MILANO - Dopo una settimana in rally le Borse europee tirano il fiato in attesa di capire quale sia lo stato reale dell'economia globale dopo l'accordo temporaneo sul debito raggiunto negli Usa. La Cina è tornata a crescere, ma gli Stati Uniti e l'Europa mostrano ancora segnali di debolezza. Tuttavia la settimana scorsa, Bankitalia ha ribadito che la ripresa è in arrivo e che la svolta si vedrà già a fine anno. Per il momento, però, gli addetti ai lavori si concentrano sui conti della Corporate America che fino adesso hanno riservato soprese positive spingendo le quotazioni di Wall Street. Deludono, invece, la vendite di nuove case calate a settembre dell'1,9% contro un'attesa crescita dell'1,7%. Domani, invece, sarà la volta dei dati sull'occupazione americana, la cartina al tornasole utilizzata dalla Federal Reserve per decidere il tapering: l'avvio della riduzione degli stimoli monetari all'economia. Ogni mese, infatti, la Fed inietta sul mercato 85 miliardi di dollari sotto forma di acquisto di bond e titoli tossici. Dopo il rinvio deciso a settembre, gli analisti scommettono che anche per ottobre la situazione non cambierà.
La conferma arriva dal numero uno della Fed di Chicago, Charles Evans, che ritiene "difficile" l'ipotesi che si proceda a un taglio degli aiuti, soprattutto a causa dello shutdown: "Penso avremo bisogno di un paio di buoni rapporti sul lavoro e prove della crescita del Pil, tutte che cose che potrebbero richiedere alcuni mesi", ha detto. Dopo queste indicazioni, Wall Street, reduce da una settimana di rialzi, è debole: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,15%, l'S&P 500 lo 0,1%, mentre il Nasdaq sale dello 0,1%. La scorsa settimana, la Borsa di New York è stata sostenuta dai buoni risultati trimestrali di big come Google, Morgan Stanley e General Electric. Oggi i conti di McDonald's non hanno deluso le attese, mostrando una crescita spinta dal Nord America.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari chiude piatta: il Ftse Mib segna il -0,04% finale. Sotto la lente finisce il titolo Mediaset, che nonostante le prese di beneficio sul listino principale resta in terreno positivo dopo le richieste record sul bond da 375 milioni collocato giovedì. Continuano incessanti gli acquisti anche su Autogrill, premiata questa volta da un report positivo di JP Morgan. Pesanti, invece, sia Tod's che Fiat, dopo che Fidentiis ha tagliato le prospettive per il trimestre. Tra i titoli del calcio, nuovo boom della Roma in fuga in campionato (+27%), mentre cedono oltre 5 punti percentuali le sconfitte Juve e Lazio.
Contrastate le altre Borse del Vecchio continente: Londra segna un rialzo finale dello 0,48%, mentre Francoforte è invariata (+0,02% per il Dax) e Parigi lima alla fine lo 0,21%. Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione in Germania crescono a settembre dello 0,3% sopra le aspettative degli analisti che indicavano un incremento dello 0,1 per cento. Segnali in chiaroscuro arrivano dall'Istat, che traccia ordini e fatturato dell'industria tricolore in crescita su base mensile ma ancora in forte calo su basse annua. Eurostat, infine, certifica per l'Italia un deficit al 3% del Pil e un debito al 127%.
L'euro chiude stabile a 1,3673 dollari e 134,20 yen. Gli investitori si prendono una pausa in attesa dei dati sull'occupazione in Usa: poco mosso anche il cambio dollaro/yen, a quota 98,14. Oscillazioni minime si registrano anche per quanto riguarda il fronte obbligazionario: lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si stabilizza a 233 punti base, con i titoli italiani che vengono scambiati a un tasso del 4,18%, sotto la media degli ultimi sei mesi (4,27%). Secondo gli analisti di IG Markets, il Btp "sembra avere le potenzialità per portarsi verso area 4% se dovesse avere l’ausilio di ritardo del tapering". Si scalda intanto il clima intorno alla Legge di Stabilità, con i sindacati che indicono uno sciopero di quattro ore e il Parlamento che apre il cantiere per modificare il testo.
In mattinata si è chiusa una seduta positiva per la Borsa di Tokyo, in progresso fin dalle prime battute grazie alla debolezza dello yen. Tokyo è salita in sintonia con le altre Borse asiatiche, tutte bene intonate dopo il nuovo record di venerdì a Wall Street. L'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso a 14.693,57 punti in rialzo dello 0,91%. A settembre, intanto, la bilancia commerciale del Giappone ha registrato un deficit di 7 miliardi di euro: è il quindicesimo mese consecutivo in rosso, a causa soprattutto dell'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro e dell'euro.
Sul fronte delle materie prime, l'oro è poco mosso: i future a dicembre cedono lo risalgono dello 0,1% a 1.316 dollari l'oncia. La scorsa settimana l'oro ha registrato un rialzo del 3,5%, fino a toccare 1.328,40 dollari, il livello più alto dall'8 ottobre. A New York, mentre terminano gli scambi in Europa, il petrolio Wti viaggia in ribasso di circa 1 punto percentuale rispetto alla chiusura precedente e con esso il prezzo alla pompa della benzina: l'oro nero tratta a 99,9 dollari al barile, penalizzato anche dall'aumento a sorpresa delle scorte Usa. Il Wti non scendeva sotto la soglia dei 100 dollari al barile dallo scorso 3 luglio.
La conferma arriva dal numero uno della Fed di Chicago, Charles Evans, che ritiene "difficile" l'ipotesi che si proceda a un taglio degli aiuti, soprattutto a causa dello shutdown: "Penso avremo bisogno di un paio di buoni rapporti sul lavoro e prove della crescita del Pil, tutte che cose che potrebbero richiedere alcuni mesi", ha detto. Dopo queste indicazioni, Wall Street, reduce da una settimana di rialzi, è debole: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,15%, l'S&P 500 lo 0,1%, mentre il Nasdaq sale dello 0,1%. La scorsa settimana, la Borsa di New York è stata sostenuta dai buoni risultati trimestrali di big come Google, Morgan Stanley e General Electric. Oggi i conti di McDonald's non hanno deluso le attese, mostrando una crescita spinta dal Nord America.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari chiude piatta: il Ftse Mib segna il -0,04% finale. Sotto la lente finisce il titolo Mediaset, che nonostante le prese di beneficio sul listino principale resta in terreno positivo dopo le richieste record sul bond da 375 milioni collocato giovedì. Continuano incessanti gli acquisti anche su Autogrill, premiata questa volta da un report positivo di JP Morgan. Pesanti, invece, sia Tod's che Fiat, dopo che Fidentiis ha tagliato le prospettive per il trimestre. Tra i titoli del calcio, nuovo boom della Roma in fuga in campionato (+27%), mentre cedono oltre 5 punti percentuali le sconfitte Juve e Lazio.
Contrastate le altre Borse del Vecchio continente: Londra segna un rialzo finale dello 0,48%, mentre Francoforte è invariata (+0,02% per il Dax) e Parigi lima alla fine lo 0,21%. Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione in Germania crescono a settembre dello 0,3% sopra le aspettative degli analisti che indicavano un incremento dello 0,1 per cento. Segnali in chiaroscuro arrivano dall'Istat, che traccia ordini e fatturato dell'industria tricolore in crescita su base mensile ma ancora in forte calo su basse annua. Eurostat, infine, certifica per l'Italia un deficit al 3% del Pil e un debito al 127%.
L'euro chiude stabile a 1,3673 dollari e 134,20 yen. Gli investitori si prendono una pausa in attesa dei dati sull'occupazione in Usa: poco mosso anche il cambio dollaro/yen, a quota 98,14. Oscillazioni minime si registrano anche per quanto riguarda il fronte obbligazionario: lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si stabilizza a 233 punti base, con i titoli italiani che vengono scambiati a un tasso del 4,18%, sotto la media degli ultimi sei mesi (4,27%). Secondo gli analisti di IG Markets, il Btp "sembra avere le potenzialità per portarsi verso area 4% se dovesse avere l’ausilio di ritardo del tapering". Si scalda intanto il clima intorno alla Legge di Stabilità, con i sindacati che indicono uno sciopero di quattro ore e il Parlamento che apre il cantiere per modificare il testo.
In mattinata si è chiusa una seduta positiva per la Borsa di Tokyo, in progresso fin dalle prime battute grazie alla debolezza dello yen. Tokyo è salita in sintonia con le altre Borse asiatiche, tutte bene intonate dopo il nuovo record di venerdì a Wall Street. L'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso a 14.693,57 punti in rialzo dello 0,91%. A settembre, intanto, la bilancia commerciale del Giappone ha registrato un deficit di 7 miliardi di euro: è il quindicesimo mese consecutivo in rosso, a causa soprattutto dell'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro e dell'euro.
Sul fronte delle materie prime, l'oro è poco mosso: i future a dicembre cedono lo risalgono dello 0,1% a 1.316 dollari l'oncia. La scorsa settimana l'oro ha registrato un rialzo del 3,5%, fino a toccare 1.328,40 dollari, il livello più alto dall'8 ottobre. A New York, mentre terminano gli scambi in Europa, il petrolio Wti viaggia in ribasso di circa 1 punto percentuale rispetto alla chiusura precedente e con esso il prezzo alla pompa della benzina: l'oro nero tratta a 99,9 dollari al barile, penalizzato anche dall'aumento a sorpresa delle scorte Usa. Il Wti non scendeva sotto la soglia dei 100 dollari al barile dallo scorso 3 luglio.