Economia

Europa debole con Wall Street, Milano +0,7%.
Spread a 280 punti, Abe non scalda Tokyo

Listini Ue poco mossi come la Piazza americana, sulla quale pesa McDonald's. I mercati asiatici avevano scontato nei giorni scorsi l'affermazione della coalizione che ha dato il via alla 'Abenomics', per il Nikkei modesto guadagno dello 0,49%. Lo spread ritraccia in area 280 punti grazie alle distensioni sulla crisi portoghese. Euro a 1,32 dollari

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MILANO - La vittoria del premier Shinzo Abe alle elezioni per il parziale rinnovo della Camera Alta, in Giappone, non scuote più di tanto i mercati, che si concentrano sui dati provenienti dagli Usa sulla vendita di case e sulle trimestrali delle aziende americane. Resta il fatto che per la prima volta dal 2007 un partito, quello Liberaldemocratico insieme agli alleati di New Komeito, controlla entrambi i rami del Parlamento del Sol Levante. A Tokyo, d'altra parte, l'affermazione dell'Abenomics era data per scontata dagli stessi mercati, che guardano già alla fase successiva: l'applicazione di quelle riforme che costituiscono il finora rimandato "terzo pilastro" della politica di Abe, insieme all'incremento della spesa pubblica e al sostegno monetario erogato dalla Banca centrale del Giappone (BoJ).

Dopo i timidi rialzi asiatici, in Europa i principali listini chiudono poco mossi. Piazza Affari è tra le più positive, con un rialzo finale dello 0,68%. Tra i singoli titoli si è messa in luce Saipem, spinta da un report di Barclays, mentre su Bpm è tornata l'attenzione perché Bankitalia, nella relazione attesa in settimana su Piazza Meda, dovrebbe tornare a chiedere l'evoluzione della struttura societaria in direzione di una spa. Debutto positivo per la Spac Industrial Stars of Italy sul segmento Aim. Bene anche FonSai, migliore tra le blue chip, nel giorno in cui si sono tenuti gli interrogatori di garanzia per Emanuele Erbetta e Salvatore Ligresti. Quanto a Rcs, oggi le banche hanno sottoscritto il 3,46% del capitale inoptato per un controvalore complessivo di 18,1 milioni. Nel resto d'Europa listini contrastati: Parigi chiude a +0,37%, Francoforte e Londra cedono rispettivamente lo 0,01% e lo 0,11%. In Germania, la Banca centrale ha parlato di una "crescita robusta" del Pil nel secondo trimestre dell'anno.

Mentre l'Italia dibatte sulle risorse da reperire per superare l'Imu e stoppare definitivamente il rincaro dell'Iva (si parla di 5 miliardi), lo spread tra Btp e Bund ritraccia dai 290 punti dell'apertura e si porta a 280 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono il 4,3% sul mercato secondario. Il debito pubblico del Belpaese, secondo le stime ufficiali di Eurostat, ha intanto superato il 130% del Pil nel primo trimestre dell'anno. Giova però all'umore degli investitori obbligazionari la convinzione del presidente del Portogallo, Anibal Cavaco Silva, sul fatto che proseguire con il governo di Pedro Passos Coelho sia la scelta migliore per il Paese: un sostegno aperto che è anche segnale di stabilità per Lisbona.

Wall Street procede incerta, penalizzata dai dati trimestrali negativi di McDonald's: l'indice Dow Jones sale dello 0,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq si rafforzano a +0,2% alla chisura dei mercati europei. L'aspettativa degli analisti nei confronti delle trimestrali resta però positiva: finora più di sette aziende su dieci, di quelle racchiuse nello S&P500, hanno riportato risultati trimestrali sopra le previsioni. Sul fronte macroeconomico, la vendita di case esistenti per il mese di giugno ha deluso le attese con un calo dell'1,2% a 5,08 milioni contro aspettative per 5,26 milioni. Quanto all'attività industriale, l'indice misurato dalla Fed di Chicago è migliorato a giugno a -0,13 punti, restando però in ambito negativo.

In mattinata, le Borse asiatiche avevano chiuso in modo positivo la prima seduta della settimana, ma più che altro guardando con fiducia ai dati americani e alle trimestrali in arrivo. Tokyo, inizialmente in rialzo di oltre un punto dopo la chiusura delle urne, è salita alla fine dello 0,47%, insieme a Seul (+0,48%), Sydney (+0,60%) e Singapore (+0,51%). In lieve flessione, invece, Hong Kong (-0,11%) e Shanghai (-0,21%); in Cina resta sempre alta l'attenzione sul comportamento delle banche dopo la decisione della Banca centrale di eliminare il limite minimo sui tassi per i prestiti, che potrebbe però aprire un deficit di capitale in molte istituzioni finanziarie. Sulla performance del Nikkei ha pesato anche il rafforzamento dello yen, che dopo la debolezza iniziale ha respinto il dollaro sotto quota 100. L'euro rafforza il rialzo dell'apertura e chiude sul filo di quota 1,32 contro il dollaro.

Sul versante delle materie prime arrivano cattive notizie per gli automobilisti, perché il prezzo del petrolio resta a livelli sostenuti pur rallentando a New York la corsa registrata in Asia: il greggio viene scambiato poco sotto quota 108 dollari al barile. Si rafforza ancora, invece, l'oro con il prezzo spot che sale sopra 1.330 dollari l'oncia.