topix sull'intero listino perde l'1,30% a 1.119,20 punti.
In questo contesto, Piazza Affari chiude in rosso dello 0,61% nonostante la buona lena di Wall Street. Occhi puntati sul Monte dei Paschi, dopo la notizia del maxi-sequestro da 1,8 miliardi a Nomura. Lo spread - la differenza tra il rendimento offerto da Btp e Bund tedeschi - dopo aver toccato un minimo di 301 punti base si stabilizza in area 303 punti, con un rendimento sul mercato secondario al 4,3%. Conclusa, intanto, la seconda e ultima giornata di offerta del Btp Italia, il titolo quadriennale pensato per la clientela retail e indicizzato all'inflazione ha raccolto 17 miliardi di euro (18 miliardi lo scorso ottobre). Il Tesoro - vista l'accoglienza ricevuta dal titolo - ha deciso di avvalersi della facoltà di chiudere oggi la sottoscrizione. Il motivo del boom di richieste dipende dall'elevato rendimento: con una cedola minima garantita al 2,25% e l'indicizzazione all'inflazione (prevista all'1,6% nel 2013), garantisce ai sottoscrittori un tasso superiore alle tre precedenti emissioni e all'equivalente Btp "tradizionale" presente sul mercato. Nel resto del Vecchio continente Francoforte cede lo 0,39%, Parigi lo 0,67% e Londra lo 0,62%.
A livello macroeconomico è pesato in mattinata il crollo della fiducia delle imprese tedesche ad aprile. L'indice calcolato dall'istituto Zew è sceso a 36,3 punti dai 48,5 punti di marzo. Gli analisti avevano previsto un calo minore, a quota 42 punti. Ad aver gravato sul clima di fiducia sono soprattutto le incertezze legate alla crisi del debito europea, che non appaiono ancora risolte. In forte arretramento anche l'indice sulle condizioni correnti, che passa da 13,6 a 9,2 punti. In Italia, l'Istat registra per febbraio un saldo positivo della bilancia commerciale per 1,1 miliardi. L'export è però tornato in calo del 3%. Il Fmi ha intanto abbassato le stime sulla crescita globale nel suo World Economic Outlook, il documento che farà da apripista alle riunioni finanziarie del G20 di Washington, che comincia giovedì. Il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha parlato di ripresa nella seconda parte dell'anno, che comunque sarà minata da rischi al ribasso. Eurostat ha intanto confermato che l'inflazione nell'Eurozona a marzo è scesa all'1,7% dall'1,8% di febbraio.
Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi al consumo è sceso a marzo dello 0,2% contro attese per un dato fermo (a febbraio era al +0,7%). I permessi edilizi sono scesi a sorpresa su base mensile del 3,9% contro stime per un un +0,3%. Bene invece l'avvio di nuovi cantieri, cresciuti del 7% al tasso annuo di 1,04 milioni. Notizie positive sul versante corporate: Johnson&Johnson, Goldman Sachs e BlackRock hanno riportato utili oltre le attese nel primo trimestre. In calo del 15%, invece, quelli di Coca Cola. A Wall Street - dopo i forti cali di ieri, alla chiusura delle Borse europee - il Dow Jones e l'S&P 500 avanzano dello 0,9%, mentre il Nasdaq guadagnano l'1,1%.
Resta sotto i riflettori il settore delle materie prime; il prezzo dell'oro recupera leggermente dal minimo di due anni (e da una due giorni da -13%) a 1.3380 dollari all'oncia toccato ieri, e passa di mano a 1.392,5 dollari l'oncia (+1,6%). Ancora ribassi per il petrolio: il light crude Wti arretra a 88,1 dollari al barile. L'euro chiude sopra 1,31 dollari, nonostante i preoccupanti dati dell'indice Zew sulla fiducia dei tedeschi. A far lievitare l'euro è il rafforzamento della propensione al rischio degli investitori, che si evidenzia con il rimbalzo del prezzo dell'oro e di Wall Street. La moneta europea passa di mano a 1,3132 dollari, euro/yen a 128,35 e dollaro/yen a 97,75.
In Asia, La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso sulla scia delle forti perdite registrate ieri sera da Wall Street. Pesano il calo dei prezzi delle materie prime, legato a sua volta al rallentamento della crescita cinese, e l'attentato che ha colpito la maratona di Boston. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,41% a 13.221,44 punti, il Topix sull'intero listino perde l'1,30% a 1.119,20 punti.