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Israele - Gaza, tutte le news. Trump alle famiglie degli ostaggi: “Hamas sarà distrutta”

Israele - Gaza, tutte le news. Trump alle famiglie degli ostaggi: “Hamas sarà distrutta”
Nel pomeriggio secondo round di negoziati. Media: “Witkoff e Kushner arrivati in Egitto”. Oggi le commemorazioni per il 7 ottobre. Ambasciata di Israele presso la Santa Sede: “L’intervista di Parolin mina gli sforzi di pace”
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La prima tornata di negoziati indiretti tra Hamas e Israele ieri a Sharm el Sheikh è stata "positiva". Lo hanno confermato fonti di Hamas. Il secondo round di colloqui è previsto nel pomeriggio, è stato spiegato.

Intanto, nel giorno del secondo anniversario del 7 ottobre, la premier Giorgia Meloni è intervenuta dichiarando che "la violenza di Hamas ha scatenato una crisi senza precedenti in Medio Oriente. La reazione militare di Israele è andata oltre ogni principio di proporzionalità, e sta mietendo troppe vittime innocenti tra la popolazione civile di Gaza"

Media: “Hamas accetta il disarmo ma rifiuta Blair come governatore”

Punti chiave

Netanyahu: “Con l'aiuto di Dio prevarremo”

"Sono trascorsi due anni dall'attacco del 7 ottobre, l'orribile massacro dei nostri fratelli e sorelle, residenti del Negev occidentale e partecipanti alla festa Nova.
Abbiamo pagato un prezzo dolorosissimo. Neonati, bambini e anziani sono stati brutalmente e orribilmente assassinati dai terroristi di Hamas. 251 uomini e donne sono stati rapiti e condotti nei tunnel del terrore della Striscia di Gaza. Mia moglie ed io chiniamo il capo in memoria dei nostri caduti e delle vittime, la cui immagine rimarrà impressa per sempre nei nostri cuori. Abbracciamo con affetto le famiglie in lutto, auguriamo una piena guarigione ai feriti, fisicamente e mentalmente, e stiamo facendo tutto il possibile per riportare in vita tutti gli ostaggi, vivi e caduti. I nostri nemici assetati di sangue ci hanno colpito duramente, ma non ci hanno piegato. Hanno scoperto molto rapidamente l'enorme potenza del popolo d'Israele. La Guerra di Insurrezione su sette fronti è una guerra decisiva per la nostra stessa esistenza e il nostro futuro". Lo scrive il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.


"Oltre all'immenso dolore - prosegue Netanyahu - siamo profondamente orgogliosi della straordinaria resilienza della nostra nazione. I nostri soldati e comandanti stanno infliggendo colpi potenti a coloro che cercano di danneggiarci su ogni fronte, vicino e lontano. Chiunque alzi le mani contro di noi subisce colpi devastanti senza precedenti. Insieme abbiamo spezzato l'asse iraniano, insieme abbiamo cambiato il volto del Medio Oriente, insieme garantiremo la perpetuità di Israele. Cittadini di Israele, Stiamo vivendo giorni decisivi. Continueremo ad agire per raggiungere tutti gli obiettivi della guerra: il ritorno di tutti gli ostaggi, l'eliminazione del governo di Hamas e la garanzia che Gaza non rappresenterà più una minaccia per Israele. Insieme resisteremo. E insieme, con l'aiuto di Dio, prevarremo".

Netanyahu: “I nemici ci hanno colpito duramente ma non ci hanno spezzato”

"I nostri nemici assetati di sangue ci hanno colpito duramente, ma non ci hanno spezzato. Hanno presto scoperto l'immensa forza del popolo di Israele". Lo afferma il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in occasione del secondo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro il sud di Israele, come riporta il Times of Israel. Netanyahu promette di "continuare ad agire in ogni modo per riportare a casa tutti gli ostaggi, sia quelli vivi che quelli uccisi". Netanyahu afferma inoltre che Israele ha "spezzato l'asse iraniano, insieme abbiamo cambiato il volto del Medio Oriente, insieme garantiremo l'eternità di Israele. Continueremo ad agire per raggiungere tutti gli obiettivi della guerra, il ritorno di tutti i nostri ostaggi, l'eliminazione del dominio di Hamas e la garanzia che Gaza non rappresenterà mai più una minaccia per Israele".

Flotilla:”Ancora 6 attivisti detenuti in Israele”

La Global Sumud Flotilla ha riferito che sei dei suoi partecipanti sono ancora detenuti nella prigione israeliana di Ketziot, tra cui la spagnola Reyes Rigo, che è stata accusata di aver morso un funzionario della prigione.
Secondo l'elenco aggiornato di Adalah, il team legale della Flottiglia, i membri di che sono ancora in prigione sono una spagnola, tre norvegesi e due marocchini. Il comitato degli avvocati ha detto che "è in contatto con le autorità competenti" per ottenere il suo rilascio, e che gli avvocati hanno chiesto il permesso di visitare i detenuti domani. L'attivista spagnola Alejandra Martìnez ha spiegato, al suo arrivo in Spagna, che le ultime informazioni su Rigo sono che domenica sera era stata portata fuori dalla stanza con "estrema violenza".

7 ottobre, ambasciatore di Israele: “Grazie a chi ha ricordato l’anniversario”

"Desidero esprimere la mia gratitudine a tutte le autorità istituzionali che oggi hanno ricordato il doloroso anniversario dei due anni dal massacro del 7 ottobre. Israele rimane fermamente impegnato nella ricerca della pace, ma non rinuncerà mai alla tutela della sicurezza dei propri cittadini". Lo scrive l'ambasciatore d'Israele in Italia, Jonathan Peled.

Netanyahu: “Giorni decisivi per il rilascio dei rapiti, eliminare Hamas”

"Siamo in giorni decisivi. Continueremo ad agire per conseguire tutti gli obiettivi della guerra: il ritorno di tutti gli ostaggi, l'eliminazione del dominio di Hamas e la garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele. Rimarremo uniti, e insieme, con l'aiuto di Dio, vinceremo". Lo dichiara in una nota il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Hamas: “Non ci fidiamo di Israele nemmeno per un secondo”

Hamas "non si fida dell'occupazione, nemmeno per un secondo". Lo ha affermato il capo della delegazione negoziale di Hamas, Khalil al-Hayya, secondo quanto riportato dal media statale egiziano Al-Qahera News. "Pertanto, vogliamo garanzie concrete", ha aggiunto al-Hayya, accusando Israele di aver violato due cessate il fuoco nella guerra a Gaza. "Nel corso della storia, l'occupazione israeliana non ha mai mantenuto le sue promesse e lo abbiamo sperimentato due volte in questa guerra".

Hamas: “L’obiettivo è porre fine alla guerra”

"Siamo venuti a Sharm el-Sheikh per condurre negoziati seri e responsabili per porre fine alla guerra contro il nostro popolo a Gaza". Lo afferma a 'Cairo News' il capo della delegazione di Hamas, Khalil Al-Hayya.
"Portiamo avanti - prosegue Al Hayya - gli obiettivi e le aspirazioni del nostro popolo in termini di stabilità, indipendenza e autodeterminazione. Apprezziamo gli sforzi compiuti dai paesi islamici e arabi e dal Presidente Trump per porre fine alla guerra una volta per tutte. Affermiamo la nostra disponibilità a fermare responsabilmente la guerra, ma Israele continua a uccidere e annientare. L'occupazione israeliana non ha mantenuto le sue promesse nel corso della storia. Siamo venuti con l'obiettivo diretto di porre fine alla guerra, scambiare i prigionieri e liberare i detenuti israeliani".

Tv: “Israele si prepara al rilascio dei rapiti a inizio settimana”

Una fonte a conoscenza dei dettagli delle trattative in corso a Sharm ha dichiarato a Channel 12, l'emittente più importante in Israele, che le autorità "si stanno preparando al rilascio degli ostaggi all'inizio della prossima settimana. Witkoff e Kushner non si fermeranno per più di due o tre giorni e si stima che la firma avverrà entro il weekend, se non ci saranno sorprese". "Israele chiederà di ricevere tutti gli ostaggi vivi entro un giorno, e dopo anche i morti", ha detto la fonte. Se le parti non raggiungeranno un accordo, gli Usa potrebbero proporre un compromesso finale, con un approccio "prendere o lasciare".

Fonti Hamas ad Al Jazeera: “Concluso secondo giorno di colloqui”

Il secondo giorno di colloqui tra i mediatori e la delegazione di Hamas in Egitto "si è concluso poco fa". Lo scrive Al Jazeera citando un alto funzionario dell'organizzazione palestinese. Secondo la fonte, il secondo giorno di negoziato a Sharm el-Sheikh si è concentrato sulle mappe di ritiro dell'Idf e sulla programmazione del rilascio degli ostaggi israeliani. La delegazione di Hamas - scrive Al Jazeera - ha chiesto di collegare le fasi del rilascio dei prigionieri israeliani alle fasi del ritiro delle forze armate israeliane: secondo il gruppo palestinese: il rilascio dell'ultimo ostaggio israeliano deve coincidere con il ritiro definitivo delle forze israeliane. La delegazione di Hamas ha poi sottolineato la necessità di ottenere garanzie internazionali per un cessate il fuoco definitivo, incluso il ritiro di tutte le truppe israeliane dal territorio di Gaza.

Media: “Witkoff e Kushner non lasceranno l’Egitto senza un accordo”

Gli inviati americani, Jared Kushner e Steve Witkoff, non lasceranno l'Egitto se prima non sarà raggiunto un accordo per liberare gli ostaggi e mettere fine alla guerra a Gaza.


Lo hanno indicato alti funzionari americani ad Axios, esprimendo ottimismo sulle possibilità di raggiungere un'intesa già questa settimana. Kushner e Witkoff sono partiti da Washington e domani mattina arriveranno a Sharm el-Sheikh.

Ufficio di Netanyahu: “Ottimismo, ma anche molta cautela sui negoziati”

Ci sono progressi nei negoziati a Sharm El-Sheikh. Lo ha dichiarato l'ufficio del primo ministro israeliano al Times of Israel, aggiungendo che c'è "ottimismo, ma molta cautela". "Hamas può aggiungere ostacoli in qualsiasi momento e andarsene", ha avvertito.

Il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer partirà domani per i colloqui, ha detto ancora il funzionario, mentre l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e l'influente genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, si recheranno a Sharm El-Sheikh.

Il premier del Qatar Al Thani parteciperà domani ai negoziati in Egitto

L'emittente televisiva qatariota Al-Arabi ha riferito che il Primo Ministro del Qatar, che ricopre anche la carica di Ministro degli Esteri, Mohammed Al-Thani, parteciperà ai negoziati per l'accordo in Egitto domani mattina

Trump ha incontrato Witkoff e Kushner prima della loro partenza per l’Egitto

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato il suo influente genero, Jared Kushner, e l'inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, prima della partenza di quest'ultimi due per l'Egitto, dove si uniranno ai colloqui su Gaza. Lo ha riferito Axios, precisando che Witkoff e Kushner hanno fatto il punto sulle trattative in corso a Sharm el-Sheikh nel corso di una riunione allargata anche al vice presidente, Jd Vance, al segretario di Stato americano, Marco Rubio, e al capo di gabinetto, Susie Wiles.

Delegazione turca parteciperà ai negoziati in Egitto per un accordo per porre fine alla guerra a Gaza

Una delegazione turca, guidata dal capo dei servizi segreti (MIT) Ibrahim Kalin, parteciperà da domani ai negoziati in Egitto per un accordo per porre fine alla guerra a Gaza. Lo rende noto l'agenzia statale Anadolu. Secondo l'agenzia, citando fonti di sicurezza, il direttore del MIT ha avuto colloqui bilaterali con funzionari statunitensi, egiziani, qatarioti e di Hamas prima dei negoziati".

7 ottobre, Norvegia: “Brutale terrorismo ma la risposta oltre i limiti”

Nel secondo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023, il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eiden, ha definito l'attacco senza precedenti un "brutale atto di terrorismo" contro Israele e il popolo ebraico. "I miei pensieri sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti in quel giorno doloroso e a tutti coloro che ancora vivono con quel profondo trauma e le sue conseguenze durature", ha affermato Barth Eiden.


Il ministro ha inoltre sottolineato la "devastante guerra a Gaza" e ha affermato che, sebbene ogni nazione abbia il diritto di difendersi, tali azioni "devono rispettare il diritto internazionale, il diritto umanitario e i diritti umani". "La risposta di Israele agli attacchi del 7 ottobre è andata ben oltre i limiti stabiliti da queste regole", ha affermato Barth Eiden. "Gaza è in rovina e la popolazione palestinese è stata sottoposta a sofferenze inimmaginabili".

A Madrid fotoreporter ricordano i colleghi uccisi a Gaza

Distesi a terra per simulare un'immagine di persone uccise, con le loro macchine fotografiche, giubbotti antiproiettili e caschetti in vista: così a Madrid un gruppo di fotoreporter ha ricordato, di fronte al Congresso dei deputati spagnolo, gli "oltre 250 giornalisti e lavoratori di media" uccisi a Gaza da quando è partita l'offensiva israeliana dopo gli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023. Lo riportano diversi media iberici.


L'atto commemorativo, organizzato a esattamente due anni da quel giorno, è stato pensato per "omaggiare tutti coloro che hanno messo gli occhi sul massacro" nella Striscia e "pagato con la loro vita", ha spiegato Santi Burgos, uno dei fotoreporter presenti, in rappresentanza dei colleghi. "In epoca moderna, un conflitto non era mai stato così letale per i professionisti dell'informazione", ha aggiunto, denunciando che "l'obiettivo israeliano è di eliminare testimoni essenziali".

Fonte: “Hamas chiede garanzie che Israele non torni in guerra dopo il rilascio degli ostaggi”

Un alto funzionario egiziano coinvolto nei colloqui sul cessate il fuoco in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, ha affermato che Hamas ha chiesto garanzie che Israele non tornerà in guerra dopo il rilascio dei restanti 48 ostaggi che furono sequestrati nell'attacco del 7 ottobre 2023, 20 dei quali Israele ritiene siano ancora vivi. Il funzionario ha parlato in condizione di mantenere l'anonimato.

Trump: “Faremo di tutto per il rispetto dell’accordo su Gaza dopo l’ok”

"Una volta che l'accordo su Gaza sarà raggiunto, faremo tutto il possibile per assicurarci che tutti rispettino l'accordo": lo ha detto Donald Trump, nello studio Ovale col premier canadese Mark Carney.

TikTok negli Usa “tifa” Palestina, ma l’engagement è simile ai post pro-Israele

Su TikTok, negli Stati Uniti, i contenuti legati alla guerra tra Israele e Hamas restano sbilanciati da un punto di vista numerico a favore dei palestinesi. È quanto emerge da un rapporto pubblicato dal centro di ricerca indipendente Cybersecurity for Democracy, secondo cui a settembre per ogni post pro-Israele ne sono comparsi circa 17 pro-Palestina. Una sproporzione pressoché identica a quella rilevata dallo stesso centro quasi due anni fa, nelle prime fasi del conflitto.

L'analisi, basata sull'esame degli hashtag utilizzati dagli utenti, mostra tuttavia che questa differenza non si traduce in un maggiore livello di engagement. Il video medio pro-Palestina ottiene infatti 472 visualizzazioni, contro le 565 dei post pro-Israele. Nel complesso, i contenuti filopalestinesi risultano più diffusi solo perché "un piccolo numero di post raggiunge un pubblico enorme", si legge nel rapporto.

"La maggior parte dei video pro-Palestina e pro-Israele ottiene un numero di visualizzazioni largamente comparabile - ha commentato la direttrice di Cybersecurity for Democracy, Laura Edelson - La vera differenza è che pochi video pro-Palestina diventano virali e fanno salire la media".

Spagna, il Congresso in silenzio per le vittime in Israele e Palestina

L'anniversario degli attentati del 7 ottobre 2023 in Israele è stato ricordato dal Congresso dei deputati spagnolo, all'inizio della seduta odierna. Come annunciato dalla presidente di questa Camera, Francina Armengol, i parlamentari hanno infatti osservato un minuto di silenzio per le "quasi 1.200 vittime dei terribili attentati commessi due anni fa da Hamas in Israele e le oltre 67.000 morti che hanno colpito da allora il popolo palestinese". Uno dei temi discussi nella seduta odierna è un decreto del governo che prevede l'embargo nel commercio di armi nei confronti di Israele: il voto di convalida è previsto per domani.

Trump: “La guerra in Ucraina più difficile di Gaza da risolvere”

"Pensavo sarebbe stata la più facile e invece è più difficile del Medio Oriente". Lo ha detto Donald Trump a proposito della guerra in Ucraina ribadendo di "essere stato molto deluso da Putin".

Trump: “C’è una reale chance di pace a Gaza”

Donald Trump vede una "reale possibilità" di raggiungere un accordo di pace a Gaza in questo momento.

Trump: “Possibilità di pace nella regione anche oltre Gaza”

I negoziati in corso sono "seri" e "c'è una possibilità di pace in Medioriente, anche oltre la situazione a Gaza". Lo ha detto Donald Trump, ricevendo nello Studio Ovale il premier canadese Mark Carney. "Ogni Paese nel mondo sostiene il piano, c'è una reale possibilità di fare qualcosa", ha aggiunto il presidente Usa.

Attivisti svizzeri della Flotilla: “Trattamenti crudeli e degradanti durante la detenzione in Israele”

I membri svizzeri della Global Sumud Flotilla che ha tentato di rompere il blocco marittimo israeliano su Gaza hanno subito "trattamenti crudeli, disumani e degradanti" durante la detenzione israeliana. Lo ha dichiarato la loro organizzazione, la Waves of Freedom Switzerland (Wofa), sostenendo che Israele ha condotto "attacchi illegali e vergognosi contro le flottiglie umanitarie e pacifiche", seguiti da "arresti e detenzioni altrettanto illegali".

"Ha sottoposto i nostri cittadini a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, secondo quanto definito dalla Convenzione internazionale contro la tortura, sia fisica che psicologica", ha aggiunto la Wofa. Diciannove cittadini svizzeri hanno preso parte alla Global Sumud Flotilla, ma secondo l'organizzazione, nove cittadini svizzeri sono stati rilasciati, ma altri 10 sono ancora detenuti. Si prevede che vengano rilasciati oggi, si legge in un comunicato: "Rimaniamo cauti di fronte a uno Stato che ha da tempo abbandonato ogni rispetto per lo stato di diritto".

Israele ha negato le accuse di abusi e ha insistito sul fatto che i diritti legali dei detenuti sono stati pienamente rispettati. Ma la Wofa afferma che le persone rilasciate hanno denunciato "privazione del sonno, mancanza di accesso all'acqua e al cibo, mancanza di cure mediche e abusi verbali e psicologici". Alcuni, si legge, "sono stati tenuti ammanettati per lunghe ore senza alcuna giustificazione", mentre altri "sono stati schiaffeggiati, picchiati e rinchiusi in una gabbia". Inoltre, "sono stati negati tutti i trattamenti medici, compresi i farmaci essenziali come l'insulina per il diabete".

Hamas chiede la liberazione di Barghouti e di altri ergastolani

L'emittente egiziana "Al-Kahera Al-Akhbariya" ha riferito, secondo alcune fonti, che al Cairo sono iniziate le discussioni sulle liste dei prigionieri palestinesi da rilasciare dalle carceri israeliane in cambio di ostaggi. Secondo il rapporto, Hamas chiede il rilascio di Marwan Barghouti, Ahmad Saadat, Hassan Salameh, Abbas a-Sayed e di altri prigionieri condannati all'ergastolo. "Hamas ha confermato la sua disponibilità a consegnare tutti gli ostaggi, vivi e morti", si legge.

“Domani tutti in piazza”, la Freedom Flotilla invita a una nuova mobilitazione l’8 ottobre

“L'8 ottobre tutti in piazza, appello alla mobilitazione per la Freedom Flotilla, non permettiamo che accada alla Freedom Flotilla quello che è accaduto alla Global Sumud Flotilla". Così, tramite i canali social, Freedom Flotilla Italia, Giovani Palestinesi Italia, Movimento studenti palestinesi in Italia ed Unione Democratica Arabo-Palestinese invitano nuovamente a scendere in strada per Gaza. Nel post, gli attivisti sottolineano che nelle "prossime ore la Freedom Flotilla entrerà nelle acque internazionali vicino a Gaza, dove esiste il concreto rischio che venga intercettata e sequestrata dalle forze israeliane come accaduto in passato", facendo riferimento all'intercettazione della Global Sumud Flotilla di mercoledì scorso.

"L'appello è a una mobilitazione politica, di denuncia delle responsabilità dirette del governo Meloni che, in continuità con i governi precedenti, ancora oggi conferma il proprio sostegno all'occupazione israeliana. Questo appello si inserisce in continuità con le mobilitazioni precedenti", spiegano gli attivisti. Nello stesso post gli organizzatori comunicano che le piazze dove si svolgeranno le mobilitazioni verranno comunicate nelle prossime ore.

Raid dell’Idf in Cisgiordania, 35 arresti da ieri

Le forze israeliane hanno effettuato oggi raid nelle zone intorno a Ramallah, nella Cisgiordania occupata, mentre si sentivano spari e si alzava fumo dal campo profughi di Al-Amari. Secondo il Palestinian Prisoners Club, un gruppo che rappresenta i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, da lunedì sono state arrestate almeno 35 persone in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e in altre località. L'esercito israeliano al momento non ha confermato gli arresti, ma ha dichiarato che erano in corso "normali attività antiterrorismo". L'operazione ha avuto luogo mentre la regione celebrava il secondo anniversario della guerra tra Israele e Hamas.

Israeliani in “piazza degli ostaggi” a Tel Aviv per il 7 ottobre

Gli israeliani si riuniscono nella piazza degli ostaggi a Tel Aviv per commemorare i 2 anni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Le foto degli ostaggi sono esposte in piazza mentre alcuni suonano musica in attesa dell'inizio della cerimonia di stasera. Molte famiglie degli ostaggi hanno affermato che, sebbene si tratti di un triste traguardo, il piano di pace di Donald Trump ha dato loro più speranza di quanta ne avessero avuta negli ultimi mesi. "Sono frustrato e deluso dal fatto che siamo arrivati al traguardo dei 2 anni", ha detto Udi Goren, il cui cugino Tal Haimi è tenuto in ostaggio da Hamas a Gaza. Tuttavia Trump è riuscito a riunire il mondo dietro al suo piano di pace, creando una coalizione senza precedenti, ha affermato. "Il divario fra un piano incredibile e un futuro migliore è la volontà. Vediamo che Trump ha la volontà", ha detto Goren.

(agf)

Hamas: “Il rilascio dell’ultimo ostaggio coincida con il ritiro definitivo dell’Idf”

Il rilascio dell'ultimo ostaggio ancora nelle mani di Hamas deve coincidere con il ritiro definitivo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. E' la richiesta avanzata da Hamas durante la seconda giornata di trattative a Sharm el-Sheikh che si è conclusa poco fa, stando a quanto riferito da una fonte di primo piano del movimento islamista palestinese ad al-Jazeera.

La fonte di Hamas ha sottolineato la richiesta di collegare le fasi del rilascio degli ostaggi israeliani alle fasi del ritiro completo delle Idf, auspicando garanzie internazionali sull'accordo. La fonte ha anche precisato che il secondo giorno di trattative a Sharm si è concentrato proprio sul ritiro di Israele dall'enclave e sulla tempistica del rilascio degli ostaggi.

Papa: “Non possiamo accettare i gruppi che causano il terrorismo, preoccupa l’antisemitismo”

"Sono stati due anni molto dolorosi. Con un atto terroristico con 1200 morti: davvero bisogna pensare a quanto odio esiste nel mondo e a che possiamo fare. Poi tanti palestinesi", "si parla di 67mila uccisi: di quanta violenza e di quanto odio è capace l'uomo". Lo ha osservato il Papa, prima di fare rientro a Roma da Castel Gandolfo, parlando dell'attacco di Hamas a Israele di due anni fa.

"Bisogna ridurre l'odio e cercare soluzioni di pace. Certo - ha osservato - i gruppi che causano terrorismo non li possiamo accettare bisogna sempre rifiutare lo stile di odio nel mondo. Preoccupanti gli atti di antisemitismo: bisogna annunciare la pace; rispetto per la dignità di tutti".

Trump al Forum delle Famiglie degli ostaggi: “Grazie per la candidatura al Nobel per la pace”

Il presidente Usa Donald Trump ha ringraziato il Forum delle Famiglie degli ostaggi per "la lettera di candidatura per il premio Nobel per la pace".

Il fratello di un ostaggio al Parlamento europeo: “L’Ue si attivi per sostenere il piano Trump”

"Il presidente Trump ha presentato un piano per liberare gli ostaggi, e Israele lo ha accettato. Come fratello di un ostaggio, sono qui a Strasburgo per dire una cosa: noi sosteniamo questo piano e chiediamo che l'Unione europea si attivi affinché il primo punto, relativo alla liberazione degli ostaggi, sia messo in pratica al più presto. Chiediamo che l'Ue usi la sua influenza e la sua autorità morale per far sì che questo piano inizi da subito. Domandiamo due cose: supporto pubblico al piano e sostegno concreto agli ostaggi." Lo ha detto Ilay David, fratello di Evyatar David, ostaggio catturato da Hamas al festival Nova, parlando alla cerimonia di commemorazione dell'attentato terroristico del 7 ottobre al Parlamento Europeo, accanto alla presidente Roberta Metsola e a numerosi eurodeputati di ogni schieramento.


"Quella mattina Evyatar stava ballando tra migliaia di persone che danzavano per la pace e per la musica. I terroristi di Hamas hanno invaso il festival, torturando e uccidendo i presenti. La mia famiglia ha scoperto che era stato rapito grazie a un video pubblicato su Telegram da Hamas", ha spiegato Ilay David, il cui fratello è diventato uno dei simboli degli ostaggi dopo che il gruppo terroristico ha diffuso, di recente, diversi video in cui appare in condizioni di salute estremamente precarie.
"Un anno fa sono venuto in questo palazzo per il primo anniversario. Allora non avevamo alcuna certezza che fosse vivo, solo speranza. Da allora abbiamo visto mio fratello in molti video: sempre più magro, sempre più debole. In uno di questi filmati è stato portato fuori dai tunnel di Hamas per assistere alla liberazione di altri ostaggi: una tortura meschina. I video si sono susseguiti, ed è evidente che Hamas usa il corpo di mio fratello per la sua propaganda", ha concluso il fratello dell'ostaggio.

Lettera di Trump al Forum delle Famiglie degli ostaggi: “Tutti i rapiti torneranno a casa”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, insieme alla moglie Melania, ha inviato una lettera di ringraziamento al Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi, che ha proposto il capo della Casa Bianca per il Premio Nobel per la Pace.

"Dopo gli orribili eventi del 7 ottobre 2023, che hanno visto famiglie distrutte, bambini strappati dalle braccia dei genitori e persone innocenti uccise e violentate, ho deciso di riportare a casa tutti gli ostaggi e di garantire la totale distruzione di Hamas affinché questi atti orribili non si ripetano mai più. Queste scene indicibili sono rimaste impresse nella nostra memoria e non le dimenticheremo mai", ha dichiarato Trump, sottolineando che tutta la sua Amministrazione "è stata toccata dal fatto che, nonostante l'inimmaginabile dolore e la sofferenza di aver trascorso due anni senza sapere dove si trovassero i vostri cari, abbiate continuato a raccontare le loro storie e a battervi per loro".

A Lubiana vernice rossa su facoltà che collabora con Israele

L'ingresso della facoltà di ingegneria meccanica a Lubiana è stato imbrattato oggi, anniversario della strage del 7 ottobre in Israele, con vernice rossa, in un incidente motivato con ogni probabilità dalla protesta contro la partecipazione della facoltà a un progetto europeo di ricerca nel quale sono coinvolte anche organizzazioni israeliane. Sulla scalinata, ha riferito l'agenzia Sta, è stata lasciata la scritta 'Stop al genocidio'. I responsabili della facoltà hanno duramente condannato l'episodio, definito un chiaro atto di vandalismo, e hanno presentato denuncia alle forze di polizia. La facoltà, hanno aggiunto in un comunicato, proseguirà nella sua attività "in uno spirito di apertura, rispetto e collaborazione" che sono i valori basilari dell'Università di Lubiana e della comunità di ricerca europea.

Rubio: “Gli Usa sono determinati a impedire che il 7 ottobre si ripeta”

"Gli Stati Uniti ribadiscono il loro incrollabile sostegno al diritto di Israele a esistere, a difendersi e a garantire la sicurezza del suo popolo. Mentre gli Stati Uniti celebrano questo tragico anniversario e onorano le vittime, rinnoviamo la nostra determinazione a impedire che un simile male si ripeta": lo afferma in una nota il segretario di stato Usa Marco Rubio, nel secondo anniversario degli attacchi di Hamas del 7 otttobre. "Sotto la guida del presidente Trump - prosegue Rubio - l'America sta guidando gli sforzi per ottenere il rilascio di tutti gli ostaggi, porre fine al dominio di Hamas a Gaza e promuovere una pace duratura che garantisca non solo la sicurezza di Israele, ma anche la pace e la prosperità generazionali per la regione. Questa visione di stabilità, sicurezza e un futuro libero dal terrore è al centro del Piano in 20 Punti del presidente". "Dal 7 ottobre 2023 - conclude il segretario di stato - abbiamo anche assistito a una preoccupante ondata di antisemitismo che minaccia le comunità ebraiche in tutto il mondo. Come ho detto, non si può scendere a compromessi con l'antisemitismo. Continuiamo a condannare tutti gli atti di terrorismo e antisemitismo contro Israele e invitiamo la comunità internazionale a schierarsi al fianco di Israele in questo doloroso anniversario".

Trump: “Determinato a far cessare il conflitto e le ondate di antisemitismo”

Trump: “Determinato a far cessare il conflitto e le ondate di antisemitismo”

Trump alle famiglie degli ostaggi: “Hamas sarà totalmente distrutta”

Trump alle famiglie degli ostaggi: “Hamas sarà totalmente distrutta”

Lettera di Trump al Forum delle Famiglie degli ostaggi: “Tutti i rapiti torneranno a casa”

Lettera di Trump al Forum delle Famiglie degli ostaggi: “Tutti i rapiti torneranno a casa”

Hezbollah: “Il 7 ottobre battaglia di redenzione e liberazione”

Hezbollah ha esortato i Paesi del Medio Oriente a "serrare i ranghi a sostegno della resistenza" contro Israele, in occasione del secondo anniversario degli attacchi del 7 ottobre e della successiva offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza. "La sicurezza, la stabilità e il futuro della regione dipendono dall'unità di posizioni e parole tra i Paesi arabi e islamici e i loro popoli - si legge nel messaggio diffuso dal movimento sciita libanese e diffuso attraverso la rete televisiva Al Manar - Occorre tradurre il rifiuto dell'aggressione in azioni concrete che dissuadano il nemico, che comprende solo il linguaggio della forza e dello scontro".

Hezbollah ha descritto Israele come "un pugnale nel cuore del Medio Oriente" e "un cancro che deve essere sradicato prima che causi distruzione e devastazione ovunque metta radici", riaffermando la propria determinazione a "preservare la fiducia nella resistenza e nel sangue dei martiri".

Il gruppo ha elogiato il "popolo palestinese libero e resiliente", lodando i combattenti di Gaza per aver "partecipato a una battaglia sacra in difesa di Gerusalemme e della propria nazione per due anni" e definendo gli attacchi del 7 ottobre "una battaglia di redenzione, liberazione e fermezza di fronte all'ingiustizia e all'occupazione".
Nella dichiarazione Hezbollah ha infine accusato Israele di "genocidio e di condurre una guerra di fame e sfollamento" a Gaza, denunciando "il silenzio di un mondo sottomesso che assiste ai massacri senza muovere un dito".

Flotilla, Brasile: “Rilasciati 13 attivisti brasiliani”

Il Brasile ha annunciato il rilascio di 13 brasiliani, tra cui una deputata, che facevano parte degli attivisti della flottiglia di Gaza arrestati e detenuti dalle autorità israeliane. I tredici brasiliani "sono stati condotti al confine con la Giordania e rilasciati", ha dichiarato il Ministero degli Esteri brasiliano in un comunicato. Tra i rilasciati anche la deputata Luizianne Lins, del Partito dei Lavoratori del presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula da Silva.

Attivisti della Flotilla alla Ue: “Determinati a raggiungere Gaza, far rispettare il diritto”

"A tutte le istituzioni governative e giudiziarie degli Stati, all'Unione Europea e alle Nazioni Unite, questo è un appello forte e fermo. Siamo in mare, determinati a raggiungere Gaza e siamo preoccupati per la vostra assenza di azione in questi due anni di genocidio e nella protezione dei diritti dei nostri compagni attivisti ora detenuti illegalmente. Denunciamo gli abusi, le violenze e le torture inflitte ai nostri colleghi della Global Sumud Flotilla durante la loro detenzione illegale in Israele, come confermato dalle organizzazioni di supporto legale. Questa è un'ulteriore prova della mancanza di reattività politica della comunità europea e internazionale e della lunga impunità dello Stato di Israele". E' l'appello contenuto in una lettera dei partecipanti alla missione de La Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleen a Gaza, che ha organizzato una seconda flotta per dare continuità alla Sumud.

"Stiamo svolgendo il nostro legittimo lavoro come deputati, giornalisti, medici, infermieri, marinai e cittadini. Siamo una missione civile e legittima per aprire un corridoio marittimo, in conformità con il diritto internazionale, in modo che gli aiuti possano essere consegnati senza ostacoli dallo stesso Stato che sta deliberatamente facendo morire di fame i palestinesi", si legge ancora. "Vi chiediamo urgentemente - proseguono - di sanzionare Israele e di porre fine alla vostra partecipazione al genocidio. Vi chiediamo urgentemente di rispettare e far rispettare il diritto internazionale, umanitario e marittimo. Vi chiediamo urgentemente di garantire la sicurezza del nostro equipaggio e della nostra missione. Esistono istituzioni per garantire lo stato di diritto e far rispettare i diritti umani fondamentali".

Egitto: “Delegazione Usa si unirà a colloqui domani”

La delegazione Usa si unirà ai colloqui fra Israele e Hamas in Egitto domani, mercoledì. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, precisando che l'obiettivo principale dei colloqui è stabilire un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi e di alcuni prigionieri palestinesi. Abdelatty ha aggiunto che le parti stanno anche discutendo delle mappe che indicano le aree da cui le forze israeliane si ritireranno nella prima fase, che include anche la consegna "completa e incondizionata" di aiuti umanitari a Gaza attraverso le Nazioni Unite. Ha affermato che i negoziati mirano a raggiungere un "meccanismo di sicurezza" che porti infine al ritiro completo delle forze israeliane da Gaza. I colloqui si tengono a Sharm el-Sheikh.

Suica: “L’Ue svolgerà ruolo chiave per la ricostruzione di Gaza”

"L'Ue è fermamente impegnata a sostenere la pace in Medio Oriente attraverso un dialogo inclusivo e il rispetto del diritto internazionale. La smilitarizzazione è fondamentale e una governance efficace è indispensabile per poter lavorare alla ricostruzione di Gaza.


Insieme agli alleati internazionali, lavoreremo per una riforma dell'Autorità palestinese. L'Ue svolgerà un ruolo centrale negli sforzi di ricostruzione attraverso il gruppo dei donatori per la Palestina, garantendo la titolarità palestinese e la credibilità internazionale". Lo scrive sui social la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica.

In Giappone cortei per Gaza e il rilascio degli ostaggi

In Giappone centinaia di manifestanti, tra cui palestinesi, hanno marciato nel centro di Tokyo chiedendo un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nel giorno del secondo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 che scatenò la guerra. Proteste simili si sono svolte anche a Osaka e in altre grandi città. Lena Grace Suda, una 30enne residente a Tokyo che ha partecipato alla manifestazione, ha chiesto sanzioni contro Israele: "Riconoscere lo Stato di Palestina non è sufficiente se si continua a essere complici del genocidio", ha affermato. Anche a Taiwan si è tenuta una veglia con candele a sostegno dei palestinesi.

Il presidente dell’Iran condanna "atrocità su civili" a Gaza

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha condannato le "atrocità in corso a Gaza e l'uccisione di civili innocenti", denunciando "l'ipocrisia di coloro che affermano di difendere i diritti umani e che ignorano però tali crimini". Come riporta una nota del governo iraniano, Pezeshkian - nel secondo anniversario dell'attacco di Hamas ai kibbutz che ha scatenato poi la guerra di Israele sulla Striscia - ha sottolineato che "l'avidità e il potere hanno accecato gli oppressori".

A Istanbul protesta davanti al consolato di Israele per il 7 ottobre

È prevista per oggi, in coincidenza con l'anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, una protesta nei pressi del consolato di Israele a Istanbul. Inoltre oggi pomeriggio a Istanbul, dove il sostegno pubblico ai palestinesi è molto forte, la Torre di Galata sarà illuminata con i colori della bandiera palestinese per attirare l'attenzione sulla situazione umanitaria a Gaza, ha annunciato il ministero del Turismo e della Cultura turco. Nel frattempo le autorità turche hanno annullato per motivi di sicurezza un concerto dell'artista britannico Robbie Williams, previsto per questa sera a Istanbul.

Media: “Polizia vieta manifestazione pro-Palestina a Berlino”

L''autorità di controllo del Dipartimento di Polizia di Berlino ha vietato una manifestazione anti-israeliana e pro-Palestina in Alexanderplatz, poche ore prima del suo inizio. Lo riporta Tagesspiegel citando fonti di sicurezza. I manifestanti erano stati mobilitati per la manifestazione dove, secondo le autorità berlinese, avrebbero glorificato il terrore di Hamas e giustificando il massacro in Israele del 7 ottobre 2023. La manifestazione era prevista per le 18:00 in Alexanderplatz.

Idf: “Intercettato quarto drone degli Houthi”

Le forze armate israeliane hanno riferito di aver intercettato un quarto drone lanciato dallo Yemen verso Eilat. Il velivolo senza pilota è stato distrutto fuori dal territorio israeliano ed è per questo che non sono risuonate le sirene d'allarme, ha aggiunto l'Idf.

Hamas: “Netanyahu vuole ostacolare anche l’attuale round di negoziati”

Hamas ha accusato il premier israeliano Benjamin Netanyahu di voler "ostruire e ostacolare" l'attuale ciclo di negoziati, così come aveva "deliberatamente ostacolato tutti i cicli precedenti". "Nonostante la brutale forza militare, il sostegno illimitato e la piena collaborazione americana nella guerra di sterminio a Gaza, non sono riusciti e non riusciranno a ottenere una falsa immagine di vittoria", ha affermato Fawzi Barhoum, portavoce dell'organizzazione, citato da Al Jazeera.


Rubio e Vance ricordano il 7 ottobre: “Al lavoro per piano Usa”

Il vice presidente Usa JD Vance e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno ricordato il secondo anniversario dell'eccidio di Hamas del 7 ottobre 2023 ribadendo il sostegno di Washington a Israele e sottolineando l'importanza del piano del presidente Donald Trump per la regione. "Gli Stati Uniti rimangono fermi nel sostegno a Israele nella nostra comune lotta contro il terrorismo e nel nostro impegno condiviso per porre fine alle sofferenze di tutti gli ostaggi e delle loro famiglie", ha affermato il capo della diplomazia americana. Il piano in 20 punti per Gaza "offre un'opportunità storica per chiudere questo capitolo oscuro e per costruire le basi per una pace e una sicurezza durature per tutti", ha aggiunto Rubio.


Ricordando i "terribili attacchi terroristici del 7 ottobre" e "tutte le persone innocenti brutalmente assassinate da Hamas", Vance ha messo l'accento sull'impegno "a lavorare per il piano del Presidente Trump di riportare a casa gli ostaggi rimasti e costruire una pace duratura per tutti".

Alleato di Erdogan: “Se il genocidio continua useremo la forza”

"Se Israele non ferma il genocidio a Gaza interverremo con la forza". Lo ha detto il leader del partito ultranazionalista turco Mhp, Devlet Bahceli, alleato al governo del presidente Recep Tayyip Erdogan. "Israele è il nemico dell'umanità e distrugge ogni speranza di pace. Se non bastano le trattative a fermarlo allora sarà necessario intervenire con la forza, colpirli sul terreno di guerra. Sarebbe una svolta storica", ha dichiarato Bahceli. Il partito Mhp è dal 2015 alleato di Erdogan, essenziale per il leader turco che altrimenti non avrebbe la maggioranza in parlamento.

Fidan discute del piano di pace per Gaza con l'omologo egiziano

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo egiziano Badr Abdelatty in cui "è stato discusso il processo negoziale relativo al piano di cessate il fuoco per Gaza". Lo affermano fonti nel ministero degli Esteri di Ankara mentre ieri a Sharm El-Sheikh erano iniziati i negoziati indiretti tra Hamas e Israele mediati dall'Egitto e dal Qatar.

7 ottobre, negli Usa manifestazioni in diverse città

In occasione dell'anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre sono previste manifestazioni in tutti gli Stati Uniti. A New York è si svolgeranno una serie di eventi in vari punti della città: "Israelis for Peace Memorial Vigil" a Union Square, "Circle of Unity" a Central Park, e la protesta "Flood New York City For Gaza" fuori dal News Corp building. Gruppi pro-palestinesi hanno annunciato manifestazioni in diverse città americane come Portland, Seattle, Los Angeles, Minneapolis e Madison.

Media, Hamas: “Cerchiamo di superare gli ostacoli e di arrivare a un accordo”

Il funzionario di Hamas Fawzi Barhoum ha affermato che "la delegazione dell'organizzazione che partecipa ai colloqui in Egitto sta cercando di superare tutti gli ostacoli per raggiungere un accordo". Lo riferiscono i media israeliani

Francia: “7 ottobre peggiore massacro antisemita dalla Shoah”

"Il 7 ottobre 2023 Israele è stato colpito da attacchi terroristici di una portata e di una brutalità senza precedenti, il peggiore massacro antisemita dalla Shoah. Questi attacchi barbari condotti da Hamas e da altri gruppi terroristi affiliati sono costati la vita ad almeno 1219 persone e 251 ostaggi, in stragrande maggioranza civili israeliani. La Francia ribadisce la sua condanna degli attacchi del 7 ottobre 2023. Ribadisce il suo impegno contro il terrorismo e l'antisemitismo in ogni luogo e sotto ogni forma e ricorda il suo sostegno indefettibile alla sicurezza di Israele": è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi, a due anni dai massacri del 7 ottobre.
"In questo giorno di commemorazioni - si prosegue nella nota - la Francia rende omaggio alla memoria delle vittime, a cominciare dai 51 francesi uccisi. Esprime la propria solidarietà alle famiglie, ai cari, a tutti coloro la cui vita è stata stravolta da questi attacchi. Esprime, tra l'altro, sostegno ai francesi, ex ostaggi, liberati dopo tanti mesi di prigionia. Omaggia anche tutte le vittime civili, israeliane e palestinesi, che hanno perso la vita dal 7 ottobre 2023. La Francia ribadisce la sua esigenza di liberazione immediata e incondizionata dei 48 ostaggi restanti. Ricorda a questo proposito di attuare pienamente il piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 29 settembre, che rappresenta una opportunità per ottenere la liberazione degli ostaggi e un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza.Il ministro dell'Europa e degli Affari Esteri ha organizzato una cerimonia d'omaggio a tutte le vittime di questi attacchi presieduta dal ministro Jean-Noel Barrot, oggi, alle ore 10, a Parigi, e in tutta la rete diplomatica con l'osservanza di un minuto di silenzio", si conclude nella nota.

Hamas: “Il 7 ottobre è stata una risposta storica alle azioni di Israele”

Hamas ha definito "una risposta storica" contro le azioni israeliane "per sradicare la causa palestinese" l'attacco sferrato da il 7 ottobre del 2023. "Ribadiamo che l'Alluvione di al-Aqsa del 7 ottobre è stata una risposta storica ai tentativi di sradicare la causa palestinese", ha affermato un alto funzionario di Hamas, Fawzi Barhoum, in un discorso televisivo

Le famiglie degli ostaggi chiedono “la fine dell'incubo”

"Due anni fa le nostre vite cambiarono per sempre, quando terroristi invasero comunità, feste e basi, uccidendo, violentando e rapendo centinaia di innocenti", scrive in un comunicato diffuso oggi il Forum delle famiglie degli ostaggi sottolineato che per loro e per il popolo israeliano "ognuna di queste 48 anime è un mondo a sé, e ognuno di loro deve tornare a casa. I vivi hanno bisogno di riabilitazione e i morti meritano una sepoltura nella propria terra".


Nella nota i familiari esprimono profonda gratitudine al presidente degli Stati Uniti Donald Trump "per la sua dedizione e leadership incrollabili", affermando che "la sua proposta ci dà nuova speranza che quest'incubo possa finalmente finire e che i nostri cari tornino a casa". Infine, le famiglie hanno rivolto un appello al primo ministro Benjamin Netanyahu, dichiarando che dopo due anni "ha l'opportunità di porre fine a questo incubo" e di raggiungere "un accordo che metta fine alla guerra più lunga della nostra storia e riporti a casa tutti i 48 ostaggi".

Fonte Egitto: “Nei colloqui accordo sulla maggior parte dei termini relativi alla prima fase”

Nei colloqui indiretti Israele-Hamas di lunedì a Sharm el-Sheikh, in Egitto, le parti si sono accordate sulla maggior parte dei termini relativi alla prima fase del piano di Donald Trump, compresi il rilascio degli ostaggi e l'istituzione di un cessate il fuoco. Lo riferisce un funzionario egiziano coperto dall'anonimato. Il piano ha ricevuto un ampio sostegno internazionale e Trump ha dichiarato lunedì ai giornalisti che ritiene ci siano "ottime possibilità" di raggiungere un "accordo duraturo". "Questo va oltre Gaza", ha affermato, "Gaza è importante, ma qui si tratta davvero della pace in Medioriente". Rimangono tuttavia molte incertezze, tra cui la richiesta di disarmo di Hamas e il futuro governo di Gaza

Media: “Hamas accetta il disarmo ma rifiuta Blair come governatore”

Hamas, nel corso dei colloqui in Egitto, avrebbe "accettato di consegnare le sue armi a un comitato egiziano-palestinese, rifiutando categoricamente di affidare la gestione della Striscia di Gaza a un comitato di transizione internazionale". Lo scrive l'agenzia Efe dal Cairo citando una fonte palestinese informata. Hamas "propone di negoziare la gestione di Gaza con l'Autorità Nazionale Palestinese" e "rifiuta la presenza di Tony Blair come governatore di Gaza", pur "accettando che assuma un ruolo di monitoraggio a distanza"

Qatar: “Israele avrebbe già dovuto fermare le operazioni militari”

Israele "avrebbe già dovuto cessare le sue operazioni militari (nella Striscia di Gaza, ndr) se le dichiarazioni del primo ministro (israeliano, Benjamin Netanyahu, ndr) sulla sua adesione al piano Trump fossero state vere". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, durante un punto stampa a Doha. "Aspettiamo i risultati dei negoziati per il cessate il fuoco nei prossimi giorni", ha aggiunto il portavoce, riferendosi alle trattative in corso in Egitto

Alla Porta di Brandeburgo 1100 sedie vuote per ricordare il 7 ottobre

Con la lettura dei 1200 nomi delle vittime del 7 ottobre, si è tenuta stamani a Berlino una manifestazione alla Porta di Brandeburgo. In memoria degli attacchi di Hamas di due anni fa, sono state posizionate anche 1100 sedie vuote, che in alcuni casi rappresentano intere famiglie, è stato spiegato. In serata, sul monumento simbolo della capitale saranno proiettate le parole "bring them home now" ("riportateli a casa adesso"), con riferimento al rilascio degli ostaggi ancora in mano ai rapitori. In tutta la Germania, le bandiere sventoleranno oggi a mezz'asta. Sempre a Berlino, blindata per l'occasione da 1400 agenti della polizia per garantire ordine e sicurezza, è prevista una veglia contro l'antisemitismo nella Bebelplatz

Ambasciata di Israele presso la Santa Sede: “L’intervista di Parolin mina gli sforzi di pace”

"La recente intervista al Cardinale Parolin, sebbene sicuramente ben intenzionata, rischia di minare gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza e contrastare il crescente antisemitismo". E' quanto si legge in una nota stampa diffusa dall'ambasciata di Israele presso la Santa Sede, secondo la quale l'intervista rilasciata dal Segretario di Stato vaticano "si concentra sulla critica a Israele, trascurando il continuo rifiuto di Hamas di rilasciare gli ostaggi o di porre fine alla violenza". L'ambasciata israeliana afferma che "ciò che più preoccupa è l'uso problematico dell'equivalenza morale laddove non è pertinente. Ad esempio, l'applicazione del termine 'massacro' sia all'attacco genocida di Hamas del 7 ottobre sia al legittimo diritto di Israele all'autodifesa". La nota prosegue dichiarando che "non esiste equivalenza morale tra uno Stato democratico che protegge i propri cittadini e un'organizzazione terroristica intenzionata a ucciderli. Ci auguriamo che le dichiarazioni future riflettano questa importante distinzione"

Qatar: “Tutte le parti spingono per accordo su Gaza”

"Tutte le parti spingono per raggiungere un accordo" in Egitto per porre fine alla guerra a Gaza: lo afferma un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, citato da al Jazeera. "I colloqui in Egitto hanno visto quattro ore di discussioni intense e meticolose per individuare gli ostacoli", si sottolinea. Restano "dettagli" da definire "sull'attuazione della consegna dei prigionieri, il rilascio dei prigionieri palestinesi, l'ingresso degli aiuti"

Aziende israeliane escluse dal Dubai Airshow

Le aziende israeliane del settore della difesa sono state escluse dal prossimo Dubai Airshow dopo una "revisione tecnica". Lo hanno annunciato gli organizzatori, senza fornire ulteriori dettagli. "Gli espositori (israeliani) che erano presenti in precedenza non parteciperanno", ha dichiarato Tim Hawes, amministratore delegato di Informa Markets, l'organizzatore della fiera, a margine di una conferenza stampa per annunciare i dettagli della manifestazione

Erdogan: “Il governo Netanyahu è la maggiore minaccia regionale”

"Gli ultimi attacchi di Israele contro il Qatar dimostrano che la minaccia più grande per la stabilità della nostra regione deriva dall'attuale amministrazione di questo Paese". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante il suo intervento presso il 12esimo vertice dei capi di Stato dell'Organizzazione degli Stati Turchi, a Gabala in Azerbaigian, come riferisce Anadolu

Lussemburgo: “Sì a sanzioni, non contro Israele ma al governo Netanyahu”

"Sosteniamo le sanzioni non contro Israele, ma contro il governo del primo ministro Netanyahu, che non rispetta il diritto internazionale umanitario". Lo ha affermato il primo ministro del Lussemburgo Luc Frieden, intervenendo in replica al dibattito in plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo. Frieden ha richiamato la necessità di "costruire la solidarietà di fatto" in Europa "sulla base di alcuni principi: stabilità, valori e competitività". "La stabilità richiede compromessi", ha detto, "perché se ognuno si arrocca sulle proprie posizioni non ci saranno progressi, ma solo conflitti."


"L'Europa è un progetto di valori, un progetto di Stato di diritto, un progetto fondato su un ordine internazionale basato su norme", ha ribadito, sottolineando che questo vale "sia per l'Ucraina, che si batte per i nostri valori e le nostre libertà, sia per il Medio Oriente, dove vogliamo una soluzione a due Stati perché crediamo nel dialogo e nel diritto internazionale".


Il premier ha anche aggiunto che "la nostra democrazia è forte ma anche vulnerabile, anche sui social media", invitando a difendere i valori europei "con coerenza e responsabilità, dentro e fuori dall'Unione".

Hamas: “Il 7 ottobre glorioso giorno di successo per i palestinesi”

Hamas celebra il secondo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023, definendolo un "glorioso giorno di successo" per il popolo palestinese. Lo riporta il Times of Israel. "Sono passati due anni e il nemico continua la sua barbara guerra contro il tenace popolo palestinese e continua i suoi massacri contro civili innocenti, mentre il mondo tace e i paesi arabi li abbandonano in un modo senza precedenti", si legge in una dichiarazione che commemora i capi dell'organizzazione uccisi durante la guerra, tra cui Ismail Haniyeh, Yahya Sinwar, Saleh al-Arouri e Mohammed Deif

Netanyahu parla di 46 ostaggi, i familiari chiedono spiegazioni

Il Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi chiede una "spiegazione" al premier Benjamin Netanyahu dopo che nell'intervista con il commentatore politico conservatore Ben Shapiro alla vigilia del 7 ottobre ha detto che gli ostaggi a Gaza sono 46, e non 48 come si ritiene.


"Sono stati presi due anni fa, tutti sotto la vostra sorveglianza, quindi vi aggiorneremo: ci sono 48 ostaggi a Gaza", afferma il forum. "Per noi e per il popolo israeliano che per due anni è sceso in piazza settimana dopo settimana, ognuno di loro è un mondo intero. Ognuno di loro deve tornare a casa, i vivi per la riabilitazione e i caduti per la sepoltura nella loro terra", prosegue il comunicato. Rivolgendosi direttamente a Netanyahu, le famiglie affermano che ha l'opportunità di porre fine all'"incubo" e restituire tutti gli ostaggi, "48, non 40 e non 46".

Media: “A Sharm Hamas chiede il ritiro immediato dell’Idf da Gaza”

Hamas, durante il primo round di colloqui ieri a Sharm, in Egitto, "ha chiesto a Israele di cessare il fuoco e ritirare le sue truppe dai quartieri residenziali dell'enclave prima dell'inizio di uno scambio di ostaggi": lo scrive Sky News Arabia, vicina al governo degli Emirati. Secondo fonti dei mediatori, Hamas "ha chiesto, come condizioni per un cessate il fuoco, il ritiro delle forze israeliane dalle aree chiave e dai quartieri residenziali di Gaza prima di iniziare il processo di rilascio degli ostaggi". Inoltre, riferisce la palestinese Màan, Hamas continua a insistere per includere nelle liste dei palestinesi da rilasciare in cambio degli ostaggi sei detenuti che stanno scontando l'ergastolo nelle carceri israeliane. Questo sarebbe uno dei temi "più dirimenti"

Media: “Witkoff e Kushner arrivati in Egitto”

L'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente Jared Kushner, "sono arrivati in Egitto per prendere parte al secondo round di colloqui su Gaza". Lo riferiscono i media del Cairo

Hamas, oltre 67mila morti dall’inizio della guerra

Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, aggiorna a 67.173 il bilancio dei morti dell'inizio del conflitto con Israele, due anni fa. Tra questi, 20.179 i bambini. I feriti sono 169.780

Hamas: “Israele continua i massacri, arabi in silenzio”

Hamas condanna un "fallimento arabo senza precedenti" per la situazione a Gaza, in un comunicato nel secondo anniversario dell'attacco del 7 ottobre di due anni fa. "Israele continua la sua brutale guerra contro il popolo palestinese commettendo massacri contro civili indifesi, tra il vergognoso silenzio e la complicità internazionale e un fallimento arabo senza precedenti", recita il testo citato da al Jazeera. "A due anni di distanza, il nostro popolo rimane radicato nella sua terra, aggrappato ai propri legittimi diritti di fronte ai piani di liquidazione e di sfollamento forzato", conclude Hamas

Media: “131 attivisti della Flotilla espulsi in Giordania”

L'agenzia di stampa statale giordana riferisce che oggi 131 attivisti della flottiglia di Gaza sono stati espulsi da Israele in Giordania attraverso il ponte di Allenby. Il ministero degli Esteri giordano ha affermato che gli attivisti provenivano dai seguenti paesi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Oman, Kuwait, Libia, Pakistan, Turchia, Argentina, Australia, Brasile, Colombia, Repubblica Ceca, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Serbia, Sudafrica, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay

Macron: “Il 7 ottobre orrore indicibile, dolore resta vivo”

"7 ottobre. Due anni dopo l'indicibile orrore del terrorismo di Hamas, il dolore resta vivo. Non dimentichiamo. Pensiamo con fraternità a tutte le vittime, tra cui 51 nostri connazionali. Pensiamo ai 48 ostaggi ancora trattenuti da Hamas. Lavoriamo senza sosta per il loro ritorno": lo scrive in un messaggio pubblicato su X il presidente francese, Emmauel Macron, ribadendo l'appello della Francia: "Liberazione di tutti gli ostaggi e cessate il fuoco senza attendere. Condividiamo il dolore delle famiglie al lutto come l'angoscia di chi attende ancora. Un tale abominio non dovrà mai riprodursi. Uniamo tutte le nostre forze per lottare contro l'antisemitismo e costruire la pace"

Starmer: “Il 7 ottobre è stato un orrore, estirpare antisemitismo nel Regno Unito”

Il premier britannico Keir Starmer ha ricordato oggi in un messaggio il secondo anniversario dell'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 come "un orrore" e "un incubo", denunciando al contempo l'antisemitismo come "una macchia" da estirpare nel Regno Unito e altrove a pochi giorni dall'aggressione sanguinosa compiuta la mattina dello Yom Kippur contro la sinagoga ortodossa di Heaton Park, a Manchester. "Oggi - sottolinea Starmer - commemoriamo i due anni trascorsi dall'orribile attacco a Israele dei terroristi di Hamas, il peggiore attacco contro gli Ebrei dall'Olocausto". Il premier ricorda poi gli ostaggi e tutti coloro che da "quel giorno orrendo" sono costretti a "patire un incubo". Incubo da superare attraverso il rilancio di un piano "verso la pace in Medio Oriente", aggiunge il primo ministro laburista, tornando a elogiare l'iniziativa del presidente americano Donald Trump di questi giorni. Quanto al fronte interno britannico, Starmer - dopo aver annunciato nei giorni scorsi, sulla scia dell'attacco alla sinagoga di Manchester, una contestata stretta alle manifestazioni pro Pal di protesta contro la rappresaglia israeliana post 7 ottobre a Gaza - fa riferimento esplicito a un "risorgente antisemitismo che le comunità ebraiche hanno dovuto affrontare anche nelle nostre strade", minacciate "dall'odio di chi vuol far loro del male". "Una macchia dinanzi alla quale - conclude - noi e questo Paese ci opporremo sempre uniti"

Mattarella: “La condanna della violenza di Israele non attenua l’orrore di Hamas”

"L'orrore e la condanna, pubblicamente e ripetutamente espressa, per la violenza crudele e inaccettabile delle armi di Israele - che fa pagare alla popolazione di Gaza un intollerabile prezzo di morte, fame e disperazione, cui è indispensabile porre fine, con la necessità che Israele applichi con pienezza le norme del diritto internazionale umanitario - non attenua orrore e condanna per la raccapricciante ed efferata violenza consumata quel giorno da Hamas". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Mattarella: “Il sentire per Gaza non scada in ignobile antisemitismo”

"Quanto avviene a Gaza e i diversi sentimenti che suscita non possono confluire in quello ignobile dell'antisemitismo che, particolarmente nel secolo scorso, ha toccato punte di mostruosa atrocità, e che oggi appare talvolta riaffiorare, fondandosi sull'imbecillità e diffondendo odio". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio di una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa del Quirinale

Mattarella: “Il 7 ottobre rimarrà una pagina turpe della storia”

"Il 7 ottobre del 2023 rimane e rimarrà nelle coscienze come una pagina turpe della storia: un vile attacco terroristico che avvenne contro inermi cittadini israeliani, recando grave danno alla causa della pace e della reciproca sicurezza in Palestina. Una ferita che ha colpito ogni popolo". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Tajani: “Chiediamo all’Onu una tregua olimpica per Milano-Cortina”

"Dobbiamo essere paladini della pace. Sosteniamo il piano Usa, e come ha detto papa Leone non dobbiamo abbandonare mai la speranza della pace. Roma e l'Italia sono sempre di più in crocevia di pace, sviluppo e crescita. In questo senso in vista delle Olimpiadi di Milano e Cortina presentiamo alle Nazioni Unite una proposta di Tregua Olimpica, per tutte le guerre compresa l'Ucraina e il Medio Oriente". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della XII edizione della Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, in corso a Roma

Media: “Raid a Khan Yunis, un bimbo morto e molti feriti”

Un bambino è stato ucciso e molti palestinesi sono rimasti feriti in un attacco israeliano a Khan Younis: lo riferiscono i funzionari dell'ospedale al-Amal a Al Jazeera

Media: “Diversi blitz israeliani in Cisgiordania”

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, le forze israeliane hanno arrestato almeno 15 palestinesi durante un raid su larga scala nella città di "el-Bireh e nel campo profughi di Jalazone, a nord di Ramallah". Attorno alla città sono istituiti diversi posti di blocco. A Qalandiya, l'Idf "ha bloccato le strade e lanciato gas lacrimogeni". Si segnalano raid anche a Kufr Nìmeh, a ovest di Ramallah, e nei villaggi circostanti. I coloni israeliani hanno poi "raso al suolo 150 ulivi nel villaggio di Umm al-Khair, a sud di Hebron

Sánchez : “Hamas liberi ostaggi e Netanyahu fermi genocidio Gaza”

"Oggi si compiono due anni dai terribili attacchi perpetrati da Hamas. E' un giorno per ribadire la nostra ferma condanna del terrorismo in tutte le sue forme. Per chiedere l'immediato rilascio degli ostaggi israeliani. E per chiedere a Netanyahu di fermare il genocidio del popolo palestinese e aprire un corridoio umanitario". Lo scrive su X il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, nel secondo anniversario degli attentati di Hamas in Israele. Per Sanchez, "Il dialogo e il consolidamento dei due Stati sono l'unica soluzione possibile per porre fine al conflitto e raggiungere un futuro di pace" in Medio Oriente

Merz: “Da 7 ottobre 2023 nuova ondata di antisemitismo in Germania”

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, mette in guardia dall'antisemitismo in Germania nel secondo anniversario dell'attacco di Hamas a Israele. "Dal 7 ottobre 2023, stiamo vivendo una nuova ondata di antisemitismo in Germania. Si manifesta in forme vecchie e nuove: sui social media, nelle università, nelle nostre strade; sempre più forte, sempre più sfacciato e sempre più spesso sotto forma di violenza", ha dichiarato Merz in un videomessaggio. Merz ha affermato di aver rivolto una richiesta a tutti in Germania. "Oggi, domani e dopodomani, contattate i nostri cittadini ebrei ovunque sia possibile. Contattate le comunità ebraiche". Tutti dovrebbero dimostrare di essere al fianco del popolo ebraico. "E che insieme faremo tutto il possibile per garantire che gli ebrei possano vivere qui in Germania senza paura, che possano vivere con fiducia", ha detto Merz

Meloni: “La reazione di Israele ad Hamas è andata oltre ogni principio di proporzionalità”

"La violenza di Hamas ha scatenato una crisi senza precedenti in Medio Oriente. La reazione militare di Israele è andata oltre ogni principio di proporzionalità, e sta mietendo troppe vittime innocenti tra la popolazione civile di Gaza". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione nel secondo anniversario degli attacchi del 7 ottobre.

Meloni: “Non va sprecata l'opportunità del piano di Trump”

"Il Piano di pace presentato dal Presidente Trump - che ha incontrato il convinto sostegno non soltanto delle Nazione europee, ma anche dei Paesi arabi e islamici - offre una opportunità che non deve andare sprecata, per giungere a una cessazione permanente delle ostilità, riportare a casa gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e avviare un processo verso un quadro di pace e di sicurezza in tutto il Medio Oriente". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione nel secondo anniversario degli attacchi di Hamas contro i cittadini di Israele che, sottolinea, "cade in un momento in cui si intravede la concreta possibilità di porre fine a questa guerra"

Meloni: “Il 7 ottobre è stata una delle pagine più buie della storia”

"Sono trascorsi due anni dall'ignominia del massacro compiuto dai terroristi di Hamas contro migliaia di civili inermi e innocenti israeliani, donne e bambini compresi. Crimini indicibili che fanno del 7 ottobre una delle pagine più buie della storia". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione. "Oggi - aggiunge - rinnoviamo la vicinanza ai famigliari delle vittime e torniamo a chiedere la liberazione degli ostaggi, che ancora oggi attendono di tornare a casa dopo due anni di prigionia, vessazioni, sofferenze"

Trump riceve stasera alla Casa Bianca l’ex ostaggio Edan Alexander

A due anni dalla strage del 7 ottobre in Israele Donald Trump riceverà alla Casa Bianca Edan Alexander che è stato tenuto prigioniero per 19 mesi nella Striscia di Gaza. L'incontro è previsto per le 21 ora italiana, come reso noto dalla Casa Bianca. Trump aveva già incontrato Alexander, soldato israelo-americano, a luglio, poco dopo la liberazione

Von der Leyen: “Onoriamo la memoria del 7 ottobre lavorando per la pace”

"Non dimenticheremo mai l'orrore degli attacchi di Hamas del 7 ottobre e il dolore che hanno causato alle vittime innocenti, alle loro famiglie e all'intero popolo di Israele, due anni fa. Onoriamo la loro memoria lavorando instancabilmente per la pace. Il rilascio immediato di tutti gli ostaggi e un cessate il fuoco sono ora a portata di mano. Questa opportunità non deve essere persa". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Chiediamo a tutte le parti di impegnarsi costruttivamente nei colloqui a Sharm el Sheikh, nel contesto del piano proposto dal presidente degli Stati Uniti. Questo momento deve essere colto per aprire la strada a una pace duratura nella regione, basata sulla soluzione a due stati", aggiunge

Idf: “Razzo lanciato da Gaza, nessuna vittima”

Un razzo lanciato dal nord della Striscia di Gaza contro Israele è esploso in campo aperto "senza provocare vittime né danni". Lo riferisce un portavoce dell'Idf.

Famiglie delle vittime del 7 ottobre nel luogo dell'attacco

Oggi gli israeliani commemorano il secondo anniversario dell'attacco del 7 ottobre al Nova Festival, nel deserto del Negev, da parte di miliziani palestinesi, dove furono uccise 1.250 persone e ne furono rapite circa 250.
Le famiglie delle vittime si recheranno sul luogo in cui è avvenuto l'attacco e osserveranno un minuto di silenzio, secondo quanto riporta la Afp. Mentre i negoziatori di Israele e Hamas si incontrano in Egitto per discutere di un possibile accordo di pace a Gaza, gli israeliani si riuniranno in diverse località del Paese per ricordare il giorno dell'attacco.

Axios: Trump riceve ostaggio di Hamas

Donald Trump incontrerà oggi alla Casa Bianca Edan Alexander, il ventunenne nato in New Jersey da genitori israeliani, che è stato il primo militare dell'Idf a essere rilasciato da Hamas mesi fa. Lo riferisce Axios. Alexander era già stato ricevuto dal presidente americano a luglio.

Starmer: “I due anni dal 7 ottobre sono stati un incubo vivente”

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che i due anni trascorsi dall'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra a Gaza, sono stati un "incubo vivente" per molti. Starmer ha anche denunciato il "crescente antisemitismo" nel Regno Unito, pochi giorni dopo l'uccisione di due uomini ebrei in un attacco contro una sinagoga di Manchester. "Oggi ricorrono i due anni dai terrificanti attacchi contro Israele da parte dei terroristi di Hamas del 7 ottobre 2023... Il peggior attacco al popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto", ha dichiarato Starmer in una nota. "Da quel giorno terribile, tantissimi hanno vissuto un incubo vivente", ha detto, promettendo di continuare gli sforzi per riportare a casa gli ostaggi britannici tenuti da Hamas a Gaza. L'attacco di Hamas dell'ottobre 2023 ha causato la morte di 1.219 persone, per lo più civili, secondo un conteggio dell'AFP basato sui dati ufficiali israeliani. I militanti hanno anche sequestrato 251 ostaggi, 47 dei quali si trovano ancora a Gaza. Di questi, l'esercito israeliano afferma che 25 sono morti. L'offensiva di rappresaglia di Israele ha ucciso almeno 67.160 palestinesi negli ultimi due anni, secondo i dati del Ministero della Salute nel territorio controllato da Hamas, che le Nazioni Unite considerano affidabili. Starmer, che il mese scorso ha compiuto la storica mossa del Regno Unito per il riconoscimento dello Stato di Palestina insieme ad altri alleati, ha accolto con favore il piano degli Stati Uniti "verso la pace in Medio Oriente".

Media, discusse le condizioni per il rilascio degli ostaggi in cambio dei detenuti palestinesi

A porte chiuse e sotto stretta sorveglianza, i negoziatori hanno comunicato tramite mediatori che facevano la spola tra le due parti. Secondo Al-Qahera News le delegazioni hanno discusso le condizioni preliminari per il rilascio dei detenuti. "I mediatori egiziani e qatarioti stanno lavorando con entrambe le parti per stabilire un meccanismo" per il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza in cambio dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, ha affermato.

Media, “clima positivo” per il primo round di colloqui a Sharm El-Sheikh

Il primo round di colloqui tra Hamas e i mediatori si è concluso in Egitto "in un clima positivo", riferiscono i media egiziani. Secondo Al-Qahera News, i colloqui proseguiranno anche oggi nella località turistica di Sharm El-Sheikh, dove una delegazione israeliana è arrivata ieri. Israele e Hamas dovrebbero avviare colloqui indiretti sui dettagli di una proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per uno scambio di ostaggi e un cessate il fuoco a lungo termine.

Al Jazeera: “Conclusi bene i primi colloqui tra i mediatori e Hamas”

Si sono conclusi a Sharm el-Sheikh i primi colloqui tra i mediatori e Hamas. Lo riportano fonti di Al Jazeera, secondo cui "l'incontro dei mediatori con la delegazione di Hamas è stato positivo" ed è stata “delineata la tabella di marcia e i meccanismi per l'attuale ciclo di colloqui".

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