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“Potrei volare a Istanbul”: Trump con Zelensky per stanare il Cremlino

(ansa)

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Il presidente Usa rilancia l’iniziativa turca per la tregua in Ucraina. Zelensky: “Io giovedì ci sarò, spero che i russi non si sottraggano”
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RIAD – Se l’incontro di giovedì a Istanbul per riportare la pace in Ucraina dovesse fallire, o peggio ancora non dovesse proprio avvenire a causa della sedia vuota lasciata da uno degli invitati, la colpa sarà solo ed esclusivamente di Vladimir Putin.

Tanta acqua è passata sotto al ponte della disastrosa visita di Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale dello scorso 28 febbraio, e il leader di Kiev è stato scaltro nel girare il tavolo, ricucendo il rapporto col presidente americano Trump attraverso l’accettazione della sua proposta di tregua incondizionata di 30 giorni, del negoziato, e anche dell’accordo sullo sfruttamento dei minerali. Se ora il capo del Cremlino confermerà la sua assenza, nonostante il collega e amico della Casa Bianca abbia aperto alla possibilità di partecipare lui stesso in persona, resteranno pochi dubbi su chi ha la responsabilità della prosecuzione del bagno di sangue. E allora Trump, che sta gestendo l’intera partita quasi da solo, si troverà davanti ad un biv…

RIAD – Se l’incontro di giovedì a Istanbul per riportare la pace in Ucraina dovesse fallire, o peggio ancora non dovesse proprio avvenire a causa della sedia vuota lasciata da uno degli invitati, la colpa sarà solo ed esclusivamente di Vladimir Putin.

Tanta acqua è passata sotto al ponte della disastrosa visita di Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale dello scorso 28 febbraio, e il leader di Kiev è stato scaltro nel girare il tavolo, ricucendo il rapporto col presidente americano Trump attraverso l’accettazione della sua proposta di tregua incondizionata di 30 giorni, del negoziato, e anche dell’accordo sullo sfruttamento dei minerali. Se ora il capo del Cremlino confermerà la sua assenza, nonostante il collega e amico della Casa Bianca abbia aperto alla possibilità di partecipare lui stesso in persona, resteranno pochi dubbi su chi ha la responsabilità della prosecuzione del bagno di sangue. E allora Trump, che sta gestendo l’intera partita quasi da solo, si troverà davanti ad un bivio: mollare tutto e rinunciare alla pace, che aveva promesso di portare nel giro di 24 ore dal ritorno nello Studio Ovale, oppure accettare la realtà che è venuto il momento di alzare la pressione su Putin e il prezzo della sua invasione, a partire da sanzioni secondarie su petrolio e gas.

Ieri mattina, poco prima di partire per l’Arabia Saudita, Trump ha commentato così il tira e molla in corso sul vertice in Turchia: «Sto pensando di volare a Istanbul. Ho un sacco di incontri in programma, ma c’è una possibilità di andare, se penso che accadranno delle cose». Quindi ha ammonito i giornalisti a non sottovalutare l’opportunità: «L’incontro in Turchia sull’Ucraina giovedì sarà molto importante, ne usciranno cose buone».

Siccome Putin continua a puntare i piedi con le sue richieste massimaliste per il negoziato, e soprattutto ad attaccare e bombardare anche i civili, Zelensky ha colto al volo l’occasione, confermando che lui a Istanbul ci sarà, e spera di trovare «anche i russi» e Trump. «Ho sostenuto - ha scritto il leader ucraino sul suo canale Telegram - il presidente Trump nell’idea di colloqui diretti con Putin. Ho espresso apertamente la mia disponibilità a incontrarlo. Io sarò in Turchia. Spero che i russi non si sottraggano. E naturalmente, tutti noi in Ucraina apprezzeremmo se il presidente Trump potesse essere presente a questo appuntamento. È l’idea giusta». Quindi ha aggiunto: «Ho appena sentito la dichiarazione di Trump. Parole molto importanti. Ho sostenuto la sua idea di un cessate il fuoco completo e incondizionato, abbastanza lungo da gettare le basi per la diplomazia. E lo vogliamo, siamo pronti a mantenere una tregua da parte nostra». Infine ha strizzato l’occhio anche al leader turco, che sta facendo da mediatore: «Il presidente Recep Tayyip Erdogan può davvero ospitare un incontro di altissimo livello. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando».

Erdogan gli ha risposto a stretto giro: «Saremo felici di ospitare i colloqui. Speriamo che questa volta l’opportunità non verrà sprecata», come era accaduto subito dopo l’inizio del conflitto. «Attualmente, Russia, Ucraina, Stati Uniti ed Europa - ha aggiunto il leader turco in un discorso tenuto dopo una riunione di gabinetto e trasmesso dalla tv di Stato Trt - sono d’accordo rispetto ai colloqui. Il mio amico Trump vuole finire la guerra tramite la diplomazia e lo sosteniamo».

Poco dopo Zelensky ha rivelato sempre su Telegram di aver avuto una conversazione telefonica con Erdogan, per discutere i «dettagli chiave dei negoziati che potrebbero contribuire a porre fine alla guerra. Riteniamo altrettanto necessaria una tregua». Nello stesso tempo, «è anche essenziale che i nostri partner assicurino il monitoraggio del cessate il fuoco. È cruciale che noi in Europa continuiamo a lavorare insieme per ottenere garanzie di sicurezza a lungo termine. Rimarremo in costante contatto con gli Stati Uniti».

Nelle stesse ore Zelensky ha avuto anche un colloquio col nuovo papa: «Ho parlato con Leone XIV. Questa è stata la nostra prima conversazione, ma è stata già molto calorosa e davvero significativa. Ho inviato Sua Santità a compiere una visita apostolica in Ucraina. Una visita del genere porterebbe vera speranza a tutti i credenti, a tutto il nostro popolo». Dunque, manca solo Putin.

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