MILANO - L'economia globale e quella italiana hanno bisogno di più tempo per uscire dalla spirale di recessione. Lo ha detto ieri il Fondo monetario internazionale e lo conferma oggi Bankitalia. I dati sul mercato europeo dell'auto, con il 18esimo calo consecutivo (-10,3%), dimostrano d'altra parte che il Vecchio continente è ben lontano da una ripresa economica e dei consumi. In questo contesto i mercati registrano scossoni che scontano anche rumors nelle sale operative e riflettono comunque una situazione di instabilità determinata anche dalla grande liquidità immessa dalle Banche centrali. Proprio dalla Bce, il tedesco Jens Weidmann ha aperto a un possibile taglio dei tassi visto che "per la ripresa serviranno dieci anni".
In Europa, e a Milano in particolare, si registra un doppio binario di velocità tra il mercato azionario e quello obbligazionario. Piazza Affari ha aperto come migliore del continente, per poi virare improvvisamente al ribasso con le altre Borse Ue e chiudere in calo dello 0,96%. Pesante Prysmian, in calo dopo le preoccupazioni espresse dal numero uno, Valerio Battista, sul mercato dei cavi. Lo spread - la differenza tra il rendimento offerto da Btp e Bund - è passato sotto i 300 punti base, per poi risalire a 301. Ieri il Tesoro ha chiuso anticipatamente l'offerta di Btp Italia: i titoli quadriennali indicizzati all'inflazione, grazie a un rendimento senza concorrenti, hanno attirato 17 miliardi di domanda. Oggi la Germania ha venduto Bund decennali per 3,349 miliardi di euro e il rendimento medio è sceso al minimo storico dell'1,28% dall'1,36% dell'asta di marzo.
Nel resto del Vecchio Continente domina il rosso: Londra cede l'1,01%, Francoforte il 2,34% e Parigi il 2,35%. Particolarmente nervoso l'andamento del Dax, che è crollato improvvisamente a un'ora dall'apertura per poi peggiorare di nuovo sul finale. Come spiega Gabriele Roghi di Invest Banca, "si sono effettivamente diffusi rumor di un downgrade della Germania, ma negli ultimi giorni abbiamo assistito a tanti movimenti 'strani' che non è possibile spiegare con quanto emerso finora". Stranezze che "sembrano preludere a qualche movimento eclatante dei mercati finanziari: discese così forti sono sintomo di liquidazioni forzate, i cosiddetti 'margin call', che potrebbero indicare che qualche grande investitore stia liquidando posizioni, non sappiamo per quale motivo però in un modo molto precipitoso".
Sul fronte macroeconomico, nel Regno Unito il tasso di disoccupazione è salito al 7,9%. Dalla produzione del settore delle costruzioni europee è emerso un calo dello 0,8% a febbraio; in tema di costruzioni, Italcementi ha annunciato il dimezzamento degli stabilimenti italiani. Dagli Stati Uniti, dove le richieste di mutui sono salite del 4,8% ai massimi dal maggio 2010, è in arrivo il beige book della Fed, previsto per la serata italiana. Wall Street, appesantita dalla delusione per i conti di BofA, Yahoo e Intel, è in forte ribasso: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones perde l'1%, lo S&P l'1,6% e il Nasdaq l'1,9%.
In Giappone, dove la Borsa ha guadagnato l'1,22%, tra i singoli titoli ha ceduto il passo Nomura, alla quale gli inquirenti italiani hanno sequestrato 1,8 miliardi nell'ambito delle indagini su Mps. Sull'andamento positivo della Piazza nipponica ha influito anche il calo dello yen. L'euro, che aveva superato quota 1,32 dollari, ai massimi da sette settimane, chiude la giornata in forte calo a 1,3040 dollari e 127,40 yen, prossimo ai minimi di seduta.
Si stabilizza l'oro, dopo il crollo registrato nei giorni scorsi. Le quotazioni del lingotto con consegna immediata sono stabili a 1.383 dollari l'oncia. Nel 2013 le quotazioni dell'oro sono scese del 18%. Dall'inizio di aprile hanno perso il 5%. Ancora debole il petrolio: i contratti sul greggio Wti vengono scambiati a 88,10 dollari al barile (88,58 dollari ieri sera in chiusura di giornata).
In Europa, e a Milano in particolare, si registra un doppio binario di velocità tra il mercato azionario e quello obbligazionario. Piazza Affari ha aperto come migliore del continente, per poi virare improvvisamente al ribasso con le altre Borse Ue e chiudere in calo dello 0,96%. Pesante Prysmian, in calo dopo le preoccupazioni espresse dal numero uno, Valerio Battista, sul mercato dei cavi. Lo spread - la differenza tra il rendimento offerto da Btp e Bund - è passato sotto i 300 punti base, per poi risalire a 301. Ieri il Tesoro ha chiuso anticipatamente l'offerta di Btp Italia: i titoli quadriennali indicizzati all'inflazione, grazie a un rendimento senza concorrenti, hanno attirato 17 miliardi di domanda. Oggi la Germania ha venduto Bund decennali per 3,349 miliardi di euro e il rendimento medio è sceso al minimo storico dell'1,28% dall'1,36% dell'asta di marzo.
Nel resto del Vecchio Continente domina il rosso: Londra cede l'1,01%, Francoforte il 2,34% e Parigi il 2,35%. Particolarmente nervoso l'andamento del Dax, che è crollato improvvisamente a un'ora dall'apertura per poi peggiorare di nuovo sul finale. Come spiega Gabriele Roghi di Invest Banca, "si sono effettivamente diffusi rumor di un downgrade della Germania, ma negli ultimi giorni abbiamo assistito a tanti movimenti 'strani' che non è possibile spiegare con quanto emerso finora". Stranezze che "sembrano preludere a qualche movimento eclatante dei mercati finanziari: discese così forti sono sintomo di liquidazioni forzate, i cosiddetti 'margin call', che potrebbero indicare che qualche grande investitore stia liquidando posizioni, non sappiamo per quale motivo però in un modo molto precipitoso".
Sul fronte macroeconomico, nel Regno Unito il tasso di disoccupazione è salito al 7,9%. Dalla produzione del settore delle costruzioni europee è emerso un calo dello 0,8% a febbraio; in tema di costruzioni, Italcementi ha annunciato il dimezzamento degli stabilimenti italiani. Dagli Stati Uniti, dove le richieste di mutui sono salite del 4,8% ai massimi dal maggio 2010, è in arrivo il beige book della Fed, previsto per la serata italiana. Wall Street, appesantita dalla delusione per i conti di BofA, Yahoo e Intel, è in forte ribasso: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones perde l'1%, lo S&P l'1,6% e il Nasdaq l'1,9%.
In Giappone, dove la Borsa ha guadagnato l'1,22%, tra i singoli titoli ha ceduto il passo Nomura, alla quale gli inquirenti italiani hanno sequestrato 1,8 miliardi nell'ambito delle indagini su Mps. Sull'andamento positivo della Piazza nipponica ha influito anche il calo dello yen. L'euro, che aveva superato quota 1,32 dollari, ai massimi da sette settimane, chiude la giornata in forte calo a 1,3040 dollari e 127,40 yen, prossimo ai minimi di seduta.
Si stabilizza l'oro, dopo il crollo registrato nei giorni scorsi. Le quotazioni del lingotto con consegna immediata sono stabili a 1.383 dollari l'oncia. Nel 2013 le quotazioni dell'oro sono scese del 18%. Dall'inizio di aprile hanno perso il 5%. Ancora debole il petrolio: i contratti sul greggio Wti vengono scambiati a 88,10 dollari al barile (88,58 dollari ieri sera in chiusura di giornata).