MILANO - I listini europei chiudono deboli una giornata ricca di appuntamenti internazionali; l'Italia continua però a giovarsi della distensione sul fronte obbligazionario, con i Btp decennali che sul secondario arrivano a rendere il nuovo minimo storico del 2,98%. Sullo sfondo resta forte il timore per l'escalation di violenza e caos nella parte orientale dell'Ucraina, che in mattinata ha scatenato una corsa delle materie prime, poi rientrata in serata.
In Italia proseguono i lavori della politica sugli importanti provvedimenti economici del governo. All'Aula di Palazzo Madama, completato l'esame della Commissione Lavoro, si attende il decreto Lavoro del ministro Poletti, accompagnato dalle critiche dei sindacati sulla norma che prevede solo sanzioni (e non obbligo di assunzione) per quelle imprese che violano il tetto di 20% di precari. In parallelo, le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato avviano la discussione sul decreto Irpef, sul quale proprio i tecnici del Senato hanno sollevato dubbi per le coperture. Sempre a Roma, i giovani di Confindustria presenteranno il loro nuovo presidente, mentre si tiene un incontro tra i G7 in tema di energia. Spostando l'attenzione all'Europa, a Bruxelles l'Ecofin sancisce l'accordo tra 11 Paesi, Italia compresa, sulla Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. Occhi puntati anche su Parigi, dove si tiene il forum annuale dell'Ocse (con la partecipazione dei ministri del Lavoro): per l'Organizzazione le prospettive dell'Italia migliorano, ma il Belpaese è ancora vulnerabile e il debito non calerà prima del 2016. Cresce intanto l'attesa degli investitori per il meeting della Bce di giovedì (gli appuntamenti della settimana).
I dati principali in agenda oggi riguardano i Pmi dei servizi e compositi. L'indice Pmi servizi di Markit per l'Eurozona è rimasto stabile a 53,1 punti ad aprile, come previsto, con un ritorno alla crescita per l'Italia. Quello composito è salito a quota 54 punti. Il commercio al dettaglio a marzo è cresciuto dello 0,3% tanto nell'Eurozona quanto nella Ue a 28, secondo i dati di Eurostat. Negli Stati Uniti si segnala invece un deficit della bilancia commerciale di 40,38 miliardi di dollari a marzo, poco sopra le attese.
Non mancano neppure gli appuntamenti corporate. A cominciare proprio dall'asse tra Italia e Stati Uniti, che passa per Fiat Chrysler Automobiles: il ceo Sergio Marchionne presenta il piano industriale a Detroit e il titolo chiude in rosso dell'1% circa. Tra le altre azioni di Piazza Affari si segnala l'assemblea di approvazione del bilancio di Saipem. Il Ftse Mib chiude alla fine in calo dello 0,55%, dopo un avvio in rialzo; stesso discorso per Parigi, che lima lo 0,78%. Francoforte chiude a -0,65%, mentre Londra (ieri chiusa) perde lo 0,35%; tiene la parità solo Madrid.
A Wall Street, dopo i rialzi di ieri con Apple in evidenza sopra 600 dollari, i listini sono deboli: alla chiusura il Dow Jones cede lo 0,8%, mentre l'S&P 500 cala dello 0,9% e il Nasdaq arretra dello 1,4%. Pesante Twitter nel giorno della scadenza del lockup sui titoli. Sempre all'estero, si segnalano le trimestrali contrastanti per Ubs e Barclays: accolta positivamente la prima, sotto le attese (soprattutto per l'investment banking) la seconda.
Continua la distensione sul fronte titoli di Stato. Lo spread, ossia il differenziale tra i rendimenti del Btp italiano e del Bund tedesco, scende sotto 155 punti, con il rendimento del Btp decennale che arriva a infrangere la soglia psicologica di un rendimento del 3%, minimo storico dall'introduzione della moneta unica. L'euro chiude sopra quota 1,39 dollari, ai massimi da sette settimane. La moneta unica passa di mano a 1,3932 dollari, dopo aver toccato un picco di 1,3951 dollari, e a 141,58 yen. A sostenere la divisa unica sono i dati sui Pmi, in attesa del board della Bce tra due giorni.
In mattinata, in Asia si sono registrati scambi in leggero rialzo, seppur a ranghi ridotti per la chisura di Tokyo, Hong Kong e Seoul. Sale dello 0,25% Shanghai mentre Shenzhen cresce di un punto percentuale. Progressi anche a Sydney +0,3%, nel giorno in cui la Banca centrale d'Australia ha mantenuto invariati i tassi al 2,5%. Quanto alle materie prime, dopo i rialzi di oro e nichel della mattinata in scia al caos in Ucraina, si placano gli acquisti. Mentre in Europa chiudono gli scambi, il petrolio avanza dello 0,25%: il contratto a giugno è in aumento di 25 centesimi a 99,7 dollari al barile. L'oro segna un rialzo dello 0,3%: i future con scadenza a giugno trattano in area 1.308 dollari l'oncia.
In Italia proseguono i lavori della politica sugli importanti provvedimenti economici del governo. All'Aula di Palazzo Madama, completato l'esame della Commissione Lavoro, si attende il decreto Lavoro del ministro Poletti, accompagnato dalle critiche dei sindacati sulla norma che prevede solo sanzioni (e non obbligo di assunzione) per quelle imprese che violano il tetto di 20% di precari. In parallelo, le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato avviano la discussione sul decreto Irpef, sul quale proprio i tecnici del Senato hanno sollevato dubbi per le coperture. Sempre a Roma, i giovani di Confindustria presenteranno il loro nuovo presidente, mentre si tiene un incontro tra i G7 in tema di energia. Spostando l'attenzione all'Europa, a Bruxelles l'Ecofin sancisce l'accordo tra 11 Paesi, Italia compresa, sulla Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. Occhi puntati anche su Parigi, dove si tiene il forum annuale dell'Ocse (con la partecipazione dei ministri del Lavoro): per l'Organizzazione le prospettive dell'Italia migliorano, ma il Belpaese è ancora vulnerabile e il debito non calerà prima del 2016. Cresce intanto l'attesa degli investitori per il meeting della Bce di giovedì (gli appuntamenti della settimana).
I dati principali in agenda oggi riguardano i Pmi dei servizi e compositi. L'indice Pmi servizi di Markit per l'Eurozona è rimasto stabile a 53,1 punti ad aprile, come previsto, con un ritorno alla crescita per l'Italia. Quello composito è salito a quota 54 punti. Il commercio al dettaglio a marzo è cresciuto dello 0,3% tanto nell'Eurozona quanto nella Ue a 28, secondo i dati di Eurostat. Negli Stati Uniti si segnala invece un deficit della bilancia commerciale di 40,38 miliardi di dollari a marzo, poco sopra le attese.
Non mancano neppure gli appuntamenti corporate. A cominciare proprio dall'asse tra Italia e Stati Uniti, che passa per Fiat Chrysler Automobiles: il ceo Sergio Marchionne presenta il piano industriale a Detroit e il titolo chiude in rosso dell'1% circa. Tra le altre azioni di Piazza Affari si segnala l'assemblea di approvazione del bilancio di Saipem. Il Ftse Mib chiude alla fine in calo dello 0,55%, dopo un avvio in rialzo; stesso discorso per Parigi, che lima lo 0,78%. Francoforte chiude a -0,65%, mentre Londra (ieri chiusa) perde lo 0,35%; tiene la parità solo Madrid.
A Wall Street, dopo i rialzi di ieri con Apple in evidenza sopra 600 dollari, i listini sono deboli: alla chiusura il Dow Jones cede lo 0,8%, mentre l'S&P 500 cala dello 0,9% e il Nasdaq arretra dello 1,4%. Pesante Twitter nel giorno della scadenza del lockup sui titoli. Sempre all'estero, si segnalano le trimestrali contrastanti per Ubs e Barclays: accolta positivamente la prima, sotto le attese (soprattutto per l'investment banking) la seconda.
Continua la distensione sul fronte titoli di Stato. Lo spread, ossia il differenziale tra i rendimenti del Btp italiano e del Bund tedesco, scende sotto 155 punti, con il rendimento del Btp decennale che arriva a infrangere la soglia psicologica di un rendimento del 3%, minimo storico dall'introduzione della moneta unica. L'euro chiude sopra quota 1,39 dollari, ai massimi da sette settimane. La moneta unica passa di mano a 1,3932 dollari, dopo aver toccato un picco di 1,3951 dollari, e a 141,58 yen. A sostenere la divisa unica sono i dati sui Pmi, in attesa del board della Bce tra due giorni.
In mattinata, in Asia si sono registrati scambi in leggero rialzo, seppur a ranghi ridotti per la chisura di Tokyo, Hong Kong e Seoul. Sale dello 0,25% Shanghai mentre Shenzhen cresce di un punto percentuale. Progressi anche a Sydney +0,3%, nel giorno in cui la Banca centrale d'Australia ha mantenuto invariati i tassi al 2,5%. Quanto alle materie prime, dopo i rialzi di oro e nichel della mattinata in scia al caos in Ucraina, si placano gli acquisti. Mentre in Europa chiudono gli scambi, il petrolio avanza dello 0,25%: il contratto a giugno è in aumento di 25 centesimi a 99,7 dollari al barile. L'oro segna un rialzo dello 0,3%: i future con scadenza a giugno trattano in area 1.308 dollari l'oncia.