ROMA – "Abbiamo completato con successo il nostro attacco a tre siti nucleari in Iran, inclusi Fordow, Natanz e Esfahan", ha annunciato questa notte Donald Trump su Truth. L’operazione ha preso il nome di “Martello di mezzanotte”, hanno fatto sapere in una conferenza stampa al Pentagono il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Dan Caine. "Poche persone a Washington ne erano a conoscenza", ha aggiunto. “Contrariamente a quanto affermato da Trump” il sito nucleare di Fordow "non ha subito gravi danni", ha risposto l’Iran. Secondo i media iraniani, la maggior parte dell'uranio precedentemente stoccato presso l'impianto di arricchimento di Fordow era stato trasferito in un'altra sede. E nuove esplosioni si sono registrate nella zona nord della capitale.
Nyt, allarme per le basi in Iraq e Siria
Funzionari militari e dell'intelligence americani hanno rilevato segnali che indicano che milizie sostenute dall'Iran si stanno preparando ad attaccare le basi statunitensi in Iraq, e forse in Siria, in rappresaglia per gli attacchi statunitensi in Iran. Lo scrive il New York Times, rilevando che finora i gruppi hanno resistito e i funzionari iracheni stanno lavorando duramente per dissuadere le milizie dall'azione, secondo quanto riferito da fonti dell'Amministrazione Usa.
Israele, figli meritano crescere senza minaccia atomica
Il rappresentante israeliano alle Nazioni Unite ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il raid contro gli impianti nucleari iraniani. "Grazie presidente Trump per aver agito quando molti hanno esitato", ha detto l'ambasciatore Danny Danon nel suo intervento al Consiglio di sicurezza. "Grazie per aver protetto il mondo libero con forza e chiarezza morale", ha insistito. "Il leader del mondo libero ha agito con coraggio, gli Stati Uniti hanno agito non solo per loro stessi ma per tutte le nazioni che valorizzano la libertà rispetto al radicalismo, per tutte le nazioni i cui bambini meritano di crescere senza l'ombra di un disastro nucleare che incombe sulle loro teste. Ora il mondo deve seguire l'esempio".
Trump, i piloti del B-2 atterrati ora sani e salvi in Missouri
"I grandi piloti del B-2 sono appena atterrati, sani e salvi, in Missouri. Grazie per l'ottimo lavoro!!!", lo scrive Donald Trump su Truth, riferendosi ai top gun che hanno pilotato i bombardieri per l'attacco ai siti nucleari iraniani.
Trump apre al cambio di regime a Teheran e lancia il suo Make Iran great again
"Non è politicamente corretto usare il termine 'cambio di regime', ma se l'attuale regime iraniano non è in grado di rendere l'Iran di nuovo grande, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime??? Miga!!!": lo scrive Donald Trump, parafrasando Maga (Make America great again) in Miga (Make Iran great again) per adattarlo all'Iran. È la prima volta che il presidente sembra aperto ad un cambio di regime.
Colloquio telefonico tra Keir Starmer e Donald Trump
Colloquio telefonico tra Keir Starmer e Donald Trump. Lo riferisce Downing street, secondo cui il premier britannico e il presidente americano "hanno discusso della situazione in Medio Oriente e hanno ribadito il grave rischio posto dal programma nucleare iraniano alla sicurezza internazionale". Starmer e Trump "hanno discusso delle azioni intraprese dagli Stati Uniti per ridurre la minaccia e hanno convenuto che non si deve mai permettere all'Iran di sviluppare un'arma nucleare". Infine "hanno discusso della necessità che l'Iran ritorni al tavolo dei negoziati il prima possibile e faccia progressi verso una soluzione duratura".
Trump, da attacco Usa danni monumentali a siti iraniani
"Si dice che i danni ai siti nucleari in Iran siano 'monumentali'. I colpi sono stati duri e precisi. I nostri militari hanno dimostrato grande abilità": lo scrive Donald Trump commentando l'esito dell'attacco Usa.
Raid Idf su ambulanza a Isfahan, almeno tre morti
Almeno tre persone sono rimaste uccise nell'Iran centrale in un raid israeliano su un'ambulanza. Lo riferiscono i media locali. "L'ambulanza era in viaggio per trasferire un paziente quando è stata gravemente danneggiata da un attacco di droni", ha riferito l'agenzia di stampa Isna citando Hamidreza Mohammadi Fesharaki, governatore della contea di Najafabad, nella provincia centrale di Isfahan.
Idf, colpiti siti stoccaggio e lancio missili
L'aviazione israeliana ha condotto nuovi raid in Iran in serata per distruggere siti di stoccaggio e di lancio di missili. Lo ha reso noto l'Idf. "Circa 20 jet da combattimento dell'Aviazione israeliana hanno condotto attacchi basati su informazioni di intelligence utilizzando oltre 30 munizioni contro obiettivi militari in Iran", si legge nella nota diffusa sui canali social. L'Aviazione "ha colpito siti di stoccaggio e infrastrutture di lancio di missili destinati a danneggiare lo stato di Israele, nonché satelliti e siti radar militari utilizzati per la valutazione dell'intelligence aerea a Kermanshah e Hamedan, nell'Iran occidentale. Inoltre, un lanciamissili terra-aria è stato colpito nella zona di Teheran", si riferisce ancora.
Usa all'Onu, l'Iran fermi la sua corsa al nucleare
Il consiglio di sicurezza dell'Onu deve chiedere all'Iran di porre fine ai suoi sforzi per sradicare Israele e interrompere la sua corsa alle armi nucleari: lo ha detto l'inviato americano ad interim alle Nazioni Unite, sostenendo che Teheran dovrebbe evitare l'escalation.
L’ambasciatore russo all’Onu: “Intervento Usa irresponsabile”
La Russia ha condannato l'attacco Usa all'Iran, definendolo "irresponsabile, pericoloso e provocatorio". Gli Stati Uniti, ha detto l'ambasciatore Vasily Nebenzya nel suo intervento al Consiglio di sicurezza, "per salvaguardare la loro egemonia globale sono pronti a commettere qualsiasi crimine, qualsiasi violazione del diritto internazionale". "Permettetemi di ricordarvi che nessuno ha conferito agli Stati Uniti l'autorità di agire in questo modo", ha aggiunto.
La Cina accusa Washington: “Ha violato la Carta dell’Onu”
La Cina ha accusato gli Stati Uniti di "aver violato gravemente", con l'attacco in Iran, "gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, nonché la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran". L'ambasciatore all'Onu, Fu Cong, nel suo intervento al Consiglio di sicurezza, ha chiesto alla comunità internazionale di "raffreddare la situazione e riportare pace e stabilità".
Tajani, in arrivo a Verona 150 connazionali da Israele
"È ovvio che si è alzato il livello di allerta, ma in questo momento non ci sono situazioni particolarmente pericolose. Stiamo invece lavorando tantissimo per far uscire dall'Iran e da Israele i nostri concittadini che lo vogliono. Fra poco partirà un aereo da Sharm el Sheikh con circa 150 italiani a bordo che sono usciti da Israele. L'aereo atterrerà questa notte a Verona". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Zona bianca', su Rete4. Tajani ha ricordato anche l'impegno profuso per fare uscire i connazionali dall'Iran: "Ieri l'ultimo gruppo è arrivato al confine con l'Azerbaigian. Questi connazionali sono stati accolti dalla nostra ambasciata a Baku e sono al sicuro. Ci saranno altri viaggi da Teheran verso l'Azerbaigian per fare in modo che coloro che vogliono lasciare il Paese in guerra possano farlo".
Aiea, ingenti danni a centrale Isfahan
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha stabilito che l'attacco americano ha provocato ingenti danni aggiuntivi alla centrale di Isfahan. Lo ha riferito il direttore generale, Rafael Grossi, in una nota.
La centrale era già stata colpita da raid israeliani. "Gli ultimi attacchi di questa mattina hanno danneggiato altri edifici a Isfahan. Inoltre, abbiamo stabilito che gli ingressi ai tunnel sotterranei del sito sono stati colpiti", ha spiegato generale Grossi. Non è stato invece possibile valutare l'entità dei danni agli impianti di arricchimento dell'uranio di Fordow e Natanz. L'Aiea, ha riferito ancora, "è stata informata dalle autorità di regolamentazione iraniane che non vi è stato alcun aumento dei livelli di radiazioni fuori sede dopo gli ultimi attacchi ai tre siti nucleari iraniani".
Netanyahu: così riporteremo gli ostaggi di Gaza indietro
Il premier israeliano Benjamyn Netanyahu è apparso ottimista che la guerra in Iran aiuti a risolvere anche il conflitto a Gaza, ma ha avvertito che ci vorrà ancora tempo. "Sono in corso operazioni per liberare gli ostaggi.
Abbiamo circa altri 20 ostaggi vivi lì, ce ne sono altri due il cui status non è chiaro. Li riporteremo tutti indietro", ha detto nel corso di una conferenza stampa. "Credo che l'operazione in Iran aiuti a raggiungere l'obiettivo di Gaza, perché l'Iran ha costruito l'asse del soffocamento e del fuoco intorno a noi. Senza il sostegno e l'impalcatura dell'Iran, l'intera struttura sta crollando, e sta accadendo ora, rapidamente", ha spiegato.
"Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma non c'è dubbio che i nostri grandi successi in Iran stanno aiutando a raggiungere i nostri obiettivi a Gaza e io mi impegno per entrambi", ha insistito.
Guterres, rischiamo circolo vizioso ritorsioni
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha messo in guardia sui rischi che il Medio Oriente si avviti in una spirale di ritorsioni. Dopo l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, ha detto al Consiglio di sicurezza dell'Onu, "i popoli della regione non possono sopportare un altro ciclo di distruzione. E tuttavia ora rischiamo di precipitare in un circolo vizioso di ritorsioni su ritorsioni". Guterres ha chiesto a Teheran di garantire
l'accesso completo degli ispettori dell'Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica, agli impianti nucleari e di arricchimento dell'uranio. "Abbiamo bisogno di una soluzione credibile, globale e verificabile, che – ha detto – ristabilisca la fiducia, inclusa la piena accessibilità agli ispettori dell'Aiea, in quanto autorità tecnica delle Nazioni Unite in questo settore"
Iran: ministro Esteri Araghci a Mosca, vedrà anche Putin
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in serata a Mosca per colloqui tra l'altro con il presidente russo Vladimir Putin, dopo l'attacco degli Stati Uniti a tre dei suoi impianti nucleari. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Irna.
Netanyahu, vicini a distruggere nucleare e missili
Israele è vicino a distruggere il programma nucleare e i missili balistici iraniani. Lo ha assicurato il premier Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa.
Netanyahu: “L’Iran non ci trascinerà in una guerra di logoramento”
Israele non si lascerà intrappolare dall'Iran in un conflitto lungo. Lo ha assicurato il premier Banjamin Netanyahu. "Non ci lasceremo trascinare in una guerra di logoramento con l'Iran. Quando raggiungeremo i nostri obiettivi, i combattimenti cesseranno", ha assicurato.
Idf, nuovi raid a Teheran e nell'Ovest dell’Iran
I caccia dell'aviazione israeliana hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro i siti militari iraniani a Teheran e nell'Iran occidentale, annuncia l’Idf. Gli attacchi sono stati compiuti su
obbiettivi a Tabriz, Shiraz, Ahvaz e Tehran, secondo i media israeliani.
Netanyahu: grazie a Trump più vicini a obiettivo
Grazie all'intervento di Donald Trump. Israele è più vicino a raggiungere i suoi obbiettivi in Iran. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "L'azione in Iran apre
opportunità che non possiamo nemmeno immaginare. Vedo un'enorme espansione degli accordi di pace. Vedo collaborazioni che al momento sembrano immaginarie, ma forse abbiamo già capito che non lo sono. Vediamo un futuro luminoso di speranza, collaborazioni e anche di pace", ha aggiunto il premier israeliano in una conferenza stampa preregistrata, questa sera.
Fonti Israele: “Se domani Khamenei ferma il fuoco, lo accettiamo”
"Se domani Khamenei interromperà il fuoco e dirà di voler porre fine a tutto questo, lo accetteremo". Lo hanno dichiarato fonti israeliane.
Idf elimina contraerea su richiesta degli Usa prima del raid
Prima di attaccare i tre siti nucleari in Iran, gli Stati Uniti avevano chiesto a Israele di preparare il terreno eliminando quanto più possibile le difese aree iraniane. Lo ha rivelato il sito Axios. Dopo aver confermato l'attacco, gli Stati Uniti hanno fornito a Israele un elenco di sistemi di difesa aerea che volevano fossero distrutti prima di far decollare i B-2. "Nelle 48 ore precedenti l'operazione, l'Idf ha condotto diversi attacchi nell'area per degradare le difese iraniane", ha riferito una fonte israeliana ad Axios.
Hezbollah, Usa maggior minaccia a pace
Il gruppo sciita libanese Hezbollah ha espresso la sua piena solidarietà all'Iran dopo gli attacchi degli Stati Uniti. "Affermiamo la nostra piena solidarietà con la Repubblica islamica, i suoi leader e il suo popolo, e confidiamo nella forza legittima dell'Iran per affrontare questa aggressione e far sentire al nemico americano e sionista un'amara sconfitta", ha detto il movimento in una dichiarazione. L'attacco rivela "la vera immagine degli Stati Uniti come la più grande minaccia alla pace", si legge ancora.
Consigliere Khamenei: basi Usa obbiettivi legittimi
Le basi utilizzate dalle forze statunitensi per lanciare attacchi contro siti nucleari iraniani saranno considerate obiettivi legittimi. La minaccia è arrivata da un consigliere dell'ayatollah Ali Khamenei.
"Qualsiasi paese della regione o altrove che venga utilizzato dalle forze americane per colpire l'Iran sarà considerato un obiettivo legittimo per le nostre forze armate", ha affermato Ali Akbar Velayati in un messaggio diffuso dall'agenzia di stampa ufficiale Irna.
Macron mette in guardia contro “un'escalation incontrollata”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto domenica di evitare una "escalation incontrollata" in Medio Oriente dopo gli attacchi degli Stati Uniti contro il programma nucleare iraniano. "Nessuna risposta strettamente militare può produrre gli effetti desiderati" e "la ripresa delle discussioni diplomatiche e tecniche è l'unico modo per raggiungere l'obiettivo che tutti stiamo cercando, che è che l'Iran non possa acquisire armi nucleari, ma anche che non ci sia un'escalation incontrollata nella regione", ha detto il presidente francese all'inizio del Consiglio di difesa e sicurezza.
Il presidente francese, Emmanuel Macron
Trump: “Spettacolare successo militare”
Il presidente americano Donald Trump ha rivendicato il successo dell'operazione americana in Iran. "Ieri abbiamo ottenuto uno spettacolare successo militare, strappando loro dalle mani la 'bomba'", ha scritto su Truth in un post polemico contro il deputato Thomas Massie, del Kentucky, che ha criticato l'attacco. "L'Iran ha ucciso e mutilato migliaia di americani e ha persino occupato l'ambasciata americana a Teheran durante l'amministrazione Carter", ha ricordato. Massie, ha proseguito, "è un 'demagogo' dalla mente semplice che pensa che sia una buona politica per l'Iran avere armi nucleari di altissimo livello, mentre allo stesso tempo urla 'Morte all'America ogni volta che ne ha l'occasione".
Il presidente iraniano sente Macron: “Non ci arrenderemo ai bulli”
"La nostra nazione non si arrenderà mai a bullismo" ed è "naturale che reagisca in modo appropriato alle aggressioni". È quanto ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, durante il colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron, secondo le dichiarazioni pubblicate sul sito della presidenza iraniana dopo i raid Usa contro tre siti nucleari in Iran e mentre proseguono le operazioni israeliane contro "obiettivi militari" nella Repubblica islamica. Per Pezeshkian, l'Iran è vittima di una "aggressione militare" e si "difende con fermezza". "Abbiamo sempre detto che siamo pronti a impegnarci e a negoziare nel quadro del diritto internazionale, ma invece di accettare la logica, la controparte ha chiesto la resa della nazione iraniana", ha affermato in riferimento ai difficili colloqui con gli Stati Uniti sul controverso programma nucleare di Teheran che erano ripresi ad aprile.
Trump convinto da Netanyahu ad allargare l’attacco a 3 impianti nucleari
Una volta deciso di attaccare l'Iran, Donald Trump voleva concentrarsi su Fordow, ma il premier israeliano Benjamin Netanyahu lo ha convinto a colpire anche Natanz e Isfahan. A rivelarlo è il Jerusalem Post.
Quattro giorni fa, c'è stata l'ennesima telefonata tra Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti, che dall'inizio della guerra si sono sentiti ogni giorno. Durante quella chiamata, "Trump ha detto: 'Ho deciso di lanciare un attacco'", ha riferito un funzionario israeliano al Jerusalem Post. A far decidere la Casa Bianca sarebbe stata la facilità con cui Israele ha colpito numerosi obbiettivi e preso il controllo dello spazio aereo iraniano.
Trump aveva pianificato di bombardare solo l'impianto di arricchimento a Fordow. Ma Netanyahu e il ministro per gli Affari strategici, Ron Dermer, "sono riusciti a convincerlo a colpire anche la struttura di Isfahan e il sito di arricchimento a Natanz, già attaccati da Israele. Nei giorni precedenti all'operazione Usa, sia Israele che gli Stati Uniti hanno fatto trapelare divergenze, ma si trattava solo di un diversivo, ha assicurato il Post.
Il presidente iraniano in piazza
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha preso parte alle manifestazioni di oggi nel centro di Teheran. I manifestanti hanno alzato il pugno e sventolato bandiere nazionali in Piazza Enqelab per protestare contro i raid statunitensi su tre importanti impianti nucleari nelle prime ore di domenica, secondo le immagini pubblicate dall'agenzia Fars, ripresa dalla Cnn. Un video mostrava alcuni partecipanti con cartelli con scritto: "Abbasso gli Usa, abbasso Israele" e "L'Iran è la nostra patria. Il suo suolo è il nostro onore e la sua bandiera è il nostro sudario".
Grossi: “Non esclusi danni importanti a Fordow”
Il capo dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Grossi, ha avvertito che ci sono "chiari segnali di un impatto" su Fordow ma ha sottolineato che le prime valutazioni dei danni sono ancora in corso. L'impatto dei massicci attacchi degli Stati Uniti e di Israele su tre strutture nucleari chiave questa settimana varierà da sito a sito, ha spiegato Grossi alla Cnn. "La situazione è mista", ha spiegato. Il complesso fortificato di Fordow, situato in alta montagna nel nord-ovest dell'Iran, "è stato attaccato. Non si può escludere che ci siano danni significativi".
Rubio: “La chiusura dello Stretto di Hormuz danneggia innanzitutto la Cina”
L'eventuale chiusura da parte dell'Iran dello Stretto di Hormuz comporterebbe ripercussioni per gli Stati Uniti, ma avrebbe "molto più impatto sul resto del mondo", Cina in particolare. Ne è convinto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. "Se lo facessero, il primo che dovrebbe essere arrabbiato dovrebbe essere il governo cinese perché molto del loro petrolio passa da lì", ha detto alla Cbs dopo i raid Usa contro tre siti nucleari nella Repubblica Islamica. Quindi, ha proseguito, "dovrebbero essere i primi a dire, se minassero lo Stretto di Hormuz i cinesi pagherebbero un prezzo enorme e ogni Paese del mondo pagherebbe un prezzo enorme.
Anche noi". "Avrebbe qualche impatto per noi - ha aggiunto nell'intervista in cui parla di quella che per lui sarebbe "mossa suicida" da parte dell'Iran - Avrà molte più ripercussioni sul resto del mondo".
Il governatore provinciale di Teheran: oltre 200 località colpite da Israele
Oltre 200 località nella capitale iraniana sono state colpite nell'ambito degli attacchi portati avanti da Israele negli scorsi dieci giorni. Lo ha dichiarato il governatore provinciale di Teheran, Mohammad Sadegh Motamedian, parlando alla televisione di Stato. Più di 120 unità abitative residenziali "sono state completamente distrutte" mentre altre 500 hanno subito "danni", ha aggiunto.
Israele, l’attacco Usa è stato una svolta
L'attacco americano su tre centrali iraniane ha rappresentato un punto di svolta. Ad assicurarlo è stato il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir.
"Finora abbiamo raggiunto molti obiettivi, tra cui quello di danneggiare in modo significativo il programma nucleare" iraniano, ha sottolineato a quanto riporta l'Idf su Telegram.
"Abbiamo raggiunto un punto di svolta nella campagna, dopo l'attacco molto preciso e impressionante sferrato ieri sera dall'esercito statunitense contro importanti siti nucleari", ha assicurato.
Iran, Meloni chiama Mattarella
La premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, ha chiamato il capo dello Stato Sergio Mattarella per fare il punto della situazione in Medio Oriente. La telefonata del presidente del Consiglio ci sarebbe stata alla luce della call di governo con i ministri competenti sull'Iran e il giro di contatti con i leader europei e della penisola arabica.
“Nuove esplosioni nella zona nord di Teheran”
Nuove esplosioni vengono segnalate nella zona nord di Teheran. Lo riferisce l'agenzia Afp, mentre prosegue l'escalation militare tra Israele e Iran e dopo i raid Usa contro tre siti nucleari in Iran.
Iran, opposizione chiede le dimissioni di Khamenei
I leader di due importanti fazioni dell'opposizione iraniana in esilio hanno esortato la guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, a dimettersi e a risparmiare ulteriore spargimento di sangue, in seguito agli attacchi americani senza precedenti contro gli impianti nucleari iraniani. Reza Pahlavi, figlio dello Scià detronizzato dalla rivoluzione islamica del 1979, e Maryam Rajavi, leader dei Mujaheddin del Popolo (Mek), organizzazione fuorilegge in Iran, hanno fatto sapere in dichiarazioni separate che Khamenei deve dimettersi dopo oltre una settimana di guerra tra Iran e Israele. L'ubicazione di Khamenei, alla guida del Paese dal 1989, non è al momento chiara. Potrebbe trovarsi in un bunker sotterraneo, in isolamento, con lui forse un gruppo di stretti collaboratori. "Ora Khamenei deve andarsene", ha detto Rajavi, aggiungendo che il "progetto antipatriottico" di Khamenei era ormai "andato tutto in fumo". "No all'appeasement, no alla guerra e sì al cambio di regime, ovvero la fine della dittatura religiosa da parte del popolo iraniano e della resistenza iraniana", ha aggiunto. Pahlavi, che è il capofila dei sostenitori della monarchia iraniana detronizzata, ha affermato che "l'unico modo sicuro per raggiungere la pace è la fine di questo regime". "Mentre Khamenei riflette su come rispondere dal suo bunker sotterraneo, gli dico: per il bene del popolo iraniano, risponda dimettendosi", ha aggiunto. In un'altra dichiarazione, la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2023 Narges Mohammadi, che si trova in Iran in congedo dopo una pena detentiva, ha definito il governo iraniano un "regime religioso, autoritario e misogino". Ma ha affermato di essere fermamente contraria alla "guerra devastante e spietata" e ha esortato entrambe le parti ad accettare un "cessate il fuoco immediato". "Credo fermamente che la democrazia e la pace non emergeranno dagli oscuri e terrificanti corridoi della guerra e della violenza", ha affermato. La serie di attacchi statunitensi contro l'Iran ha "devastato" il suo programma nucleare, ha dichiarato il segretario alla Difesa Pete Hegseth, insistendo sul fatto che Washington non stava cercando di estromettere la leadership clericale.
Conte a Meloni: no a disponibilità nostre basi
"L'attacco degli Usa segna un'escalation dagli esiti incontrollabili. Chiedo a Meloni per una volta di non attendere istruzioni dall'alto e di mettere subito al primo posto la sicurezza del nostro Paese, di non dare la disponibilità delle nostre basi militari per questa escalation e di garantire che nessun colpo sarà sparato da un nostro soldato". Così il leader del M5S Giuseppe Conte.
Consigliere Khamenei avverte: scorte intatte, gioco non finito
La partita nucleare iraniana non è finita. Ad assicurarlo è stato Ali Shamkhani, consigliere del leader supremo iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei. "Anche se i siti nucleari fossero distrutti, il gioco non è finito", ha scritto su X. "Restano i materiali arricchiti, la conoscenza e la volontà politica", ha avvertito. "Fermo restando il diritto alla difesa, l'iniziativa politica e operativa è ora di chi gioca in modo intelligente, evita gli attacchi alla cieca. Le sorprese continueranno!", ha assicurato.
Francia, Germania e UK all’Iran: “Non reagisca, ora negoziati”
I leader di Francia, Germania e Regno Unito hanno invitato l'Iran a "non intraprendere ulteriori azioni che possano destabilizzare la regione" in risposta agli attacchi statunitensi contro i suoi siti nucleari. "Invitiamo l'Iran a impegnarsi in negoziati che portino a un accordo che affronti tutte le preoccupazioni relative al suo programma nucleare. Siamo pronti a contribuire a questo obiettivo in coordinamento con tutte le parti", hanno aggiunto Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friederich Merz in una dichiarazione congiunta.
Iran: Crosetto, rafforzata sicurezza nostre truppe all'estero
"Fin dall'altro ieri, abbiamo avviato misure preventive per rafforzare la sicurezza dei contingenti italiani all'estero. I nostri militari non sono coinvolti nelle operazioni e non rappresentano un obiettivo diretto di possibili ritorsioni iraniane. Tuttavia, in via cautelativa, abbiamo ricollocato alcuni assetti posizionati in prossimità di infrastrutture o basi statunitensi, per evitare che possano essere esposti a danni collaterali". In una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parla delle misure di sicurezza prese per i nostri contingenti militari all'estero dopo l'escalation del conflitto in Medio Oriente e l'attacco Usa all'Iran. "Ho ordinato l'innalzamento del livello di allerta operativa presso tutte le basi e i dispositivi avanzati italiani, in coordinamento con le autorità locali e con i nostri partner internazionali - spiega Crosetto - i protocolli di protezione del personale e di continuità operativa sono attivi, aggiornati e pronti ad affrontare ogni possibile scenario. La sicurezza del personale militare italiano è e resta la mia assoluta priorità. Siamo consapevoli che le prossime 48-72 ore costituiscono una fase particolarmente delicata, nella quale non si possono escludere azioni ritorsive da parte dell'Iran, anche sotto forma di attacchi asimmetrici o di blocchi strategici, come la possibile interruzione della navigazione nello Stretto di Hormuz", spiega. "Pur non essendo coinvolta nell'azione militare - scrive ancora Crosetto nella nota - l'Italia condivide la necessità di impedire all'Iran di acquisire un'arma nucleare. Un simile sviluppo rappresenterebbe un punto di non ritorno, destabilizzando l'intero Medio Oriente e aggravando il quadro della sicurezza globale. La non proliferazione nucleare resta un pilastro essenziale dell'ordine internazionale. Qualsiasi tentativo di comprometterne i principi deve essere affrontato con lucidità, fermezza e coerenza, nel pieno rispetto del diritto internazionale".
L’allarme degli Usa: “Sale rischio attentati e attacchi hacker”
Il conflitto in Iran ha aumentato il rischio di attentati negli Stati Uniti. L'allarme è arrivato dal dipartimento delle Sicurezza interna. Sono probabili attacchi informatici di basso livello contro le reti statunitensi per mano di hacker-attivisti filo-iraniani e attori informatici affiliati al governo iraniano potrebbero condurre attacchi contro le reti statunitensi", si legge nel bollettino diffuso dal dipartimento guidato da Kirsti Noem.
L'Iran, poi, "è da molto tempo impegnato a colpire funzionari del governo degli Stati Uniti che considera responsabili della morte di un comandante militare iraniano ucciso nel gennaio 2020 (il generale Qassem Soleimani, ucciso in un raid americano all'aeroporto di Baghdad, ndr)", prosegue la nota. "La probabilità che estremisti violenti si mobilitino in modo indipendente in risposta al conflitto aumenterebbe probabilmente se la leadership iraniana emanasse una sentenza religiosa che chieda rappresaglie contro obiettivi nella Patria", si legge ancora. "Diversi recenti attacchi terroristici in patria sono stati motivati da sentimenti antisemiti o anti-israeliani, e il conflitto israelo-iraniano in corso potrebbe contribuire a far sì che persone con sede negli Stati Uniti tramino ulteriori attacchi", conclude la nota.
Il presidente iraniano Pezeshkian: “Dimostreremo al mondo che siamo invincibili”
"Percorreremo questa strada insieme. Preserveremo insieme l'Iran. E mostreremo al mondo che questa grande nazione è invincibile. Il nostro essere insieme è la vittoria". Lo scrive su X Masoud Pezeshkian, presidente della Repubblica islamica dell'Iran.
Sàar: il mondo costringa Teheran a cambiare comportamento
Il ministro degli Esteri Gideon Sàar ha discusso telefonicamente questo pomeriggio con l'omologo britannico David Lammy del conflitto in Iran e degli sforzi per liberare gli ostaggi israeliani a Gaza, secondo quanto annunciato dall'ufficio di Sàar e ripreso da Times of Israel. Nella conversazione, Sàar ha elogiato l'attacco notturno degli Stati Uniti contro i siti nucleari iraniani, affermando che Washington "ha agito come leader del mondo libero". "Israele continua le sue operazioni in Iran in conformità con gli obiettivi e i piani stabiliti dal Gabinetto di Sicurezza", ha aggiunto Sàar. Il ministro ha sottolineato che "per decenni la comunità internazionale è stata debole e impotente di fronte alla condotta destabilizzante del regime iraniano, al suo incoraggiamento al terrorismo e ai suoi programmi nucleari e missilistici balistici", e ha esortato la comunità internazionale "a costringere l'Iran a cambiare il suo comportamento". Sàar ha anche aggiornato Lammy sul recupero, da parte delle Idf, dei corpi di tre ostaggi detenuti da Hamas a Gaza, avvenuto ieri sera, e ha ribadito "l'impegno di Israele a garantire il rilascio di tutti i suoi ostaggi" e la sua volontà di raggiungere un accordo basato sul quadro delineato dall'inviato statunitense Steve Witkoff, che sospenderebbe la guerra a Gaza per circa 60 giorni in cambio di circa la metà degli ostaggi.
Entrati in Egitto i 122 italiani di rientro da Israele
Sono entrati in Egitto da Israele i 122 italiani che stanotte partiranno per l'Italia con un volo charter per Verona. Con loro anche 2 diplomatici ecuadoregni che hanno chiesto assistenza all'ambasciata d'Italia a Tel Aviv. Si stanno spostando adesso da Taba per arrivare all'aeroporto di Sharm El Sheikh. Lo fa sapere la Farnesina.
Trump: “Il partito repubblicano non è mai stato così unito”
"C'è grande unità nel partito repubblicano, forse come mai prima. Ora approviamo la grande e bellissima legge. Il nostro Paese sta andando alla Grande. Maga!". Lo scrive Donald Trump su Truth all'indomani degli attacchi all'Iran che hanno diviso il Grand old party.
Grossi (Aiea): “Poco chiari i danni a Ferdow, ma Natanz è distrutta”
I danni sotterranei nel sito di Fordow sono poco chiari, ma Natanz è stata "completamente distrutta". Lo ha detto il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, alla Cnn sottolineando che "ci sono chiare indicazioni di impatti, ma per quanto riguarda la valutazione del grado di danno nel sottosuolo, non possiamo pronunciarci". Lo riporta Sky News.
"Nessuno può dire l'entità dei danni", afferma, aggiungendo che, a causa dei cambiamenti osservati nella conformazione dei siti, "non si può escludere che vi siano stati danni significativi". Grossi afferma che la struttura di Natanz è stata "completamente distrutta", mentre i suoi corridoi sotterranei "hanno sofferto molto" a causa delle interruzioni di corrente elettrica causate dagli attacchi israeliani. Anche il sito di Isfahan ha subito "danni molto gravi", aggiunge.
Iran: "Nessun ferito mostra segni contaminazione nucleare"
Il ministero della Salute iraniano riconosce che gli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari del Paese hanno ferito un numero imprecisato di persone, ma nessuna "ha mostrato segni di contaminazione radioattiva" dopo aver richiesto cure mediche. "Per anni, il Ministero della Salute ha allestito unità di emergenza nucleare nelle strutture mediche più vicine ai siti nucleari", afferma il portavoce del ministero Hossein Kermanpour su X. "Fortunatamente, nessuno dei feriti trasferiti in questi centri in seguito al bombardamento americano ha mostrato segni di contaminazione radioattiva".
Rubio: “Sul nucleare civile pronti a parlare con Teheran domani”
Il segretario di Stato Marco Rubio, all'indomani degli attacchi Usa ai siti nucleari iraniani, chiede negoziati diretti tra Washington e Teheran. L'America è "pronta a parlare con loro domani", ha detto Rubio a Fox News.
"Il regime iraniano dovrebbe svegliarsi e dire: 'OK, se vogliamo davvero l'energia nucleare nel nostro Paese, c'è un modo per farlo'. Quell'offerta è ancora valida. Siamo pronti a parlare con loro domani e iniziare a lavorarci", ha detto. Rubio ha sostenuto che l'Iran "ha cercato di giocare" nei negoziati, quindi "il presidente ha dovuto intervenire in risposta". L'Iran secondo il capo della diplomazia Usa, ha respinto la proposta statunitense, "non avrebbe risposto" alle offerte americane ed è "scomparso per 10 giorni" prima dell'operazione militare.
Iran: "Pronti a difenderci con tutti i mezzi necessari"
L'Iran è pronto a difendersi "con tutti i mezzi necessari". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, in seguito agli attacchi statunitensi senza precedenti contro siti nucleari. "L'Iran è fermamente determinato a difendere la sua sovranità, integrità territoriale, sicurezza nazionale e il suo popolo con tutti i mezzi necessari", ha scritto Esmail Baghai su X, condannando "un'aggressione inaccettabile perpetrata da uno Stato dotato di armi nucleari contro un Paese non dotato di armi nucleari".
Trump, il partito repubblicano non è mai stato così unito
"C'è grande unità nel partito repubblicano, forse come mai prima. Ora approviamo la grande e bellissima legge. Il nostro Paese sta andando alla Grande. Maga!". Lo scrive Donald Trump su Truth all'indomani degli attacchi all'Iran che hanno divisio il Grand old party.
Netanyahu al muro del pianto: “Trump si è assunto la responsabilità contro il male”
"Possa il presidente degli Stati Uniti essere elevato per essersi assunto la responsabilità di espellere il male e l'oscurità dal mondo". E' quanto, secondo il sito di notizie israeliano Ynet, si legge nel testo per la preghiera definito per la visita di Benjamin Netanyahu al Muro del Pianto, dove il premier israeliano ha pregato per il "successo della guerra contro l'Iran e per Trump" dopo i raid Usa contro tre siti nucleari in Iran. Israele ha avviato il 13 giugno operazioni militari contro "obiettivi militari" in Iran.
Ucraina sostiene attacchi Usa: “Programma nucleare va fermato”
L'Ucraina ha espresso il suo sostegno agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, definendoli giustificati per impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari. Lo si apprende da una dichiarazione ufficiale del ministero degli Esteri ucraino. Kiev "è convinta che il programma nucleare iraniano debba essere fermato in modo che non rappresenti mai più una minaccia per i Paesi del Medio Oriente o per qualsiasi altro Stato", spiega la nota, secondo cui gli interventi militari di Washington e Tel Aviv sono un "segnale chiaro" per le ambizioni nucleari iraniane.
Pressing Rubio su Cina per non far chiudere Hormuz
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha invitato la Cina a incoraggiare l'Iran a non chiudere lo Stretto di Hormuz dopo gli attacchi di Washington contro i siti nucleari iraniani. I commenti di Rubio al programma "Sunday Morning Futures with Maria Bartiromo" di Fox News sono arrivati dopo che l'emittente iraniana Press TV ha riportato che il Parlamento iraniano ha approvato una misura per chiudere lo stretto attraverso il quale scorre circa il 20% del petrolio e del gas globali. "Incoraggio il governo cinese a Pechino a contattarli in merito, perchè dipendono fortemente dallo Stretto di Hormuz per il loro petrolio", ha dichiarato Rubio. "Se lo facessero, sarebbe un altro terribile errore. Sarebbe un suicidio economico per loro. E abbiamo ancora delle opzioni per affrontare la situazione, ma anche altri Paesi dovrebbero valutarla. Danneggerebbe le loro economie molto più della nostra". Rubio ha affermato che la chiusura dello Stretto rappresenterebbe una massiccia escalation che meriterebbe una risposta da parte degli Stati Uniti e di altri. Rubio ha anche messo in guardia l'Iran contro le ritorsioni, affermando che un'azione del genere sarebbe "il peggior errore che abbiano mai commesso". Il segretario di Stato ha anche ribadito che gli Usa sono pronti a dialogare con l'Iran.
Rubio, al momento non sono in programma altri raid su Iran
"Al momento non sono previste operazioni militari contro l'Iran". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio in un'intervista alla Cbs.
Media, 3 pasdaran uccisi in attacco aereo Israele
Un attacco aereo israeliano ha ucciso tre membri della Guardia Rivoluzionaria paramilitare iraniana, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa semiufficiali della Repubblica Islamica. Le agenzie di stampa Mehr e Tasnim hanno riferito che l'attacco è avvenuto nella provincia di Zanjan.
Proteste contro Usa a Teheran: c’è anche il presidente iraniano
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha partecipato a una manifestazione di protesta a Teheran dopo i raid Usa contro i siti nucleari di Fordow, Natanz, e Isfahan. Le immagini sono state diffuse dalla tv di Stato iraniana. "Vendetta", hanno intonato i manifestanti radunati a a piazza Enghelab, nel cuore della capitale iraniana.
Riunione d'emergenza Consiglio Sicurezza Onu su Iran
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha convocato una riunione d'emergenza sull'Iran oggi.
Von der Leyen convoca riunione commissari per mercoledì
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che convocherà una riunione del Collegio dei Commissari mercoledì per discutere dell'escalation del conflitto in Medio Oriente "e dei suoi effetti sull'Europa". "Mercoledì terremo un Collegio per la Sicurezza incentrato sull'escalation della situazione in Medio Oriente e sui suoi effetti sull'Europa", ha dichiarato la leader europea in un messaggio sui social. Von der Leyen ha convocato una riunione di questo tipo per la prima volta il 9 maggio per valutare la situazione della sicurezza esterna e interna dell'Unione Europea.
Immagini satellite mostrano crateri a Fordow
Un'analisi delle immagini satellitari condotta dalla Cnn ha rilevato che gli attacchi aerei Usa contro l'impianto nucleare iraniano di Fordow sembrano avere lasciato sul terreno almeno grandi crateri, indicando l'uso di bombe 'bunker buster'. Le immagini catturate dalla compagnia satellitare Maxar hanno mostrato crateri da impatto visibili e distinti in due punti vicini a Fordow, il sito nucleare iraniano sepolto nelle profondità delle montagne. I crateri sono visibili lungo una cresta che sovrasta il complesso sotterraneo. Le immagini satellitari hanno anche mostrato significativi cambiamenti nel colore del versante montuoso che ospita il sito, indicando che una vasta area era ricoperta da uno strato di cenere grigia in seguito agli attacchi. Al momento non è chiara l'entità dei danni alla struttura sotterranea.
Iran, i crateri nel sito nucleare di Fordow: le foto satellitari dopo l'attacco Usa
Meloni sente leader stranieri: “Rapida ripresa negoziati per soluzione politica crisi”
A seguito della riunione di governo convocata d'urgenza questa mattina alla luce dell'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto nel corso della giornata numerosi contatti con alcuni partner internazionali e con i principali attori della regione". Si legge in una nota di palazzo Chigi. "In particolare, il Presidente Meloni ha avuto uno scambio di vedute con il Presidente di turno del G7, il Primo Ministro canadese Mark Carney, con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, con il Presidente francese Emmanuel Macron e con il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer. In ambito regionale, il Presidente del Consiglio si è sentita con il Principe Ereditario e Primo Ministro saudita Mohammad bin Salman Al Saud, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan e l'Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani". "Con tutti gli interlocutori è stata condivisa e data massima rilevanza alla necessità di lavorare per una rapida ripresa dei negoziati tra le parti, al fine di evitare un ulteriore allargamento del conflitto e di giungere a una soluzione politica della crisi".
Rubio, l'Iran non sfiderà Trump, pronti a parlare
"L'Iran non sfiderà Donald Trump". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio a Fox News precisando che gli Stati Uniti sono pronti a parlare con Teheran e che "l'offerta è ancora valida".
Rubio, il mondo è più sicuro dopo l'attacco all'Iran
Il mondo è "più sicuro e stabile" dopo gli attacchi americani all'Iran. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio a Fox News.
Vance, Trump ha preso decisione finale all'ultimo minuto
Donald Trump ha preso la decisione definitiva sull'attacco ai siti nucleari iraniani "pochi minuti prima che le bombe venissero sganciate". Lo ha raccontato il vicepresidente JD Vance al programma di Nbc News 'Meet the press'. Il presidente Usa "aveva la possibilità di annullare questo attacco fino all'ultimo minuto" e ha deciso di procedere, ha detto Vance.
Rubio: “Molti Paesi ci condannano in pubblico, ma ci sostengono in privato”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che, nonostante le condanne ufficiali da parte di diversi governi, molti di questi in realtà sostengono il raid statunitense contro i siti nucleari iraniani. "Un sacco di questi Paesi che diffondono dichiarazioni di condanna - ha affermato in un'intervista a Fox News - in privato sono tutti d'accordo con noi sul fatto che fosse necessario agire". Rubio ha definito queste prese di posizione come atti dettati da esigenze di immagine pubblica, aggiungendo: "Devono fare quello che devono per i loro scopi di pubbliche relazioni. Ma le uniche persone al mondo veramente scontente di ciò che è accaduto in Iran la scorsa notte sono il regime iraniano".
Israele: “Sito Natanz distrutto, uranio non era stato trasferito”
L'establishment della Difesa israeliana si ritiene soddisfatto dell'esito dell'attacco Usa all'Iran e stima che l'impianto di Natanz sia stato completamente distrutto. Lo riferisce il notiziario di Channel 12. Israele è ancora in attesa di ulteriori dettagli invece per i siti nucleari di Fordow e Isfahan. Secondo l'intelligence militare, l'uranio arricchito era immagazzinato a Natanz e Isfahan e la stragrande maggioranza non è stata portata fuori dai siti, quindi si trovava lì al momento dell'attacco. L'attuale mancanza di notizie precise sul reale risultato dell'attacco americano agli impianti di Fordow e Isfahan deriva dal fatto che entrambi i siti si trovano in profondità nel sottosuolo e non dal timore che qualcosa sia andato storto durante l'attacco. La valutazione finale dirà se il programma nucleare sia regredito o sia stato completamente annientato.
Tv iraniana: “Parlamento è arrivato alla conclusione che lo stretto di Hormuz debba essere chiuso”
Il Majlis, il Parlamento di Teheran, "è arrivato alla conclusione che lo Stretto di Hormuz debba essere chiuso, ma la decisione finale in merito spetta al Consiglio supremo di sicurezza nazionale". Sono le parole del generale dei Guardiani della Rivoluzione Esmail Kowsari, che siede nella commissione Sicurezza nazionale del Majlis riportate dall'iraniana Press Tv. Lo Stretto di Hormuz è una rotta strategica per il trasporto di petrolio e Gnl. 'Corridoio marittimo' fra Iran e Oman, collega il Golfo Persico con il Golfo dell'Oman e il Mar arabico.
Vance, “abbiamo ritardato notevolmente programma Iran”
Gli attacchi dell'Iran hanno "ritardato sostanzialmente" lo sviluppo di armi nucleari. Lo ha detto il vice presidente americano JD Vance.
Vance: “Chiusura stretto di Hormuz sarebbe una mossa suicida”
La chiusura dello Stretto di Hormuz sarebbe una mossa "suicida" per l'Iran. Lo ha dichiarato il vicepresidente statunitense Jd Vance ai microfoni di Nbc News, all'indomani dei raid americani contro i siti nucleari di Teheran. "La loro intera economia passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Se vogliono distruggere la loro economia e causare disordini nel mondo, credo che la decisione spetti a loro - ma perché dovrebbero farlo? Non credo che abbia alcun senso", ha detto Vance.
Vance: “Usa non sono in guerra con Teheran”
"Gli Stati Uniti non sono in guerra con l'Iran". A dichiararlo è stato il vicepresidente J.D. Vance in una breve intervista a Nbc News. "Siamo in guerra con le sue ambizioni nucleari", ha affermato, aggiungendo che gli Stati Uniti ritengono di aver "distrutto" il programma nucleare iraniano.
Macron a Pezeshkian, riprendere colloqui diplomatici
Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e ha chiesto la "ripresa delle discussioni diplomatiche" in seguito agli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari. Lo riferisce l'Eliseo. Durante questo scambio, "il presidente della Repubblica ha ribadito il suo appello per l'immediata liberazione dei nostri due ostaggi (Cècile Kohler e Jacques Paris, detenuti in Iran), per la de-escalation e per la ripresa delle discussioni diplomatiche", ha annunciato l'Eliseo. Macron ha parlato anche con i capi di stato di Arabia Saudita, Oman, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
Iran, “danni a industria nucleare ma sviluppo proseguirà”
"L'industria nucleare è profondamente radicata nel nostro Paese e le sue radici non possono essere distrutte". Lo ha detto alla tv di Stato il portavoce dell'agenzia statale iraniana per l'energia atomica, Behrouz Kamalvandi, aggiungendo che il suo sviluppo non si fermerà.
"Ci sono danni inflitti ai siti, ma non è la prima volta che la nostra industria nucleare viene danneggiata e la nasconderemo di nuovo", ha aggiunto.
Vance: “Vogliamo parlare con Teheran di soluzioni permanente”
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha escluso qualsiasi intenzione di inviare truppe di terra in Iran, ribadendo la posizione della Casa Bianca. "Non abbiamo alcun interesse a mettere 'boots on the ground'", ha dichiarato Vance ai microfoni di Nbc News, precisando che l'obiettivo dell'amministrazione non è l'occupazione militare. Vance ha spiegato che l'intervento è stato motivato dalle conclusioni dell'intelligence statunitense: "Le valutazioni della nostra intelligence ci hanno spinto ad agire contro l'Iran". Tuttavia, il vicepresidente americano ha mantenuto uno posizione di apertura al dialogo: "Vogliamo parlare con l'Iran di una soluzione a lungo termine". Guardando al futuro, ha affermato: "Ora lavoreremo per smantellare in modo permanente il programma nucleare iraniano nei prossimi anni", escludendo al tempo stesso un'escalation duratura: "Non temo che questo si trasformi in un conflitto prolungato".
Iran, “nessuna radiazione in siti nucleari dopo attacchi Usa”
"Non sono state segnalate radiazioni intorno ai siti nucleari dopo l'attacco statunitense di questa mattina". Lo conferma il portavoce dell'agenzia statale iraniana per l'energia atomica, Behrouz Kamalvandi.
Hegseth, attacco avrà impatto psicologico su Teheran
Il segretario alla Difesa americana Pete Hegseth ritiene che il raid ai siti nucleari produrrà un "impatto psicologico" sulle certezze iraniane. "Penso - ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti - che Teheran stia certamente considerando il fatto che aerei partiti nella notte dal centro dell'America e dal Missouri, sono arrivati senza essere intercettati in tre dei loro siti nucleari più importanti e che siamo stati capaci di distruggere le loro capacità nucleari, e che i nostri ragazzi a bordo dei bombardieri stanno tornando a casa in questo momento". "Noi - ha aggiunto - riteniamo che avrà un chiaro impatto psicologico sul modo in cui vedranno il futuro, e speriamo certamente che scelgano quella strada".
Kamalvandi, nostra industria nucleare non si distrugge
L'Iran ha affermato che le sue competenze nucleari non possono essere "distrutte" nonostante l'attacco statunitense a diversi impianti nucleari del Paese. Gli Stati Uniti "devono sapere che questa industria (nucleare) è radicata nel nostro Paese e le sue radici non possono essere distrutte", ha dichiarato il portavoce dell'Organizzazione Nucleare Iraniana Behrouz Kamalvandi, citato dall'agenzia di stampa Tasnim. "Certo, abbiamo subito danni, ma non è la prima volta per questo settore", ha aggiunto.
L'America si blinda, rafforzate le misure di sicurezza
L'America si blinda, dopo l'attacco Usa in Iran. Le autorità federali e i leader di diversi importanti Stati e città, da New York a Los Angeles e alla capitale, stanno rafforzando le misure di sicurezza e monitorando potenziali minacce dopo i raid americani. "Le nostre risorse sono pienamente impegnate. Rimaniamo vigili. Dio benedica l'America e tutti coloro che la difendono", ha scritto su X il vice capo dell'Fbi Dan Bongino. "Lavoreremo incessantemente per proteggere la patria americana", ha scritto su X la segretaria alla sicurezza interna Kristi Noem. Anche i leader locali e le forze dell'ordine sono in stato di massima allerta.
La mappa degli attacchi Usa sull’Iran
Hegseth, siamo pronti a uno scontro prolungato
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, non ha escluso la possibilità che gli Stati Uniti si trovino di fronte a un conflitto prolungato. "Il presidente (Donald Trump, ndr) - ha detto Hegseth - potrebbe non volere un conflitto senza fine. Gli iraniani potrebbero non essere d'accordo, noi pronti a uno scontro prolungato".
Hegseth, offerta possibilità di tornare al tavolo
Il capo del Pentagono ha lasciato aperta la possibilità di una ripresa dei negoziati con l'Iran, dopo l'attacco Usa ai siti nucleari. "Posso solo confermare - ha detto Pete Hegseth, rispondendo alle domande dei giornalisti - che messaggi pubblici e privati vengono consegnati direttamente agli iraniani attraverso molti canali. Diamo loro tutte le opportunità per sedersi a un tavolo". "Loro - ha aggiunto - sanno con esattezza qual è la posizione americana e quali passi devono intraprendere per arrivare alla pace".
Pentagono, Trump ha rispettato poteri di guerra e informato Congresso
L'Amministrazione Trump "ha rispettato i requisiti di notifica del War Powers Act" e ha informato i membri del Congresso degli attacchi immediatamente "dopo che gli aerei erano decollati in sicurezza". Lo ha detto il segretario alla Difesa Pete Hegseth in una conferenza stampa al Pentagono.
Hegseth, ci siamo consultati con gli alleati nella regione
Abbiamo lavorato a stretto contatto e ci consultiamo continuamente con gli alleati nella regione". Lo ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, a proposito dell'attacco contro l'Iran. "Anche loro hanno forze e asset dove ci sono truppe americane", ha aggiunto.
Generale Usa, tutti e tre i siti hanno subito danni gravi
Le "stime iniziali" indicano che "tutti e tre i siti nucleare iraniani attaccati hanno sostenuto danni e distruzione estremamente gravi". Lo ha detto il capo di stato maggiore Usa Dan Caine.
Hegseth, attaccare gli Usa sarebbe una pessima idea
"Tentare di attaccare le forze americane sarebbe una pessima idea per l'Iran e per i suoi proxy". Lo ha detto il segretario alla Difesa Pete Hegseth, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Hegseth, obiettivo attacco non era rovesciare regime
L'attacco ai siti nucleari non aveva l'obiettivo di rovesciare il regime iraniano, ma di "neutralizzare la minaccia nucleare". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Generale Usa, sette bombardieri B-2 utilizzati contro Iran
Un sottomarino Usa ha lanciato più di due dozzine di missili Tomahawk contro le infrastrutture iraniane che erano il bersaglio dell'attacco. Lo ha detto il capo di Stato maggiore congiunto delle forze armate, il generale Dan Caine. “Sette bombardieri B-2 sono stati utilizzati negli attacchi contro l'Iran", ha continuato Caine. In totale hanno partecipato più di 125 aerei dell'aviazione militare americana, numerosi caccia di quarta e quinta generazione, decine di aerei di rifornimento e un sommergibile.
Pentagono, nome operazione “martello di mezzanotte”
Si chiama “Midnight hammer”, “martello di mezzanotte”, l’operazione americana con cui gli Stati Uniti hanno attaccato siti nucleari iraniani. Lo hanno riferito in una conferenza stampa al Pentagono il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Dan Caine. "Poche persone a Washington ne erano a conoscenza", ha aggiunto.
Hegseth: “'Iran ascolti gli avvertimenti di Trump”
"L'Iran sia intelligente e 'Iran ascolti gli avvertimenti di Trumpascolti le parole di Trump". Lo ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, leggendo l'avvertimento del presidente su Truth che qualsiasi rappresaglia da parte di Teheran scatenerà "una forza maggiore" da parte degli Stati Uniti.
Hegseth: “Abbiamo devastato il programma nucleare iraniano”
Abbiamo devastato il programma nucleare iraniano". Lo ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, in una conferenza stampa precisando che l'attacco Usa "non ha preso di mira civili o truppe iraniani". "E' stato un successo schiacciante", ha aggiunto.
Media, esplosione massiccia a Bushehr
I media iraniani riferiscono di un'esplosione "massiccia" nella provincia di Bushehr, la stessa dove sorge una centrale nucleare, nel sud-ovest del Paese. A Yazd invece, Iran centrale, i caccia israeliani avrebbero preso di mira una base dei Pasdaran.
Meloni: “Italia continuerà a impegnarsi per tavolo negoziale”
"A seguito dell'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, ho convocato d'urgenza e presieduto questa mattina una conferenza telefonica tra componenti del governo e vertici dell'intelligence. La crisi è al centro dell'attenzione dell'esecutivo in tutti i suoi risvolti, dalla situazione dei connazionali nella regione, con cui la Farnesina è in costante contatto, agli effetti economici e di sicurezza. L'Italia continuerà a impegnarsi per portare al tavolo negoziale le parti". Così sui social la premier Giorgia Meloni.
Telefonata Starmer, Merz, Meloni: il cancelliere tedesco informato durante l’attacco
Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU) è stato informato dalla Casa Bianca dell'attacco dell'Aeronautica Militare statunitense contro l'Iran poco dopo l'una di notte, quando l'attacco era già iniziato. A darne notizia è la Bild, che cita fonti governative. Il suo consigliere per la politica estera, Guenter Sautter, è rimasto per tutta la notte in stretto contatto con gli alleati e l'ambasciata. Dopo la riunione del Gabinetto di Sicurezza a Berlino alle prime ore del mattino, era in programma un incontro tra il Cancelliere Merz e i suoi colleghi di Parigi e Londra, Emmanuel Macron e Keir Starmer, per discutere le conseguenze degli attacchi statunitensi per l'Europa. Secondo la Bild, è prevista una "conferenza telefonica in formato E-3", ovvero con Germania, Francia e Gran Bretagna.
Iran, “53 spie di Israele arrestate nel sud”
Sono "53 i collaboratori di Israele arrestati per aver usato droni e per aver filmato basi militari nella provincia di Fars", nel sud dell'Iran. Lo riferisce la polizia di Teheran citata dai media panarabi.
Cina condanna i raid Usa, 'violato diritto internazionale'
"La Cina condanna fermamente l'attacco americano all'Iran e agli impianti nucleari sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Questa mossa degli Stati Uniti viola gravemente gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale e aggrava le tensioni in Medio Oriente". Lo sostiene in una nota il ministero degli Esteri di Pechino. "La Cina invita le parti in conflitto, in particolare Israele, a cessare il fuoco il prima possibile, a garantire la sicurezza dei civili e ad avviare il dialogo e i negoziati".
Tajani, alle 17 riunione ambasciatori area a Farnesina
"Alle 17 ci sarà una riunione di tutti gli ambasciatori d'Italia dell'area coinvolta al ministero degli Esteri". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4.
Macron parla con leader Oman e convoca Consiglio Difesa
Il presidente francese Emmanuel Macron prevede di convocare una riunione del Consiglio di Difesa del Paese, in seguito agli attacchi aerei statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani, ha dichiarato la presidenza. Macron, che ha parlato stamane con il principe ereditario saudita e il leader dell'Oman, "intende proseguire i contatti con i partner e i leader europei della regione nelle prossime ore", ha aggiunto la presidenza.
Mosca, Usa "irresponsabili" rischio escalation aumenta
"Il rischio di un'escalation del conflitto in Medio Oriente, già travolto da molteplici crisi, è aumentato in modo significativo", dopo gli attacchi americani ai siti nucleari dell'Iran. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo che ha condannato direttamente Washington per l'operazione. "Hanno agito in modo irresponsabile e violato il diritto internazionale", si legge in una dichiarazione del ministero da Mosca.
Mosca, Consiglio Sicurezza Onu reagisca ad attacchi Usa
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve reagire e prendere posizione contro gli attacchi statunitensi agli impianti nucleari in Iran ed è necessario respingere collettivamente le azioni di Stati Uniti e Israele, ha affermato il ministero degli Esteri russo. "Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve reagire. E' necessario respingere collettivamente le azioni di scontro di Stati Uniti e Israele", ha affermato il ministero degli Esteri russo in una dichiarazione diffusa online. Mosca sottolinea poi che "le conseguenze di questa azione, comprese quelle radioattive, devono ancora essere valutate. Ma è già evidente che è iniziata una pericolosa escalation, che porterà a un ulteriore indebolimento della sicurezza regionale e globale. Il rischio di un'escalation del conflitto in Medio Oriente, già travolto da molteplici crisi, è aumentato significativamente", si legge sul sito web del dicastero.
Tajani, nostre basi non sono coinvolte
"Le basi italiane non sono coinvolte, però abbiamo tanti militari nell'area, in Iraq, nell'area del Golfo, quindi ovviamente seguiamo con la massima attenzione". Lo ha detto il ministro degli esteri, Antonio Tajani, a margine della cerimonia per i quaranta martiri di Gubbio a cui ha preso parte. "Al momento non sono segnalati pericoli, c'era soltanto questo contingente di carabinieri che stava vicino all'aeroporto di Baghdad, è stato trasferito in Kuwait e credo che stiamo rientrando, se non sono già rientrati in queste ore in Italia. Gli altri militari al momento non corrono pericoli" ha aggiunto.
"Thank you Mr, President", a Tel Aviv striscioni pro Trump
In seguito agli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani, il governo israeliano ha espresso il suo ringraziamento al presidente Donald Trump per l'azione intrapresa. E sembra che questo sentimento si rifletta anche tra i cittadini israeliani: a Tel Aviv sono apparsi cartelli con la scritta in inglese "Thank you Mr. President", accompagnati da una sua foto e da bandiere statunitensi.
Idf: “In nottata intercettati 30 droni lanciati da Iran”
Nella notte, l'Aeronautica Militare e la Marina israeliane hanno intercettato circa 30 droni lanciati dall'Iran verso Israele. A renderlo noto sono state le Forze i Difesa israeliane (Idf). Dall'inizio della guerra con l'Iran, oltre 500 droni lanciati verso Israele sono stati abbattuti.
Araghchi: “Chiudere stretto di Hormuz? Abbiamo diverse opzioni”
"Abbiamo diverse opzioni a nostra disposizione". A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi rispondendo a chi gli chiedeva se l'Iran stia prendendo in considerazione l'idea di colpire le basi militari statunitensi nella regione o di chiudere lo Stretto di Hormuz. "Non scenderemo mai a compromessi sulla sovranità e l'indipendenza delle nostre terre e del nostro popolo. La violazione del diritto internazionale da parte americana non può essere tollerata", ha dichiarato.
Papa: diplomazia faccia tacere armi no violenza e conflitti
"Cari fratelli e sorelle si susseguono notizie allarmanti dal Medio Oriente, soprattutto dall'Iran. In questo scenario drammatico che include Israele e Palestina rischia di cadere nell'oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e degli altri territori dove l'urgenza di un adeguato sostegno umanitario si fa sempre più pressante". Queste le parole di Papa Leone XIV all'Angelus. "Oggi più che mai l'umanità grida e invoca la pace: è un grido che chiede responsabilità e ragione e non dev'essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto", ha continuato il nuovo Pontefice, chiedendo di "fermare la tragedia della guerra prima che essa diventi una voragine irreparabile". "Che la diplomazia faccia tacere le armi", ha invocato ricordando che "la guerra non risolve i problemi anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia del popolo che richiedono generazioni per rimarginarsi".
Israele, abbiamo più obiettivi in Iran, li raggiungeremo
"Abbiamo più obiettivi e ci stiamo impegnando costantemente per raggiungerli. Continueremo ad agire per raggiungerli": lo ha detto riferendosi all'Iran il portavoce dell'Esercito israeliano (Idf), il generale di brigata Effie Defrin, come riporta il Times of Israel.
Il sito nucleare di Fordow dopo l’attacco
L’immagine satellitare mostra l’attacco americano sul sito nucleare di Fordow, evidenziando il possibile punto di entrata delle bombe.
Media, 'Arabia Saudita in stato di massima allerta'
In Arabia Saudita la soglia di allerta sicurezza "è stata elevata al massimo livello": lo scrivono i media panarabi.
Idf conferma: “Attacco Usa coordinato con esercito israeliano”
Il portavoce dell'Idf, Effie Defrin, ha confermato in conferenza stampa che l'attacco statunitense contro le infrastrutture nucleari iraniane è stato coordinato con l'esercito israeliano. Defrin ha spiegato che il capo di Stato maggiore, generale Eyal Zamir, è in contatto costante con i vertici militari americani fin dall'inizio della guerra contro l'Iran. "La nostra cooperazione con gli Stati Uniti si è intensificata nelle ultime settimane. Abbiamo ancora diversi obiettivi da raggiungere e continueremo ad agire per conseguirli", ha dichiarato Defrin.
Tajani, valutiamo rischi nucleare; prudenza
Dalla riunione del Consiglio dei ministri di questa mattina è emersa "preoccupazione intanto per i nostri concittadini. Domani mattina ci sarà la riunione dei ministri degli esteri dell'Unione Europea a Bruxelles". Lo ha detto il ministro degli esteri, Antonio Tajani, da Gubbio dove ha partecipato alla commemorazione dei 40 martiri. "Siamo in contatto con Rafael Grossi che è il responsabile dell'agenzia dell'Onu che si occupa di nucleare, per valutare quelle che possono essere le conseguenze del conflitto e cercare di evitare che possano esserci anche radiazioni pericolose" ha aggiunto il ministro. "Al momento non abbiamo notizie in questa direzione, però bisogna sempre valutare il tutto con grande prudenza e grande attenzione" ha ribadito Tajani.
Iran a Usa, rappresaglie senza limiti se colpite Khamenei
L'Iran è pronto a scatenare rappresaglie asimmetriche "senza limiti e senza restrizioni" di sorta laddove gli Usa dovessero prendere di mira l'86enne ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica. L'avvertimento, dopo gli attacchi americani delle ultime ore contro tre impianti nucleari iraniani, viene da "un alto funzionario" di Teheran citato in forma anonima dal sito della Reuters. Si tratta "della più rossa delle linee rosse", ha ammonito la fonte, aggiungendo che "qualunque mossa contro il supremo leader chiuderebbe la porta a ogni negoziato e innescherebbe una risposta senza limiti e senza restrizioni".
Francia, non abbiamo partecipato agli attacchi in Iran”
La Francia "non ha partecipato agli attacchi" di questa notte contro i siti nucleari in Iran, "né alla loro pianificazione": lo rende noto questa mattina il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, in un primo commento di Parigi all'iniziativa degli Stati Uniti di cui la Francia "ha preso conoscenza con preoccupazione".
Premier Meloni sente Starmer e Merz
A seguito degli sviluppi della situazione in Iran, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha intrattenuto colloqui telefonici con il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e con il cancelliere della Repubblica Federale di Germania Friedrich Merz. Si apprende da fonti di palazzo Chigi.
Mevedev, Iran continuerà arricchimento e avrà atomica
Con i loro attacchi gli Stati Uniti non hanno ottenuto nulla: l'Iran continuerà l'arricchimento dell'uranio e avrà armi nucleari. E' il bilancio dei raid Usa contro i siti nucleari iraniani fatto su Telegram dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev. "Cosa hanno ottenuto gli americani con il loro attacco notturno su tre siti dell'Iran? Che proseguirà l'arricchimento dei materiali nucleari e ora possiamo dirlo senza mezzi termini, la futura produzione di armi nucleari", ha detto Medvedev.
Tajani, nessun aereo partito da Italia, nessuna richiesta
"Nessun aereo è partito dall'Italia" per andare a colpire l'Iran, "non c'è stata nessuna richiesta" da parte degli Stati Uniti in tal senso. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg3.
Iran, “gli Usa hanno varcato la linea rossa”
Con l'attacco ai siti nucleari iraniani gli Usa "hanno varcato la linea rossa": lo ha detto il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araqchi, in conferenza stampa a Istanbul a margine del summit dell'Organizzazione della conferenza islamica (Oic).
Araghchi: “Trump ha ingannato i suoi elettori, aveva promesso fine del coinvolgimento in guerre”
"Mentre il presidente Trump è stato eletto con la promessa di porre fine al costoso coinvolgimento dell'America in 'guerre infinite' sempre nella nostra parte del mondo, ha tradito non solo l'Iran abusando del nostro impegno alla diplomazia, ma ha anche ingannato i suoi stessi elettori". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, intervenuto in conferenza stampa da Istanbul. Il capo della diplomazia di Teheran ha definito Trump un "bullo fuorilegge", e ha ribadito i precedenti appelli dell'Iran affinché il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite condanni gli attacchi di Washington.
Araghchi annuncia visita in Russia, "domani vedo Putin"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato in conferenza stampa che volerà in Russia dove domani incontrerò il presidente Vladimir Putin. "Domani terrò consultazioni serie con il presidente russo e continueremo a lavorare insieme", ha aggiunto.
Le prime immagini del sito nucleare iraniano di Fordow dopo l’attacco
Le immagini satellitari scattate sul sito nucleare iraniano di Fordow da Planet Labs mostrano il sito prima ( a sinistra) e dopo (a destra) l’attacco degli Usa.
Lavrov, rischio di caos totale nel mondo
"Se il diritto all'autodifesa di ogni Paese, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, viene interpretato in modo tale che 'decido io stesso quando esercitare questo diritto, e non voglio guardare alla Carta delle Nazioni Unite', questo, ovviamente, non sarà un ordine mondiale, ma un caos totale". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, commentando gli attacchi israeliani contro l'Iran.
Araghchi, "ci riserviamo tutte opzioni per difenderci"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Arghchi, ha accusato gli Usa di un "attacco illegale" contro il suo Paese e ha avvertito che Teheran "si riserva tutte le opzioni" per esercitare il "diritto alla difesa del suo popolo". Araghchi sta tenendo una conferenza stampa dopo gli attacchi Usa a tre siti nucleari in Iran.
Leader parlamentare Iran evoca uscita da non proliferazione
Gli attacchi condotti dagli Usa contro l'Iran, al fianco d'Israele, "costituiscono una chiara violazione dei loro obblighi internazionali" e mettono ora Teheran nella condizione di ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), che sulla carta le vieta di sviluppare armi atomiche. Lo ha detto in queste ore Abbas Golroo, presidente della commissione esteri del Parlamento iraniano, citato dai media ufficiali e ripreso da fonti dell'opposizione a Londra. Golroo ha fatto riferimento all'articolo 10 del Trattato, che prevede una notifica di tre mesi alla comunità internazionale da parte di un Paese firmatario che veda minacciato il proprio interesse nazionale supremo. Ha quindi aggiunto che la Repubblica Islamica si riserva a questo punto "il diritto di esplorare tutte le opzioni legali e internazionali a sua disposizione".
Pasdaran, 'risposta sarà dura, faremo pentire gli Usa'
"Risponderemo a questa aggressione con una risposta dura che li farà pentire": così i Pasdaran iraniani rivolti agli Usa in un comunicato ufficiale rilanciato dai media panarabi.
Media, Usa hanno avvisato Teheran prima degli attacchi
Gli Usa hanno informato Teheran degli attacchi. Lo rivela Amwaj.media. Parlando a condizione di anonimato, una fonte politica iraniana di alto rango ha confermato che l'amministrazione Trump il 21 giugno ha comunicato di non voler raggiungere uno scontro totale e di voler colpire solo i siti nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz. La fonte di alto livello ha anche confermato che i siti presi di mira sono stati evacuati e che "la maggior parte" delle scorte di uranio arricchito dell'Iran è conservata in luoghi sicuri.
Idf, recuperati i corpi di tre ostaggi a Gaza”
Il Servizio di sicurezza interna (Isa) e l'Esercito israeliano (Idf) "hanno recuperato i corpi degli ostaggi Ofra Keidar, Yonatan Samerano e del sergente maggiore Shay Levinson nella Striscia di Gaza" nella giornata di ieri: lo annuncia l'Idf su Telegram. "Ofra Keidar, membro del kibbutz Beeri, è stata brutalmente assassinata e rapita dal kibbutz il 7 ottobre 2023 da terroristi di Hamas. Ofra, che aveva 71 anni al momento della sua morte, era madre di tre figli e moglie di Shmuel Keidar, anch'egli assassinato dai terroristi di Hamas nella loro casa di Bèeri - si legge in un comunicato -. Yonatan Samerano è stato brutalmente assassinato e rapito nel kibbutz Bèri il 7 ottobre 2023 da terroristi di Hamas, tra cui un dipendente dell'Unrwa, dopo essere fuggito dal festival musicale Nova. Yonatan aveva 21 anni al momento della sua morte".
"Il sergente maggiore Shay Levinson, comandante di carri armati del Battaglione "Oz" (77), ha affrontato e combattuto contro i terroristi la mattina del 7 ottobre ed è caduto in combattimento. È stato poi rapito dai terroristi di Hamas. Shay aveva 19 anni al momento della morte", sottolinea la nota.
Herzog: “Programma nucleare iraniano colpito in modo sostanziale”
"Mi è abbastanza chiaro che il programma nucleare iraniano è stato colpito in modo sostanziale". A dichiararlo - specificando di non essere al corrente dei dettagli - è stato il presidente israeliano Isaac Herzog, citato dalla Bbc. Alla domanda se Israele abbia chiesto direttamente a Trump di attaccare l'Iran, Herzog ha risposto che si è deciso "di lasciare la questione agli americani". Quanto alla possibilità che Israele smetta di attaccare, Herzog ha sottolineato che l'Iran sta lanciando missili contro il territorio israeliano e "dobbiamo fare tutto il necessario per difenderci". "Il modo per farlo è ovviamente affrontare la situazione a livello internazionale e assicurarsi che ci sia una strategia di uscita", aggiunge.
Von der Leyen, “l'Iran s'impegni a soluzione diplomatica”
"L'Iran non deve assolutamente entrare in possesso della bomba. Con le tensioni in Medio Oriente che hanno raggiunto un nuovo picco, la stabilità deve essere la priorità. Il rispetto del diritto internazionale è fondamentale. È giunto il momento che l'Iran si impegni in una soluzione diplomatica credibile. Il tavolo dei negoziati è l'unico luogo in cui porre fine a questa crisi". Lo scrive sui social la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Ministro esteri iraniano: “Mai abbandonato diplomazia, fatta saltare da Usa e Israele”
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha accusato Stati Uniti e Israele di aver fatto deragliare sistematicamente i negoziati diplomatici sul dossier nucleare iraniano, compiendo attacchi contro siti iraniani. In un post su X, Araghchi ha denunciato che Teheran stava prima trattando con Washington quando Israele avrebbe "fatto saltare" la diplomazia, e che la stessa dinamica si sarebbe ripetuta pochi giorni dopo con l'Unione Europea e i Paesi E3. "Che conclusione si dovrebbe trarre?", ha chiesto Araghchi in tono polemico, criticando la posizione del Regno Unito e dell'Alto rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, che chiedono all'Iran di "tornare al tavolo" dei negoziati. "Ma come può l'Iran tornare a qualcosa che non ha mai abbandonato, né tanto meno fatto saltare?", ha aggiunto.
Iran: “Con l’attacco gli Usa hanno fatto saltare la diplomazia”
L’Iran sostiene che con i suoi attacchi gli Stati Uniti hanno deciso di far "esplodere" la diplomazia.
Iran: dem Usa chiedono impeachment Trump, violata Costituzione
I democratici americani insorgono contro la decisione del presidente Donald Trump di bombardare l'Irana. "Una decisione grossolanamente incostituzionale", la definisce Bernie Sanders durante un comizio a Tulsa, in Oklahoma, postato sui suoi profili social. Il riferimento è al fatto che l'inquilino della Casa Bianca non ha consultato il Congresso prima di dare il via libera all'operazione. "La disastrosa decisione del Presidente di bombardare l'Iran senza autorizzazione costituisce una grave violazione della Costituzione e dei poteri di guerra del Congresso. Ha rischiato impulsivamente di scatenare una guerra che potrebbe intrappolarci per generazioni", rincara Alexandra Ocasio-Cortez sui social network: "Ciò costituisce un motivo assolutamente e chiaramente per l'impeachment".
Iran, Grossi complice degli attacchi Usa ai siti nucleari
Il capo dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran (Aeol), Mohammad Eslami, ha inviato una lettera al direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, accusandolo di complicità negli attacchi statunitensi ai siti nucleari di Natanz, Fordow e Isfahan. "L'Iran ha adottato le iniziative necessarie per difendere i propri diritti di sovranità e adotterà le opportune misure legali, in particolare contro l'inazione e la complicità da parte sua in un crimine così sfacciato, attraverso gli organismi internazionali", si legge nella lettera.
Herzog: “Attacco storico, ma campagna non è finita. Prossimi giorni saranno delicati”
Il presidente israeliano ha rilasciato una dichiarazione in cui ha definito "storico" l'attacco di Donald Trump all'Iran. Per Isaac Herzog le parole di Trump confermano la "profonda e coraggiosa alleanza" tra Stati Uniti e Israele. "La campagna - avverte poi - non è finita", e "i prossimi giorni potrebbero essere delicati, complessi e impegnativi".
Spazio aereo Israele riapre alle 14 (ora locale), riprendono voli per il rimpatrio
Lo spazio aereo israeliano dovrebbe riaprire alle 14 ora locale, dopo la sospensione temporanea di decolli e atterraggi di questa mattina a seguito dell'attacco statunitense. Ad annunciarlo è stato il Ministero dei Trasporti israeliano. Con la riapertura dello spazio aereo, l'operazione per il rientro in patria sicuro degli israeliani bloccati proseguirà a pieno ritmo, ha fatto sapere il Ministero. "Continuiamo ad agire con determinazione, adottando tutte le precauzioni necessarie per il rientro di tutti i cittadini israeliani alle loro case", ha dichiarato il Ministro dei Trasporti Miri Regev. "Si tratta di un'operazione complessa per la sicurezza nazionale che richiede uno stretto coordinamento tra tutte le agenzie e continueremo a operare fino a quando l'ultimo israeliano non tornerà a casa sano e salvo".
Cnn, un video mostra nuvola di fumo scuro sopra Fordow
Un video trasmesso dai media statali iraniani e geolocalizzato dalla Cnn mostra del fumo che si alza dall'impianto nucleare di Fordow. Le immagini, condivise dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna e girate da un veicolo in movimento sulla strada, mostrano una grande nuvola di fumo scuro che si alza all'orizzonte. Si sente una voce che dice: "L'unico fumo visibile nel cielo sopra Fordow proviene dal sito nucleare", riporta il media americano sottolineando di non poter verificare in modo indipendente la fonte del fumo. In base alla geolocalizzazione della Cnn, il video è stato girato sull'autostrada Teheran-Qom, circa 13 chilometri (8 miglia) a ovest della struttura di Fordow.
Media, Usa assicurano Iran, "raid non mirano a regime change"
Citando fonti anonime, l'emittente americana Cbs News riporta che gli Stati Uniti hanno inviato un messaggio all'Iran in seguito agli attacchi di questa notte, insistendo sul fatto che erano limitati al programma nucleare della Repubblica Islamica e che Washington non sta cercando un cambio di regime, in un apparente tentativo di de-escalation.
Media Teheran, uranio a Fordow era stato trasferito
La maggior parte dell'uranio precedentemente stoccato presso l'impianto di arricchimento di Fordow è stato trasferito in un'altra sede, ha rivelato una fonte iraniana citata dall'agenzia Mehr. Questo spostamento avviene in un contesto di crescenti tensioni e recenti attacchi americani contro i siti nucleari iraniani, tra cui Fordow. La fonte non ha specificato l'ubicazione esatta dell'uranio trasferito.
Regno Unito, avvertiti di attacco Usa ma nessun coinvolgimento
La Gran Bretagna non è stata coinvolta negli attacchi statunitensi contro l'Iran e non ha ricevuto alcuna richiesta di utilizzo della sua base di Diego Garcia, ma è stata informata prima dell'attacco, ha dichiarato il ministro britannico per le Imprese e il Commercio, Jonathan Reynolds.
Reynolds ha dichiarato a Sky News che il primo ministro Keir Starmer trascorrerà la mattinata a parlare con gli alleati della crisi in corso.
Fonti Iran, 'sito di Fordow non ha subito gravi danni'
"Contrariamente a quanto affermato dal presidente Donald Trump" il sito nucleare di Fordow "non ha subito gravi danni". Lo ha afferma Mohammad Manan Raisi, deputato del Parlamento iraniano di Qom, dove si trova l'impianto nucleare, sottolineando che "non si è verificata alcuna emissione di materiale pericoloso dal sito nucleare dopo l'attacco, poiché il materiale a rischio era stato evacuato dal sito". Lo riporta l'agenzia iraniana Mher. Anche il vicegovernatore di Qom, Morteza Heidari, ha affermato che solo una parte del sito di Fordow è stata attaccata, poiché il sistema di difesa aerea è stato attivato nell'area circostante.
Meloni convoca riunione con ministri interessati e intelligence
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a quanto si apprende sta seguendo con la massima attenzione la crisi in Iran e ha convocato per la mattinata una riunione in videoconferenza con i ministri interessati, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e con i vertici dell'intelligence.
Crosetto, attacco Usa cambia scenario, si apre crisi molto più grande
L'attacco degli Stati Uniti in Iran "non ci ha colto di sorpresa" ma "cambia completamento lo scenario perché si apre una crisi molto più grande" e "anche da parte dell'Iran una risposta molto più forte, che non riguarderà soltanto i lanci in Israele, che sono cominciati questa mattina, ma rischia di allargarsi ad Hormuz e a tutti gli obiettivi americani". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo all'edizione straordinaria del Tg1. "Di questo gli americani ne sono consapevoli. Avevano già iniziato ieri a spostare alcune persone", ha spiegato.
Israele, 86 feriti dopo attacco iraniano
Sono 86 i feriti ricoverati negli ospedali israeliani a seguito dell'attacco missilistico iraniano. A dichiararlo è stato il ministero della Salute israeliano citato dal Times of Israel.
Media iraniani, usati per la prima volta missili Kheibar
L'Iran ha utilizzato per la prima volta i suoi missili di ultima generazione Kheibar, con una gittata di 2.000 chilometri, nell'attacco di questa mattina contro Israele, riporta l' agenzia Mehr, citando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). "Il missile Kheibar è stato lanciato verso Israele per la prima volta durante questa operazione", si legge nella dichiarazione.
Starmer, attacco Usa per attenuare minaccia nucleare Teheran
"Il programma nucleare iraniano rappresenta una grave minaccia per la sicurezza internazionale. All'Iran non potrà mai essere permesso di sviluppare un'arma nucleare e gli Stati Uniti hanno preso provvedimenti per attenuare tale minaccia". Così il primo ministro britannico Keir Starmer.
Kallas, “Iran non può avere l'atomica ma ora negoziati”
"Non si deve permettere all'Iran di sviluppare un'arma nucleare, poiché ciò costituirebbe una minaccia per la sicurezza internazionale. Esorto tutte le parti a fare un passo indietro, a tornare al tavolo dei negoziati e a impedire un'ulteriore escalation. I ministri degli Esteri dell'UE discuteranno della situazione domani". Lo afferma l'alto rappresentante Ue, Kaja Kallas.
Tajani, oggi volo da Sharm el Sheik per italiani in Israele
"In questo momento ci occupiamo seriamente della sicurezza degli italiani nella regione. Si sta facendo tutto il possibile per far partire i connazionali che lo vogliono il prima possibile: oggi da Sharm el Sheik partirà un volo con i connazionali che arrivano da Gerusalemme e Tel Aviv". Lo sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Fonti Usa, 'prossime 48 ore particolarmente preoccupanti'
L'amministrazione Trump si sta preparando a potenziali ritorsioni da parte dell'Iran e le prossime 48 ore saranno particolarmente preoccupanti: lo hanno affermato due funzionari del Pentagono e un alto funzionario della Casa Bianca citati da Nbc News.
Non è chiaro se le ritorsioni riguarderanno località all'estero o nazionali, o entrambe, hanno affermato i funzionari.
Tajani: “Ci auguriamo che ora si possa arrivare a de-escalation”
"Ci auguriamo che dopo questo attacco che ha portato un danno enorme alla produzione dell'arma nucleare, che rappresentava un pericolo per tutta l'area, ora si possa arrivare veramente a una de-escalation, l'Iran si sieda a un tavolo di trattative". A dichiararlo, intervenendo all'edizione straordinaria del Tg1, è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Detto questo - ha aggiunto - la nostra priorità in questo momento è la sicurezza degli italiani, dei nostri connazionali. Si sta facendo tutto il possibile per far partire gli italiani che lo vogliono il prima possibile: oggi da Sharm el Sheik partirà volo con i connazionali che arrivano da Gerusalemme e Tel Aviv. Domani ci sarà una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles, e un incontro con il responsabile dell'Aiea, Grossi che sentirò anche in giornata per capire le conseguenze che possono esserci da punto di vista della sicurezza. Mi pare che per il momento non ci siano grandi rischi per l'esterno", ha sottolineato Tajani spiegando poi che "abbiamo fatto rientrare alcuni militari italiani che stavano a Baghdad per il rischio di ritorsioni contro una base dove c'erano anche americani. Sono rientrati ieri via Kuwait".
Teheran: “Usa disposti a tutto pur di sostenere Israele”
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che gli attacchi statunitensi di domenica contro gli impianti nucleari hanno dimostrato che Washington "non si fermerà davanti a nessuna illegalità o crimine" pur di sostenere Israele. "E' ormai diventato abbondantemente chiaro a tutti che lo stesso regime che gode di un'appartenenza permanente al Consiglio di Sicurezza non è vincolato ad alcun principio o moralità e non si fermerà davanti a nessuna illegalità o crimine pur di servire gli obiettivi di un regime genocida e occupante", ha affermato il ministero in una dichiarazione, riferendosi rispettivamente a Stati Uniti e Israele.
Teheran avverte: “Così gli Usa iniziano una guerra pericolosa”
Il ministero degli Esteri di Teheran ha condannato gli Stati Uniti per aver lanciato una "guerra pericolosa" contro l'Iran a seguito degli attacchi statunitensi a tre impianti nucleari del Paese. "Ora, completando la catena di violazioni e crimini commessi dal regime sionista, gli Stati Uniti hanno lanciato una guerra pericolosa contro l'Iran", ha dichiarato il ministero degli Esteri in una nota.
Media russi, diversi Paesi valutano "assistenza" a Teheran
Diversi paesi mediorientali e attori internazionali sono profondamente preoccupati per le azioni di Israele e degli Stati Uniti, poichè ciò che sta accadendo potrebbe minacciare i loro stessi interessi nella regione e portare a una guerra su larga scala. Lo scrive l'agenzia ufficiale russa Tass, citando una fonte iraniana. "Esprimono preoccupazione, temendo che le azioni di Israele diventino incontrollabili e che il fuoco possa alla fine travolgerli. E l'attuale escalation si trasformerà in un conflitto su vasta scala che potrebbe destabilizzare l'intera regione", ha affermato la fonte alla Tass. L'interlocutore ha aggiunto che alcuni Paesi "hanno già dichiarato la loro disponibilità a fornire assistenza a Teheran in vari settori, sia direttamente che indirettamente". "Un dialogo preliminare su tale supporto è attualmente in corso", ha osservato la fonte sottolineando che i governi in questione sono consapevoli di come "l'attuale traiettoria delle azioni degli Stati Uniti e di Israele potrebbe minacciare gli interessi a lungo termine di tutti nella regione". La Russia, alleato di Teheran, sta tenendo una posizione cauta sulla crisi e pur condannando l'attacco israeliano per ora non ha promesso o fornito assistenza militare all’Iran.
Starmer: “Iran torni a tavolo negoziati, stabilità centrale”
"La situazione in Medio Oriente rimane instabile e la stabilità della regione è una priorità. Chiediamo all'Iran di tornare al tavolo dei negoziati e di trovare una soluzione diplomatica per porre fine alla crisi". A Sky News risulta che il Regno Unito non sia stato coinvolto negli attacchi. Lo ha scritto sui social network il premier britannico, Keir Starmer, in risposta agli attacchi americani contro i siti nucleari iraniani della notte.
Katz: “Armi nucleare avrebbero messo in pericolo Israele, i Paesi della regione e interessi Usa”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito gli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani un passo storico: l'obiettivo degli attacchi, ha affermato, era "garantire che l'Iran non possedesse armi nucleari, armi che avrebbero messo in pericolo Israele, i paesi della regione e gli interessi di sicurezza nazionale degli stessi Stati Uniti". "L'alleanza tra Stati Uniti e Israele è più forte che mai, a beneficio della pace e della sicurezza di entrambe le nazioni e dell'intero mondo libero", ha concluso.
Iraq: “Profonda preoccupazione”
Baghdad condanna gli attacchi statunitensi: l'Iraq "esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per gli attacchi contro gli impianti nucleari" in Iran, ha dichiarato il portavoce del governo Basim Alawadi. "Questa escalation militare costituisce una grave minaccia alla pace e alla sicurezza in Medio Oriente e pone seri rischi per la stabilità regionale", ha aggiunto.
Guterres: “Escalation Usa minaccia sicurezza regione"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, si è detto "gravemente preoccupato dall'uso della forza da parte degli Stati Uniti contro l'Iran oggi". "Questa è una pericolosa escalation", ha scritto sui social, "in una regione già sul baratro e una minaccia diretta alla pace e sicurezza internazionali".
In Israele sale a 27 il bilancio dei feriti
I servizi di soccorso israeliani hanno aggiornato a 27 il bilancio dei feriti nel bombardamento missilistico iraniano avvenuto in rappresaglia agli attacchi americani su impianti nucleari. Lo riferisce Haaretz.
Iran, ci difenderemo da aggressione Usa con tutte le forze
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato oggi che gli Stati Uniti hanno iniziato una pericolosa guerra contro l'Iran attaccando gli impianti nucleari del Paese. "L'Iran si riserva il diritto di difendersi dall'aggressione statunitense con tutte le sue forze", ha aggiunto.
Iran chiede riunione d'urgenza del consiglio di sicurezza dell'Onu
L'Iran chiede una riunione d'urgenza del consiglio di sicurezza dell'Onu. "Gli Stati Uniti e Israele sono responsabili dell'attacco illegale contro impianti nucleari pacifici. Chiediamo una riunione d'urgenza del consiglio di sicurezza per discutere di questo atto illegale e adottare misure per condannarlo", è la richiesta di Teheran, citata da Al Jazeera.
Pasdaran, ridurremo in cenere le basi Usa in Medio Oriente
Un canale affiliato alle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato che "gli Stati Uniti dovranno sopportare le conseguenze dell'attacco all'Iran. Le loro basi in Medio Oriente saranno ridotte in cenere". In relazione al bombardamento lanciato stamani verso Israele, le Guardie hanno dichiarato di "aver utilizzato missili a lungo raggio a combustibile solido e liquido, con testate distruttive e l'impiego di nuove tattiche per aggirare le difese nemiche. Gli attacchi erano diretti all'aeroporto, a un centro di ricerca biologica dell'entità sionista, e a basi di supporto e centri di comando".
Iran, colpito aeroporto Ben Gurion e altri centri in Israele
L’Iran ha affermato di aver attaccato l'aeroporto israeliano Ben Gurion, il centro per la ricerca biologica del Paese, le basi logistiche e diversi centri di controllo e comando, durante il suo ventesimo attacco aereo su Israele dopo l'attacco israeliano contro il Paese del 13 giugno scorso: lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim.
Idf, i caccia stanno bombardando l'Iran occidentale
L'esercito israeliano rende noto che in questo momento i caccia dell'Aeronautica militare (Iaf) stanno effettuando una nuova serie di bombardamenti nell’Iran occidentale.
Israele, i feriti salgono a 18
Salito a 18 il numero delle persone rimaste ferite nei siti israeliani colpiti dai missili iraniani. Lo hanno riferito i servizi di soccorso Mda, secondo cui una persona è stata ferita nell'area di Beer Yaakov, sette a Tel Aviv, cinque a Nes Ziona e tre ad Haifa. Altre due persone sono state trasportate in ospedale per attacchi di panico, riferisce Ynet.
Soccorritori, 2 edifici Tel Aviv rasi al suolo da missile
Il medico dell'Magen David Adom (Mda) Moti Nissan, arrivato sul luogo dell'impatto di un missile iraniano a Tel Aviv ha dichiarato che "la distruzione è davvero enorme. Un missile balistico ha colpito, ci sono due edifici completamente rasi al suolo e diversi altri edifici molto danneggiati. Grazie al rispetto delle istruzioni da parte dei cittadini, si sono verificati solo feriti lievi", ha riferito.
Cinque feriti per i missili a Tel Aviv, tra cui due bambini
L'ospedale Ichilov di Tel Aviv riferisce che cinque feriti sono stati portati nella struttura dopo la caduta di missili iraniani sulla città. Tra i feriti ci sono due bambini.
Iran: ambasciata Usa in Iraq riduce ulteriormente personale
L'ambasciata statunitense in Iraq ha ridotto ulteriormente il suo personale con altri impiegati che hanno lasciato il Paese a causa delle "tensioni regionali". Lo ha annunciato un funzionario statunitense.
Chiuso spazio aereo, cancellati voli di soccorso per israeliani
In seguito alle due ondate dimissili balistici lanciati su Israele dall'Iran questa mattina, l'Autorità aeroportuale ha annunciato la chiusura dello spazio aereo fino a nuovo avviso. I voli di soccorso per decine di migliaia di israeliani bloccati all'estero sono stati cancellati.
“Houthi amplieranno la portata del conflitto”
I ribelli Houthi yemeniti "amplieranno la portata del conflitto" finché non cesseranno gli attacchi all'Iran: lo ha affermato un membro del Consiglio politico supremo del gruppo filo-iraniano, come riporta la Tass
Agenzia atomica Teheran: “Attacco barbaro non fermerà programma nucleare”
L'Agenzia atomica iraniana condanna l'attacco "barbaro" degli Stati Uniti contro tre siti. Citata dall'agenzia di stampa Irna, l'Agenzia denuncia "la palese violazione del diritto internazionale, in particolare del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (Tnp)", e accusa di "complicità" l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), organo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. E assicura che il programma nucleare continuerà: "Non permetteremo mai che il progresso di questa industria nazionale venga fermato".
Aiea, nessun aumento radiazioni in siti colpiti da Usa
"In seguito agli attacchi su tre siti nucleari in Iran - incluso quello di Fordow - l'Aiea è in grado di confermare che al momento non sono stati segnalati aumenti dei livelli di radiazioni all'esterno dei siti. Aiea fornirà ulteriori valutazioni sulla situazione in Iran non appena saranno disponibili nuove informazioni". Lo scrive l'Agenzia internazionale per l'energia atomica su X.
Israele, 11 persone ferite per l'impatto di missilì
Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom riferisce che finora 11 persone risultano ferite a causa della caduta di missili balistici iraniani in diverse zone del Paese.
Houthi: “Attaccheremo le forze Usa nel Mar Rosso”
I ribelli Houthi yemeniti lanceranno attacchi contro le forze statunitensi nel Mar Rosso in risposta agli attacchi ai siti nucleari dell'Iran: lo ha affermato il Consiglio politico supremo del gruppo filo-iraniano. Lo riporta la Tass.
Missile colpisce Haifa, “gravi danni”
Un missile balistico lanciato dall'Iran ha colpito Haifa, nonostante nella città settentrionale israeliana non risuonassero le sirene. Il sito Ynet parla di "gravi danni".
Colpite anche Gerusalemme e Haifa
L'aviazione israeliana secondo quanto riportato da Idf e da diversi siti israeliani "è già in azione per intercettare e colpire e, dove necessario, per eliminare la minaccia". Le sirene stanno risuonando nella Capitale, Tel Aviv, ed esplosioni sono state avvertite in varie città del Paese incluso Gerusalemme e Haifa.
Idf, lanciati 20-30 missili contro Israele
Le Forze di difesa israeliane stimano che l'Iran abbia lanciato tra i 20 e 30 missili nell'attacco contro Israele.
Tv di stato iraniana conferma lancio di missili contro Israele
L'Islamic Republic of Iran Broadcasting (Irib), la tv di Stato iraniana, ha confermato il lancio di nuovi missili contro Israele, dopo l'attacco statunitense condotto contro i principali siti nucleari iraniani. "Le immagini in diretta che state vedendo sono quelle di una nuova serie di missili iraniani sparati contro i territori occupati", ha detto un conduttore televisivo riferendosi a Israele. La televisione ha mostrato immagini in diretta di Israele in attesa dell'arrivo dei missili, con una canzone militare iraniana in sottofondo.
Fonti mediche, colpito centro e nord di Israele
Medici e forze di sicurezza stanno rispondendo alle segnalazioni di impatti di missili balistici nel centro e nel nord di Israele, durante l'ultimo attacco dell'Iran. Lo riporta il Times of Israel.
Forti esplosioni a a Tel Aviv
Enormi boati si sentono nel centro di Tel Aviv. Le case tremano. Intanto le sirene stanno suonando di nuovo per l'arrivo di altri missili dall'Iran. Poco fa l'Idf aveva emesso l'allerta.
Pezeshkian, risponderemo decisi se aggressione continua
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha riaffermato al telefono con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, che la sua amministrazione "ha sempre cercato la pace e l'espansione dei legami con i Paesi della regione come priorità di politica estera" tuttavia "se l'aggressione israeliana contro l'Iran continuerà, l'Iran risponderà con decisione". Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr. Secondo la stessa fonte Pezeshkian ha asserito Teheran "non permetterà al regime sionista di mettere l'Iran contro le altre nazioni musulmane della regione". Infine, il presidente iraniano ha ribadito all'omologo egiziano che "la pace è necessaria per la prosperità della regione e dei popoli".
Allarme missili dall'Iran sui cellulari in Israele
L'Idf ha lanciato l'allarme sui cellulari di tutto il territorio israeliano per il lancio di missili dall'Iran verso il Paese.
Araghchi: “Dagli Usa gravi violazioni della carta Onu”
L'Iran denuncia "la grave violazione" della Carta dell'Onu da parte degli Stati Uniti con gli attacchi di stanotte ai suoi siti nucleari e avverte sulle "conseguenze eterne" di quanto successo. In un post su X, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha scritto: "Gli Stati Uniti, membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, hanno commesso una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e del Trattato di non proliferazione nucleare attaccando gli impianti nucleari pacifici dell'Iran". "Gli eventi di questa mattina sono vergognosi e avranno conseguenze eterne. Ogni singolo membro delle Nazioni Unite deve essere allarmato da questo comportamento estremamente pericoloso, illegale e criminale", ha denunciato ancora Araghchi in quella che è la prima reazione ufficiale agli attacchi.
Teheran: “Nessun segno di contaminazione dopo attacco Usa”
Le autorità iraniane hanno detto di non aver rilevato segni di contaminazione dopo gli attacchi americani ai tre siti nucleari. "Nessun segno di contaminazione è stato registrato - ha reso noto il Centro per il sistema della sicurezza nucleare, che opera sotto l'Organizzazione per l'energia atomica - Comunque non c'è rischio che gli abitanti che vivono intorno ai siti".
Hamas, 'brutale aggressione' Usa è pericolosa escalation
Hamas condanna duramente "la palese aggressione degli Stati Uniti" ai principali impianti di arricchimento nucleare di Teheran. "Il Movimento di resistenza islamica (Hamas) condanna nei termini più forti la palese aggressione degli Stati Uniti contro il territorio e la sovranità della Repubblica islamica dell'Iran", ha dichiarato il gruppo in un comunicato diffuso dopo l'annuncio del successo degli attacchi militari da parte del presidente Usa Donald Trump. "Questa brutale aggressione rappresenta una pericolosa escalation", ha aggiunto Hamas, definendo l'attacco "una flagrante violazione del diritto internazionale e una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza internazionale".
Onu: “Attacco Usa rappresenta pericolosa escalation”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è "gravemente allarmato" dall'attacco degli Stati Uniti all'Iran. L'operazione americana è "una pericolosa escalation" e "una diretta minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. C'è il rischio crescente che questo conflitto possa andare rapidamente fuori controllo con conseguenze catastrofiche per i civili, la regione e il mondo".
'Usa e Israele hanno testato attacchi contro l'Iran con Biden'
Stati Uniti e Israele hanno testato attacchi contro gli impianti nucleari iraniani più di un anno fa, durante la presidenza di Joe Biden. Lo riferisce Abc news citando un funzionario israeliano.
Nasa, 'calore significativo' a Fordow prima annuncio raid Trump
Il sistema di informazione antincendio della Nasa ha rilevato una significativa generazione di calore nei pressi dell'impianto iraniano di Fordow circa 30 minuti prima dell'annuncio degli attacchi da parte di Donald Trump. Lo riporta il New York Times. Di solito la Nasa riceve queste segnalazioni su aree che vengono bombardate o che producono calore significativo, a causa ad esempio di un incendio. Nell'ultimo mese non c'è stata nessuna rilevazione del genere nei pressi di Fordow.
Guterres, gravemente allarmato per attacco Usa
Il segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto "gravemente allarmato" per l'attacco statunitense all'Iran. "Sono profondamente allarmato dall'uso della forza da parte degli Stati Uniti contro l'Iran oggi. Questa è una pericolosa escalation in una regione già al limite e una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza internazionale", ha scritto Guterres su X. "C'è un rischio crescente che questo conflitto possa rapidamente sfuggire al controllo, con conseguenze catastrofiche per i civili, la regione e il mondo", ha affermato il segretario generale dell'Onu.
Agenzia atomica Teheran, attacchi Usa non fermano attività
L'agenzia atomica dell'Iran afferma che gli attacchi sferrati dagli Usa a tre siti nucleari del Paese non fermeranno le attività nucleari di Teheran.
Organizzazione Energia Atomica iraniana, 'attacchi barbari'
L'organizzazione iraniana per l'energia atomica ha condannato gli attacchi statunitensi ai siti nucleari chiave, incluso quello sotterraneo di Fordow, definendoli "barbari" nonchè condotti in violazione del diritto internazionale."All'alba di oggi, i siti nucleari del Paese a Fordo, Natanz e Isfahan sono stati attaccati dai nemici dell'Iran islamico in un atto barbarico che viola il diritto internazionale", ha dichiarato l'organizzazione in un comunicato pubblicato dai media statali.
Trump, attacchi futuri più grandi se non faranno pace
Donald Trump ha minacciato di continuare, se l'Iran non si arrenderà. "Attacchi futuri molto più grandi - ha detto nel suo discorso alla nazione - se non faranno la pace".
Trump, distrutti gli impianti nucleari iraniani chiave
"Gli impianti nucleari chiave iraniani sono stati completamente distrutti": lo ha detto il presidente Donald Trump parlando alla nazione dalla Casa Bianca dopo gli "attacchi massicci di precisione" a tre siti nucleari iraniani. "Il nostro obiettivo era annullare le capacita di arricchimento di Teheran e la sua minaccia nucleare", ha aggiunto, parlando di uno "spettacolare successo militare".
Trump, se non ci sarà la pace ci sarà una tragedia
"A questo punto o ci sarà la pace o ci sarà una tragedia come mai prima". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca dopo l'attacco contro l'Iran.
Tv Iran, ogni cittadino Usa nella regione è un obiettivo
La tv di Stato iraniana ha affermato che "ogni cittadino americano, o militare, nella regione è ora un legittimo obiettivo".
Sanders, l'attacco di Trump all'Iran è incostituzionale
Il senatore del Vermont Bernie Sanders è il primo democratico a reagire all'attacco americano contro l'Iran. "È gravemente incostituzionale. L'unica entità che può portare questo Paese in guerra è il Congresso degli Stati Uniti. Il presidente non ne ha il diritto", ha dichiarato durante un comizio Tulsa, in Oklahoma. Il senatore ha letto l'annuncio di Donald Trump alla folla di sostenitori che hanno subito iniziato a fischiare e a urlare "basta con la guerra".
"Sono d'accordo", ha commentato Sanders.
Media Teheran, siti nucleari evacuati tempo fa
L'Iran avrebbe evacuato "qualche tempo fa" i tre siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti. Lo ha affermato il direttore dell'emittente statale iraniana Irib, citato dall'agenzia semiufficiale iraniana Mehr.
'Gabinetto di guerra israeliano ha seguito raid Usa dal bunker'
Il gabinetto di guerra israeliano si è riunito in un bunker e ha monitorato l'attacco statunitense in Iran. Lo riferisce Ynet. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato con il primo ministro Benyamin Netanyahu poche ore prima dei raid in Iran e lo ha informato della sua decisione.
Fox, 'contro impianti Iran usati anche 30 missili Tomahawk'
Gli Stati Uniti hanno usato 30 missili Tomahawk contro due siti nucleari iraniani. Su Fordow sono state sganciate sei bombe bunker buster.
Fox, su Fordow sganciate sei bombe bunker buster
Gli Stati Uniti hanno sganciato sei bombe bunker buster, le Gbu-57 Mop su Fordow. Lo riporta Fox citando alcune fonti.
Membri Congresso informati prima degli attacchi Usa
Vari membri del Congresso sono stati informati prima degli attacchi Usa contro i tre impianti nucleari iraniani. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate.
Anche alcuni membri della Commissione Intelligence del Senato, composta da otto membri e con accesso a informazioni riservate sulla sicurezza nazionale, sono stati informati, secondo quanto riferito dalle fonti. Tra i membri del Congresso informati degli attacchi, lo speaker della Camera Mike Johnson.
Idf, restrizioni immediate ai civili in Israele
Il Comando del Fronte Interno dell'Idf ha aggiornato le linee guida civili in seguito all'attacco statunitense all'Iran, annunciando che, con effetto immediato, tutte le scuole del Paese sono chiuse, tutti gli assembramenti sono vietati e sono consentite solo le attività essenziali.
Cnn,Trump ha parlato con Netanyahu dopo attacco all'Iran
Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo aver attaccato l'Iran. Lo riferisce la Cnn citando alti funzionari dell'amministrazione che hanno inoltre confermato che Israele è stata avvertita degli attacchi.
'Usa a Iran, non previsti sforzi per cambio di regime'
Gli Stati Uniti hanno contattato diplomaticamente l'Iran per dire che gli attacchi sono tutto quello che gli Stati Uniti hanno in programma e che non sono previsti sforzi per cambiare il regime. Lo riporta Cbs citando alcune fonti.
Fonti a Nyt, impianto di Fordow neutralizzato
Un funzionario statunitense ha dichiarato al New York Times che diverse bombe "bunker" da 30 mila libbre sono state sganciate su Fordow e che le prime valutazioni dei danni indicano che l'impianto è stato "neutralizzato".
'Trenta tonnellate di esplosivo sul sito di Fordow'
Secondo i media, circa 30 tonnellate di esplosivo sono state sganciate sul sito nucleare iraniano di Fordow. Secondo le stime, si tratta di due potenti bombe GBU-57. I media iraniani riferiscono che i tre impianti nucleari di Natanz, Fordow e Isfahan erano stati evacuati e che non sono previste radiazioni nucleari: "Tutto l'uranio arricchito è già stato trasferito in anticipo dagli impianti nucleari".
Cnn, Trump non prevedere altri attacchi, vuole negoziati
Donald Trump non prevede ulteriori attacchi sull'Iran e vuole riportare Teheran alla fase negoziale. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
Senatore Gop, "Ora garantire sicurezza di Usa e alleati"
Il senatore Repubblicano Roger Wicker, presidente della commissione Servizi armati, ha approvato l'attacco ordinato dal presidente Donald Trump all'Iran, parlando di decisione "corretta". "Abbiamo ora - ha dichiarato - davanti a noi scelte molto serie da compiere per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e dei nostri alleati, nonchè la stabilità del Medio Oriente".
Deputato Repubblicano, "questo non è costituzionale"
"Questo non è costituzionale". Lo scrive su X il deputato Repubblicano del Kentucky Thomas Massie, postando il messaggio con cui Donald Trump ha annunciato l'attacco ai siti nucleari iraniani. Massie aveva sostenuto nei giorni scorsi la necessità che fosse il Congresso a decidere l'entrata nel conflitto degli Stati Uniti.
'Attacco Usa in coordinamento tattico con Idf e Iaf'
L'attacco americano all'Iran è stato condotto in pieno coordinamento, tattico e strategico, con l'Idf e l'Aeronautica israeliana. Lo ha dichiarato un ufficiale israeliano all'emittente pubblica Kan.
Nella Situation Room il direttore della Cia e Rubio
Nella Situation Room della Casa Bianca, a seguire le operazioni, sono presenti il direttore della Cia, John Ratcliffe, il segretario di Stato Marco Rubio, i consiglieri del consiglio di sicurezza nazionale e del segretario di Stato. Lo riporta il New York Times. Durante la settimana Ratcliffe aveva aggiornato il presidente Donald Trump sul programma nucleare iraniano.
Guardiani della rivoluzione, 'ora è cominciata la guerra'
"Adesso è iniziata la guerra", è il post pubblicato sull'account X associato ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, in seguito all'attacco americano ai siti nucleari dell'Iran.
Iran: fonti, attacco Usa a siti nucleari "puntuale e preciso"
Gli attacchi statunitensi contro i tre siti nucleari iraniani sono stati "puntuali e precisi". Lo affermano fonti iraniane in Italia in forma di anonimato precisando che i bombardieri statunitensi hanno fatto irruzione, colpito gli obiettivi e lasciato subito dopo i cieli iraniani. Dall'Iran, attualmente in blackout totale di Internet, non è stato possibile ricevere ulteriori riscontri. Secondo le stesse fonti è probabile che i corpi scelti israeliani approfittino di queste ore per rintracciare l'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran dal 1989, nascosto in un bunker segreto.
Trump, momento storico per Usa, Israele e il mondo
"Questo è uno momento storico per gli Stati Uniti d'America, Israele e il mondo": lo scrive Donald Trump su Truth.
'Bombardieri B-2 Usa coinvolti nei raid Usa sull'Iran'
Una fonte statunitense ha riferito che i bombardieri B-2 americani sono stati coinvolti negli attacchi ai siti nucleari iraniani. Lo riferisce Channel 12 citando Reuters. Sei bombardieri Stealth americani B-2 sono decollati sabato dalla base aerea di Whiteman, nel Missouri, diretti alla base aerea statunitense sull'isola di Guam. Il velivolo è in grado di trasportare una bomba MOP (Motorized Bunker Penetrating Bomb). Si tratta di un'arma di cui solo l'esercito americano è in possesso.
Media, Israele avvisato da Usa prima dell'attacco in Iran
Un alto funzionario israeliano ha riferito a Axios che Stati Uniti hanno avvisato Israele prima di colpire i siti nucleari iraniani durante la notte.
Trump, congratulazioni ai nostri grandi guerrieri americani
"Congratulazioni ai nostri grandi guerrieri americani. Nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare questo": lo scrive Donald Trump su Truth dopo aver annunciato i raid su tre siti nucleari iraniani.
Iniziate evacuazioni cittadini Usa da Israele-Cisgiordania
Gli Stati Uniti hanno iniziato l'evacuazione su base volontaria dei propri cittadini da Israele e dalla Cisgiordania. Lo ha reso noto nel nono giorno di guerra tra Israele e l'Iran, l'ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee, sul suo account X sottolineando che si tratta di assistenza offerta dal governo statunitense ai cittadini americani e ai residenti permanenti degli Stati Uniti che vivono in Israele o in Cisgiordania. Due voli, organizzati dal Dipartimento di Stato Usa, sono decollati da Tel Aviv, diretti ad Atene, con circa 70 persone a bordo, secondo quanto riferito da un funzionario di Foggy Bottom.
Le evacuazioni sono state decise mentre l'offensiva israeliana contro l'Iran è arrivata al nono giorno e il presidente Usa, Donald Trump, dopo aver concesso a Teheran "al massimo" due settimane di tempo per accettare un accordo sul nucleare ed evitare possibili attacchi statunitensi, sta considerando un coinvolgimento americano diretto nelle operazioni militari. Gli attacchi di rappresaglia dell'Iran hanno ucciso almeno 25 persone in Israele, secondo dati ufficiali.
Trump a Casa Bianca in vista riunione consiglio sicurezza
Il presidente Usa Donald Trump è tornato alla Casa Bianca dalla sua tenuta di Bedminster, nel New Jersey, per incontrare il consiglio per la sicurezza nazionale.
Lo rende noto Cnn precisando che Trump, atterrato intorno alla mezzanotte con l'elicottero presidenziale, non ha reso dichiarazioni alla stampa nè durante il viaggio, nè all'arrivo. Trump è tornato nella Capitale, Washington, per riprendere i colloqui con il suo team per la sicurezza nazionale mentre continuano gli attacchi incrociati tra Iran e Israele ed è anche stato confermato il decollo di diversi bombardieri B-2 dell'aeronautica statunitense diretti verso il Pacifico.
Nyt, 'Israele attacca sudovest Iran per aprire rotte a B-2 Usa'
Ray Takeyh, ricercatore senior per gli studi sul Medio Oriente presso il Council on Foreign Relations, ha detto al New York Times che gli attacchi israeliani nell'Iran sudoccidentale potrebbero essere un tentativo di aprire le rotte di volo per i B-2 americani. "Quello è probabilmente il corridoio ottimale", ha affermato. Ma, ha aggiunto, i bombardieri americani potrebbero avvicinarsi a Fordo da diverse direzioni. Gli attacchi potrebbero anche essere il tentativo dell'esercito israeliano di segnalare a Trump che il costo di un'entrata in guerra per gli Stati Uniti sarebbe "davvero minimo, perché abbiamo già fatto il grosso del lavoro", secondo Ali Vaez, direttore del progetto Iran presso l'International Crisis Group. "Lo stanno presentando come un colpo di grazia a basso costo al programma nucleare iraniano, di cui il presidente Trump potrebbe prendersi il merito", ha aggiunto Vaez.
Al Sisi, escalation israeliana minaccia stabilità Medio Oriente
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha espresso il "totale rifiuto" del suo governo alla campagna israeliana contro l'Iran, chiedendo una soluzione negoziata al conflitto, in una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo afferma la presidenza egiziana in una nota.
Nella dichiarazione, Al-Sisi ha espresso il "totale rifiuto" dell'Egitto all'attuale escalation israeliana contro l'Iran, in quanto minaccia alla sicurezza e alla stabilità del Medio Oriente, in un momento critico in cui la regione sta attraversando molteplici e crisi sempre più gravi.
Il leader egiziano chiede un cessate il fuoco immediato per riprendere i negoziati con l'obiettivo di raggiungere una "soluzione sostenibile e pacifica a questa crisi", si legge ancora nella nota.
Idf, abbattuto drone 'da est' dopo allarme nel Golan
L'esercito israeliano afferma di aver intercettato il drone che ha fatto scattare le sirene in due comunità sulle alture del Golan, senza riportare feriti. Lo riferisce Times of Israel.
Secondo l'esercito, il drone "è stato lanciato da est", un termine che le Forze di Difesa Israeliane hanno usato per riferirsi agli attacchi provenienti da Iraq e Yemen.
Trump evoca la sua decisione sull'Iran, 'solo il tempo lo dirà!'
"Solo il tempo lo dirà!": lo ha scritto Donald Trump su Truth, a commento di un link di Fox News dal titolo "Trump prenderà una decisione "nelle prossime due settimane".
Trump, i piloti del B-2 atterrati ora sani e salvi in Missouri
"I grandi piloti del B-2 sono appena atterrati, sani e salvi, in Missouri. Grazie per l'ottimo lavoro!!!", lo scrive Donald Trump su Truth, riferendosi ai top gun che hanno pilotato i bombardieri per l'attacco ai siti nucleari iraniani.
L’allarme di Guterres: “Rischiamo una spirale di ritorsioni”
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha messo in guardia sui rischi che il Medio Oriente si avviti in una spirale di ritorsioni. Dopo l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, ha detto al Consiglio di sicurezza dell'Onu, "i popoli della regione non possono sopportare un altro ciclo di distruzione. E tuttavia ora rischiamo di precipitare in un circolo vizioso di ritorsioni su ritorsioni". Il segretario generale delle Nazioni
Unite ha chiesto a Teheran di garantire l'accesso completo degli ispettori dell'Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica, agli impianti nucleari e di arricchimento dell'uranio. "Abbiamo bisogno di una soluzione credibile, globale e verificabile, che ristabilisca la fiducia, inclusa la piena accessibilità agli ispettori dell'Aiea, in quanto autorità tecnica delle Nazioni Unite in questo settore", ha aggiunto.